I drusi israeliani (; ) sono cittadini arabi di Israele appartenenti al gruppo religioso dei drusi. Nel 2019, vivevano in Israele e nelle alture del Golan drusi, che componevano l'1,6% della popolazione generale e il 7,6% della componente araba del paese, distribuita soprattutto nel nord Israele. Nel 1957, il governo israeliano ha designato la comunità drusa, su richiesta dei suoi rappresentanti, come un gruppo separato dai musulmani. Israele è sede della terza comunità drusa più popolosa al mondo, dopo Siria e Libano. Da uno studio del 2016 pubblicato dal Pew Research Center è emerso che la maggioranza dei drusi israeliani si identificano come arabi. Al pari dei cittadini ebrei e circassi, gli uomini drusi sono tenuti a servire nelle forze di difesa israeliane. I membri delle comunità druse distribuite nelle alture del Golan detengono la cittadinanza siriana, ma a partire dalla Guerra civile siriana, molti drusi del Golan hanno cominciato a richiedere la cittadinanza israeliana e a prender parte alla vita politica israeliana.

Storia La guerra arabo-israeliana del 1948

Nel 1922, vivevano nel mandato britannico della Palestina drusi. Nel corso della guerra civile del 1947-1948 nella Palestina mandataria, la comunità drusa palestinese ricevette pressioni sia dagli organi ebraici dello Yishuv, che da quelli arabi del Supremo Comitato Arabo. Molti dignitari drusi dei Paesi adiacenti incoraggiarono la comunità a rimanere neutrale. Durante i primi giorni del conflitto, una riunione dei rappresentanti dei villaggi drusi, tenutasi a Daliyat al-Karmel, decise di non prendere parte agli scontri. La decisione fu sostenuta dai rappresentanti della comunità drusa del Gebel Druso in Siria. Molti capi locali sostennero tuttavia la fazione ebraica. Josh Palmon fu incaricato dall'Agenzia ebraica di occuparsi dei rapporti con la comunità drusa e di prevenire che questa finisse poi per appoggiare il Supremo Comitato Arabo. Furono stabiliti contatti con le comunità druse, in particolare con il villaggio di Yarka, affinché donassero il proprio appoggio alla causa sionista..

In seguito alla nascita di Israele In seguito all'istituzione dello Stato di Israele, vivevano nel Paese drusi, componenti l'1,2% della popolazione. Nel 1957, il governo israeliano riconobbe i drusi come gruppo separato dai musulmani.

Società Demografia Nel 2018, circa drusi risiedevano in Israele e nelle alture del Golan, componendo l'1,6% della popolazione israeliana e il 7,6% della componente araba israeliana. Circa erano concentrati nel distretto Settentrionale, circa nel distretto di Haifa e circa nelle alture del Golan.

Il tasso di fecondità tra le donne druse nel 2018 era intorno al 2,5, più basso rispetto al 7,9 del 1960. La dimensione familiare si attestava al 3,88, superiore rispetto a quella ebraica del 3,09 e cristiana del 2,98 e inferiore a quella musulmana del 4,69. Il tasso di crescita della popolazione drusa nel 2017 era dell'1,4%, dato inferiore a quello della popolazione musulmana (2,5%) e a quello della popolazione ebraica (1,7%) e superiore al tasso di crescita della popolazione araba cristiana (1,0%). Sempre nello stesso anno, l'età media della popolazione drusa era di 27,9 anni. Il 26,3% dei drusi era di età compresa tra 0 e 14 anni e circa il 6,1% aveva più di 65 anni. Nel 2016, l'età media al primo matrimonio tra i drusi era di 28,6 anni tra gli uomini e di 24,5 anni per le donne, quest'ultima superiore a quella delle donne musulmane e inferiore a quella delle donne ebree e cristiane. L'età media del matrimonio degli uomini drusi risultava invece superiore a quella degli ebrei e dei musulmani e inferiore a quella dei cristiani.

Il 98% dei drusi israeliani è concentrato in diciannove località, la maggior parte delle quali a maggioranza drusa, dove costituiscono la quasi totalità della popolazione o dove convivono con altri arabi.

