In questa pagina si presentano i tratti fondamentali della grammatica portoghese, inclusa la varietà brasiliana.
Dopo la presentazione rapida della grammatica, sono elencati i verbi principali della lingua portoghese, alcuni vocaboli (+articolo, genere e numero) principali in base ad alcuni criteri semantici, i convenevoli e le tavole di verbi coniugati dopo un preambolo formato da quelli fondamentali (e.g. essere e avere) isolati dagli altri. Sono inseriti tutti i tempi principali (eccetto l'imperativo) ma non è presente tutto il sistema verbale completo. Nella parte di grammatica è già presente il sistema numerale e qualche avverbio e espressione temporale. In un articolo a sé, è presente un glossario dei falsi amici in portoghese, affiancabile ai vocaboli fondamentali. I verbi portoghesi sono in un articolo a parte.
Articoli e genere Articolo determinativo e indeterminativo
In portoghese, l'articolo determinativo maschile è o, plurale os (attenzione alle loro pronunce: sono come "u, us" in portoghese brasiliano), mentre l'articolo determinativo femminile è a, plurale as. Si noti la somiglianza con gli articoli spagnoli "los, la, las", da cui si intuisce una caduta di /l/ in portoghese. L'articolo indeterminativo maschile è um, femminile uma. Il loro plurale dà un senso di vaghezza e indeterminazione e si può pensare e tradurre come "degli, dei, alcuni, certi, qualche...": uns e umas. Si noti la somiglianza con gli spagnoli "un, una, unos, unas".
I nomi concordano con l'articolo in genere e numero, come anche gli aggettivi, esattamente come in italiano, e.g. os meninos brasileiros (i ragazzi brasiliani), as novas mesas (i tavoli nuovi).
L’articolo determinativo si usa con nomi determinati ma anche davanti ai titoli tranne quando sono usati come vocativi (e.g. o Senhor/Sr. Rodrigues, a Senhora/S.ra Souza) e davanti ai nomi propri di persona, come nell’italiano colloquiale (e.g. o João, a Sariana). Si usa pure davanti ai nomi di continenti e stati, come in italiano (e.g. a Europa, a Italia, o Brasil) eccetto per gli stati non latinoamericani in cui si parla portoghese: Portugal, Angola, Moçambique, Cabo Verde. Si usa pure nei nomi dei giorni della settimana, come in italiano colloquiale e spagnolo (e.g. il lunedì) e si può usare prima dell’aggettivo possessivo, contrariamente all’inglese, francese e spagnolo (e.g. o meu livro), ma non è obbligatorio. Non si usa davanti ai nomi di città (si può trovare davanti a “Rio de Janeiro”) e nell’oggetto diretto dopo i verbi estudar, falar e tocar (studiare, parlare < fabulare e suonare). Delle tre occorrenze, la terza non corrisponde all’italiano (e.g. suono la chitarra). Non si usa nemmeno quando si indica il proprio lavoro in modo generico (e.g. mio zio è professore) L’articolo indeterminativo si usa non solo per vaghezza o per dire “alcuni/e” (che comunque ha in portoghese un vocabolo a sé, “alguns, algumas”). Anche “certi/e”, per dare lo stesso senso, ha un vocabolo a sé: “certos/as”. L’articolo indeterminativo si usa pure davanti a nomi di persona per indicare che sono persone conosciute solo di nome, cioè superficialmente (e.g. un tale/certo Signor Pedro dos Santos).
Genere maschile e femminile (+articolo), parole di genere invariabile e mutazione da genere maschile a femminile; accordo tra genere e numero
In portoghese, le parole maschili prendono articoli maschili (o, os, um, uns) e finiscono solitamente in -o, -or/ar, -el (attenzione alla pronuncia in portoghese brasiliano: è come dire "eu"), -z. Sono anche maschili i nomi di oceani, mari e laghi (come in italiano). Le professioni svolte da uomini sono al maschile. I nomi di animali di base sono al maschile. I nomi di vini e di marche automobilistiche sono a priori al maschile (diversamente dall'italiano, e.g. o Ferrari). Tutte le stagioni tranne la primavera sono al maschile (a Primavera, o Verão, o Outono, o Inverno). I nomi che finiscono in -a ma che sono grecismi sono tutti maschili a priori (e.g. o mapa, o clima, o cinema; il primo dei tre è diverso dall'italiano. Molti altri grecismi sono maschili senza -a e lo sono pure in italiano, e.g. o teatro. Attenzione alla pronuncia di "te" se si parla in portoghese brasiliano). Quelli in -e sono maschili o invariabili ma solo se riferiti a entità concrete, e.g. o leite (il latte). Attenzione alla pronuncia di -e (è come "i" in questo contesto). Quelli in -ão sono maschili se riferiti a entità concrete, e.g. o limão (il limone).
