Angelica sulla via di Versailles (Angélique - Le chemin de Versailles) è un romanzo del 1958 scritto da Anne e Serge Golon. Si tratta del secondo libro della serie di romanzi di Angelica.

In Italia il romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 1958 dalla casa editrice Garzanti col titolo Angelica alla corte del Re. Nel 1965 venne ripubblicato col titolo definitivo di Angelica sulla via di Versailles. Successivamente il romanzo è stato ristampato diverse volte e, a partire dal 1965, è stato spesso ristampato diviso in due romanzi distinti intitolati Angelica alla corte dei miracoli (comprendente le prime due parti del romanzo) e Angelica alla corte del re (composto dalla terza parte del romanzo).

Trama Parte prima - La Corte dei Miracoli Marzo 1661. Mentre sta spiando il monaco Bécher dalla finestra di una taverna, Angelica fa conoscenza con il nano Barcarola che, appreso che la donna intende uccidere il monaco, la conduce presso il Cimitero dei Santi Innocenti, dove si sono radunati i membri della Corte dei miracoli per pagare il tributo al loro capo, il Grande Coesre. Lì Rodogone l'Egiziano e Calembredaine si mettono a lottare, imitati dai loro uomini, per rivendicare il “possesso” di Angelica come loro donna. Alla fine è Calembredaine ad aggiudicarsi la donna e, dopo averla condotta nel suo rifugio presso la Torre di Nesle, le rivela la sua vera identità: l'uomo infatti altro non è che Nicola, l'amico d'infanzia di Angelica.

In seguito gli uomini della Corte dei Miracoli attirano il monaco Bécher in una trappola per ucciderlo e lo terrorizzano fino a farlo morire di paura. Più tardi, tornati alla Torre di Nesle, Angelica e Nicola trascorrono la notte insieme.

La storia tra Angelica e Nicola rende molto gelosa la Polacca, ex compagna del giovane. Una sera, su istigazione di Cul di Legno, uno dei pitocchi, Angelica si reca in una taverna sul Ponte Nuovo dove vede Calembredaine insieme ai suoi compagni e alla Polacca. Furiosa, la donna lo colpisce alla testa con un vaso; poi, all'avviso che stanno per arrivare le guardie, scappano tutti e fanno ritorno alla Torre di Nesle. Durante la fuga la Polacca salva Angelica da una guardia che aveva cercato di fermarla.

Mentre le guardie danno la caccia alla marchesa degli Angeli, compagna di Calembredaine e ritenuta colpevole di omicidio, l'uomo insieme ai suoi uomini assalta la carrozza della signora di Brinvilliers e la deruba dei suoi gioielli.

Una notte la banda di Calembredaine si reca a svaligiare una casa nel sobborgo San Germano. Rimasta indietro, mentre sta fuggendo con la refurtiva Angelica viene attaccata da Sorbona, il cane di Desgrez. La donna riesce a liberarsi e poi si nasconde prima che giunga l'uomo. Poco dopo però Angelica viene catturata proprio da Desgrez il quale annuncia alle guardie che sono con lui che la marchesa degli Angeli è stata catturata. Però dopo aver visto il viso della donna Desgrez afferma di essersi sbagliato e la lascia libera.

Al mattino, una volta giunta sul Lungosenna della Torretta, Angelica si sdraia su un barcone pieno di fieno e lì, vinta dalla stanchezza, si addormenta. Si risveglia improvvisamente sotto le carezze di uno sconosciuto, il quale poi si mette a corteggiarla. Ma appena scopre che si tratta della donna di Calembredaine, l'uomo la saluta e fugge via. Passando per il Ponte Nuovo Angelica trova alcuni uomini di Calembredaine che la informano che il suo uomo era preoccupato per la sua sorte; poi assiste all’esame di Flipot che il giovane supera con successo.

