Il monastero di Bogdana (in lingua rumena: Mănăstirea Bogdana) è un monastero ortodosso situato a Rădăuți (contea di Suceava) in via Bogdan Vodă n. 4-6. La chiesa del monastero fu fondata dal condottiero Bogdan I (1359-1365) (fondatore anche dello stato feudale moldavo) allo scopo di essere il luogo della necropoli reale.

Il complesso del Monastero di Bogdana viene incluso nell'elenco dei monumenti storici della contea di Suceava nel 2015, con il codice di classificazione SV-II-aA-05603, e comprende:

Chiesa di San Nicola - risalente al XIV secolo, con il codice SV-II-mA-05603.01 Il campanile - risalente al 1781, con il codice SV-II-mA-05603.02 Casa parrocchiale - risalente al 1876, con il codice SV-II-mA-05603.03

Storia La chiesa di "San Nicola" (Bogdana) è considerata la più antica costruzione ecclesiastica in muratura della MoldaviaI. Constantinescu - "România de la A la Z. Dicționar turistic" (Ed. Stadion, București, 1970), p. 290, essendo stata fondata dal condottiero Bogdan I(1359-1365).

Il monastero risale al periodo di fondazione dello stato feudale moldavo. Inizialmente, il luogo in cui è stata costruita la chiesa era circondato da boschi secolari. La Chiesa "San Nicola" fu fatta costruire su volere del condottiero Bogdan I durante la seconda metà del XIV secolo, come ringraziamento a Dio per le vittorie ottenute nelle battaglie servite a gettare le basi di uno stato libero e indipendente, ad est dei Carpazi: lo Stato Moldavo. Il sovrano scelse questa chiesa come necropoli reale, sia per lui che per i discendenti della sua famiglia, e vi furono sepolti i sovrani Moldavi fino all'epoca di Alessandro il Buono, ma anche i parenti delle famiglie reali che si sono nel tempo succedute.

La chiesa ha svolto nel tempo un ruolo storico, religioso e culturale particolare: durante il regno di Alessandro il Buono (1400-1432) è diventata residenza episcopale, e i vescovi di Rădăuți hanno iniziato a risiedere nel monastero.

Tra il 1479-1482, Stefano il Grande fece posare sulle tombe di sei sovrani della Moldavia delle lastre splendidamente scolpite, decorate con l'usuale motivo intrecciato, divise l'una dall'altra da alcune iscrizioni in lingua slava. All'ingresso della chiesa si trova un'iscrizione risalente al periodo di Bogdan III (1517), il quale donò 800 zloty (una somma importante per l'epoca) al monastero. In cambio, i vescovi di Rădăuți si impegnarono a celebrare una messa funebre la sera della domenica delle portatrici di mirra (la terza domenica dopo la Pasqua Ortodossa), e al mattino seguente una liturgia, fintanto che il sovrano fosse rimasto in vita. Dopo la sua morte, una liturgia doveva essere celebrata ogni mattina e una messa funebre ogni sera, per la salvezza dell'anima del sovrano, come attesta una lastra di pietra inserita l'8 dicembre 1517 sulla parete nord-est dell'altare, vicino alla nicchia che funge da luogo della proscomidia.Nicolae Grigoraș - "Biserica Sf. Nicolae din Rădăuți", în vol.

La chiesa fu restaurata durante il regno di Alexandru Lăpușneanu, che vi aggiunse un nartece nel 1559, e sostituì le cornici di alcune finestre con altre nuove, in stile gotico. Accanto alla porta a sud, si trova un'iscrizione che recita: "Con la buona volontà del Padre, l'aiuto del Figlio e la celebrazione dello Spirito Santo, il pio e adoratore della Trinità, il Condottiero Alexandru, sovrano della Moldavia, iniziò e costruì il nartece della chiesa, durante l'anno 7067 (= 1559) il giorno 30 del mese di giugno, sotto sua signoria il vescovo Eutimie".

Durante il diciassettesimo secolo e all'inizio del diciottesimo secolo, diversi manoscritti ecclesiastici furono copiati qui (i Vangeli in lingua slava - 1613, ecc.). Nel 1744, il vescovo Varlaam (1734-1745) fondò una tipografia nella quale stampò diversi libri ecclesiastici, tra cui il Ceaslov (una raccolta di preghiere e canti rituali) nel 1745, che si trova ancora nella collezione del monastero. Tuttavia, nel 1750, con la proclamazione del vescovo Iacob Putneanul a metropolita della Moldavia, la tipografia fu trasferita a Iasi.

