Æneas i Carthago o Dido och Æneas (Enea a Cartagine) è un'opera di Joseph Martin Kraus (musica), con la denominazione originale di "Lyrisk tragedie" (tragedia lirica), suddivisa in un prologo e cinque atti (VB 23) su libretto di Johan Henrik Kellgren e basata sulla tragedia Didon (1734) di Jean-Jacques Lefranc de Pompignan. Venne rappresentata per la prima volta il 18 novembre 1799 al Teatro Reale di Stoccolma.

Storia dell'opera Æneas i Carthago è ritenuta il "capolavoro nell'opera lirica" del compositore tedesco-svedese Joseph Martin Kraus.Wiederentdeckung des Jahres – „Das Himmlische lebt in seinen Tönen“. In: Opernwelt Jahrbuch 2006. Il libretto, vergato da Johan Henrik Kellgren, era stato proposto dal re svedese Gustavo III di Svezia e desunto dalla tragedia Didon (1734) di Jean-Jacques Lefranc de Pompignan. L'opera venne citata per la prima volta in una lettera del compositore del 26 agosto 1781Gabriela Krombach: Aeneas i Carthago. In: Pipers Enzyklopädie des Musiktheaters. Band 3: Werke. Henze–Massine. Piper, München/Zürich 1989, ISBN 3-492-02413-0, S. 325–327. e avrebbe dovuto essere eseguita nel 1782 per l'inaugurazione del Teatro dell'Opera di Stoccolma, ma fu sostituita poco prima del debutto dall'opera Cora och Alonzo di Johann Gottlieb Naumann perché la prima donna, Caroline Müller, aveva abbandonato Stoccolma per sfuggire ai creditori. All'inizio del 1782 erano stati completati solo il prologo, l'ouverture e i primi due atti. Il 7 ottobre Kraus partì per un viaggio di formazione per l'Europa che durò vari anni, nel corso dei quali continuò a lavorare alla composizione dell'opera. Negli anni successivi cercò di farla rappresentare altre volte ma senza successo, anche a causa degli intrighi di corte. La scena finale, in cui Giove conduce Didone nell'Olimpo, è stata aggiunta da Kraus solo in un secondo tempo.Newell Jenkins: Aeneas i Carthago (Dido och Aeneas). In: Amanda Holden (Hrsg.): The Viking Opera Guide. Viking, London/New York 1993, ISBN 0-670-81292-7, S. 539–540. Nel 1796 Kellgren pubblicò il libretto nella sua opera omnia (Samlade skrifter).

L'opera venne rappresentata postuma per la prima volta al Teatro Reale di Stoccolma il 18 novembre 1799, in occasione del battesimo del principe ereditario svedese Gustavo di Vasa,Pipers Enzyklopädie des Musiktheaters in seguito per festeggiare il compleanno del principe ereditario Gustavo Adolfo (nato il 1º novembre 1778), che tuttavia nel 1799 non era più principe ereditario, bensì già re di Svezia. Suo figlio Gustavo di Vasa, nato il 9 novembre 1999, non portava Adolfo come secondo nome. Il frontespizio del libretto fa chiaramente riferimento al battesimo del principe ereditario („Kron-Prinsens Döpelse“). ma venne eseguita in una versione pesantemente ridotta che durava tre ore e constava all'incirca solo della metà della musica composta, peraltro parzialmente riorchestrata dal compositore Friedrich HaeffnerAlan Swanson: Kellgren’s Libretto for „Aeneas i Carthago“. In: Scandinavian Studies. Vol. 72, No. 4, University of Illinois Press, Winter 2000, S. 379–410 ().. La produzione richiese oltre 200 collaboratori, tra cui almeno 80 cantanti e 61 ballerini. I solisti della prima furono Gertrud Elisabeth Forselius (Giunone), Francisca Stading (Venere), Carl Stenborg (Enea), Carolina Müller (Didone), Christoffer Christian Karsten (Iarba), il sig. Lindskog (Acate), la sig.ra Deland (Clelia), la sig.na Frodell (Barce), il sig. Åman (Narbal), il sig. Folling (l'ombra di Sicheo), il sig. Crælius (Sacerdote), la sig.na Åberg (Äran) e la sig.na Vandonl (Iris),Æneas [Aeneas] i Carthago (Dido och Æneas). Informazioni sull'opera (in svedese) a cura di Levande Musikarv, URL consultato il 9 febbraio 2019. con la coreografia di Federico Nadi Terrade.Indicazione fornita nella versione a stampa del libretto. L'opera venne ripresa sette volte fino all'ottobre 1800.

