Le battaglie di La Naval de Manila furono una serie di scontri che vennero combattuti nelle acque delle Indie orientali spagnole nel 1646, tra le forze dell'Impero spagnolo che riuscirono a respingere le forze della repubblica olandese che volevano invadere Manila e le Filippine spagnole, nel corso della guerra degli ottant'anni. Le forze spagnole, che includevano diversi nativi Kapampangan come volontari, erano composte da tre galeoni provenienti da Manila, una galea e quattro brigantini. Questi neutralizzarono una flotta olandese di diciannove navi da guerra, dividendosi in tre squadroni separati. Pesanti danni vennero inflitti allo squadrone olandese dalle forze spagnole, costringendo i primi ad abbandonare la loro invasione delle Filippine.

Le vittorie contro gli invasori vennero attribuite dalle truppe spagnole all'intercessione della Vergine Maria sotto il titolo di Nostra Signora di La Naval de Manila. Il 9 aprile 1652, le vittorie nelle cinque battaglie di mare vennero riconosciute come miracolose dall'arcidiocesi di Manila dopo appropriata investigazione canonica, dando il via ad una serie di celebrazioni locali.

Antefatto I primi conflitti tra spagnoli e olandesi nelle Filippine Alla ricerca di una rotta alternativa verso l'Asia, gli olandesi raggiunsero le Filippine e cercarono di dominare il commercio marittimo del sudest asiatico. Essendo in guerra con la Spagna, iniziarono con delle azioni di pirateria a danno degli spagnoli. Questi iniziarono a razziare la baia di Manila e le aree circonvicine, servendosi di sampan e giunche provenienti dalla Cina e dal Giappone per tentare l'impresa.

Il primo squadrone olandese a raggiungere le Filippine venne guidato da Olivier van Noort. Il 14 dicembre 1600, lo squadrone di van Noort si scontrò con la flotta spagnola comandata da Antonio de Morga presso l'Fortune Island, dove l'ammiraglia di de Morga, la San Diego, affondò. Van Noort tornò quindi in Olanda.

Un'altra flotta olandese composta da quattro navi al comando di François de Wittert tentò di attaccare Manila nel 1609, ma venne respinta dalle forze del governatore generale Juan de Silva che lanciò un contrattacco sconfiggendo gli olandesi nella battaglia di Playa Honda, dove François Wittert rimase ucciso.

Nell'ottobre del 1616, un'altra flotta olandese di dieci galeoni al comando di Joris van Spilbergen (Georges Spillberg) bloccò l'entrata della baia di Manila. Un'armata spagnola di sette galeoni guidati da Juan Ronquillo battagliò contro la flotta di Spilbergen a Playa Honda nell'aprile del 1617 (episodio noto come "seconda battaglia di Playa Honda"). L'ammiraglia di Spilbergen, la "Sol de Holanda", affondò nell'operazione e gli olandesi dovettero ritirarsi nuovamente con pesanti danni.

Dal 1640 al 1641, la flotta olandese con tre navi si appostò presso l'Embocadero de San Bernardino tentando di catturare dei galeoni mercantili provenienti da Acapulco, in Messico. Questi galeoni, ad ogni modo, riuscirono a fuggire prendendo una rotta diversa dopo aver ricevuto la notizia della presenza degli olandesi da un sistema di segnalazioni con fuochi che era stato predisposto proprio all'Embocadero dal sacerdote gesuita Francisco Colin.Velarde, Murillo (Hist. de Philipinas, fol. 126 b)

La pianificazione dell'invasione delle Filippine

Dopo i fallimenti precedenti nel bloccare il commercio spagnolo in Asia, gli olandesi decisero che era giunto il momento di attaccare direttamente le Filippine, certi che il nemico avrebbe reagito violentemente.Vidal, Prudencio. (1888) Da quando avevano conquistato l'insediamento spagnolo a nord di Formosa nel 1642, gli olandesi erano divenuti sempre più desiderosi di attaccare Manila perché sapevano che la città mancava di appropriate difese e che essa non era in grado di ricevere sufficienti sostegni dalla Spagna, occupata com'era nelle guerre in Europa.

