Il cielo di pietra (The Stone Sky) è un romanzo di fantascienza di N. K. Jemisin, terzo capitolo della trilogia La Terra spezzata, seguito de La quinta stagione e Il portale degli obelischi. Ha vinto il Premio Hugo per il miglior romanzo (come gli altri due romanzi della serie), il Premio Nebula per il miglior romanzo e il Premio Locus per il miglior romanzo fantasy nel 2018.
Trama La trama si sviluppa seguendo tre filoni narrativi principali che convergono verso una spettacolare resa dei conti finale.
Il cammino di Essun: Ricostruire il mondo Dopo gli eventi del secondo libro, Essun si risveglia dal coma nella comunità sotterranea di Castrima. L'uso intensivo del Portale degli Obelischi ha avuto un costo altissimo: il suo braccio destro si è completamente pietrificato (un destino che attende ogni orogene che attinge a quel potere). Essun ha ereditato la missione di Alabaster: catturare la Luna - che orbita lontana da millenni - e riportarla vicina alla Terra. Solo stabilizzando l'orbita lunare sarà possibile placare l'ira del Padre Terra e porre fine per sempre alle Quinte Stagioni. Tuttavia, per farlo, Essun deve guidare i sopravvissuti di Castrima verso una nuova casa e raggiungere Corepoint, l'unico luogo da cui è possibile attivare il Portale in modo definitivo.
Il cammino di Nassun: Distruggere il mondo Nel frattempo, la giovane Nassun (la figlia di Essun) è diventata incredibilmente potente sotto la guida di Schaffa, il Guardiano che le fa da figura paterna. Nassun, però, ha visto troppa crudeltà, violenza e discriminazione nei confronti degli orogeni. Quando scopre che il parassita di ferro conficcato nel cervello di Schaffa lo sta uccidendo tra atroci sofferenze, giunge a una conclusione nichilista: il mondo è troppo corrotto per essere salvato. Nassun decide quindi di usare il Portale degli Obelischi per far scontrare la Luna direttamente contro la Terra, annientando ogni forma di vita e ponendo fine alla sofferenza universale. Anche lei si mette in viaggio verso Corepoint attraverso un condotto che attraversa il nucleo stesso del pianeta.
Il passato di Hoa: Il segreto di Syl Anagist Il terzo filone è composto da flashback narrati in prima persona da Hoa, il Mangiapietra che accompagna Essun. Hoa svela le origini del mondo, risalenti a circa quarantamila anni prima, nella civiltà iper-tecnologica di Syl Anagist. In quell'utopia ecologica e spietata, gli scienziati avevano creato i "Sintonizzatori" (i precursori degli orogeni), esseri umani empatici progettati per attingere all'energia magica del nucleo terrestre attraverso la rete degli obelischi. Quando Hoa e i suoi compagni scoprirono che la loro tecnologia si basava sullo schiavismo e sul tormento eterno di un'intera razza usata come "batterie viventi", si ribellarono. La Terra stessa, furiosa per il tentativo di Syl Anagist di violare il suo nucleo, prese il controllo degli obelischi per sterminare l'umanità. La ribellione di Hoa salvò la vita sul pianeta ma scagliò la Luna fuori orbita e trasformò i sintonizzatori nei primi Mangiapietra, dando inizio all'era delle Quinte Stagioni.
Il finale e lo scontro a Corepoint Madre e figlia si incontrano finalmente a Corepoint, ai lati opposti del Portale. Essun vuole salvare l'umanità catturando la Luna; Nassun vuole usare la Luna per distruggere tutto. Inizia un drammatico scontro magico in cui nessuna delle due riesce a prevalere. Rendendosi conto che per vincere dovrebbe uccidere sua figlia, Essun decide di arrendersi. Smette di combattere e cede il controllo dell'energia, lasciandosi trasformare interamente in una statua di pietra pur di non fare del male a Nassun. Il sacrificio d'amore di Essun spezza il cuore di Nassun. Colpita dall'atto della madre e mossa dal desiderio di dare un senso a quel sacrificio, la ragazza cambia idea: invece di distruggere il pianeta, usa il Portale per riportare la Luna nella sua orbita originaria, placando il Padre Terra e ponendo fine per sempre al ciclo delle Quinte Stagioni.
L'epilogo Con la fine delle Stagioni, l'umanità ha finalmente la possibilità di ricostruire una società priva dell'oppressione sistematica del passato. Schaffa viene liberato dal suo tormento, mentre Hoa raccoglie i resti pietrificati di Essun. Mesi dopo, grazie ai poteri dei Mangiapietra, Essun rinasce in una nuova forma, come Mangiapietra a sua volta, pronta a vivere una nuova esistenza in un mondo finalmente libero dalle Stagioni.
Accoglienza Il romanzo è stato accolto molto positivamente dalla critica, oltre a vincere il premio Hugo per il miglior romanzo (il terzo consecutivo per l'autrice). Publishers Weekly lo ha definito un romanzo con "personaggi vividi, una trama costruita in modo teso e un mondo immaginario costruito in modo straordinario". Kirkus Reviews ha scritto che "N. K. Jemisin continua a spezzare il cuore con le sue delicate e puntuali descrizioni di una famiglia più che disfunzionale e la forza straordinariamente distruttiva del pregiudizio". Library Journal lo ha chiamato una "potente conclusione di una saga con un mondo pienamente sviluppato, ambientazioni dettagliate e personaggi complessi".
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Note
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Categoria:Romanzi di fantascienza Categoria:Science fantasy Categoria:Premio Locus per il miglior romanzo fantasy