La storia di Riga, la capitale odierna della Lettonia, ha inizio nel II secolo con la fondazione di un insediamento, Duna urbs, situato in un porto naturale non lontano dalla foce del fiume Daugava. In seguito colonizzata da Livoni e Curi, la località era già un centro commerciale noto nell'Alto Medioevo lungo la rotta commerciale Dvina-Dnepr fino a Costantinopoli. Il cristianesimo giunse in Lettonia già nel IX secolo, ma fu l'arrivo delle crociate del Nord alla fine del XII secolo che spinse gli ordini religiosi cavallereschi ad avviare operazioni di conquista e di conversione forzata della popolazione locale. L'egemonia tedesca consolidatasi nei Paesi baltici durò per secoli, trascinandosi fino all'indipendenza della Lettonia. Ancora oggi, essa sopravvive sia per via della presenza di una comunità di cittadini tedeschi sia sotto forma artistica con riferimento allo Jugendstil di alcuni edifici cittadini.
Dal XIII secolo alla nascita del risveglio nazionale nell'Ottocento e dell'indipendenza nel Novecento, la storia della Lettonia e di Riga si intrecciarono in maniera indissolubile, testimoniando l'ascesa e il declino del controllo delle potenze straniere circostanti sui lettoni e sul loro territorio. In quanto membro della Lega anseatica, la prosperità di Riga crebbe nel corso del XIII-XV secolo, tanto che divenne un importante centro commerciale e più tardi, industriale, dell'occupante straniero di turno.
Oggi Riga e i suoi dintorni ospitano circa la metà degli abitanti della Lettonia.
Nel 1997, l'UNESCO ha dichiarato il centro storico di Riga (Vecrīga) patrimonio dell'umanità riconoscendone il grande valore architettonico; sono infatti moltissimi gli esempi di edifici realizzati in Art Nouveau, oltre che di strutture abitative in legno risalenti al XIX secolo.
Etimologia del nome e fondazione di Riga Il fiume Daugava (Dvina occidentale, Dúna in antico norvegese) ha rappresentato una rotta commerciale trafficata sin dall'antichità, in quanto tappa della tratta di navigazione vichinga Dvina-Dnepr che conduceva fino a Costantinopoli. Già nel II secolo, veniva indicato come area abitata un porto naturale riparato situato a 15 km a ridosso della foce del Daugava (Duna Urbs), dove si trova l'odierna Riga. Le fonti antiche facevano riferimento alla Curlandia alla stregua di un regno. Successivamente fu colonizzata dai livi, un'antica tribù finnica giunta tra il V e il VI secolo, più o meno nello stesso periodo in cui Riga iniziò a svilupparsi come insediamento frequentato da Vichinghi durante l'Alto Medioevo.
Gli scavi archeologici nei pressi della piazza del municipio di Riga (in lettone: Ratslaukums) e in un angolo tra via Peldu e Ūdensvada evidenziano che le abitazioni sono state costruite su quelle già esistenti nel XII secolo. Queste ultime erano abitate principalmente dai Curi e dai Livoni stanziatisi presso il bacino del fiume Daugava. Le comunità di popoli appena menzionate sopravvivevano principalmente grazie alla pesca, alla zootecnia e al commercio di ossa lavorate, legno, ambra, ferro e suppellettili di vario genere.
La Cronaca di Enrico di Livonia riferisce che le più antiche fortificazioni di cui si ha notizia di Riga sorgevano su un promontorio, il Senais kalns ("antica collina"), per poi venire abbattute nel XVIII secolo ed essere rimpiazzate da quello che sarebbe stato il centro storico di Riga. Esse testimoniano inoltre che Riga fu per lungo tempo sede di commerci nel XII secolo, tanto da essere indicata come portus antiquus (antico porto); le fonti descrivono abitazioni e magazzini usati per immagazzinare principalmente frumento, lino e pelli.
