Un omicidio irrisolto: il caso Rohwedder è una docuserie tedesca del 2020 pubblicata su Netflix il 25 settembre dello stesso anno. È incentrata sul politico tedesco Detlev Karsten Rohwedder, capo del Treuhandanstalt, assassinato nella sua casa di Düsseldorf il 1º aprile 1991.
Trama Il Caso Rohwedder è descritto come la versione tedesca dell'assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Nel 1991, Detlev Karsten Rohwedder, l'uomo a cui era stato affidato il compito non invidiabile di privatizzare le aziende statali nell'ex Repubblica Democratica Tedesca o Germania dell'Est, fu assassinato nella sua casa in un quartiere benestante di Düsseldorf. Il caso non è mai stato risolto e questa miniserie in quattro parti esamina la storia e cerca di svelare il mistero. Sorgono interrogativi sulle motivazioni che hanno portato all'assassinio di Rohwedder e se i responsabili siano stati la RAF o ex ufficiali della Stasi. Il documentario mette in luce anche le tensioni politiche acuite dopo la riunificazione tedesca e la transizione della Germania dell'Est dal socialismo al capitalismo.
Cast Ricostruzione Günther Classen, interpretato da Alfred Hartung Gerd Korinthenberg, interpretato da Tobias Kasimirowicz Birgit Hogefeld, interprerata da Beate Malkus
Intervistati Peter Bachsleitner, capo dello staff di Rohwedder Hero Brahms, vicepresidente della Treuhandanstalt Günther Classen, giornalista di cronaca nera per il Düsseldorfer Express Peter-Michael Diestel, Vice Primo Ministro e Ministro degli Interni della DDR (aprile-ottobre 1990) Willi Fundermann, portavoce dell'Ufficio federale di polizia criminale tedesco (Bundeskriminalamt, BKA) Rainer Hofmeyer, capo della sezione antiterrorismo BKA Christian "Flake" Lorenz, membro della band Neue Deutsche Härte Rammstein, originario di Berlino Est Christa Luft, vice primo ministro e ministro dell'Economia, RDT (novembre 1989-marzo 1990) Winfried Ridder, esperto della Rote Armee Fraktion (RAF) Silke Maier-Witt, ex membro della RAF, coinvolta nel rapimento e nell'omicidio di Hanns-Martin Schleyer nel 1977 Thilo Sarrazin, economista, Ministero delle Finanze, Germania Ovest/Germania unificata Lutz Taufer, ex membro della RAF, coinvolto nell'assedio dell'ambasciata della Germania Ovest a Stoccolma nel 1975 Theo Waigel, Ministro delle Finanze, Germania Ovest/Germania unificata (1989-1998)
Accoglienza
Il quotidiano TAZ esamina la prospettiva sulle vittime della riunificazione tedesca. Nella sua analisi, Anja Maier mette in luce il punto di vista femminista sulle donne della Germania dell'Est. "Sono le scene con queste donne che ancora oggi, a trent'anni di distanza, risuonano profondamente. Loro, le cui attività commerciali furono vendute o chiuse dalla Treuhandanstalt (l'agenzia responsabile della privatizzazione delle imprese statali della Germania dell'Est), guardano in camera. Sono impaurite, aggressive, alcune piangono. Sono immagini ben diverse da quelle delle Trabant rombanti e delle folle festanti."
Oliver Kaever scrive per Der Spiegel: "Con lo stile di una serie true crime, racconta la storia delle fratture e degli sconvolgimenti della riunificazione tedesca: avvincente, ricca di spunti di riflessione e inquietante". Il vero punto di forza della serie, afferma, è il modo in cui l'omicidio di Rohwedder viene utilizzato per esplorare temi che vanno ben oltre l'omicidio stesso. È "un viaggio inquietante nella frattura che la riunificazione tedesca rappresenta ancora oggi per molte persone" e spiega perché "il sostegno alla democrazia come forma di governo sia significativamente inferiore nell'ex Germania dell'Est rispetto all'ex Germania dell'Ovest". Kaever elogia in particolare le "avvincenti sequenze di montaggio", che illustrano vividamente "come la sensazione di essere stati traditi si sia diffusa tra molti tedeschi dell'Est". Opinione sostenuta anche da Steffen Grimberg per Die Tageszeitung, secondo cui "illumina la storia economica della riunificazione tedesca e il ruolo della Treuhandanstalt, utilizzando un caso di omicidio rimasto irrisolto fino a oggi."
Su Die Zeit, Martin Eimermacher descrive la miniserie Netflix "Rohwedder" come un "esame dell'omicidio di Detlev Rohwedder dopo la caduta del Muro di Berlino. Solleva interrogativi sul possibile coinvolgimento della RAF o di altri gruppi nell'assassinio. Il documentario presenta ricostruzioni di diverse teorie sull'omicidio senza giungere a conclusioni definitive. Si concentra invece sul contesto storico e sugli sviluppi politici successivi alla riunificazione tedesca. La serie riflette sulle politiche identitarie e sull'impatto del neoliberismo nella Germania dell'Est. "
Joachim Käppner, scrivendo sul quotidiano Süddeutsche Zeitung, è più critico e lamenta che la serie dia uguale peso sia agli esperti sia a "coloro che vogliono solo esserlo", ignorando i fatti. A suo parere, ci sono molte prove che indicano la RAF come responsabile, poche che collegano l'attentato agli ex membri della Stasi e nessuna che colleghi la serie a un sicario assoldato dallo Stato tedesco; ciononostante, questi tre scenari vengono trattati allo stesso modo. Ritiene che i primi due episodi costituiscano "un documentario potente e di valore", mentre il terzo e il quarto avrebbero potuto essere omessi. Andreas Fanizadeh, responsabile della sezione cultura del quotidiano TAZ, condivide un'opinione simile, sottolineando che Rainer Hofmeyer del BKA ritiene la colpevolezza della RAF fuori discussione e che "la teoria di Netflix sul controllo diretto o l'acquisizione della RAF da parte dei servizi di altri stati (o addirittura di fazioni capitalistiche della Germania Ovest) [...] appartiene chiaramente al regno della finzione, stando alle conoscenze attuali".
Sulla rivista Frankfurter Allgemeine Zeitung, Ursula Scheer mette in evidenza gli intervistati e scrive che la selezione è "notevole, ricca di contrasti e costellata di figure controverse", osservando inoltre che il documentario si concentra più sull'atmosfera del paese che sulla risoluzione del crimine.
Premi Berlin Series Festival 2020 • Auszeichnung als Beste Doku-Serie 2020 – Int. Berlin Series Festival
Note
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