Una sera d'estate, Gian Putrido, un mercante di bambini, si reca alla Torre di Nesle. Notato il piccolo Linot, nipote di Tebaldo il suonatore di ghironda, l'uomo si offre di acquistarglielo per poi rivenderlo a qualche gran signore. Nonostante le proteste di Tebaldo, Gian Putrido prende Linot per condurlo via con sé ma è fermato da Angelica che lo avvisa che non può portare via il fanciullo senza l'autorizzazione di Calembredaine. L'uomo si ferma così ad attendere Calembredaine che ritorna solo a notte fonda. Ma prima che i due possano discutere sulla sorte di Linot giunge alla Torre Berta, la cameriera della contessa di Soissons, per vendere a Gian Putrido un neonato mulatto, figlio bastardo della contessa e di Kuassi-Ba. Berta poi, veduto Barcarola, decide di condurlo con sé a Fontainebleau dalla regina per sostituire il suo nano morto da poco.

Decisa ad andare a vedere i suoi figli, Angelica si reca nei pressi della casa del procuratore Fallot. Da uno scrivano apprende però che l'uomo e la sua famiglia non abita più lì da diversi mesi. Da un ciabattino lì vicino Angelica viene a sapere che Barbare, la domestica a cui aveva affidato i figli, ora lavora da un rosticciere all'insegna del "Gallo Ardito". Angelica vi si reca subito e apprende da Barbara che i suoi figli si trovano da una nutrice nel villaggio de Neuilly, vicino a Longchamp. Il mattino seguente Angelica si reca dalla nutrice in questione e trova i suoi due figli sporchi e denutriti e li porta via con sé. Inizialmente Nicola è perplesso per la scelta di Angelica di condurre i figli alla Torre di Nesle perché teme per il loro futuro. Ma ben presto i piccoli, sotto la sua protezione, diventano i beniamini della Corte dei Miracoli.

Nel settembre 1661, Nicola Fouquet viene arrestato e la sua caduta provoca un terremoto a corte.

Ad ottobre ha luogo la tradizionale fiera di San Germano nell'omonimo sobborgo parigino. Durante la fiera, Rodogone l'Egiziano tenta di uccidere Calembredaine lanciandogli un pugnale. L'uomo viene salvato in tempo da Angelica che aveva visto Rodogone con l’arma in mano. Scoppia così una furiosa e sanguinosa rissa tra gli uomini di Calembredaine e quelli di Rodogone. Quella notte tutte le donne presenti alla fiera, compresa Angelica, vengono arrestate e rinchiuse nel carcere del Castelletto. Qui i suoi carcerieri tagliano i capelli di Angelica per rivenderli per soldi, poi il podestà di Parigi condanna tutte le donne ad essere fustigate in pubblico. Prima che Angelica venga portata via per essere frustata, l'ufficiale della guardia la vede e le propone di andare a letto con lui per vedersi risparmiare la frusta. Al netto rifiuto della donna, l'uomo la caccia ordinando che venga anch'essa frustata. Ma poiché nessuno degli uomini della guardia civile ha ben capito l'ordine del capitano, Angelica se ne va via senza che nessuno la trattenga.

Mentre sta recandosi alla torre di Nesle Angelica viene fermata dalla Polacca. La donna l'avvisa che la Torre è ora in mano a Rodogone l'Egiziano e alla sua banda, che non si sa nulla del destino di Calembredaine e che il piccolo Florimondo è stato preso da Gian Putrido mentre Cantor è stato venduto ad alcuni zingari. Le due donne partono poi insieme per raggiungere gli zingari e li trovano accampati nei pressi del ponte di Charenton, ma essi si rifiutano di rivendere alle donne il piccolo Cantor. Sconvolta, Angelica decide di far intervenire le guardie. Tornata a Parigi la donna si reca alla prigione del Castelletto dove chiede al capitano aiuto per riprendersi il figlio. L'uomo decide di aiutarla in cambio di una notte d'amore ed Angelica accetta. Dopo aver recuperato Cantor, Angelica informa il capitano che tornerà da lui la notte dopo, quindi porta il figlio da Barbara al «Gallo Ardito». Poi parte per andare a riprendersi Florimondo.

