Prima del suo coinvolgimento nel traffico di droga, López Falcón era dedito al commercio di fiori a Miguel Alemán. Ha fatto parte del cartello negli anni '90 ed è stato un fidato garante dell'ex boss Gilberto García Mena. Il ruolo di López Falcón nel cartello consisteva nella gestione delle spedizioni di droga da Tamaulipas agli Stati Uniti. Quando cominciarono ad interessarsi a lui, le forze di sicurezza non attribuirono a López Falcón l'etichetta di violento boss del crimine; al di fuori delle sue mansioni preferiva dedicarsi ai suoi interessi personali, che includevano la promozione di eventi musicali o di spettacolo in genere, la gestione delle sue catene di ristoranti e la conduzione della sua attività di allevamento di cavalli. Dopo essersi unito al cartello, rinnovò i suoi sforzi per apparire come un onesto uomo d'affari, anche per mantenere un basso profilo.
Alla fine degli anni '90, gli affari di López Falcón entrarono in conflitto con quelli di García Mena, che cercò il sostegno del leader del cartello Osiel Cárdenas Guillén per cacciarlo. López Falcón ruppe quindi i legami con il cartello del Golfo e strinse alleanze con i cartelli di Sinaloa, Milenio e Juárez. In seguito a questo evento, il cartello del Golfo attribuì a López Falcón la responsabilità dell'arresto di García Mena avvenuto nell'aprile 2001, e ne pianificò l'uccisione.
López Falcón fuggì quindi a Nuevo León, dove stabilì il suo nuovo centro operativo. Sopravvisse a un primo attentato un mese dopo, ma fu infine ucciso a Guadalajara nel maggio 2003. Il suo omicidio rimane irrisolto, ma si ritiene che i suoi assassini fossero membri di Los Zetas, l'ex gruppo paramilitare del cartello del Golfo.
Vita e carriera criminale López Falcón, comunemente noto con il suo soprannome El Yeyo (soprannome diffuso fra i trafficanti sudamericani in quanto termine gergale per indicare la cocaina), nacque a Miguel Alemán, Tamaulipas, Messico, nel 1965. Prima di dedicarsi al traffico di droga, López Falcón gestiva un'azienda dedita al commercio di fiori a Miguel Alemán. Successivamente si unì al gruppo criminale di Tamaulipas, il cartello del Golfo, e lavorò come spacciatore e spedizioniere di droga sotto il boss Gilberto García Mena ("El June"). In seguito, sia López Falcón che García Mena lavorarono alle dipendenze del trafficante di droga Fidel Hinojosa ("El Choco"), assieme a Ricardo Garza Manríquez, ex capo del dipartimento di pubblica sicurezza di Miguel Alemán, e Zeferino Peña Cuéllar ("Don Zefe"), l'ex capo della Polizia Municipale Miguel Alemán. Nel cartello del Golfo, secondo quanto riferito, López Falcón era responsabile del coordinamento delle spedizioni di droga da Nuevo Laredo, Tamaulipas, agli Stati Uniti. Nel 1999, il Segretariato della Difesa Nazionale (SEDENA) segnalò López Falcón come un trafficante di droga in piena carriera. Benché a corto di prove, le forze di sicurezza sospettavano che mantenesse uno status di basso profilo e si atteggiasse a uomo d'affari per coprire le sue reali attività. È accertato che usò gli pseudonimi Gilberto Salinas e Edelio Flores per nascondere la sua vera identità.