È stava avanzata l'ipotesi secondo cui l'origine del nome di Riga sia correlato agli antichi Celti, in virtù della somiglianza della radice del termine con parole quali Rigomagos e Rigodunon. Secondo altri, si tratterebbe di un prestito poi mutato in Liv ringa, ovvero l'antico porto localizzato presso l'ansa del Daugava abitato dai Livoni. Tuttavia, la teoria più accreditata è quella secondo la quale Riga non deve il suo nome a prestiti stranieri. Ciononostante, con il passare dei secoli, il termine in antico lettone rija, che voleva dire magazzino, fu gradualmente influenzato dal tedesco al posto della "j" si preferì la "g". Nel 1589, Riga era indicata come "Rie" (dunque senza la "g") dal geografo inglese Richard Hakluyt in Le rotte principali.Pronunciare la "i" lunga risulta forse la migliore approssimazione alla rija lettone. L'origine di Riga da Rija è confermata dallo storico tedesco Dionisio Fabrizio (1610):
I commercianti tedeschi iniziarono a stabilirsi a Riga e nei suoi dintorni con crescente frequenza verso la seconda metà del XII secolo, partendo soprattutto da Gotland. Alcuni mercanti di Brema naufragati alla foce del Daugava stabilirono un avamposto commerciale vicino a Riga nel 1158. Il monaco Meinardo di Segeberg, un missionario, arrivò da Gotland nel 1184. Il cristianesimo giunse in Lettonia più di un secolo prima, con il cattolicesimo che arrivò nella Lettonia occidentale quando fu costruita una chiesa nel 1045 da mercanti danesi, malgrado sia probabile che già gli svedesi avessero anticipato questo evento. La religione ortodossa, invece, giunse nella Lettonia centrale e orientale grazie all'attività di gruppi di missionari (principalmente Vecchi credenti); alcuni lettoni erano già stati battezzati prima che Meinardo partisse verso est. Ciononostante, il missionario proseguì nell'opera stabilendosi tra i Livoni della valle Daugava a Ikšķile (), circa 20 km a nord di Riga. Con la loro assistenza e la promessa di conversione, realizzò un castello e una chiesa di pietra, facendo conoscere un metodo di costruzione fino ad allora sconosciuto ai Livoni e dalla grande importanza per costruire fortificazioni più robuste contro i loro stessi nemici. Hartwig II, il principe arcivescovo di Brema, era ansioso di espandere il potere e le proprietà di Brema verso nord e consacrò Meinardo come vescovo di Livonia (la versione latina dal tedesco Livland) nel 1186, con Ikšķile come sede del vescovato. Quando i Livoni dimostrarono di non essere interessati ad abbandonare la propria religione tradizionale, Meinardo divenne impaziente e si convinse a convertirli con la forza. I Livoni, tuttavia, contrastarono il suo tentativo di partire per Gotland per radunare delle truppe e lo uccisero a Ikšķile nel 1196, causando così il fallimento dei piani del religioso.
Hartwig nominò l'abate Bertoldo di Hannover, il quale forse già viaggiò in Livonia, in sostituzione di Meinardo; questi decise di agire ricorrendo alla forza e radunando nel 1198 un grande contingente di crociati: fu in quel momento che l'ipotesi di avviare una campagna di cristianizzazione forzata divenne più che plausibile. Una leggenda lettone racconta che Bertoldo galoppò davanti alle sue truppe in battaglia, fu circondato e cercò di ritirarsi in preda al timore generato da qualche soldato che aveva calpestato una vipera. A quel punto, un guerriero locale di nome Imants (o Imauts) lo colpì e lo trafisse a morte. La versione raccontata dalle cronache tedesche incolpa il cavallo di Bertoldo, il quale si imbizzarrì, ne causò la caduta e poi la sua uccisione.
La Chiesa si attivò per vendicare la morte di Bertoldo e la sconfitta dei combattenti al suo seguito. Papa Innocenzo III emise una bolla che dichiarava una crociata contro i livoni, promettendo l'indulgenza per tutti i partecipanti. Hartwig consacrò suo nipote, Alberto, come vescovo di Livonia nel 1199: un anno più tardi, Alberto sbarcò a Riga con 23 navi e 500 crociati provenienti dalla Westfalia. Nel 1201 trasferì la sede del vescovato di Livonia da Ikšķile a Riga, estorcendo l'accordo in tal senso con i capi livoni di Riga.
Oggi, il 1201 è ancora celebrato come l'anno della fondazione di Riga da parte di Alberto, evento soprattutto ricordato nei secoli successivi grazie alla comunità tedesca e a agli ecclesiastici del tardo medioevo i quali causarono la graduale scomparsa del credo pagano in Livonia.
