Mascheratura e bruciatura è una tecnica fotografica correttiva utilizzata in camera oscura durante il processo di stampa, oppure, applicata nella fotografia digitale attraverso appositi software.
È impiegata sia per variare il contrasto di un’immagine negativa o positiva (diapositiva) e/o limitare parzialmente o totalmente l’esposizione su una zona dell’immagine al fine di compensare eventuali difformità o errori di esposizione.
Tipologie di mascheratura La mascheratura nasce come tecnica usata durante la stampa analogica bianconero mediante copertura, come le mani o con apposite sagome di cartone nero opaco, delle zone più chiare del negativo, in modo da esporre maggiormente quelle più scure. In questo modo si possono ottenere dettagli leggibili in zone di differente densità, altrimenti non registrabili dalla carta sensibile adoperata. La mascheratura, è anche una tecnica adoperata per ridurre il contrasto di un negativo. In quest'ultimo caso, si contrappone, in perfetto registro, alla negativa il suo positivo di debole densità ( sottoesposto). La mascheratura è un potente elemento creativo per evidenziare o occultare zone dell'immagine secondo i desideri dell'autore.
La tecnica di mascheratura comprende almeno sei estensioni del suo significato:
Mascheratura analogica per la correzione del contrasto: sovrapposizione a registro della stessa immagine sia in positivo che in negativo, con lo scopo di ridurre o accentuare il contrasto. Mascheratura analogica per la correzione cromatica: usata principalmente con le trasparenze a colori da riprodurre (materiale diapositivo) per controllare sia il contrasto, ma soprattutto per migliorare la resa cromatica anteponendo a registro dell'immagine principale, maschere filtranti colori di radiazione e spettro scelti a seconda delle necessità. Mascheratura per fotomeccanica: in questo caso, analogamente alla maschera a colori, ma qui ha anche un'altra funzione che è quella di usare i quattro colori (magente, blu-verde, giallo e nero) per calibrare il nero. Mascheratura analogica delle alte luci: si tratta di una mascheratura selettiva che agisce per modulare esclusivamente alte e basse luci di un'immagine. Mascheratura analogica nell'ingrandimento (durante la fase di ingrandimento nella stampa fotografica): si stratta di una tecnica con la quale si ombreggia una parte dell'immagine per schermare la luce durante la fase di esposizione della carta sensibile Mascheratura digitale: La trasposizione in digitale, ossia mediante software, della mascheratura analogica durante l'ingrandimento.
Mascheratura analogica per la correzione del contrasto Questo tipo di mascheratura detta anche "maschera di contrasto" viene attuata mediante un sistema in cui si appronta un pacchetto a registro formato da un'immagine positiva o negativa (oppure due immagini positive o negative). Importante che il pacchetto così costituito sia perfettamente a registro in modo da realizzare una stampa o un nuovo negativo da riproduzione. La seconda immagine creata dall'originale, costituirà la maschera fotografica. Lo scopo di questo tipo di mascheratura è quello di ridurre o accentuare il contrasto dell'immagine originale. Ciò si spiega perché se si pone a registro un negativo con un positivo meno contrastato da esso ricavato, il positivo attenuerà parzialmente l'immagine negativa con il risultato di ottenere un negativo meno contrastato. Al contrario, accoppiando a registro due negativi si otterrà un aumento del contrasto rispetto a quello ottenibile dal solo originale. Questa tecnica può essere applicata sia al bianconero, sia al colore; tuttavia, per il bianconero non è una tecnica vantaggiosa e pratica in quanto esistono altri modi più efficaci per variare il contrasto (per esempio la scelta della gradazione delle carte o la variazione della filtrazione