Secondo quanto riferito, il cugino di López Falcón, Rolando López Salinas ("El Rolis"), era il suo assistente personale. López Salinas lavorava come guardia del corpo personale di López Falcón e capo dei suoi servizi di sicurezza. Gli omicidi attuati da López Salinas venivano ordinati direttamente da García Mena; López Falcón accondiscendeva a questa suddivisione dei compiti dal momento che preferiva non occuparsi del "lavoro sporco" necessario al mantenimento della supremazia negli affari. Secondo le forze di sicurezza messicane, López Falcón non era noto per essere un violento boss del crimine: era riluttante a commissionare omicidi, preferendo concentrarsi sull'organizzazione del traffico di droga e sui suoi altri interessi, che includevano la promozione di eventi musicali (particolarmente di musica ranchera), il combattimento di galli, la gestione delle sue catene di ristoranti, l'equitazione e l'allevamento di cavalli. La sua notevole perizia nell'allevamento di cavalli eccellenti gli valse il soprannome di "El Señor de los Caballos" (il signore dei cavalli). López Falcón era una delle persone più ricche di Miguel Alemán; possedeva più proprietà, inclusa una tenuta nota come The Bougainvilleas (spagnolo: Las Bugambilias), dove ospitava le feste in occasione del Patrono della città e numerosi eventi di corse di cavalli. García Mena e il sindaco di Miguel Alemán Raúl Rodríguez Barrera furono presenti a questi eventi in più occasioni. Altri invitati includevano funzionari locali, membri dell'esercito messicano, scommettitori e biscazzieri da tutto il Messico. Le autorità sospettavano che la sua attività di allevamento di cavalli fosse una copertura per il riciglaggio di denaro sporco proveniente dai suoi illeciti, e che si avvalesse di un prestanome per gestirla.
Una delle ultime apparizioni pubbliche di López Falcón risale al 22 giugno 2000 quando fu notato all'inaugurazione di un ristorante a Monterrey. Nove fotografie dell'evento trapelarono al quotidiano Diario de Monterrey due anni dopo. López Falcón era in compagnia di più persone, tra cui il governatore di Nuevo León Fernando Canales Clariond. Altri partecipanti includevano il sindaco di Santiago Eduardo Manuel García Garza e il sacerdote Alejandro Leal, che impartì le benedizioni al momento dell'inaugurazione. López Falcón si trovava in compagnia della sua fidanzata María Eugenia Garza Díaz, la figlia del proprietario del ristorante.
Quando López Falcón non curava le sue attività a Tamaulipas, trascorreva il suo tempo in Texas, dove si crede abbia avviato altre attività di traffico di droga.
Secondo il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Texas, egli era un residente regolare negli Stati Uniti e viveva in una casa a Houston con una donna di nome Yolanda e un uomo di nome Roberto Pérez López. Le forze dell'ordine sospettavano che López Falcón usasse Houston come rifugio sicuro; aveva precedenti penali a Houston, dove era già stato identificato come trafficante di persone (favoriva l'attraversamento del confine a migranti messicani, dietro compenso). Sulla sua patente di guida del Texas, il nome indicato era Adelio López Falcón: 83 chili di peso per 1.75 metri di altezza. La sua data di nascita era il 26 giugno 1955, mentre sui documenti messicani risultava essere nato nel 1965. La patente di guida statunitense gli era stata sospesa in un'occasione da un giudice texano, ma López Falcón fu rilasciato sulla parola, e riottenne una nuova patente facente riferimento allo stesso indirizzo di Houston.
Nuove alleanze López Falcón e García Mena manifestarono i primi dissidi alla fine degli anni '90. Le frizioni fra i due iniziarono dopo che López Falcón decise di diversificare le attività del cartello del Golfo e iniziò a contrabbandare cocaina negli Stati Uniti da Tamaulipas. García Mena contrabbandava principalmente marijuana sfruttando gli stessi canali. Cercò infine il sostegno di Osiel Cárdenas Guillén, il massimo leader del cartello del Golfo, per cercare di estromettere López Falcón, il quale si schierò quindi con López Salinas, tramite cui sperava di ottenere il sostegno dei gruppi della criminalità organizzata rivali. A metà del 2000, López Falcón e López Salinas si incontrarono con i membri del cartello di Sinaloa e mediarono un affare di droga senza l'approvazione del cartello del Golfo. López Falcón allargò il doppio gioco e formò un'alleanza con il cartello di Sinaloa, che gli prospettò maggiori profitti in cambio del permesso di spacciare droga a Tamaulipas. Ciò indusse García Mena e il cartello del Golfo a tagliare completamente i legami con López Falcón e il suo gruppo.