Padre Juan de los Angeles, un frate domenicano che era stato portato da Formosa a Makassar dagli olandesi come prigioniero di guerra, descriverà poi nel suo racconto che gli olandesi erano così desiderosi di attaccare le filippine che "tra loro non parlavano d'altro che di ottenere Manila" e che "avevano urgentemente richiesto altri uomini dall'olanda col proposito di attaccare Manila".De los Angeles, O.P., Juan. (March 1643) ". Nel suo racconto, il sacerdote descrisse anche le formidabili forze degli olandesi nei porti di Giacarta, in Indonesia, ed a Formosa:

Le condizioni delle isole Le Filippine erano in una situazione difficile all'arrivo degli olandesi. Una serie di eruzioni vulcaniche avevano avuto luogo tra il 1633 ed il 1640. La mancanza di cibo stringeva d'assedio l'intera città di Manila.Fayol, Joseph. (1640–1649) Le guerre contro i musulmani di Mindanao guidati dal sultano Muhammad Kudarat nel 1635 e la ribellione Sangley dal 1639 al 1640 avevano impegnato vite e risorse preziose.Cortez, Regino (1998). Numerose navi erano andate perdute o affondate nella rotta dalla Nuova Spagna (1638–39), compromettendo non solo la rotta commerciale Manila-Acapulco, ma avevano anche ridotto la forza navale di Manila. Dopo che gli olandesi avevano conquistato Formosa nel 1642, iniziarono ad inviare degli squadroni presso l'Embocadero de San Bernandino e Capo Espiritu Santo per razziare le navi dirette alle Filippine, spostandosi poi a Ilocos e nella provincia di Pangasinan per razziare i vascelli commerciali provenienti dalla Cina.

Il nuovo governatore generale spagnolo, Diego Fajardo Chacón, raggiunse le Filippine alla fine di giugno del 1644, assieme al capitano andaluso Sebastian López. Fajardo trovò l'isola in uno stato pietoso e priva quasi di forze navali. Facendo la propria entrata ufficiale a Manila a metà agosto, Fajardo prese possesso del governo delle isole ed inviò due galeoni (la Nuestra Señora dela Encarnación e la Nuestra Señora del Rosario) ad acquisire nuove risorse sulle isole della Nuova Spagna.

Gli eventi catastrofici del 1645 La morte dell'arcivescovo Nel luglio del 1645, la Encarnación e la Rosario, al comando del capitano Lorenzo de Orella y Ugalde (detto anche Lorenzo Ugalde de OrellanaRodriguez, Mariano (1907)) giunsero dal Messico al porto della baia di Lamon con beni destinati alle Filippine per riempire le risorse locali ormai dilapidate. A bordo di uno dei due galeoni vi era anche l'arcivescovo eletto di Manila, monsignor Fernando Montero Espinosa, il quale ad ogni modo prima di sbarcare venne colpito da una febbre emorragica e morì. I cittadini di Manila, che necessitavano di un capo religioso forte in quei tempi disperati, si trovarono profondamente abbattuti dal fatto.

Il terremoto di San Andres

Il 30 novembre 1645, durante la festa di Sant'Andrea apostolo, un devastante terremoto colpì Manila e le aree circostanti, distruggendo circa 150 costruzioni e uccidendo molti cittadini. Cinque giorni dopo, il 5 dicembre, un ulteriore terremoto colpì la città. Anche se non vennero registrati morti, le strutture che non erano state danneggiate dalla prima scossa vennero colpite dalla seconda.

La forza distruttiva del terremoto raggiunse altre province sulle isole. I villaggi dei nativi vennero squassati completamente dal momento che le loro case erano costruite in bambù e foglie di palma. I fiumi (inclusi quelli di Manila) erano straripati ed avevano inondato città e villaggi.

L'attacco su vasta scala del 1646

Al consiglio generale di Batavia (Giacarta), gli olandesi decisero di lanciare un attacco decisivo alle Filippine. Equipaggiarono 18 vascelli al comando di Maarten Gerritsz Vries e si divisero in tre squadroni:

Forze olandesi Primo squadrone Forza: 5 vascelli (4 navi regolari e una barca chiamata chò)Cortez, Regino. (1998) Destinazione: Ilocos e Pangasinan Scopo: Istigare i nativi contro gli spagnoli e assaltare le navi provenienti dalla Cina.

Secondo squadrone Forza: 7 vascelli (5 navi regolari e 2 navi incendiarie), 16 lance, 800 soldati; Artiglieria: l'ammiraglia trasportava 46 eccellenti pezzi d'artiglieria; i vascelli più piccoli ne portavano 30 ciascuno.Cortes, Regino (1998) Destinazione: Zamboanga poi Embocadero de San Bernardino Scopo: Attaccare i vascelli provenienti dal Messico che annualmente portavano a Manila diversi beni e denaro per sostenere la guarnigione spagnola nell'arcipelago.