cromatica per le carte mutigrade). Analogamente, questo tipo di mascheratura non è usata quasi mai per la correzione di stampe a colori provenienti da negativo colore tranne in casi particolari che riguardano la riduzione della luminosità generale. L'applicazione d'elezione di questa tecnica si ha invece come mezzo controllo del contrasto nella stampa di trasparenze a colori (diapositive a colori) che per loro natura posseggono un contrasto alto. La mascheratura analogica per la correzione del contrasto era molto in uso nella stampa di diapositive a colori su materiale cibachrome molto in voga negli anni 80 ( Fig. 1). Mascheratura analogica per la correzione cromatica Viene usata sia per la correzione cromatica delle pellicole positive (Diapositive) a colori che richiedono di essere stampate, sia per le pellicole a colori. Questa tipologia di mascheratura ha una doppia funzione: controllare il contrasto e migliorare la resa cromatica. (Nota 1: Enciclopedia Kodak "la fotografia per tutti 1982 - Ist. Geogr. De Agostini - Novara Pag 124-127) ciò si ottiene creando più maschere attraverso filtrazioni di contrasto di diversi colori in modo che la maschera, anteposta a pacchetto sull'originale, abbassi o aumenti in contrasto. In alternativa, con una sola maschera monocromatica, il risultato sarà quello di rendere più vividi e brillanti alcuni colori lasciando invariati gli altri (Fig.2). (Nota 3': L'ingrandimento Fotografico L.A. Mannheim, C.I. Jacobson - Ed. Cesco Ciapanna editore 1981 Pag 444-471);
Mascheratura analogica per fotomeccanica Viene usata nel lavoro fotomeccanico per alzare /abbassare il contrasto e variare il cromatismo dell'immagine ma soprattutto per tenere conto del nero nell'immagine finale. Infatti, nel lavoro fotomeccanico, una parte dei grigi scuri dell'immagine finale deriva dalla lastra di stampa del nero. Di conseguenza, un determinato colore deve essere ottenuto dall'uso soltanto di due dei tre colori primari più il nero. La maschera usata per questo scopo offre la possibilità di eliminare una parte del terzo colore in qualsiasi parte dell'immagine e di aggiungere una determinata corrispondenza di densità alla lastra del nero. Oggi molte lastre per la stampa offset sono prodotte ricorrendo a uno scanner elettronico che produce i quattro negativi in una sola operazione del tutto automatica. (Nota 1: Enciclopedia Kodak "la fotografia per tutti 1982 - Ist. Geogr. De Agostini - Novara Pag 124-127). In fotomeccanica la pellicola Lith ortocromatica bianconero è il materiale d'elezione indispensabile, con la quale si creano immagini ad alto contrasto bianconero per ognuno dei colori primari più in bianco e nero: selezione cromatica dell'immagine originale a colori (Fig. 3). La pellicola Lith ad alto contrasto necessita per il suo sviluppo rivelatori molto energici a base di idrochinone. (Nota 6: Articolo su Fotografare: Extracontrasto - Febbraio 1980 M. Fodde pag 70-74). Altro impiego della pellicola Lith e nella fotografia artistica per la realizzazione di stampe ad alto contrasto in cui sono aboliti i toni grigi e il soggetto viene rappresentato solamente in bianco e nero, e nella riproduzione grafica delle immagini fotografiche come avviene nella tecnica della gomma bicromatata (Fig. 4 e 5). (Nota 7: Articolo su Fotografare: Gomma Bicromatata Disegno o fotografia - Gennaio 1981 M. Fodde pag 56-57-58-59-120)
