In risposta al propagarsi della pandemia di COVID-19 in Italia, molti paesi e regioni hanno imposto misure di quarantena o divieti d'ingresso per cittadini o turisti provenienti dall'Italia. Sono stati anche numerosi gli aiuti umanitari.
Cronologia La sera del 23 febbraio 2020 l'Austria ha sospeso tutti i treni da e per l'Italia per un paio d'ore a causa di sospetti casi di COVID-19.
La Romania ha istituito in parallelo una quarantena per i cittadini italiani in arrivo dalla Lombardia e dal Veneto.
Il volo Alitalia AZ 772, decollato la sera del 23 febbraio 2020 da Roma e diretto alle Mauritius, è stato fermato dalle autorità mauriziane che hanno chiesto la quarantena obbligatoria oppure il rimpatrio dei passeggeri provenienti da Lombardia e Veneto, anche se senza sintomi.
In seguito all'esito positivo del tampone su un medico italiano in vacanza a Tenerife, tutti gli ospiti dell'hotel H10 Costa Adeje Palace di Adeje sono stati posti in quarantena.
Il 25 febbraio il Kuwait ha disposto la sospensione di tutti i voli provenienti dall'Italia, oltre che da Corea del Sud e Thailandia. Il Regno Unito ha invece imposto l'auto-isolamento obbligatorio per chi arriva dal Nord Italia (a nord di Pisa, Firenze e Rimini).
Dal 25 febbraio la Croazia ha esteso alle persone provenienti dalle regioni italiane considerate a rischio i controlli sanitari alla frontiera. Le persone che presentano i sintomi potranno essere poste in quarantena o respinte alla frontiera. Chi invece non presentasse sintomi sarà obbligato ad effettuare controlli quotidiani per 14 giorni.
Arabia Saudita, El Salvador, Giordania, Iraq, Israele e Seychelles vietano l'ingresso nel territorio nazionale ai provenienti dall'Italia.
Il 28 febbraio, la Germania ha adottato nuove misure di sicurezza sanitaria per includere le norme relative ai viaggi aerei e marittimi, imponendo ai passeggeri di più paesi, tra cui l'Italia, di segnalare il proprio stato di salute prima dell'ingresso.
Il 29 febbraio, i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie statunitensi hanno aggiornato la situazione dell'Italia al livello 3, il quale raccomanda di evitare viaggi non essenziali a causa della diffusa trasmissione comunitaria.
Molte aziende come Amazon, Google, London Stock Exchange Group hanno rinviato tutti i viaggi non essenziali ai paesi colpiti da gravi focolai, tra cui l'Italia.
Divieto d'ingresso Divieto d'ingresso in tutto il paese per tutta Italia Al 2 aprile 2020, i paesi che hanno interdetto l'ingresso ai cittadini italiani o ai cittadini stranieri che hanno visitato qualsiasi regione d'Italia nei giorni precedenti il tentativo d'ingresso nel paese sono i seguenti:
– Dal 23 marzo, con la chiusura degli aeroporti, che ha seguito la chiusura delle frontiere terrestri del 15 marzo e di quelli marittimi dall'8 marzo, è de facto vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'estero. – Dal 17 marzo le autorità algerine hanno decretato la chiusura di tutte le frontiere terrestri e aeree e che l'ingresso nel Paese sarà consentito in via eccezionale se precedentemente concordato con i governi dei Paesi interessati, a patto che i soggetti ammessi si sottopongano a quarantena di 14 giorni in una struttura individuata dall'autorità sanitaria competente. – Dal 3 marzo 2020 chiunque provenga dall'Italia, e non sia un cittadino angolano, verrà respinto alla frontiera e imbarcato nel primo volo disponibile della compagnia aerea con cui è arrivato. Dal 20 marzo, con la chiusura di tutte le frontiere, è vietato a chiunque l'ingresso nel Paese. – Dal 10 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque sia stato in Italia nei 28 giorni precedenti. Già dal 27 febbraio 2020 venne annunciato il divieto d'imbarco a chi provenisse delle zone d'Italia messe in isolamento a febbraio 2020 sui voli per il Paese. Nello stesso