Questa pagina tratta la storia del Futbol'nyj Klub Šachtar Donec'k.
Fondazione e periodo dello Stachanovec' Il calcio nella regione di Donec'k si sviluppò ai tempi dell'Impero russo, dove l'industrializzazione era appena cominciata. Tanti stranieri, in particolare i lavoratori inglesi, formavano le proprie squadre di calcio. Nel settembre del 1911 fu costituita l'associazione sportiva Juzovka, che conteneva anche una squadra di calcio. Il club fu attivo fino al 1919. All'inizio degli anni venti il club fu riorganizzato con il nome di Club di Lenin. Uno dei giocatori più promettenti di quei periodo era Viktor Šylovs'kyj, che diventò anche famoso, giocando nella .
Il club è soprannominato la "squadra dei minatori", dal nome šachtar, che significa, appunto, "minatori". Il club fu originariamente fondato nel maggio del 1936 e fu inizialmente chiamato Stachanovec in memoria di Aleksej Grigor'evič Stachanov, il leggendario minatore del Donbass, la cui estrema dedizione al lavoro divenne proverbiale. La prima squadra era formata da due squadre locali partecipanti tutti e due alle Spartachiadi: Dynamo Horlivka e Stalino. La prima partita non ufficiale fu contro il Dynamo Odessa il 12 maggio 1936 e venne persa per 2-3. Il primo incontro ufficiale, contro il Dynamo Kazan, fu di nuovo una sconfitta, questa volta per 1-4. Il club fu uno dei più importanti del paese alla fine degli anni trenta. L'ultimo match disputato sotto il nome di Stachanovec fu contro il Tratkor Stalingrado, partita persa per 3-2. La partita si tenne il 24 giugno, due giorni prima lo scoppio della cosiddetta grande guerra patriotticaIl nome della campagna di Russia nell'Unione Sovietica..
Dagli anni '60 alla dissoluzione dell'URSS Dagli anni sessanta lo Šachtar dell'allenatore Oleg Ošenkov fu tre volte finalista della Coppa dell'URSS, vincendola in due circostanze, nel 1961 e nel 1962. Il club fu soprannominato "la squadra della coppa" per i successi mietuti ogni anno nel cammino verso la finale, anche se i maggiori traguardi la squadra li avrebbe tagliati tra la metà degli anni settanta e i primi anni ottanta.
Nel 1975 lo Šachtar giunse secondo nel campionato sovietico, ottenendo così il diritto a rappresentare l'Unione Sovietica nelle coppe europee. Nel 1978 si classificò terzo nel campionato sovietico e un anno più tardi si issò nuovamente alla seconda piazza della graduatoria. Il capitano e attaccante Vitalij Staruchin fu eletto miglior giocatore del campionato sovietico e si laureò capocannoniere del campionato sovietico con 26 gol segnati.
Lo Šachtar portò per due volte la Coppa dell'URSS in riva al Donec, nel 1980 e nel 1983, anno in cui vinse anche la Supercoppa dell'URSS battendo i campioni in carica del Dnipro Dnipropetrovs'k.
Nel campionato ucraino: l'era Achmetov Anni 1990 e inizio della gestione Lucescu
A partire dagli anni novanta, con la nascita del campionato ucraino, lo Šachtar insidiò la leadership della in ambito nazionale.
Nel 1992 e nel 1993 lo Šachtar allenato da Valerij Jaremčenko ottenne il quarto posto e nel campionato 1993-1994 divenne vice-campione d'Ucraina. Nel 1994-1995 si aggiudicò per la prima volta la Coppa d'Ucraina battendo in finale il per 7-6 ai tiri di rigore (1-1 dopo i tempi supplementari). Nel 1995-1996 concluse, invece, al decimo posto un'annata caratterizzata da instabilità societaria e dall'assassinio del presidente Achat Bragin, controverso uomo d'affari molto noto nel Donbass, ucciso domenica 15 ottobre 1995 nell'esplosione di una bomba allo stadio di Donec'k, dopo essere sfuggito a due attentati nel marzo e nel maggio del 1994.