Terzo squadrone Forza: 6 vascelli; Artiglieria: l'ammiraglia portava con sé 45 cannoni, mentre le altre navi più piccole ne portavano 20. Destinazione: Manila (come rinforzi per i primi due squadroni) Scopo: Tagliare ogni sorta di rifornimento da Manila a Ternate e a Makassar.

Dopo i monsoni, questi tre squadroni avrebbero dovuto convergere in un'unica armata riunendosi appena fuori dalla baia di Manila per attaccare la città.

Le forze spagnole La notizia dell'arrivo del primo squadrone a Ilocos e nella regione Pangasina raggiunse Manila il 1º febbraio 1646. Gli olandesi tentarono di attirare dalla loro parte gli Ilocanos e i Pangasinensi promettendo loro completa indipendenza ed abolizione delle tasse. I nativi ad ogni modo opposero resistenza all'idea e pertanto i corsari olandesi saccheggiarono le loro case. L'arrivo di alcune compagnie di soldati spagnoli, ad ogni modo, li costrinse a re-imbarcarsi sulle loro navi.

Venuto a conoscenza della presenza del nemico, il governatore Fajardo convocò un consiglio di guerra. In quel tempo, Manila non aveva una forza navale tale da respingere adeguatamente il nemico e disponevano solo delle due vecchie navi che gestivano la rotta commerciale Manila-Acapulco, la Nuestra Señora de la Encarnación di 800 tonnellate e la Nuestra Señora del Rosario con 700 tonnellate, giunte a Cavite dal Messico l'anno precedente. Malgrado il nemico fosse in forza maggiore, il generale Fajardo decise che i due galeoni dovessero essere pronti per la battaglia. I due galeoni vennero in qualche modo equipaggiati ed armati come segue: Encarnación Rosario Designazione Capitana (ammiraglia) Almiranta (vice ammiraglia) Artiglieria 34 cannoni di bronzo (calibro: 18, 25 e 30) 30 cannoni (calibro: il medesimo dell'ammiraglia) Soldati 200 uomini (100 moschettieri; 40 marinai; 60 artiglieri, lavoratori e servitori) (i medesimi dell'ammiraglia) Fajardo nominò il generale Lorenzo Ugalde de Orellana al ruolo di comandante in capo della flotta spagnola (e per questo lo nominò comandante dell'ammiraglia Encarnación), con Sebastián López come ammiraglio (e capitano della Rosario). Al grado di sergente maggiore venne nominato Agustín de Cepeda.

Le quattro compagnie di fanteria erano al comando dei capitani Juan Enríquez de Miranda e Gaspar Cardoso sull'ammiraglia, e dei capitani Juan Martínez Capel e Gabriel Niño de Guzmán sulla viceammiraglia.

I capi dei piloti furono il capitano Domingo Machado con associato Francisco Romero sull'ammiraglia, mentre sulla viceammiraglia vi erano il capitano Juan Martínez col suo associato Andrés Cordero.

Le battaglie del 1646 La prima battaglia Giungendo all'entrata di Mariveles, lo squadrone olandese non venne notato (al contrario di quanto riportato dalle sentinelle di Mariveles dopo la battaglia).Hornedo, Florentino. (2007)

La flotta spagnola procedeva verso Bolinao. Qui, il 15 marzo attorno alle 9:00 la flotta spagnola scoprì uno dei vascelli nemici, ma si diede alla fuga. Alle 13:00 circa, quattro navi olandesi vennero avvistate assieme a un vascello più piccolo già avvistato in precedenza. Le due flotte si scambiarono qualche colpo di cannone nel pomeriggio.

Il primo colpo lo sparò l'ammiraglia olandese ma mancò il colpo. La Encarnación rispose con due colpi che andarono a colpire l'ammiraglia olandese con palle di cannone del peso di 15 kg ciascuna, aprendo il lato della prua della nave.

Gli olandesi concentrarono quindi il loro fuoco sulla più piccola nave Rosario, ma questa riuscì a difendersi ed a fuggire. Sull'altro fronte, la Encarnación sparava libera ad ogni vascello nemico, infliggendo notevoli danni alle forze olandesi in battaglia.