López Falcón allargò il suo giro di alleanze fino a includere il cartello di Milenio e il cartello di Juárez, che con il cartello di Sinaloa operavano come un'organizzazione a triangolo. Nel 2000, l'ufficio del procuratore generale (PGR) confermò un'alleanza tra López Falcón e Arturo Beltrán Leyva, un boss che aveva legami con i signori della droga Ismael "El Mayo" Zambada e Ignacio Coronel Villarreal. Secondo le informazioni fornite dalla DEA (Drug Enforcement Administration) López Falcón lavorava a stretto contatto anche con il boss del cartello Milenio Armando Valencia Cornelio, come principale intermediario del cartello Milenio a Monterrey, Nuevo León. Gli inquirenti ritenevano anche che fu lui a dare il suo assenso a che il cartello Milenio contrabbandasse droga da Nuevo Laredo al Texas. I rapporti dell'intelligence, tuttavia, indicavano che Valencia Cornelio non si fidava completamente di López Falcón dal momento che sospettava fosse un informatore delle forze dell'ordine. Per difendersi ulteriormente dalla concorrenza e da eventuali ritorsioni da parte del cartello del Golfo, López Falcón si appoggiò anche a Dionisio Román García Sánchez ("El Chacho"), un ex ufficiale della polizia di stato, ora a capo di un noto gruppo di contrabbandieri di Nuevo Laredo, noti come Los Chachos. Los Chachos a loro volta erano alleati con l'organizzazione triangolare di cui faceva parte anche López Falcón, che li aiutava a contrabbandare droga a Tamaulipas, e aiutarono anche il gruppo di López Falcón a combattere le forze del cartello del Golfo nel loro territorio.
Nel suo nuovo ruolo, López Falcón continuò a impersonare pubblicamente il ruolo dell'onesto uomo d'affari. Gli era stato affidato il compito di garantire che la sua nuova organizzazione avesse il sostegno politico e la protezione dalla polizia, soprattutto perché operavano in un luogo da cui non erano originari. Per ottenere sostegno politico nel nord del Messico, i nuovi capi di López Falcón lo incaricarono di individuare un politico influente (e naturalmente corruttibile) che potesse sostenerli. López Falcón contattò un esponente del Partito d'Azione Nazionale (PAN), Mauricio Fernández Garza, candidato alla carica di governatore di Nuevo León nel 2003. Secondo Fernández, López Falcón all'inizio del 2003 gli fece pervenire un invito per un incontro; in seguito, in almeno un'occasione, si recò nel suo ufficio portando con sé diverse valigie piene di dollari americani. Secondo quanto riferito, il denaro era destinato ad aiutare Fernández a finanziare la sua campagna elettorale in cambio del suo sostegno politico e del permesso di "operare" indisturbatamente a Nuevo León se Fernández avesse vinto le elezioni. Fernández riferì di non aver accettato la proposta.
Caduta Il 22 settembre 2000, il cartello del Golfo mise a segno un attacco armato contro López Salinas a Miguel Alemán. Lui e il suo autista Héctor Arias se la cavarono con qualche ferita. Si presume che l'attacco sia stato ordinato direttamente da García Mena. Cinque giorni dopo, sei uomini armati furono arrestati a Camargo, a seguito di una segnalazione anonima ricevuta dalla Polizia di Stato di Tamaulipas. Nella loro confessione alla polizia, gli uomini armati rivelarono di essere stati assunti da López Salinas e di provenire dalle città sinaloane di Culiacán e Guamúchil. Aggiunsero di essere di stanza nel Nuevo León e di aver ricevuto l'ordine di fare incursioni a Tamaulipas. Gli inquirenti seppero così della presenza di membri della criminalità organizzata provenienti da altri territori fuori Tamaulipas. Il 27 novembre 2000, il capo della polizia rurale Miguel Alemán Pablo Gaytán Mejía fu assassinato da quattro uomini armati, presumibilmente su ordine di López Falcón. Secondo quanto ricostruito, Gaytán Mejía era un caro amico di García Mena, di cui agevolava le spedizioni di droga. Come rivalsa, gli scagnozzi di García Mena uccisero tutti e quattro i killer.