Nella Religione sami, Horagalles, scritto anche Hora Galles e Thora Galles, è il dio del tuono. Viene raffigurato come una figura di legno con un chiodo in testa e un martello, oppure, sui tamburi sciamanici, con due martelli nelle mani. Si è ipotizzato che il nome sia derivato da quello di Thor, divinità norrena.

Caratteristiche e funzioni Gli idoli di Horagalles sono fatti di legno e hanno un chiodo, una spina o una pietra focaia sul capo. Hanno anche un martello chiamato Wetschera, Aijeke Wetschera, o Ajeke veċċera, "il martello del vecchio".

Horagalles è la divinità del cielo, del tuono, del fulmine, dell'arcobaleno, del clima, degli oceani e dei laghi e governa la vita degli uomini e il loro benessere. Inoltre, punisce i Demoni e gli Spiriti maligni che infestano le rocce e le montagne tramite i suoi fulmini, le sue frecce e il suo martello. L'arcobaleno è il suo arco, "Aijeke dauge".

Raffigurazioni di Horagalles sui tamburi sciamanici Sui tamburi rituali Sami, Horagalles è occasionalmente raffigurato con una mazza in una mano e un martello cruciforme nell'altra. Un martello produce i fulmini e l'altro li assorbe per prevenire danni al dio.

Origine del nome e relazione con le altre divinità Il nome Horagalles non appare nei più vecchi dizionari di lingua sami, datati circa 19th secolo. Spesso è equiparato a Tiermes; nel 1673 Johannes Scheffer scrisse che quando Aijeke tuonava, veniva chiamato Tiermes. La pronuncia del nome del dio varia in base alle regionalità: Horagalles o Thoragalles è tipica delle regioni sami più meridionali e il suo arco è identificato con termini sinonimi al termine "tuono".

I primi studiosi notarono le similitudini tra Horagalles e il dio norreno Thor e che alcuni Sami si riferissero a lui come Thoron o direttamente Thor, probabilmente in seguito a un'influenza culturale. Ma al giorno d'oggi il nome Horagalles è interpretato come un prestito linguistico dal nordico antico Þórr Karl,"il vecchio Thor".

La sua consorte è Ravdna, a cui sono sacre le bacche rosse del sorbo selvatico. Il nome Ravdna deriva dal termine per indicare l'albero nella lingua Nord-germanica, pianta legata mitologicamente a Thor, perché il dio, secondo l'Edda di Snorri, ci si arrampicò per salvarsi.

Note

Voci correlate

religione sami

Collegamenti esterni

Axel Olrik. "Nordisk og lappisk gudsdyrkelse." Danske Studier 1905, pp. 39–63. (in Danish)

Axel Olrik. "Tordenguden og hans dreng i lappernes myteverden." Danske Studier 1906, pp. 65–69. (in Danish)

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