Quanto invece al femminile:
Le parole femminili prendono articoli femminili (a, as, uma, umas) e finiscono solitamente in -a (ma non sono grecismi; alcune, come spiegato poco più avanti, sono invariabili), -ã, -ão (in italiano, queste parole finiscono in -ione, e.g. l'azione, la Costituzione, l'attenzione... e sono tutti nomi astratti femminili), -ade (in italiano, sono parole che finiscono in -ità: l'università, la società, l'immensità...), -ice (e.g. "la vecchiaia", a velhice) I nomi in -gem (attenzione: la "m" in questo contesto muta in una vocale) sono femminili. L'ultima categoria in italiano di solito ha il maschile (e.g. a viagem, "il viaggio"). I nomi che finiscono in -e sono femminili se nomi astratti (e.g. a morte), diversamente da quelli concreti, e.g. o leite. In nomi di discipline scientifiche/accademiche/universitarie sono femminili, come in italiano (e.g. a Medicina). Anche i nomi dei giorni della settimana escluso il week-end sono al femminile, siccome si formano con la parola "feira" ("mercato", letteralmente "(la) fiera", femminile come in italiano; il sabato e la domenica sono maschili: o sábado, o domingo).
Alcune parole sono invariabili in genere, ma quest'ultimo si disambigua con l'articolo, come in italiano, e.g. "cliente" (cliente) > o cliente, a cliente. Tipicamente, le parole in -e riferite a entità concrete, se non sono maschili, allora sono invariabili; a volte, le parole invariabili hanno terminazioni diverse ma i casi sono analoghi all'italiano; anche delle parole in -a, se non sono femminili, allora sono invariabili (e.g. cliente, presidente, governante, concorrente, intérprete, emigrante, jovem "giovane", artista, colega, dentista, turista, jornalista, ciclista, guia).
In più, tutte le professioni svolte da donne possono prendere la terminazione femminile: in tal caso, si parla di mutazione di genere, che solitamente nelle varie lingue avviene in presenza di nomi di professione e di animale. Per la precisione, a parte il mutamento scontato dell'articolo (o, os, um, uns > a, as, uma, umas) e alcune parole che mutano fin dalla radice nel passaggio di genere e che si imparano a memoria (come in italiano, e.g. il padre > la madre ovvero o pai > a mãe, diversamente da il professore > la professoressa), si tratta di effettuare un'aggiunta o un cambio morfologico in fondo alla radice.
