La monarchia fu la forma prevalente di governo nella storia d'Europa durante il Medioevo; il suo contraltare fu rappresentato occasionalmente dai comuni, principalmente nel caso delle repubbliche marinare e della Vecchia Confederazione svizzera.

Il repubblicanesimo divenne prevalente all'inizio dell'età moderna, ma la monarchia rimase predominante in Europa nel XIX secolo. A partire dalla fine della prima guerra mondiale, tuttavia, molte monarchie europee furono abolite. Al 2024, rimangono dodici monarchie sovrane in Europa: sette sono regni (Belgio, Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna e Svezia), tre sono principati (Andorra, Liechtenstein e Monaco), mentre è presente un solo granducato, il Lussemburgo. La Città del Vaticano è uno Stato retto dal Pontefice, eletto dal collegio cardinalizio durante il conclave.

Le monarchie possono essere divise in due grandi classi: gli stati premoderni, e quelli che hanno ottenuto l'indipendenza durante o subito dopo le guerre napoleoniche. Andorra, Danimarca, Norvegia, Regno Unito, Spagna e Svezia sono i successori delle monarchie premoderne. Belgio, Liechtenstein, Lussemburgo e Paesi Bassi furono istituiti od ottennero l'indipendenza attraverso varie vicende durante le guerre napoleoniche. Lo Stato della Città del Vaticano fu riconosciuto come Stato sovrano amministrato dalla Santa Sede nel 1929, tramite i Patti Lateranensi.

Dieci di queste monarchie sono ereditarie, e due sono elettive: la Città del Vaticano (il Papa, eletto al conclave) e Andorra (tecnicamente è una diarchia semi-elettiva, in quanto la posizione di capo di Stato è condivisa da due persone, di cui uno è il Presidente della Francia, eletto, e l'altro è il Vescovo di Urgell, nominato dal Papa).

La maggior parte delle monarchie in Europa sono parlamentari, in cui il monarca non influenza la politica dello Stato, sia che al sovrano sia impedito legalmente di farlo, sia che il monarca non utilizzi i poteri politici legati all'incarico per via di convenzioni costituzionali. Le eccezioni sono il Liechtenstein e il Principato di Monaco, che sono solitamente considerate monarchie costituzionali (o semi-costituzionali) a causa dell'ampia influenza che i principi esercitano ancora oggi sulla politica, e la Città del Vaticano, che è una monarchia assoluta. Non sono in atto grandi campagne di abolizione delle monarchie in nessuno dei dodici Stati, anche se in molti di essi vi sono gruppi repubblicani più o meno grandi (vedi ad esempio repubblicanesimo in Spagna). Sei delle dodici monarchie sono membri dell'Unione europea: Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna e Svezia.

All'inizio del XX secolo, la Francia, la Svizzera e la Repubblica di San Marino erano le uniche nazioni europee ad avere una forma di governo repubblicana. L'avvento del repubblicanesimo nella politica europea si verificò all'inizio del XX secolo, facilitato dalla caduta di diverse monarchie europee a seguito di guerre o rivoluzioni; all'inizio del XXI secolo, la maggior parte degli Stati sovrani in Europa sono repubbliche, con capi di Stato eletti direttamente o indirettamente.

Storia Origini

La nozione di regno in Europa ebbe origine dai capi tribù della preistoria. Le civiltà minoiche (3200-1400 avanti Cristo) e micenea (1600-1100 a.C.) mostrano i primi esempi di monarchie nella Grecia protostorica. Grazie alla decifrazione del sistema di scrittura Lineare B nel 1952, sono stati ricavati molti dati sulla società nei regni micenei, dove i re operavano come capi locali.De Blois & Van der Spek (2004), p. 71–72. Il ruolo dei re cambiò nei successivi anni del Medioevo ellenico (1100-750 a.C.) evolvendo verso figure di proprietari terrieri con potere militare.