giorno, sono vietati i voli diretti con l'Italia. – È vietato l'ingresso nel Paese ai cittadini di numerosi paesi, tra i quali tutti quelli dell'Unione europea non-residenti o agli stranieri che sono stati in Europa più generalmente, in un paese in cui si sono registrati casi di COVID-19, nei 14 giorni precedenti l'ingresso nel Paese. – Dal 15 marzo è vietato l'ingresso nel Paese agli stranieri non residenti provenienti dall'Unione europea o paesi dello spazio Schengen, Cina, Stati Uniti, Iran, Giappone o Corea del Sud o che vi siano stati nei 14 giorni precedenti. Già dal 13 marzo, chiunque provenisse dall'Europa, doveva sottoporsi a una quarantena di 14 giorni, pena l'espulsione dal Paese per i cittadini stranieri. – Dal 22 marzo 2020 viene negato l'accesso alla frontiera a chiunque provenga dai Paesi membri dell'Unione europea, Regno Unito, Svizzera, Norvegia, Stati Uniti, Russia, Australia, Giappone, Iran, Corea del Sud, Cina, Georgia, Canada e Israele. – Dal 16 marzo 2020 è vietato l'ingresso a tutti gli stranieri. In precedenza, chiunque provenisse dall'Italia era sottoposto a un apposito monitoraggio sanitario (misurazione della temperatura corporea) direttamente in aeroporto. – Dalle ore 18:00 (UTC+11) dell'11 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese agli stranieri che nei 14 giorni precedenti sono stati in Italia, Cina o Corea del Sud. I cittadini australiani, i residenti permanenti o i loro parenti più prossimi, dovranno invece sottoporsi a una quarantena obbligatoria. Dal 20 marzo è vietato l'ingresso di tutti gli stranieri non residenti. Già dalla fine di febbraio, a chiunque arrivasse dall'Italia venivano poste domande sulle condizioni di salute, sia prima dell'imbarco, sia una volta giunti alla frontiera australiana, dove veniva anche misurata la temperatura corporea, impedendo ai passaporti italiani l'uso dei gate elettronici. – Dal 6 marzo 2020 è vietato l'ingresso a chiunque sia stato in Italia negli ultimi 20 giorni e non sia residente nel Paese. I residenti verranno sottoposti a una quarantena di 14 giorni. Dal 16 marzo il divieto è esteso a tutti i Paesi europei, Cina, Corea del Sud e Iran, dal 24 marzo all'intero mondo. – Dal 27 febbraio 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'Italia o da un Paese a rischio e non sia residente nel Paese. In tal caso, se asintomatici, bisognerà sottoporsi a tampone e a una quarantena obbligatoria di 14 giorni a domicilio mentre, se si presentano sintomi di COVID-19, la quarantena sarà in ospedale. – Dalle 12:00 del 16 marzo, chiunque provenga dall'Unione europea o dall'Iran o vi sia stato dopo il 1º marzo o sia un cittadino di un Paese europeo, con l'eccezione del Regno Unito, non può entrare nel Paese. Già dal 1º marzo 2020 chiunque provenisse dall'Italia doveva, oltre a compilare una dichiarazione relativa alla propria salute, sottoporsi a una quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni. – Dal 15 marzo 2020 gli stranieri non residenti provenienti dall'Europa, Cina, Giappone, Iran, Corea del Sud o che vi siano stati negli ultimi 30 giorni o con cittadinanza di un Paese europeo non sono ammessi nel Paese, mentre i cittadini o gli stranieri residenti devono sottoporsi a un periodo di quarantena obbligatoria di 14 giorni. – Dal 6 marzo 2020 è interdetto l'ingresso nel Paese agli stranieri per qualsiasi ragione. – Dal 31 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri. Già dal 12 marzo chiunque proveniva dall'Italia doveva esibire, all'ingresso nel Paese, un certificato medico che escludesse la presenza della COVID-19. Dopo il 16 marzo chi proveniva da Italia, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Iran, Spagna o Stati Uniti doveva sottoporsi a una quarantena di 14 giorni. – Dal 19 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a tutti i