Distretto SettentrionaleEscluse le alture del GolanDistretto di HaifaAlture del GolanYarka ( – 98%) Maghar ( – 58%) Beit Jann ( – 100%) Kisra-Sumei ( – 95%) Yanuh-Jat ( – 100%) Julis ( – 100%) Hurfeish ( – 96%) Shefaram ( – 14%) Peki'in ( – 78%) Sajur ( – 100%) Abu Snan ( – 30%) Rameh ( – 31%) Ein al-Asad (800 – 100%)Daliyat al-Karmel ( – 97%) Isfiya ( – 76%)Majdal Shams ( – 100%) Buq'ata ( – 100%) Mas'ade ( – 100%) Ein Qiniyye ( – 100%)

Religione

Distribuiti principalmente tra Siria, Libano, Israele e Giordania, i drusi praticano una dottrina esoterica e monoteista derivata dall'Islam ismailita. Amin Tarif è stato capo religioso della comunità fino alla sua morte avvenuta nel 1993. Malgrado la dottrina drusa venga classificata e compresa nell'alveo dell'Islam ismailita, gran parte dei drusi non si identificano come musulmani.... Negli anni 1950, esponenti dell'Università al-Azhar identificarono i drusi come parte della comunità islamica.. Secondo il Pew Research Center, nel 2016, il 16% dei musulmani israeliani identificava i drusi come musulmani. La comunità drusa si compone di due gruppi: quello minoritario degli "iniziati" (al-'Uqqāl), costituenti meno di un quarto della comunità, che vengono introdotti ai segreti della dottrina e che tramandano le tradizioni religiose, e quello maggioritario dei "non iniziati" (al-Juhhāl), tenuti in gran parte all'oscuro delle tradizioni della comunità e che conducono uno stile di vita secolare. Le cerimonie religiose vengono tenute nelle khalwa e i testi sacri di riferimento sono i Kutub al-Ḥikma. La comunità drusa non accetta convertiti o matrimoni interreligiosi, dal momento che l'appartenenza alla comunità drusa è subordinata alla nascita da due genitori drusi.

Nel 2016, secondo quanto rilevato dal Pew Research Center, il 49% dei drusi israeliani definiva la propria religione come "molto importante" nella propria vita (rispetto al 68% degli arabi musulmani, al 57% degli arabi cristiani e al 30% degli ebrei). Il 26% dei drusi pregava quotidianamente e il 25% frequentava regolarmente i servizi religiosi. Il 72% riteneva la propria identità drusa molto importante e il 93% ne era orgoglioso. Il 18% definiva l'identità drusa primariamente in termini religiosi, il 33% in termini culturali e il 47% come combinazione di entrambi gli elementi. Secondo un sondaggio effettuato nel 2015, il 36% degli intervistati drusi si è identificato come non religioso, il 43% come tradizionalista, il 14% come religioso e il 7% come molto religioso.

Tra il 1952 e il 2009, 145 drusi israeliani hanno abbandonato la loro fede religiosa. L'abbandono della comunità può essere conseguente sia a un atto religioso formale che ad un matrimonio con una persona non drusa. Il 43,5% dei drusi che hanno abbandonato la loro fede si sono convertiti all'Islam, il 38% all'ebraismo e i rimanenti principalmente al cristianesimo o alla fede Bahá'í. Il 45% degli apostati si sono riconvertiti nel corso degli anni successivi al loro abbandono. L'abbandono della fede drusa ha spesso comportato l'ostracizzazione degli interessati, che si sono visti costretti ad abbandonare i propri paesi, per stabilirsi in città come Haifa, Gerusalemme o Karmiel o ad emigrare in Canada o negli Stati Uniti d'America.

Identità

I drusi tendono ad essere più assertivi della loro identità israeliana, mentre solo una minoranza si identifica come palestinese. Da un sondaggio condotto nel 2008 dall'Università di Tel Aviv è emerso che su 764 intervistati drusi, oltre il 94% si sono identificati primariamente come "drusi-israeliani". Le autorità israeliane attuarono politiche volte a favorire un'identità drusa separata da quella araba palestinese. Nel 1957, il governo israeliano riconobbe la comunità drusa, su richiesta dei suoi rappresentanti, come un gruppo separato dai musulmani, e negli anni successivi, tra il 1956 e il 1975, alla comunità venne riservato un settore educativo separato da quello degli altri arabi.