Antichità arcaica e classica

Sin dall'inizio dell'antichità, la monarchia si oppose a diverse forme repubblicane di governo, in cui il potere esecutivo era nelle mani di alcune persone che eleggevano i capi secondo regole prestabilite, anziché nominarli per successione ereditaria. Durante il periodo arcaico (750-500 a.C.) i capi tribù scomparvero in quasi tutte le polis greche,De Blois & Van der Spek (2004), p. 74. e anche a Roma, che allora era una città quasi insignificante. Dopo la scomparsa dei capi tribù, le città-stato greche furono spesso inizialmente guidate dalla nobiltà (aristocrazia), dopo che la loro base economica e militare era crollata. In seguito, in quasi tutte le poleis, i tiranni usurparono il potere per due generazioni (nel VII e specialmente nel VI secolo a.C.), dopodiché le forme di governo nella Grecia classica evolvettero verso il governo dei ricchi (oligarchia) o assemblee di cittadini maschi liberi (democrazia), principalmente dopo il 500 a.C.).De Blois & Van der Spek (2004), p. 86–87.

La democrazia ateniese (VI secolo-32 a.C.) è l'esempio più famoso di quest'ultima; Sparta (550-371 a.C.) fu una polis militaristica, con una commistione di monarchia (diarchia), aristocrazia (Gherusia) e democrazia (Apella);Encarta-encyclopedie Winkler Prins (1993–2002) s.v. "geronten". la Repubblica romana (509-27 a.C.) ebbe un misto di oligarchia, democrazia e in maniera più pronunciata aristocrazia.Encarta-encyclopedie Winkler Prins (1993–2002) s.v. "Romeinse Rijk. §2. Staatsinstellingen". Le città-stato della civiltà etrusca (che nacquero durante il periodo villanoviano, 900-700 a.C.) sembrano aver seguito un simile percorso, con le monarchie originali che vennero rovesciate e sostituite da repubbliche oligarchiche nei V e VI secoli a.C.

Le polis dominanti di Atene e Sparta si indebolirono nel combattersi a vicenda, specialmente durante la guerra del Peloponneso (431-404 a.C.), vinta da Sparta. Furono sconfitte e governate da Tebe per alcuni anni (371-360 a.C.), e in seguito il ruolo di Sparta si esaurì del tutto. Alla fine, tutta la Grecia fu soggiogata dalla monarchia macedone nel 338 a.C., che pose fine all'era dell'autonomia libera delle città stato, come anche della democrazia ateniese nel 322 a.C.De Blois & Van der Spek (2004), p. 103–106. Nel seguente periodo ellenistico (334-30 a.C.)Encarta-encyclopedie Winkler Prins (1993–2002) s.v. "hellenisme". diversi diadochi (successori di Alessandro Magno) si combatterono l'un l'altro per il dominio sulla Macedonia, ottenuto alla fine dagli antigoni nel 277 a.C.De Blois & Van der Spek (2004), p. 127. Nel frattempo, la città-stato fenicia di Cartagine, situata nell'attuale Tunisia, oltre all'insediamento in grandi aree della costa del Nordafrica, istituì anche diverse colonie in Sicilia, Sardegna, Corsica, nelle Baleari e nella penisola iberica.Encarta-encyclopedie Winkler Prins (1993–2002) s.v. "Carthago. §1. Geschiedenis".

L'impero cartaginese, secondo la tradizione istituita nel 814 a.C., iniziò come monarchia, ma nel IV secolo evolvette in repubblica in cui governavano i suffeti (giudici). Alla fine, Roma conquistò gradualmente tutta l'Italia (principalmente dopo il 350 a.C.), e sconfisse Cartagine nelle guerre puniche (246-146 a.C.). Nel 168 i macedoni furono sottomessi ai romani e furono spartiti in quattro repubbliche clientelari. Queste furono annesse come province romane nel 148, come anche la Grecia nel 146, il che vide Roma governare quasi tutta l'Europa alfabetizzata. La parte restante della penisola iberica, la costa illirica e la Gallia di Giulio Cesare furono annesse alla repubblica romana, che stava andando incontro tuttavia ad una crisi istituzionale. Dopo la sconfitta del rivale Pompeo, Cesare fu nominato dittatore per riportare l'ordine; egli riuscì quasi a fondare una dinastia, ma fu ucciso da un complotto repubblicano di Bruto nel 44 a.C.

