Le lettere di Maometto sono una serie di missive diplomatiche inviate da Maometto a diversi capi di Stato della sua epoca. Secondo lo storico persiano Ṭabarī (X secolo), Maometto decise di spedire tali lettere invitando i vari governanti ad aderire all'Islam subito dopo aver firmato l'Accordo di al-Hudaybiyya (628).
Secondo la storiografia islamica, Maometto inviò degli ambasciatori con tali lettere presso l'Imperatore sasanide Cosroe II di Persia, l'Imperatore bizantino Eraclio, il Negus etiope Aṣḥama ibn Abjar, il patriarca e governatore egiziano Muqawqis, il governatore bizantino della Siria Harith Gassani e il governatore persiano del Bahrain Munzir ibn Sawa Al-Tamimi.
Le lettere All'Imperatore sasanide La lettera all'Imperatore sasanide Cosroe II di Persia (in arabo: كسرى , transliterazione: Kisra), fu inviata per tramite dello Sahaba ʿAbd Allāh ibn Ḥudhāfa al-Sahmī. Il testo pervenutoci:
La tradizione islamica afferma che Cosroe II strappò la lettera di Maometto dicendo "Uno schiavo pietoso tra i miei sudditi osa scrivere il suo nome prima del mio"Mubarakpuri, Safiur-Rahman. "When the Moon split". Darussalam. ISBN 978-603-500-060-4. e ordinò al goveratore dello Yemen Bādhān ibn Sāsān di inviare due uomini nell'Hegiaz a prelevare Maometto e portarlo di fronte a lui. Informato di questo da al-Sahmi, Maometto replicò "Così Allah dovrà distruggere il suo regno".
All'Imperatore bizantino Anche la lettera all'Imperatore bizantino Eraclio fu inviata per tramite di ʿAbd Allāh ibn Ḥudhāfa al-Sahmī che fu incarcerato e sottoposto a torture dall'Imperatore, il quale secondo la tradizione cercò di farlo convertire al cristianesimo, finché non venne rilasciato dopo aver acconsentito a baciare la fronte del sovrano bizantino in segno di sottomissione. Il testo pervenutoci, completato da una citazione al Corano:
Al Negus etiope La lettera al Negus di Axum Aṣḥama ibn Abjar, come pervenutaci: L'imām Abū Dāwūd al-Sijistānī riferisce che egli si sarebbe effettivamente convertito, rispondendo alla missiva: "Attesto che egli [Maometto] è il Messaggero di Allah, Allah lo benedica e lo salvi, e che egli è colui che è stato preannunciato da Gesù, figlio di Maria" e ciò sarebbe provato dal fatto che Maometto, successivamente alla morte del sovrano nel 631, celebrò a Medina una Salat al-Gha'ib (funerale islamico in assenza).
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