Un anno dopo, l'11 ottobre 1996, il magnate Rinat Achmetov rilevò la squadra diventandone il presidente. Nel volgere di pochi anni egli realizzò corposi investimenti volti a migliorare le infrastrutture sportive (nel 1999 fu aperta la scuola calcio FC Šachtar, che conta tremila bambini, e fu inaugurato il centro di allenamento Kirša, tra i più all'avanguardia nell'ambito dei complessi sportivi europei e sede degli allenamenti della prima squadra) e ad allestire una squadra competitiva anche nel palcoscenico continentale. Dall'avvento di Achmetov hanno vestito la maglia dello Šachtar giocatori di valore internazionale, affermatisi anche in altri club europei.
Da quel momento lo Šachtar inanellò una serie di cinque piazzamenti al secondo posto in campionato, dal 1996-1997 al 2000-2001, sempre alle spalle della . Nei primi anni 2000 il club iniziò ad arricchirsi di calciatori stranieri e nel 2000-2001 riuscì a qualificarsi alla fase a gironi di UEFA Champions League, beneficiando dell'allargamento del torneo. Nel girone con , e ottenne il terzo posto con 2 vittorie e 4 sconfitte, andando a punti in casa contro i cechi (2-1) e contro gli inglesi all'ultima giornata (3-0).
Nella stagione 2001-2002, sotto la guida tecnica di Nevio Scala, primo straniero a guidare lo Šachtar, i minatori si aggiudicarono per la prima volta il campionato ucraino, chiudendo con un punto di vantaggio sulla Dinamo Kiev, mentre in UEFA Champions League la squadra ucraina eliminò il al secondo turno, ma fu eliminata al terzo turno preliminare dal , da cui fu sconfitta nettamente. Scala lasciò la squadra dopo soli nove mesi in carica e fu sostituito dal rientrante Jaremčenko. Nella stagione seguente lo Šachtar fu estromesso al terzo turno preliminare di Champions dal ai tiri di rigore e al primo turno di Coppa UEFA (dove era "retrocesso") dall', mentre in campionato si piazzò secondo a tre punti dalla Dinamo. Di simile tenore fu l'annata 2003-2004, chiusa, sotto la guida di Bernd Schuster, con la seconda piazza in Vyšča Liha, a tre punti dalla Dinamo campione.
Nel maggio 2004 si aprì la lunga gestione del romeno Mircea Lucescu. Nel 2004-2005 la squadra rivinse il campionato, stavolta con ben sette punti di vantaggio sulla Dinamo Kiev, mantenendo la vetta della graduatoria per tutta la stagione. Più combattuto fu, invece, il campionato 2005-2006, che vide comunque trionfare i minatori sulla Dinamo: dopo aver concluso il torneo a pari punti, le due squadre si affrontarono in una partita secca di spareggio, conclusasi con la vittoria per 2-1 dello Šachtar dopo i tempi supplementari. Al secondo posto del 2006-2007 fece seguito un nuovo trionfo nel 2007-2008, con tre punti di vantaggio sulla Dinamo Kiev.
La conquista della Coppa UEFA e il dominio nazionale
La stagione 2008-2009 fu una delle più memorabili nella storia del club. La squadra, eliminata dalla UEFA Champions League nella fase a gironi a causa del terzo posto nel raggruppamento con , e , vinse infatti il primo trofeo internazionale della propria storia, la Coppa UEFA, sconfiggendo in finale il Werder Brema per 2-1 dopo i tempi supplementari allo stadio Şükrü Saraçoğlu di Istanbul (gol decisivo di Jadson al 97º minuto) e diventando, così, l'unica compagine ucraina a vincere il trofeo, giunto alla sua ultima edizione. Lo Šachtar partì dai sedicesimi di finale, dove eliminò il , poi ebbe la meglio sul agli ottavi e in semifinale eliminò i connazionali della Dinamo Kiev, che però prevalse in ambito nazionale vincendo il campionato ucraino con 15 punti di distacco dallo Šachtar secondo. Nella finale di Coppa d'Ucraina la squadra dei minatori fu sconfitta per 1-0 dal alla Dnipro Arena.
