Biografia Il nome del vescovo Giovanni non compare nella cronotassi della sede caprulana stilata da Ferdinando UghelliFerdinando Ughelli, Italia Sacra, Apud Sebastianum Coleti, Venezia, 1720, ma viene invece riportato sia da Pius Bonifacius GamsPius Bonifacius Gams, Series Episcoporum Ecclesiae Catholicae, Typis et Sumptibus Georgii Iosephi Manz, Ratisbona, 1873 che da Konrad EubelKonrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, Regensburg, Libraeriae Regensbergianae, 1914, sebbene il primo lo indichi genericamente occupare la cattedra di Caorle nel 1460. Eubel è invece più preciso, ed indica la data della sua elezione il 20 ottobre 1463. A dipanare i dubbi è forse il Cappelletti, il quale asserisce che esiste un sigillo episcopale, attestante Giovanni da Marostica quale vescovo di Caorle, datato 1460Giuseppe Cappelletti, Le Chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni (vol. IX), Giuseppe Antonelli Editore, Venezia, 1855Paolo Francesco Gusso e Renata Candiago Gandolfo, Caorle Sacra, Marcianum Press, Venezia, 2012.

Tuttavia Gusso e Gandolfo, citando Vittorio Piva Vittorio Piva, Il Patriarcato di Venezia e le sue origini (vol. II), Tipografia San Marco, Venezia, 1960, riportano che l'inizio del suo episcopato potrebbe risalire anche al 1457. In effetti le notizie riguardanti i vescovi che si sono succeduti nella sede caprulana nel XV secolo sono molto scarne. Lo stesso Giovanni Musolino annota che, dopo la morte del vescovo Gottardo Calderari Pomo, che riporta essere avvenuta il 10 novembre 1456, seguirono diversi anni di sede vacanteGiovanni Musolino, Storia di Caorle, La Tipografica, Venezia, 1967. Secondo diversi storiciTrino Bottani, Saggio di Storia della Città di Caorle, presso la Tipografia di Pietro Bernardi, Venezia, 1811Andrea Benedetti, Storia di Pordenone, Il Noncello, 1964 la morte del Calderari sarebbe avvenuta nel 1473, sebbene non tutti siano concordi sul fatto che il suo governo episcopale a Caorle sia durato fino a quell'anno. Pertanto si lasciano aperte diverse possibilità sull'inizio dell'episcopato di Giovanni da Marostica.

Il manoscritto Memorie per servire all'Historia letterariaMemorie per servire all'Historia letteraria (tomo X), appresso Pietro Valvasense, Venezia, 1757 (p. 379), riproduce con dovizia di particolari il sigillo episcopale citato dal Cappelletti, recante l'immagine della Santa Vergine col Bambino sopra la raffigurazione di quello che appare il vescovo stesso, con ai lati lo stemma episcopale ed il bastone pastorale, e la seguente iscrizione:

In quello stesso scritto il vescovo viene identificato come il tale Giovanni da Marostica che figura quale canonico della Chiesa patriarcale di Venezia nel 1458Girolamo Vianelli, Nuova serie de' Vescovi di Malamocco e Chioggia, nella stamperia Baglioni, Venezia, 1790. In un atto in cui si dava concessione «a Giovanni Gradenigo chierico veneto una pensione annua di fiorini cento e venti sopra le rendite dell'abbazia di San Cipriano di Murano», viene menzionato in qualità di subdelegato apostolico del vescovo di Chioggia Niccolò, delegato di papa Callisto III. Nello stesso periodo, il suo nome compare anche come delegato del vescovo di TrevisoGiuseppe Rovelli, Storia di Como (tomo I), dalle stampe di Carl'Antonio Ostinelli Impressore Dipartimentale, Como, 1802.

Quale vescovo di Caorle, Giovanni da Marostica è citato infine anche nell'archivio dei Signori Manionarii di Vicenza, annoverato tra i nomi di vescovi originari della terra vicentina cui dedicare Messe in suffragio:

Da qui si evince la data della sua morte, il 12 luglio, mentre l'anno della morte, come riportato da Eubel, deve essere non superiore al 1464, in quanto il suo successore Antonio da Fabriano è citato come vescovo di Caorle il 20 aprile dell'anno successivo. Si apprende inoltre che sarebbe stato sepolto nella città di Caorle, benché ad oggi non vi sia traccia di un suo sepolcro all'interno della cattedrale.

Note

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