Il castello di Pescasseroli, noto anche come castel Mancino, si trova a Pescasseroli (AQ), in Abruzzo. Di esso restano i ruderi del recinto e delle torri.
Storia
La struttura militare venne edificata tra il X e l'XI secolo a oltre 1300 dai Borrello, signori del feudo, per difendere la zona dalle incursioni barbariche. Intorno alla metà del XII secolo l'incastellamento passò sotto il controllo della famiglia Di Sangro, alla quale Carlo I d'Angiò confermò il possesso del feudo dopo la battaglia di Tagliacozzo del 1268. Qualche anno dopo, nel 1283, la famiglia D'Aquino subentrò al governo del castello di Pescasseroli e di Scanno, Castrovalva, dell'incastellamento di Opi, della quarta parte di Castel di Sangro e delle località di Collangelo, Iovana e Civitella.
Il castello venne progressivamente abbandonato in seguito a forti terremoti, in particolare a quello del 1456, e alle mutate condizioni socio-economiche a partire dal XIV secolo. Intorno alla metà del XV secolo il feudo, unitamente al castello, passò ai D'Avalos che governarono fino al termine del secolo successivo quando i Di Sangro rientrarono in possesso dei territori. Dal 1630 in poi diverse famiglie nobili si alternarono nel possedimento feudale; l'ultima nobile casata a detenere il potere in zona fu la famiglia Massa di Sorrento fino all'eversione del feudalesimo del 1806.
Il castello-recinto fu chiamato Castel Mancino per la prima volta nel Novecento dal pastore-poeta Cesidio Gentile.
Architettura Il castello è situato tra i 1275 e i 1332 sulla sommità dei Colli dell'Oro, nella località denominata Colle del Castello, a monte del nucleo urbano contemporaneo. Nel periodo di massima espansione esso presentava una torre-mastio di forma rettangolare e un'ampia e possente cinta muraria dotata di cinque torri di avvistamento. Il decadimento della struttura militare, amplificatosi nel corso del Seicento, ha condotto il castello di Pescasseroli allo stato di rudere.
Note
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