Da uno studio del 2016 pubblicato dal Pew Research Center è emerso che il 71% dei drusi israeliani si identificano come arabi (rispetto al 99% degli arabi musulmani e al 96% degli arabi cristiani), mentre i rimanenti si identificano principalmente come "drusi" o "druso-arabi". All'interno della comunità è attiva una corrente che si identifica nella causa palestinese e che si esprime contraria al servizio militare obbligatorio nelle forze di difesa israeliane. L'identità araba e siriana rimane forte tra le comunità druse nelle alture del Golan.

Similmente agli altri gruppi religiosi israeliani, la comunità tende ad essere endogama; secondo il Pew Research Center, oltre il 99% dei drusi sposati hanno un coniuge druso e l'87% dei drusi non si definirebbe concorde se un proprio figlio sposasse un ebreo o un cristiano, mentre l'85% esprimerebbe la propria contrarietà nei riguardi di un musulmano. L'83% dei drusi israeliani afferma di intrattenere relazioni di amicizia prevalentemente con altri drusi; il 22% in particolare afferma di avere solo amici drusi.

Uno studio ha rilevato una sempre maggiore popolarità della lingua ebraica su internet tra i giovani drusi, in particolare negli insediamenti nel monte Carmelo, molto legati dal punto di vista economico alla società ebraica israeliana. L'attitudine positiva nei confronti della lingua ebraica è più evidente tra i giovani meno istruiti e tra le donne. La lingua araba continua a rimanere comunque dominante e non mostra segnali di declino tra la comunità. Il dominio della lingua araba tra i drusi rimane più forte particolarmente negli insediamenti in Galilea e in ambito culturale e letterario..

Relazioni con lo Stato di Israele

Nel 1973, Amal Nasser el-Din fondò il Circolo dei drusi sionisti,.. gruppo il cui scopo era incoraggiare i drusi a sostenere lo Stato di Israele.. Migliaia di drusi israeliani sono affiliati a movimenti sionisti drusi. La comunità drusa svolge un ruolo rilevante nell'esercito e nella politica israeliana. Cinque drusi sono stati eletti nelle elezioni parlamentari del 2009.

Il sostegno allo Stato israeliano tra i drusi è tendenzialmente più forte che tra gli altri arabi israeliani. Da uno studio del 2016 pubblicato dal Pew Research Center è emerso che il 30% dei drusi israeliani concordasse con la visione di Israele come Stato democratico e contemporaneamente ebraico (rispetto al 28% degli arabi musulmani e al 20% degli arabi cristiani), mentre il 58% si definiva contrario (parallelamente al 63% degli arabi musulmani e al 72% degli arabi cristiani). Il 42% dei drusi sosteneva la soluzione dei due Stati, mentre il 18% discordava con essa. Il 27% dei drusi era dell'idea che il governo israeliano fosse sinceramente impegnato a giungere a un accordo di pace (rispetto al 20% dei musulmani e al 12% dei cristiani), mentre il 49% non concordava (rispetto al 72% dei musulmani e all'80% dei cristiani). L'appoggio alla costituzione degli insediamenti israeliani è però più basso, con solo l'8% dei drusi che concordavano che gli insediamenti proteggessero la sicurezza dello Stato (il 29% dei musulmani e il 15% dei cristiani erano di questa idea), mentre il 66% era contrario.

Il sostegno ai tradizionali partiti politici dominati dalla componente ebraica è molto più alto che tra gli altri arabi, che preferiscono identificarsi nei partiti arabi. Secondo un sondaggio condotto tra il 2014 e il 2015, la maggioranza dei drusi si identificava in partiti sionisti dominati dagli ebrei, mentre il 19% sceglieva partiti della Lista Comune (rispetto al 53% degli arabi musulmani e cristiani).

La legge sullo Stato-nazione del 2018 ha portato un numero sempre crescente di drusi ad abbandonare il tradizionale appoggio alla causa israeliana per identificarsi in quella palestinese. Secondo un sondaggio effettuato nel febbraio 2020, il 65% degli intervistati drusi sosteneva la Lista Comune. Alle elezioni parlamentari del 2020, il supporto alla Lista Comune è fortemente aumentato tra gli elettori drusi.

Servizio militare