Biografia Ignote le date di nascita e di morte. La Biblioteca Aprosiana di Cornelio Aspasio Antivigilmi (pseudonimo di Lodovico/Angelico Aprosio) lo indica vivente nel 1673,La Biblioteca Aprosiana, Bologna 1673, pp. 165-166. ma il termine più tardo è il 1691, quando lo Zazzaroni chiude la sua carriera di cancelliere del Comune di Verona, iniziata nel 1649.

Compì studi legali all’università di Padova. Fu poi a Parma, dove divenne discepolo dell’Achillini. Rientrato a Verona, divenne segretario del “maggiore e minor Consiglio cittadino”. Il 25 febbraio 1650, entrò nella locale Accademia Filarmonica, nei cui registri è appunto indicato con la carica di “segretario”.L’Accademia Filarmonica di Verona e il suo teatro, Verona 20102, p. 274. Fu inoltre membro dell’accademia veneziana degli Incogniti, ed ebbe, in particolare, contatti con il suo fondatore, Giovan Francesco Loredan.Si veda, per es., la risposta del patrizio veneziano a una missiva con la quale il poeta gli aveva inviato una canzone, in Lettere del Signor Giovan Francesco Loredano, Milano 1654, p. 69. L'abate Filippo Picinelli lo definisce “nobil poeta”.Picinelli, Mondo simbolico, Venezia 1670, ediz. ampliata, p. 518 (lo Zazzaroni non è invece menzionato nella prima edizione del Mondo simbolico, Milano 1653).

Opere Allo Zazzaroni si deve una raccolta di versi intitolata, con gusto squisitamente barocco, Giardino di poesie, distinto in Mirti, Viole, Rose, Allori, Cipressi, Spine, coltivato da Paolo Zazzaroni e stampata in 8o a Verona, da Bartolomeo Merlo, nel 1641 (talora indicata erroneamente come Giardino poetico, ecc.).Cfr. Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d’ogni poesia, vol. II, Milano 1741, p. 312, e le successive precisazioni in Quadrio, Indice universale della Storia e della ragione d’ogni poesia, Milano 1752, p. 88. Sappiamo inoltre che nel 1647 lo Zazzaroni lavorava a un “settimo compartimento” del Giardino, intitolato “Palme”, e stava approntando, sul celebre modello mariniano, una “Galeria di statue de’ più famosi eroi nell’armi e nelle lettere”.Cfr. [Giovan Francesco Loredan - Agostino Fusconi - Girolamo Brusoni,] Le glorie degli Incogniti, Venezia 1647, pp. 365-367 (dove il cognome dell’autore è indicato erroneamente in Zazzeroni, ed emendato tuttavia nell’indice).

Due suoi brevi racconti in prosa sono contenuti in Cento novelle amorose dei signori accademici Incogniti (Venezia, Guerigli, 1651; il nome è indicato erroneamente in "Paolo Lazzaroni", ma correttamente nell'indice).

Nel suo ruolo di cancelliere, lo Zazzaroni compilò il secondo volume dei Municipalia decreta veronesi, relativo al periodo 1662-1670.

Un testo esemplificativo

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