Linvalidità civile, nel diritto italiano, è un istituto giuridico di assistenza sociale che garantisce assistenza sociale e mantenimento «agli inabili al lavoro e ai mezzi necessari per vivere», come previsto dall'articolo 38 della Costituzione italiana.
Essa si esprime con protezioni economiche (pensioni, assegni, indennità) e non economiche (agevolazioni fiscali e assistenza sanitaria), previste dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104.
Criteri di valutazione Sono considerati invalidi civili i cittadini affetti da mutilazioni congenite o acquisite, che causano loro una riduzione della capacità lavorativa o di studio. A ciascun tipo di mutilazione è assegnata una percentuale determinata dal Ministero della Salute. Per qualificarsi come invalido civile, la somma delle percentuali deve essere maggiore o uguale al 33%.
Non sono considerati invalidi civili gli invalidi di guerra e gli invalidi a causa di lesioni causate sul lavoro o in pubblico servizio.
Effetti 33% È possibile ricevere gratuitamente aiuti e protesi dal Servizio Sanitario Nazionale. 45% Si è iscritti alla lista delle categorie protette dei Centri dell'impiego, per ottenere agevolazioni al lavoro. 50% È possibile avere congedi per cure mediche, nei limiti di quanto previsto dal contratto nazionale collettivo del proprio settore. 66% Esenzione dal ticket sanitario. 74% Diritto all'assegno mensile di invalidità, il quale importo varia in base al reddito (attualmente concesso ai redditi inferiori ad un totale di 5.391,88 euro annui) 100% Diritto a: pensione di inabilità (per chi non superi il reddito di 17.920,00 euro annui); assegno di accompagnamento (qualora il cittadino non riesca a deambulare in modo autonomo o compiere gli atti della vita quotidiana).
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