Mascheratura analogica per le alte luci In tutti quei casi in cui il contrasto delle alte luci è basso con la conseguenza di risultare poco contrastate e poco dense, si ricorre preparando una maschera per le alte luci che svolge la sua funzione applicando un'alta densità sulle alte luci stesse dell'immagine e in questo modo scurendole. Questa tecnica è sempre effettuata sinergicamente nella preparazione della maschera di correzione cromatica in cui è inglobata e quindi, per evitare errori espositivi, nel dovrà essere rimossa durante la stampa finale (Fig.6). (Nota 1: Enciclopedia Kodak "la fotografia per tutti 1982 - Ist. Geogr. De Agostini - Novara Pag 124-127) Messa a registro delle pellicole nella mascheratura analogica In tutte le tipologie su descritte di mascheratura analogica la messa a registro delle pellicole che formano il pacchetto che poi dovrà essere utilizzato per la stampa è una caratteristica di tutte le tipologie di mascheratura tranne che per quella analogica nell'ingrandimento e quella digitale. La realizzazione del pacchetto dovrebbe essere costruito in modo che la maschera sia poco nitida e leggermente più sfumata dell'originale. (Nota 6: Articolo su Fotografare: Extracontrasto - Febbraio 1980 M. Fodde pag 70-74) Ciò affinché l'immagine mascherata appaia più nitida appaia più definita in virtù del fatto che l'immagine della maschera se diffusa presenta un contrasto inferiore ai bordi dei dettagli dell'immagine che non sulle grandi aree. Di conseguenza avrà meno effetto sui bordi di quanto non ne abbia sulle zone piene con il risultato di un aumento postumo dell'acutanza. (Nota 4: Elementi di fotografia - Ed Cesco Ciapanna Editore - cortesia Ciba Ilford - 1970 Pag 177-245)
Mascheratura analogica nell'ingrandimento
La mascheratura analogica, in fase di stampa, consiste nell'ombreggiare una parte dell'immagine al fine di schermare la luce durante l'esposizione del foglio sensibile sotto la luce dell'ingranditore (esposizione). Se la stampa viene eseguita da negativo, l'area mascherata sarà più chiara che se avesse ricevuto l'intera esposizione. Al contrario, se si volesse incrementare la densità di una zona dell'immagine, questa dovrebbe avere una esposizione maggiore rispetto al resto dell'immagine stessa. In questo caso, si parla di bruciatura il cui significato è opposto a quello di mascheratura. Altresì, se la stampa venisse eseguita su materiale invertibile (diapositive) si avrebbe un effetto inverso rispetto a quello su descritto: l'area mascherata sarebbe più scura dell'equivalente area non mascherata. Operativamente, nella stampa, durante l'esposizione della carta sensibile, dovendo mascherare ampie zone dell'immagine, si ricorre inserendo ad hoc nel percorso luminoso proiettato sul foglio di carta sensibile, sagome di cartone, e molto più spesso sagome fatte con le mani, e si agisce come nella creazione delle ombre cinesi (Fig. 7 e Fig. 8).(Nota 2 : La Fotografia in bianconero - Ed. Reflex 2000 - M.Fodde pag 62-65) .
Mascheratura dal punto di vista creativo
La Mascheratura, non solo pone rimedio a un limite "tecnico fotografico" ma si elegge come fattore creativo imprescindibile nell'arte fotografica bianconero ma anche in quella digitale (vedi punto 6) a colori mentre nell'analogica a colori non può essere applicata per la natura stessa di questo tipo di stampa che non permette interventi di questo tipo.
Il compito della mascheratura e della bruciatura è, dal punto di vista creativo proprio quello di equilibrare o sbilanciare ad hoc l'esposizione, in stampa, intervenendo esclusivamente sulla porzione scelta dal fotografo per rappresentare la sua interpretazione del soggetto. Il fotografo, in stampa, può sostenere o mutare il risultato finale mediante la tecnica di mascheratura e del suo opposto, ossia mediante bruciatura. Operativamente, è necessario considerare che una pellicola negativa, dopo il trattamento, si
presenta con zone chiare e scure mentre la carta sensibile ha una limitata tolleranza nel registrare le diverse luminosità (latitudine di posa): circa 4:1. Ciò vuol dire che la migliore carta da stampa è in grado di tradurre le quattro gradazioni di grigio provenienti dal negativo come una sola tonalità. La conseguenza pratica di tale non indifferente limitazione è fornita