Il Comitato interministeriale per li Diritti Umani (CIDU) è un organismo statale italiano istituito con decreto il 15 febbraio 1978, n. 519. Esso svolge un’attività istituzionale di "focal point" per l'Italia degli organi di monitoraggio degli organismi internazionali delle Nazioni Unite, del Consiglio d'Europa e dell’Unione europea in materia di difesa dei diritti umani.
Il Comitato è oggi inserito nel quadro organico del Ministero degli Affari Esteri, è presieduto da un alto funzionario della carriera diplomatica ed è composto da rappresentanti di ministeri, amministrazioni ed enti che a vario titolo si occupano delle tematiche dei diritti umani.
Composizione Il CIDU è oggi regolato Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 agosto 2010 ed annovera tra i suoi componenti: Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per gli Affari Europei; Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità; Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per le Politiche della Famiglia; Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per le Politiche in Favore delle Persone con Disabilità; Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale; Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per lo Sport; Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per la Trasformazione Digitale; Presidenza del Consiglio dei ministri, Ufficio UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali); Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste; Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Ministero della Cultura; Ministero della Difesa; Ministero della Giustizia; Ministero dell'Interno; Ministero dell'Interno – Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD); Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Ministero delle Imprese e del Made in Italy; Ministero dell’Istruzione e del Merito; Ministero del lavoro e delle politiche sociali; Ministero della Salute; Ministero dell’Università e della Ricerca; Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo - AICS; Associazione nazionale dei Comuni d'Italia - ANCI; Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri; Comando Generale del Corpo della Guardia di Finanza; Conferenza delle Regioni e delle Province autonome; Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro - CNEL; Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria – CREA; Consiglio Superiore della Magistratura – CSM; Comitato italiano per l'UNICEF; Commissione italiana per l'UNESCO, Istituto nazionale di Statistica - ISTAT; Unione delle Province d'Italia - UPI; Società italiana per l'Organizzazione internazionale - SIOI;
Vi fanno parte anche tre eminenti personalità del mondo accademico e scientifico.
Attività Le principali attività del CIDU sono le seguenti: realizzare un sistematico esame delle misure legislative, regolamentari, amministrative da adottare nell’ordinamento interno italiano per dare concreta attuazione agli impegni assunti dall’Italia nelle Convenzioni internazionali sui diritti umani delle Nazioni Unite, del Consiglio d'Europa e dell'Unione europea; promuovere l’adozione dei provvedimenti necessari per il pieno adempimento degli obblighi internazionali già assunti e seguire la loro concreta osservanza sul territorio nazionale; preparare i Rapporti periodici che il Governo italiano è tenuto a presentare alle competenti Organizzazioni internazionali; predisporre annualmente la prevista relazione al Parlamento Italiano; collaborare alle iniziative internazionali sui diritti umani, come conferenze, simposi e celebrazioni di ricorrenze internazionali; mantenere e gli opportuni rapporti con le organizzazioni della società civile attive nel settore della promozione e protezione dei diritti umaniPer celebrare la giornata internazionale dei Diritti Umani, d'intesa con le organizzazioni della società civile, il CIDU assegna un premio. https://www.youtube.com/watch?v=Fv7huYuEdqA.
Corpus iuris internazionale in materia di diritti umani Le Convenzioni internazionali sui diritti umani a cui l'Italia, alla pari della grande maggioranza degli altri Paesi del mondo, ha aderito ed è quindi tenuta a rispettare originano in ambito delle Nazioni Unite, del Consiglio d'Europa e dell'Unione europea. In ambito ONU vi sono, in particolare, otto trattati internazionali che l'Italia ha contribuito a far adottare e a cui ha quindi essa stessa aderito. Sono: Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Adottata il 4 novembre 1950 a Roma, entra in vigore il 3 settembre 1953; Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale. Approvata il 21 dicembre 1965, la Convenzione è in vigore dal 4 gennaio 1969; Convenzione internazionale sui diritti civili e politici. Approvato dall’Assemblea Generale il 16 dicembre 1966, è entrato in vigore il 23 marzo 1976; Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. Approvato anch’esso dall’AG in data 16 dicembre 1966 assieme al Trattato gemello sui diritti civili e politici. È entrato in vigore il 3 gennaio 1976; Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna (CEDAW) Votata dall’AG il 18 dicembre 1979, è in effettivamente vigore dal 3 settembre 1981; Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti. Adottata dall'Assemblea Generale il 10 dicembre 1984, è norma cogente dal 26 giugno 1987; Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia. Approvata dall’AG il 20 novembre 1989, è in vigore dal 2 settembre 1990; Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea. Proclamata a Nizza nel dicembre 2000 dal Parlamento Europeo, dal Consiglio dell’Unione Europea e dalla Commissione, è diventata giuridicamente vincolante dall’entrata in vigore del trattato di Lisbona nel dicembre 2009; Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Adottata dall’Assemblea Generale il 13 dicembre 2006, è in vigore dal 3 maggio 2008; Convenzione internazionale per la protezione di tutti gli individui dalle sparizioni forzate. Approvata dall’Assemblea generale il 20 dicembre 2006, in vigore dal 23 dicembre 2010.
Note
Bibliografia
Riferimenti normativi DM 15 febbraio 1978, n. 519. Decreto istitutivo. DM 24 novembre 2005, n. 208/3258, che ne precisa le finalità (art. 2), la composizione (art. 3) nonché le modalità di funzionamento. DPCM 11 maggio 2007 con cui si è provveduto al riordino. Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 agosto 2010 che ha definito gli “Indirizzi interpretativi in materia di riordino degli organismi collegiali e di riduzione dei costi degli apparati amministrativi. DM 5 settembre 2013, n. 2000/517 per il collocamento nel quadro organico del Ministero degli Affari Esteri, Direzione Generale per gli Affari Politici e di Sicurezza.
Voci correlate Diritti umani Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa
Collegamenti esterni
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