Impero romano e caduta

Il figlio adottivo di Cesare, Ottaviano, prevalse nella guerra civile, e convertì la repubblica romana nell'Impero romano nel 27 a.C. Prese poi il nome di Augusto con il titolo di princeps ("primo cittadino"), inteso come un primus inter pares ("primo tra pari"), mentre in effetti si inseriva in un quadro di monarchia. Questo impero limitato (principato) fu rafforzato nel 284 da Diocleziano, che instaurò un regno assoluto (Dominato).Encarta-encyclopedie Winkler Prins (1993–2002) s.v. "Diocletianus, Gaius Aurelius Valerius." L'impero riconobbe diversi regni clienti sotto la sovranità imperiale: gran parte di questi erano in Asia, ma anche re clienti tribali furono riconosciuti dalle autorità romane nella Britannia. Molti regni cosiddetti barbari fondati nel V secolo (i regni dei suebi, burgundi, vandali, franchi, visigoti e ostrogoti) riconobbero l'imperatore romano almeno di nome, e i regni germanici continuarono a coniare monete ritraenti l'imperatore romano almeno fino al VI secolo.Henri Pirenne, Mohammed and Charlemagne (1937), 46–48. Questa derivazione dell'autorità dei re dall'Impero romano cristiano definì l'istituzione medievale della monarchia in Europa e la sua nozione di diritto divino dei re, oltre a definire la posizione del Papa nella Chiesa latina, la restaurazione dell'Impero romano con Carlo Magno e il concetto derivato di Sacro Romano Impero nell'Europa centrale e occidentale.

Monarchie medievali Le monarchie nell'Europa cristiana medievale derivavano dalla cristianizzazione e del diritto divino dei re, in parte influenzate dalla nozione della sacralità del monarca ereditata dall'antichità germanica. Le grandi potenze europee della prima età moderna furono il risultato di un processo graduale di centralizzazione del potere che aveva avuto corso per tutto il Medioevo.

L'Alto Medioevo iniziò con la frammentazione dell'ex Impero romano d'Occidente nei regni barbarici. Nell'Europa occidentale il regno dei franchi si sviluppò nell'Impero carolingio nell'VIII secolo, e i regni anglo-sassoni furono unificati nel Regno d'Inghilterra nel X secolo. Con la divisione dell'Impero carolingio nel IX secolo, il sistema del feudalesimo pose i re al vertice della piramide delle relazioni tra signori e vassalli, dipendenti dal dominio regionale dei baroni e delle posizioni intermedie dei conti e dei duchi. Il cuore della corte feudale nel Pieno Medioevo furono i territori del regno di Francia, il Sacro Romano Impero (incentrato sui regni della Germania e d'Italia) e i regni d'Inghilterra e di Scozia.

La prima età moderna

Con la nascita degli stati-nazione e la riforma protestante, la teoria del diritto divino giustificò l'autorità assoluta del re sia in campo politico che spirituale. La teoria venne enunciata in Inghilterra durante il regno di Giacomo I d'Inghilterra (1603-1625, anche conosciuto come Giacomo VI di Scozia, 1567-1625) e venne promossa fortemente durante il regno di Luigi XIV di Francia (1643-1715). La prima età moderna fu dominata dalle guerre di religione, principalmente dalla guerra dei trent'anni, durante le quali le principali monarchie europee evolvettero in grandi potenze centralizzate sostenute dai loro imperi coloniali. Le principali potenze europee all'inizio dell'età moderna erano: il regno di Francia con il suo impero coloniale l'impero portoghese del regno del Portogallo (in unione personale con la Spagna 1580–1640) l'impero spagnolo della Spagna degli Asburgo (dopo il 1700 Spagna Borbonica) l'impero britannico dell'unione delle corone inglese e scozzese (dopo il 1707 Regno di Gran Bretagna) il Sacro Romano Impero, sempre più dominato dalla Monarchia asburgica e dalla Prussia il regno russo il regno di Polonia, conosciuto come confederazione polacco-lituana il regno di Svezia assurse allo status di grande potenza durante la breve vita dell'impero svedese, a causa della guerra dei trent'anni il regno di Danimarca-Norvegia

La Casa d'Asburgo divenne la dinastia reale più influente dell'Europa continentale dal XVII secolo, divisa tra i rami spagnolo e austriaco.

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