È stato attivo come professore presso le Università del Montenegro e di Sarajevo Est, nonché uno dei fondatori dell'organizzazione non governativa chiamata "Ne damo Crnu Goru", fondata da professori e intellettuali montenegrini a sostegno della Chiesa ortodossa serba in Montenegro dopo l'approvazione della controversa "legge sulla religione", riguardante lo status giuridico e le proprietà della Chiesa ortodossa serba.

Le sue opinioni politiche e le sue apparizioni pubbliche sono generalmente definite di destra moderata, anti-corruzione, cristiano democratiche, filoeuropee ed economicamente liberali, nonché a favore della Chiesa, degli interessi della popolazione serbo-ortodossa e conservatrici dal punto di vista culturale.

Primi anni di vita e carriera accademica Nacque da genitori serbo-ortodossi (Drago e Ikonija) nel 1958 a Nikšić, che all'epoca faceva parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Si è laureato nel 1981 presso la Facoltà di Ingegneria Meccanica dell'Università del Montenegro, Dipartimento di Ingegneria della Produzione, come miglior studente della sua generazione. Si è iscritto agli studi post-laurea nel 1983 nel campo dell'ingegneria della produzione presso la Facoltà di Ingegneria Meccanica dell'Università di Belgrado. Nel 1989 ha difeso la sua tesi di master dal titolo "Pianificazione e gestione delle scorte di ricambi".

Ha conseguito il dottorato nel 1993 presso la Facoltà di Ingegneria Meccanica di Podgorica. L'argomento della dissertazione è stato "Contributo alla progettazione automatica del processo tecnologico di taglio mediante un sistema esperto".

Nel 1982 ha svolto il tirocinio presso l'azienda produttrice di acciaio "Boris Kidrič" a Nikšić. Nel 1983 è stato scelto come assistente tirocinante presso il Dipartimento di Ingegneria della Produzione presso la Facoltà di Ingegneria Meccanica di Podgorica. È stato eletto professore assistente nel 1994, poi professore associato presso l'Università del Montenegro nel 1999 ed è diventato professore ordinario nel 2004, quando è stato scelto per insegnare le materie di informatica e sistema di gestione della qualità.

È presidente del comitato organizzatore e membro del comitato di programmazione della conferenza SQM e della conferenza internazionale ICQME. È editore dellInternational Journal for Quality Research, indicizzato nel database SCOPUS, pubblicato dal 2007. È membro del consiglio di redazione di quattro riviste e di 13 conferenze internazionali. È membro dellAmerican Society for Quality (ASQ) e capo del Center for Doctoral Studies presso l'Università del Montenegro. Nell'ambito della sua ricerca scientifica, ha pubblicato più di 250 articoli su riviste internazionali, riviste nazionali, conferenze internazionali e conferenze nazionali. È autore di 16 libri e libri di testo.

Nel 2011, sei anni prima dell'adesione del Montenegro alla NATO, Krivokapić è stato assunto dal Ministero della Difesa del governo del Montenegro per la formazione sulle procedure per l'introduzione di un sistema di qualità e le modalità per attuare gli standard relativi al sistema di gestione della qualità della NATO.

Dal 1998 insegna anche informatica presso il seminario teologico di Cettigne.

Carriera politica

Entrata in politica Krivokapić ha preso parte alle proteste anticorruzione del 2019 e alle proteste contro la legge sulla religione del 2020. Ha deciso di entrare nella vita politica del Montenegro a metà del 2020, al culmine della crisi politica in Montenegro e del conflitto aperto tra la Chiesa ortodossa serba in Montenegro e il governo montenegrino guidato dal Partito Democratico dei Socialisti (DPS), a seguito dell'adozione della controversa legge sullo status delle comunità religiose in Montenegro, sostenendo le proteste clericali del 2019-2020 e i diritti della Chiesa ortodossa serba in Montenegro. È stato eletto come primo presidente della ONG sostenuta dalla Chiesa ortodossa serba "Non vi daremo il Montenegro" (Ne damo Crnu Goru) fondata da professori e intellettuali montenegrini a sostegno delle posizioni delle gerarchie ecclesiastiche serbe. In un breve periodo di tempo essa ha organizzato eventi pubblici a cui hanno partecipato, tra gli altri, il vescovo di Budimlja e Nikšić Joanikije (Mićović) e il rettore del seminario teologico di Cettigne, Gojko Perović.