I nomi maschili che finiscono in consonante subiscono un'aggiunta di -a (singolare). Laddove sono parole maschili che indicano nazionalità (finiscono tipicamente in -ês, come anche se usati come aggettivi), e.g. il portoghese (o português; se aggettivo, resta in minuscola: o profesor português. Se ci si riferisce alla lingua, non varia, altrimenti si può specificare "a lingua portuguesa"), nella mutazione in femminile in più il circonflesso sulla "e" sparisce: a Portuguesa, a profesora portuguesa. Se al maschile finiscono già in -o /u/, quest'ultima viene fatta mutare in -a. Se i maschili finiscono in -eu, diventano -eia (sarebbe totalmente regolare se non fosse per la semplice aggiunta della "i"), e.g. europeu > europeia. In qualche caso analogo all'italiano, le parole maschili in -or mutano in -iz (o actor > a actriz). Se i nomi maschili finiscono in -ão, al femminile diventano -ã, -oa, -ona e di solito si impara la mutazione a memoria. Altri casi rari e/o particolari di mutazione si imparano a memoria, e.g. o herói > a heroina, o consul > a consulesa, o poeta > a poetisa, o barão > a baronesa. Per i nomi di animali, di base sono al maschile. Ma, se si conosce il sesso dell'animale e/o si vuole specificare, alcuni nomi seguono queste mutazioni (e.g. o gato > a gata), altri hanno due diversi vocaboli/due diverse radici lessicali in base al genere (e.g. o galo > a galinha), mentre altri sono invariabili ma si possono specificare con l'aggiunta di "maschio/femmina" (e.g. o antílope macho/fêmea, a foca macho/fêmea; oppure macho/fêmea do antílope, macho/fêmea da foca). Pertanto, il portoghese segue l'italiano. Due nomi invariabili di animale hanno il sesso invertito rispetto all'italiano: o tigre, a cobra. Alcuni aggettivi in -a, -e, -r, -l e -z sono invariabili in genere, e.g. pessimista, forte, volgar, fácil, veloz. Gran parte degli aggettivi invariabili corrisponde all’italiano. Due aggettivi sono irregolari in genere: bom, bons > boa, boas (buono); mau, maus > má, más (malvagio/cattivo).
Se un aggettivo è riferito a entità di entrambi i generi, siccome almeno un’entità è maschile, si è soliti mettere l’aggettivo al maschile (a meno che, a causa della prossimità dell’entità femminile all’aggettivo, si mette l’aggettivo al femminile). Lo stesso avviene in italiano, e.g. “gli uomini e le donne britannici/britanniche”: la prima è la più corretta ma, in base al principio di prossimità, spesso si sente la seconda, che viene altrettanto naturale. L’esempio in portoghese, seguendo la regola corretta, è “as mulheres e os homens britânicos”. Se un aggettivo si riferisce a due entità, di cui una singolare e l’altra plurale, va per logica a priori al plurale, e.g. i cani e il gatto randagi > os cães e o gato vadios.
L’aggettivo si mette dopo il nome, tranne se è un superlativo (si può fare un’inversione enfatica: il castigo peggiore > il peggior castigo, ovvero “o pior castigo”) se è succeduto da un altro aggettivo, e.g. una grande scuola professionale.
Numero
Numero singolare e plurale (+articolo), nomi non contabili e trattamento delle parole composte
In portoghese, come nelle altre lingue romanze, con la morfologia vengono rimarcati due numeri: singolare e plurale, che si accordano con il genere a priori. Il numero, come per il genere, riguarda gli articoli, nomi e aggettivi. Negli articoli, come già illustrato, è maschile o > os, um > uns; al femminile è a > as, uma > umas.
Quanto ai nomi e aggettivi:
Vocale (e.g. -o, -a, -e) > -s -em (nasale) > -ens vocabolo terminante in consonante > -es (in più, nei nomi e aggettivi di nazionalità con l’accento circonflesso, al plurale quest’ultimo sparisce, e.g. o inglês > os ingleses) -ão (italiano -ione) > -ões (in qualche caso che segue un pattern parziale, > -ães e -ãos. Nel primo dei due, ci sono due vocaboli in -ane poco riconoscibili se visti al singolare: pane e cane, o pão > os pães e o cão > os cães. Nel secondo, vi sono due vocaboli ben riconoscibili in -ano: mano e fratello/”germano”, a mão > as mãos e o irmão > os irmãos. Si paragoni “irmão(s)” alla traduzione in spagnolo “hermano(s)”) -al/el/il accentato/ol/ul (attenzione alla pronuncia in portoghese brasiliano) > -ais/eis/is/ois/uis (in -il accentato, per assurdo sarebbe *-iis, ma in grafia subisce una contrazione o semplificazione; in tutti i casi, si può notare una caduta di /l/, e.g. -al > *-alis). Invece, con -il non accentato > -eis. Le due irregolarità da imparare a memoria sono o consul > os consules e o mal > os males. Attenzione in portoghese brasiliano a non confondere la grafia e la pronuncia del singolare: la parola o chapéu (il cappello) ha la pronuncia e grafia identica e il plurale è > os chapéus.