Angelica si reca nel quartiere riservato del sobborgo San Dionigi dove si trova la dimora del Grande Coesre. Entrata di nascosto nella casa fatiscente Angelica, grazie al pianto dei bambini, viene guidata fino ad una porta sbarrata da serrature. Mentre cerca un modo per rimuovere i cardini della porta viene sorpresa dal Grande Coesre e, per impedirgli di dare l'allarme, la donna è costretta ad ucciderlo. Subito dopo giunge sul luogo Rosina, l'ultima giovane moglie del Grande Coesre, che, ben felice della morte del mostruoso marito, aiuta Angelica a liberare Florimondo, Flipot e Linot dalla loro prigione. La giovane poi li aiuta a scappare dalla casa e Angelica li conduce tutti quanti all'Abbazia di San Martino dei Campi dove ricevono una scodella di brodo caldo. Notata la contessa di Soissons tra le dame che distribuiscono il mangiare, Angelica le si avvicina e chiede della legna, dei vestiti ed un po' di cibo per lei e gli altri in cambio del suo silenzio circa il figlio mulatto che la contessa ha da poco avuto. La donna, seppur a malincuore, si vede costretta a cedere per mantenere il suo segreto.

Più tardi Angelica con Florimondo e seguita da Rosina, da Linot e da Flipot, si presentano al «Gallo Ardito» e si installano nella stanza di Barbara con grande disappunto di padron Bourgeaud. Quella notte, Angelica si reca al Castelletto dal capitano della guardia e fa l'amore con lui come aveva promesso la sera prima. Al mattino la donna promette fra sé di non voler essere più costretta a rubare od uccidere, di non voler più vivere in miseria e di voler ridiventare una gran dama.

Parte seconda - La taverna della Maschera Rossa Ritornata nella rosticceria del «Gallo Ardito», Angelica viene male accolta da padron Bourgeaud il quale vorrebbe cacciarla via. La donna allora gli fa notare in che razza di stato versa il suo locale e questo apre gli occhi all'uomo che accetta che lei e tutti gli altri restino lì. Mentre Linot, Flipot e Rosina danno una mano nella rosticceria, Angelica, per guadagnare qualche soldo, si reca sul Ponte Nuovo per aiutare una fioraia che già una volta aveva aiutato quando faceva parte della Corte dei Miracoli. Appreso che le signore della corporazione dei fiori non sanno dove andare a pranzare per festeggiare il giorno di San Valbonne, la donna consiglia loro di pranzare al «Gallo Ardito». Grazie ad un locale rimesso a nuovo e alla prelibate pietanze cucinate da David Chaillou, il giovane nipote di padron Bourgeaud, il pranzo della Confraternita di San Valbonne si rivela un successo.

Nel novembre 1661 nasce il delfino di Francia e tutte le corporazioni si recano al Louvre a rendere omaggio all'erede al trono. Anche Angelica, come apprendista della Corporazione delle fioraie, vi si reca ed ha così modo di rivedere dopo mesi il re Luigi XIV. Mentre sta per uscire da palazzo, Angelica viene avvicinata da Barcarola, divenuto il nano della regina, il quale le consiglia vivamente di andare al più presto a rendere omaggio a Cul di Legno, divenuto nel frattempo il nuovo Grande Coesre, se vuole essere certa che nessuno dei suoi vecchi compagni di pitoccheria attenti alla sua vita.

Nel mese successivo, Angelica si dedica completamente al commercio della rosticceria e il «Gallo Ardito» si specializza nei pranzi delle confraternite. Fanno però poi seguito tre mesi terribili nei quali carestia e pestilenza colpiscono la città di Parigi. Durante questo periodo Angelica si reca a trovare Cul di Legno per chiedere che sia lasciata libera nella sua nuova esistenza. Superato il momento della carestia, il successo del «Gallo Ardito» fa sì che tra i suoi clienti inizino anche ad esserci diversi nobili. Angelica, per timore di essere riconosciuta da alcuni di essi, inizia ad indossare una maschera rossa.

Nel 1663, Angelica approfitta degli ozi forzati della Quaresima per realizzare tre progetti che le stanno a cuore. Primo, si trasferisce a vivere, sotto il nome di signora Morens, nel quartiere del Marais e porta con sé Barbara (e il cane Patù e la servetta Giasmina, unici amici di Florimondo quando stava a nutrice). Secondo, fa modificare l'insegna della rosticceria del «Gallo Ardito», divenuta, in seguito all'impulso da lei dato e al gusto dei clienti, la taverna della «Maschera Rossa». Appreso per caso che il pittore Gontrano Sancé abita nel sobborgo San Marcello, Angelica si reca da lui e gli commissiona la nuova insegna. Terzo, Angelica intende sfruttare la licenza in possesso di David Chaillou per lanciare nella società parigina la bevanda esotica chiamata cioccolata.