Ascesa di Riga durante il dominio tedesco Sotto il vescovo Alberto
Il 1201 fu significativo anche perché coincise con l'arrivo dei primi mercanti tedeschi a Novgorod di cui si ha notizia, i quali la raggiunsero o solcando le acque della Dvina oppure via terra.
Alberto inaugurò l'autorità ecclesiastica sulla regione e introdusse il diritto di Visby. Per assicurare la conquista e tutelare il commercio mercantile tedesco, su consiglio del monaco Teodorico d'Estonia istituì l'Ordine dei Fratelli della Spada di Livonia (Fratres Militiae Christi Livoniae) nel 1202. Si trattò della prima volta in cui nasceva un ordine religioso cavalleresco senza perseguire lo scopo di agire militarmente in Terra santa o in Spagna. Alberto si recò poi in Germania, dove rimase fino al 1207.
Le cronache tedesche raccontano che i Livoni furono convertiti nel 1206, «battezzati in massa» dopo la loro sconfitta a Turaida per mano dell'ordine cavalleresco; a supportare queste operazioni era stato anche il re locale Caupo, battezzato nel 1189 da Meinardo. Il 1207 segnò l'inizio della fortificazione della città da parte di Alberto (le porte della città, Rātsvārti, sono menzionate per la prima volta nel 1210) e l'imperatore Filippo di Svevia nominò ufficialmente Alberto come autorità suprema in Livonia. Tale nomina avvenne dopo che alla regione fu assegnato lo status amministrativo di feudo del Sacro Romano Impero con Riga come capitale; questo provvedimento era funzionale a istituire un sistema di riscossione dei tributi. Per promuovere una presenza militare permanente, i territori conquistati furono spartiti tra la Chiesa e l'ordine religioso: la prima preservò il controllo di Riga e due terzi di tutte le terre conquistate.
Il successo commerciale di Riga fu senza dubbio garantito dalle abilità diplomatiche di Alberto, in quanto egli convinse la Santa Sede a emanare delle bolle papali le quali decretavano che ogni mercante tedesco dovesse condurre i propri scambi nelle regioni baltiche transitando da Riga. Nel 1211 Riga coniò le sue prime monete, mentre Alberto pose la pietra angolare della cattedrale di Riga nello stesso periodo storico. Nonostante la realizzazione di varie strutture difensive, la città non poteva ancora dirsi al sicuro, poiché si verificarono spesso delle incursioni causate da tribù che risiedevano nella Lettonia interna. Nel 1212, Alberto avviò una campagna per costringere il Principato di Polack a garantire ai mercanti tedeschi il libero passaggio del fiume. Polack riconobbe la sovranità di Alberto su Kukenois (Koknese) e Jersika, entrambe già sottomesse dai crociati nel 1209, accettando al contempo che i Livoni non fossero più legati a un rapporto di vassallaggio con il principato.
L'apertura della Dvina ampliò il commercio tedesco con Vicebsk, Smolensk e Novgorod. Nel febbraio del 1214, forse anche per via della rapida crescita di Riga, l'diocesi di Riga fu riconosciuta come una sede episcopale autonoma e non più sottoposta alla giurisdizione di Brema. I quartieri più antichi di Riga furono devastati da un incendio nel 1215.
Nel 1220 Alberto istituì un ospedale sotto l'«Ordine» dei poveri ammalati (ad usus pauperum infirmantium hospitale in nova civitate Rige construximusus). Nel 1225 questo fu convertito in un ospedale dello Spirito Santo della Germania specificatamente concepito per la cura della lebbra, malgrado non si siano mai registrati casi di tale patologia. Nel 1330, la struttura fu rimpiazzata da una nuova fortificazione cittadina.
La rete di relazioni politiche creata Alberto cominciò a logorarsi già nel 1221; la classe mercantile di Riga iniziò infatti a chiedere maggiore autonomia e, nello stesso anno, essa acquisì il diritto di gestirsi in maniera indipendente adottando una sorta di Costituzione cittadina. La lotta per il predominio tra clero, ordini cavallereschi e abitanti del posto causò svariate controversie, sfociate anche in lotte aperte, nei secoli a venire.