Il 1º agosto 2020 il Fronte democratico, il Movimento popolare e il Partito popolare socialista hanno deciso di formare un'alleanza di opposizione preelettorale con il nome "Per il futuro del Montenegro" (Za budućnost Crne Gore), insieme ad alcuni altri soggetti extra-parlamentari di destra. Krivokapić era a capo della lista elettorale congiunta per le elezioni parlamentari dell'agosto 2020. Lo stesso giorno Krivokapić si è dimesso da direttore esecutivo della ONG, poiché sarebbe stato a capo della lista dell'opposizione. Krivokapić ha affermato che gli obiettivi primari della coalizione, nel caso in cui formasse il governo, sarebbero la protezione dei diritti umani oltre a garantire la libertà di parola, la libertà dei media, la libertà di pensiero e la libertà di religione. Krivokapić ha affermato che la persona che lo ha maggiormente influenzato per entrare in politica è stato un uomo d'affari montenegrino Miodrag "Daka" Davidović, leader de facto del Movimento popolare, sopravvissuto a un attentato nel dicembre 2019 a Belgrado. Il 24 luglio 2020, dopo una manifestazione dell'opposizione, sono state presentate accuse penali contro Krivokapić e cinque sacerdoti della Chiesa ortodossa serba per "l'esistenza di un fondato sospetto di aver commesso il reato di inosservanza delle norme sanitarie per il contenimento di un pericoloso contagio." Krivokapić ha anche inviato lettere ad ambasciatori stranieri in Montenegro in cui ha affermato che la sua coalizione voleva attirare l'attenzione degli altri stati su un caso di drastiche violazioni dei diritti umani, "che riteniamo possa essere una preoccupante introduzione agli imminenti abusi dei membri del ministero dell'Interno per intensificare la crisi politica e intimidire la popolazione in vista delle prossime elezioni". È stato valutato come il politico montenegrino più popolare in vista delle elezioni del 2020.

Elezioni del 2020 Le elezioni del 2020 hanno registrato la più alta affluenza alle urne mai registrata in Montenegro, con il 75,90%. Poco dopo la chiusura delle urne, prima della pubblicazione dei risultati finali, Krivokapić ha annunciato la vittoria della coalizione affermando che "la libertà è avvenuta in Montenegro". Nel suo discorso ha anche affermato che non ci sarà revanscismo e ha offerto ai partiti delle minoranze etniche di entrare nel nuovo governo. La coalizione ha ottenuto il 32,55% del voto popolare che equivale a 27 seggi in parlamento. Questa è la prima volta che la coalizione di governo perde la maggioranza in parlamento dalla fine del regime comunista nel paese. In un'intervista all'agenzia di stampa governativa russa Sputnik, nota per agire con lo scopo d'influenzare l'opinione pubblica e migliorare la reputazione della Russia nel mondo, ha affermato che il nuovo governo migliorerà le relazioni con Serbia e Russia, specificando però che il Montenegro non può e non sarà sotto l'influenza della Serbia o della Russia, ma che il suo governo stabilirà migliori relazioni diplomatiche con entrambi i paesi, nominando anche l'adesione del Montenegro all'Unione europea, come la principale priorità della nuova coalizione di governo. Krivokapić e i leader delle coalizioni La pace è la nostra nazione e Nero su Bianco, Aleksa Bečić e Dritan Abazović, hanno concordato durante l'incontro diversi principi su cui si baserà il futuro governo, inclusa la formazione di un governo tecnico, continuando a lavorare sul processo di adesione all'Unione, sulla lotta alla corruzione, al superamento della polarizzazione della società e della crisi economica, nonché alla modifica e revisione di leggi e statuti discriminatori, inclusa la controversa legge sulla libertà di religione. Ha dichiarato che il nuovo governo in Montenegro contribuirà a rendere dignitosa la vita dei serbi in Kosovo e alla preservazione dei monasteri del paese vicino.

Il giorno dopo le elezioni, durante le celebrazioni, a Podgorica si sono verificati scontri tra i sostenitori dell'opposizione e i sostenitori del DPS al potere. Condannando l'odio e le agitazioni etniche, per le quali accusa il governo guidato dal DPS, Krivokapić ha affermato che nessuno in Montenegro dovrebbe essere messo in pericolo, soprattutto le minoranze nazionali, che ha definito "i nostri parenti e vicini". Krivokapić ha anche invitato i sostenitori a rimanere a casa, oltre a chiedere alle autorità di indagare sugli incidenti e perseguire i delinquenti e gli autori dei disordini il prima possibile. Ha anche accolto i partiti di minoranza dei bosgnacchi e degli albanesi del Montenegro, esprimendo il desiderio di formare un governo con loro. Il 2 settembre è stato rotto un vetro della porta della Comunità islamica di Pljevlja ed è stato lasciato un messaggio di minacce; Krivokapić ha condannato gli incidenti e ha anche espresso il sospetto, senza presentare prove, che siano stati provocati dal regime uscente guidato dal DPS. Ha anche protestato con i sacerdoti della Chiesa ortodossa serba davanti alla moschea di Husein Pascià, per trasmettere il messaggio di essere pronto a difendere i luoghi di culto di tutte le comunità religiose. Krivokapić ha affermato che non è sua priorità avere una posizione ufficiale nel nuovo governo, ma che, in qualità di Primo Ministro, vorrebbe visitare prima la Germania, che percepisce come il paese più influente dell'Unione europea. Tuttavia, un giorno dopo, ha ribadito che non sarà il primo ministro designato. Ha dichiarato che la Serbia e il Montenegro sono i due paesi più vicini, geograficamente, culturalmente e storicamente, pertanto le loro relazioni devono essere normalizzate, poiché questo è il desiderio della stragrande maggioranza dei cittadini montenegrini; tuttavia ha anche affermato che il ritiro del riconoscimento del Kosovo non sarà una priorità per il nuovo governo.