Tra il 1805 e il 1807 lEnea a Cartagine venne proposta due volte a San Pietroburgo in una versione concertante in lingua francese, con l'accompagnamento al pianoforte di Sigismund von Neukomm. Solo l'ouverture è rimasta a lungo nel repertorio concertistico.

Nel 1966 è stato rappresentato il terzo atto presso il Teatro del Palazzo di Drottningholm e, nel 1979, Newell Jenkins ne ha diretto una versione ridotta e in forma semiscenica produzione, registrata dalla radio svedese. Jenkins ha inoltre diretto l'opera il 26 marzo 1980 all'Alice Tully Hall di New York.

La prima esecuzione completa della versione originale è avvenuta solo nel 2006 all'Opera di Stoccarda, con la regia di Peter Konwitschny e l'assistenza di Michaela Dicu e Michael von zur Mühlen, con la scenografia di Hans Joachim Schlieker e sotto la direzione di Lothar Zagrosek, mentre la parte di Didone è stata affidata a Martina Serafin.Volker Hagedorn: Genialer Pechvogel. Recensione della "prima" avvenuta a Stoccarda nel 2006. In: Die Zeit, 6 luglio 2006, URL consultato l'11 febbraio 2019. La produzione ha ricevuto il premio "Riscoperta dell'anno" della rivista Opernwelt nella stagione 2005/2006.

Nel 2011 è andata in scena una rappresentazione dellEnea a Cartagine in forma ridotta presso la Konzerthaus di Berlino, con la regia di Susanne Øglænd, le scenografie di Mascha Mazur, i costumi di Gunna Meyer e le riprese di Matze Görig, sotto la direzione di Lothar Zagrosek e l'esecuzione a cura della Konzerthaus-Orchester e del RIAS Chamber Choir. Questi i cantanti: Simone Schneider (Didone), Dominik Wortig (Enea), Daniel Ohlmann (Iarba), Daniel Kirch (Nettuno), Catriona Smith (Venere), Cornelia Horak (Giunone), Olivia Vermeulen (Berce e Iris) e Joachim Goltz (Eolo, Sicheo e Narbal).Peter P. Pachl: Der „schwedische Mozart“ – ein Intensiverlebnis: Joseph Martin Kraus’ „Aeneas in Karthago“im Konzerthaus Berlin. In: Neue Musikzeitung, 19 marzo 2011, URL consultato il 12 febbraio 2019.

Il manoscritto è conservato a Stoccolma presso la biblioteca dell'Accademia reale svedese di musica. Nel 1988 Bertil van Boer ha pubblicato lo spartito nell'edizione integrale, da lui stesso curata, delle opere di Joseph Martin Kraus. Nel 1998 ne è stata proposta una versione rielaborata.

Personaggi Ruolo Registrovocale Cantante della primarappresentazione (18 novembre 1799) Enea Tenore Carl Stenborg Iarba Tenore Christopher Christian Karsten Didone Soprano Caroline Müller Acate Johan Petter Lindskog Narbal G. Åman Clelia Carolina Deland Barce Sofia Frodelius Ombra di Sicheo Erik Folling Sommo sacerdote di Cartagine Tenore Carl Magnus Craelius Iris Soprano Teresa Vandoni Äran Inga Åberg

Trama Antefatto I Greci hanno distrutto Troia, ma Enea è riuscito a fuggire con altri suoi compagni troiani. La sua flotta è in viaggio verso l'Italia perché a Enea è stato predetto che in quel luogo avrebbe fondato la città di Roma. Gli è però ostile la potente dea Giunone che, dopo il giudizio di Paride, ha giurato di vendicarsi sui Troiani.

Prologo Una grande scogliera.Scena 1. Il dio del vento Eolo tiene prigioniere le intemperie affinché non turbino la festa reale (Coro degli dei della tempesta: “Få vi ej än vår frihet förbida?").

Scena 2. La vendicativa Giunone ordina a Eolo di liberare le tempeste affinché affondino la flotta troiana (Aria di Giunone: "Låt dina stormars vreda" - Aria di Eolo: "Gån vilda Orcaner").

Scena 3. Eolo le obbedisce liberando i venti (Coro degli dei della tempesta: “Se stormen oss bebåda”), per la disperazione dei Troiani sulle navi, visibili da sotto la roccia (Coro dei Troiani: "Må höjd och afgrund skalla").

Scena 4. Nettuno sorge dal mare e scaccia la tempesta, ordinando ai dolci venti di Zefiro di portare in salvo la flotta sulla costa (Aria di Nettuno: "I som trot[t]sig er förhäfven mot min vilja").