La stagione 2009-2010 si aprì con la clamorosa eliminazione al terzo turno preliminare di UEFA Champions League per opera del Timişoara per la regola dei gol fuori casa (2-2 in Ucraina e 0-0 in Romania), ma il club poté proseguire il proprio cammino europeo nella fase a gironi della Europa League 2009-2010, dove fu testa di serie essendo detentore del trofeo. Pochi giorni più tardi, il 28 agosto 2009, allo stadio Louis II di Montecarlo, lo Šachtar uscì sconfitto per 1-0 dopo i tempi supplementari dalla sfida contro il quotato Barcellona, valevole per la Supercoppa europea. Il 29 agosto 2009 aprì i battenti la Donbass Arena, uno degli stadi più avanzati d'Europa. Fu il primo stadio dell'Europa orientale progettato e costruito in conformità con gli standard della categoria "cinque stelle". Secondo UEFA e FIFA l'edificio rientra nella categoria élite. In Europa League la squadra vinse il proprio girone, ma fu poi eliminata ai sedicesimi di finale dal . Si rifece aggiudicandosi il campionato ucraino con sei punti di vantaggio sulla Dinamo Kiev, grazie alla vittoria contro i diretti rivali ottenuta il 5 maggio 2010.
Vinta la Supercoppa d'Ucraina alla Slavutyč-Arena di Zaporižžja battendo il con il punteggio di 7-1, nella stagione seguente lo Šachtar di Lucescu si fece strada nella UEFA Champions League, dove vinse il girone con , e con 5 vittorie e una sconfitta in 6 partite, per poi ottenere una storica qualificazione ai quarti, cosa mai accaduta nella storia del club, battendo in casa la Roma con un secco 3-0 nel ritorno degli ottavi di finale, dopo aver vinto anche nella gara di andata all'Olimpico con il risultato di 2-3. Il cammino degli ucraini si arrestò poi contro il , vittorioso per 5-1 al Camp Nou e per 0-1 a Donec'k. In ambito nazionale ottenne il double campionato-coppa nazionale, subendo solo 4 sconfitte in 30 giornate di campionato, vinto con 7 punti di vantaggio sulla Dinamo Kiev, e battendo nella finale di coppa i rivali della capitale per 2-0 a Sumy.
La stagione 2011-2012 si aprì con la sconfitta nella partita di Supercoppa d'Ucraina contro la Dinamo Kiev (1-3 a Poltava), ma fu ugualmente fruttuosa, essendosi conclusa con l'accoppiata di vittorie di campionato e coppa nazionale. In campionato i punti di vantaggio sulla Dinamo Kiev seconda furono quattro, mentre in finale di coppa fu sconfitto il per 1-2 dopo i tempi supplementari. In ambito internazionale il percorso fu un fallimento: nel girone di UEFA Europa League gli ucraini rimediarono solo due pareggi, tre sconfitte e una sola vittoria, per altro all'ultima giornata del girone contro la capolista , non riuscendo a evitare l'ultimo posto.
La stagione 2012-2013 cominciò con la vittoria della Supercoppa d'Ucraina contro il , sconfitto per 2-0 allo stadio Avanhard di Luhans'k, e proseguì con altri successi in patria, fino ad aggiudicarsi l'ennesimo double campionato-coppa nazionale (vinta per 3-0 a Charkiv contro il ); per lo Šachtar fu il quarto titolo nazionale consecutivo. In UEFA Champions League la squadra dei minatori superò la fase a gironi con 3 vittorie, un pareggio e 2 sconfitte, grazie al secondo posto nel girone vinto dalla , sopravanzando in classifica il campione d'Europa in carica e il . A parità di punti e di risultati negli scontri diretti, gli inglesi furono penalizzati dal minor numero di gol segnati in trasferta negli scontri diretti con lo Šachtar, che si qualificò con una giornata di anticipo. Agli ottavi di finale la squadra ucraina uscì contro il (pareggio per 2-2 in casa e sconfitta per 3-0 a Dortmund).
Il 6 giugno 2013 lo Šachtar concluse quella che all'epoca era la cessione più esosa della storia del calcio ucraino, vendendo il centrocampista brasiliano Fernandinho al per 40 milioni di euroCalciomercato Manchester City, UFFICIALE: preso Fernandinh , calciomercato.it, 6 giugno 2013.. La stagione 2013-2014 iniziò con la vittoria della Supercoppa d'Ucraina contro il , sconfitto per 1-3 a Odessa, e si chiuse con la vittoria del campionato e la sconfitta in finale di Coppa d'Ucraina contro la Dinamo Kiev (1-2 a Poltava). In ambito europeo, dopo il terzo posto nel girone di UEFA Champions League con , e (2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte), la squadra arancio-nera fu eliminata ai sedicesimi di finale di UEFA Europa League dal (pareggio per 1-1 in Repubblica Ceca e sconfitta per 1-2 in casa).