Nel 1775, il nord della Moldavia fu annesso all'Impero Asburgico a seguito di un accordo con l'Impero Ottomano; i rappresentanti della Moldavia non furono nemmeno consultati. Nel 1781 fu costruito un campanile, ma solo un anno dopo, nel 1782, la residenza episcopale fu trasferita a Chernivtsi . A seguito di questi sviluppi storici, nell'estate del 1783, il Monastero di Bogdana fu abolito, la chiesa "San Nicola" venne trasformata in chiesa parrocchiale. Alcune delle celle esistenti intorno alla chiesa furono demolite, e un'altra parte trasformata in scuderia per i cavalli della guarnigione austriaca di stanza qui. Nel 1876 venne costruita una casa parrocchiale.

Nel 1918, quando la Bucovina entrò a far parte del regno romeno, il monastero di Bogdana non venne riaperto, e la chiesa "San Nicola" rimase una chiesa parrocchiale fino agli ultimi decenni del XX secolo, quando fu chiusa completamente dal regime comunista, essendo considerata un monumento storico.

Il 6 dicembre 1992, il monastero di Bogdana venne riaperto dall'arcivescovo Pimen Zainea di Suceava e Radauti con una comunità di monaci, e l'archimandrita Teodor Pavlo fu scelto come abate. Passato a miglior vita nel 1996, venne sostituito dall'archimandrita Iustin Dragomir.

A seguito dei lavori effettuati nell'ultimo decennio del XX secolo, l'iconostasi in legno di tiglio degradato della Chiesa "San Nicola" è stata sostituita nel 1996 con una nuova, in legno di quercia. Nel 1998 è stata finalizzata la costruzione di un corpo di celle con un'ala dedicata all'accoglienza degli ospiti e dei pellegrini, e una nuova chiesa dedicata a "San Gerarca Leontie da Rădăuți", ricoperta con lastre di rame.

La necropoli reale

Navata La chiesa "San Nicola" da Radauti fu scelta dai primi sovrani della Moldavia come necropoli reale, poiché era la prova indiscutibile della costruzione della prima chiesa in muratura della regione. All'interno della navata troviamo sette tombe.

Sul lato orientale della navata ci sono quattro tombe, situate nel seguente ordine da sud-est a nord-est: Bogdan I (1359-1365), Lațcu (1365-1373), Bogdan (fratello di Alessandro il Buono) e Bogdan (figlio del voivoda)

Il fondatore della Moldova, Bogdan I, è sepolto all'angolo sud-est della navata, sotto una lapide che presenta l'iscrizione slava: "In piena grazia di Dio, io Stefano il Condottiero, sovrano di Moldavia, figlio di Bogdan il Condottiero, ho abbellito questo sepolcro a mio bisnonno, il vecchio Bogdan il Condottiero, nell'anno 6988 (=1480) nel mese di gennaio, il giorno 27. Questi sepolcri li fece il mastro Jan". Alla fine dell'iscrizione, era scolpito uno scudo con una testa di bisonte al suo interno, con una stella in mezzo alle corna.

Successivamente alla tomba di Bogdan I, sullo stesso lato della navata, si trova la tomba del sovrano Lațcu, suo figlio e successore. La lapide sulla sua tomba presenta la seguente iscrizione in lingua slava: "Beato e adoratore di Cristo, io Stefano il Condottiero, sovrano di Moldavia, figlio di Bogdan il Condottiero, ho decorato questa tomba al mio antenato, il voivoda Lațcu, nell'anno 6988 (=1480), il 20 gennaio, sotto il vescovo di Rădăuți, Ioanichie ". Alla fine dell'iscrizione sono scolpiti gli stessi simboli che si trovano sulla lapide di Bogdan I.

La tomba successiva appartiene a Bogdan, il fratello di Alessandro il Buono. L'iscrizione sulla lapide della sua tomba recita: "Beato e adoratore di Cristo, io Stefano il Condottiero, sovrano di Moldavia, figlio di Bogdan Voievod, ho decorato questa tomba a mio nonno, Bogdan il voivoda, fratello di Alessandro il Buono, nell'anno 6988 (=1480), nel mese di gennaio, il giorno 25, nel suo eterno ricordo".