cittadini stranieri. – Dall'11 marzo 2020 è vietato l'ingresso agli stranieri che provenienti dall'Italia, dall'Hubei, Corea del Sud o Giappone e in seguito anche da Francia, Romania, Germania, Austria, Spagna, Svizzera, Belgio. Per i cittadini bosniaci provenienti dalle suddette aree è previsto l'autoisolamento per 14 giorni. – Dal 17 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga da Italia, Cina, Giappone, Corea del Sud, Iran, Stati Uniti, Regno Unito, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e India. – Dal 23 marzo è vietato l'ingresso nel Paese a chi proviene dall'Unione europea, Islanda, Svizzera, Norvegia, Regno Unito, Cina, Corea del Sud Giappone e Malesia. Già dalla fine di febbraio, all'Aeroporto Internazionale di San Paolo-Guarulhos, sui voli provenienti dall'Italia, sale a bordo dell'aereo il personale sanitario col fine di porre domande a passeggeri ed equipaggio circa le condizioni di salute, oltre a leggere loro una serie di indicazioni al fine di prevenire la diffusione dell'epidemia. – Inizialmente previsto che chiunque provenisse dall'Italia si sarebbe dovuto sottoporre a una quarantena obbligatoria di 14 giorni presso il Centro d'Isolamento Nazionale, dal 7 marzo successivo è scattato il divieto d'ingresso nel Paese a tutti gli stranieri non-residenti che sono stati in Italia nei 14 giorni precedenti. – Dal 18 marzo 2020 è vietato l'ingresso agli stranieri non residenti provenienti da Italia, Cina, Bangladesh, India, Maldive, Nepal, Sri Lanka, Spagna, Corea del Sud, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Svizzera. Già da fine febbraio, oltre alla compilazione di un modulo in presenza di un'autorità sanitaria, chiunque provenga dall'Italia o vi fosse stato nei 14 giorni precedenti, è obbligato a sottoporso un periodo di quarantena di 14 giorni presso il proprio domicilio bulgaro. – Dal 21 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'estero. – Dal 23 marzo è interdetto l'ingresso agli stranieri. Già dal 9 marzo chiunque proveniva dall'Italia doveva sottoporsi a una quarantena di 14 giorni, a proprie spese, presso una struttura designata dalle autorità. – Dal 17 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga da Italia, Francia, Germania e Stati Uniti. – Dal 18 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a chiunque provenga dall'estero. – Dal 19 marzo 2020 è vietato l'ingresso a chiunque provenga dall'estero o vi sia stato nei 14 giorni precedenti, con l'eccezione dei cittadini canadesi e statunitensi. Già dall'11 marzo, le province canadesi dell'Alberta, Columbia Britannica e Saskatchewan avevano imposto una quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni a chiunque provenisse dall'Italia. Dal 13 marzo vigeva l'obbligo a chiunque provenga dall'estero di notificarlo alle autorità sanitarie, che inviteranno il viaggiatore a osservare un periodo di autoisolamento. – Dal 19 marzo 2020 è vietato l'ingresso a tutti gli stranieri. Già dal 28 febbraio il Paese ha imposto il tampone e la quarantena obbligatoria a chiunque provenisse dall'Italia presso una struttura sanitaria in loco o in un hotel, quest'ultimo a spese del viaggiatore. – Dal 18 marzo 2020 è vietato l'ingresso nel Paese a tutti i cittadini stranieri non residenti. Già dal 10 marzo 2020, chiunque proveniva da Italia o Spagna, doveva sottoporsi a una quarantena obbligatoria di 14 giorni monitorata dalle autorità o, in alternativa, fare rientro nel Paese d'origine. – Dal 28 marzo 2020 è vietato l'ingresso a tutti i cittadini stranieri, inclusi i residenti, eccezion fatta per i diplomatici o per chi sia in possesso di un visto di cortesia o di servizio. Chi arriva a Pechino è comunque tenuto a sottoporsi a una quarantena obbligatoria di 14 giorni già dall'inizio di marzo, misura adottata anche da altre città come Shanghai o Shenzhen.