Scena 5. Enea ringrazia il Cielo per averlo salvato e, mentre gli altri troiani restano sulle navi, sbarca con Acate, uno dei suoi compagni di viaggio.

Scena 6. Enea chiede aiuto alla madre, la dea Venere, (Aria di Enea: "Citherens mägtiga gudinna").

Scena 7. Venere promette al figlio una buona accoglienza presso la regina cartaginese Didone, ma al tempo stesso lo mette in guardia dall'odio di Giunone.

Primo atto Dinanzi al tempio di Giunone

Scena 1. Per l'inaugurazione del nuovo tempio sono attesi innumerevoli pretendenti alla mano di Didone, che tuttavia confida alle amiche Clelia e Barce di essere innamorata di Enea, che è appena sbarcato a Cartagine (Aria di Didone: "Nej, jag ej älskar, jag förtäres").

Scena 2 Il popolo cartaginese accorre tra canti e balli lodando la regina (coro di Clelia e dei Cartaginesi: “Lef milda drottning, glad och”). Quando Barce la avvisa della presenza dei profughi troiani sulla spiaggia, Didone li fa entrare in città.

Scena 3. Enea e i Troiani giurano fedeltà a Didone (Coro di Enea e dei troiani: "Ehvar som himlen hälst behavior"), che li invita a partecipare alla cerimonia (Aria di Didone: “Då lycklig är af edra”). I sacerdoti portano sacrifici e introducono la statua della dea, mentre i Cartaginesi danno inizio alla cerimonia (Coro dei Cartaginesi: "Chartagienser låt vår sång, lyckliga hjertan" - Coro delle sacerdotesse: "Alsmägeiga gudinna" - Coro di Enea e dei Cartaginesi: "O Juno, gudars mor, låt tvädrägt ").

Scena 4. Anche Enea vuole offrire alla dea un sacrificio in segno di ringraziamento (Aria di Enea: "O Juno, du hvars blick från himlens"), ma in quel momento una nuvola copre l'ingresso del tempio: Giunone ha rifiutato il dono.

Secondo atto Un boschetto dedicato a Diana; sullo sfondo una montagna da cui scorrono torrenti e, accanto, una statua di Diana

Scena 1. Prima che Cartaginesi e Troiani partano insieme per una battuta di caccia, Didone riflette sui propri sentimenti per Enea (Arie di Didone: "Ack, för hvad plågor detta bröst sig till ett" e "Uti min själ jag fåfangs sluter").

Scena 2. Sopraggiungono Enea e gli altri suoi compagni. Tutti aspettano impazienti l'imminente battuta di caccia (Cori: "Må denna dag" - "Lekande nöjen, muntra behag" - "Jägarens gud, lät valdhornets ljud" - "Börjom vårt lopp").

Grotta solitaria nella foresta

Scena 3 Durante un temporale, Didone ed Enea si rifugiano in una grotta. Qui Enea coglie l'occasione per dichiararsi alla regina (Aria di Didone: “Med er förenad in i döden”). Poi appare l'ombra di Sicheo, il primo marito di Didone, che spaventa entrambi con cupi ammonimenti (Duetto di Didone ed Enea: “Hvad gruflig syn”).

Scena 4 Gli dei dell'amore fugano i timori della coppia (Coro: “Kärleks gudar, blinda nöjen”).

[Scena mancante nel libretto stampato] Le dee Venere e Giunone disputano sul futuro di Enea (duetto di Venere e Giunone: “Vet, vet, jag Olympens spira bär”).

Terzo atto Piazza di Cartagine circondata da magnifici palazzi. Strada che conduce al palazzo di Didone

Scena 1. Enea è combattuto tra l'amore per Didone e il dovere di placare Giunone (Aria di Enea: “Förgäfves, kärlek mig beredda”).

Scena 2. Inviata da Didone, Clelia chiede ad Enea di sostenere i Cartaginesi contro i Numidi, il cui re Iarba vuole costringere Didone a sposarlo (Aria di Clelia: "Du som i nödens ögonblick dess ädla bistånd fått").

Sala del palazzo di Didone con il trono della regina

Scena 3. Iarba giunge sotto le mentite spoglie d'un ambasciatore con un nutrito seguito e chiede Didone in sposa (Aria di Iarba e coro dei Numidi: "Gå drottning tag af Jarbas händer"), ma lei lo respinge risolutamente (Aria di Didone: "Gå, säg din kung, att Dido drottning") e annuncia che sposerà Enea il giorno stesso.

Scena 4. Furioso, Iarba giura vendetta per l'umiliazione subita (Aria di Iarba: "O gudars gud").

Roseto con un'ara in marmo dedicata a Imeneo e Amore