L'ultima tomba si trova sul lato est della navata, e appartiene a Bogdan, figlio di Alessandro il Buono. L'iscrizione sulla sua lapide recita: "Beato e adoratore di Cristo, io Stefano il Condottiero, sovrano di Moldavia, figlio di Bogdan il Condottiero, ho decorato questa tomba a mio zio, Bogdan il Condottiero, figlio di Alessandro il Buono, nell'anno 6988 (=1480), il giorno 30 del mese gennaio"

La fila successiva, che va da est a ovest partendo da sud a nord, comprende 3 tombe: quella di Stefano I (1394-1399), quella di Costea (1328-1387) e quella di Pietro I (1348-1391).

La tomba del sovrano Stefano I, nipote di Bogdan I, è posizionata tra quelle dello zio e di Latcu. L'iscrizione in slavo che si trova sulla sua lapide recita: "Beato e adoratore di Cristo, io Stefano il Condottiero, sovrano di Moldavia, figlio di Bogdan il Condottiero, ho adornato questa tomba al mio antenato, il vecchio voivoda Stefano, che sconfisse gli ungheresi a Hindau, nell'anno 6988 (=1480) il giorno 20 del mese di maggio".

Nel luogo dove si trova la tomba di Bogdan, figlio di Alexandru il Buono, si trova anche la tomba di Costea, padre di Pietro I e Romano I, però l'iscrizione sulla lapide è stata cancellata, poiché era posta a livello del pavimento e non sopra come le altre. Inizialmente, la lastra fu attribuita a una donna, Maria, moglie di Bogdan I, o ad Ana, moglie di Latcu. Secondo lo storico Stefano S. Gorovei, in questa tomba sarebbe sepolto il sovrano Pietro I; sostiene inoltre che tutti i sovrani fino al 1400, fino ad Alessandro il Buono, furono sepolti nella chiesa di Rădăuți, quindi dovrebbe esservi sepolto anche Pietro I. Prima del 1890, il vescovo Gherasim Timus riuscì a decifrare gran parte dell'iscrizione sulla lastra, oggi illeggibile, che contiene il seguente testo: "Il beato e adoratore di Cristo, io Stefan il Condottiero, signore di Moldavia, figlio di Bogdan il Condottiero, ha abbellito questa tomba...che è posta qui". Recenti test del DNA hanno dimostrato che Costea, il padre dei fratelli Pietro I e Romano I, è effettivamente sepolto qui.

L'ultima tomba di questa fila appartiene a Pietro I, e si trova nel lato settentrionale della navata. Inizialmente si pensava che il voivoda fosse sepolto sotto la lastra cancellata nel lato sud della navata, ma recenti test del DNA hanno confermato che il suo luogo di riposo è questa tomba.

Sul lato occidentale della navata si trovano due tombe: a sud-ovest quella del vescovo Leontie (Lavrentie), e quella a nord-ovest appartenente a Romano I (1391-1394).

La tomba del vescovo Leontie (Lavrentie) è stata identificata tenendo conto della tradizione oralePetru Rezuș, Sfântul Leontie de la Rădăuți, Mitropolia Moldovei și Sucevei, 5-6, 1964, p. 286-287 e di una fonte scritta. In un documento slavo del XVI secolo si menziona che a Rădăuți, nell'Episcopato, San Leontie il taumaturgo giace con tutto il suo corpoLia și Adrian Bătrâna, Biserica Sfântul Nicolae din Rădăuți, Editura Constantin Matasă, Piatra Neamț, 2012, p.181

Segue poi la tomba del sovrano Romano I, fratello di Stefano I e nipote di Bogdan I. Sulla sua lapide funeraria si trova l'iscrizione slava: "In piena grazia di Dio, il beato sovrano di Moldavia, io Stefano il Condottiero, ho adornato questo sepolcro al mio antenato, Romano il Condottiero, sovrano di Moldavia, nell'anno 6987 (=1480), il giorno 5 del mese di dicembre".

Nel pronao Nel nartece della chiesa si trovano tre tombe, appartenenti alle seguenti persone: la Signora Stana, moglie di Bogdan III e madre di Ștefăniță Vodă; Anastasia, figlia di Latcu; il vescovo Ioanichie di Rădăuți.

Sul lato settentrionale si trovano le tombe della signora Stana e di Anastasia, figlia di Lațcu. La tomba di Anastasia presenta una lapide funeraria con l'iscrizione: "Io Stefano il Condottiero, sovrano di Moldavia, nel 7005 (1497), l'11 aprile ho adornato questa tomba alla mia bisnonna, Anastasia, figlia del voivoda Lațcu, che ha dato Cotman a questo luogo. Morì nel 6928 (=1420), il giorno 26 del mese di marzo".