Ha ricoperto la carica di primo ministro per tre volte: dal 2002 al 2004, dal 2004 al 2005 e dal 2006 al 2007. È stato anche il leader del Partito delle Regioni, che era uno dei principali partiti del paese.
Fu governatore della sua regione natale, l'oblast' di Donec'k, dal 1997 al 2002, e uno dei candidati alle elezioni presidenziali del 2004; sconfitto da Viktor Juščenko, è in seguito tornato a occupare la carica di primo ministro (dal 10 agosto 2006 al 18 settembre 2007). Nel 2010 ha vinto le elezioni presidenziali contro la sfidante Julija Tymošenko, rimanendo in carica fino alla destituzione disposta dal Parlamento nel 2014 in seguito alle manifestazioni di "Euromaidan".
Biografia Gioventù e ideali Viktor Janukovyč nacque nel villaggio di Žukovka, presso Jenakijeve, nell'oblast' di Donec'k, nella RSS Ucraina, in un quartiere operaio; il padre era un macchinista di etnia bielorussa, che proveniva da Januki, nel Voblasc' di Vicebsk. La madre era una bambinaia russa, e morì quando Janukovyč aveva appena due anni. Quando egli giunse all'adolescenza, perse anche il padre, e fu quindi allevato dalla nonna. Janukovyč si considera ucraino.
Per due volte, nel 1968 e nel 1970, Janukovyč fu imprigionato per rapina e per lesioni . Durante le elezioni presidenziali del 2004, annunciò la sua assoluzione del 1978.
Georgij Beregovoj, un cosmonauta sovietico di origine ucraina, è stato a lungo protettore di Janukovyč. Si diceva che Beregovoj, in quanto membro del soviet del Donbass, stesse proteggendo un giovane incarcerato ingiustamente e promuovendo la sua carriera futura.
Istruzione e inizi in politica Nel 1972 Janukovyč divenne elettricista in una compagnia di bus locali, e in seguito completò gli studi all'istituto tecnico. Nel 1980 si laureò per corrispondenza all'istituto Politecnico di Donec'k in ingegneria meccanica. Subito dopo la laurea, Janukovyč fu nominato manager capo di una società di trasporti di Jenakijeve, ed entrò nel Partito Comunista dell'Unione Sovietica.
Questa nomina segnò l'inizio di una carriera di posizioni manageriali nell'ambito dei trasporti regionali. La carriera politica di Janukovyč iniziò quando fu nominato vice-capo dell'amministrazione dell'oblast' di Donec'k nell'agosto 1996. Il 14 maggio 1997 fu nominato capo dell'amministrazione (cioè governatore). Tra il maggio 1999 e il maggio 2001 fu anche capo del Consiglio dell'oblast' di Donec'k.
Nel 2001 Janukovyč si laureò all'Accademia Ucraina di Commercio con un master in diritto internazionale. In seguito, gli fu assegnato il titolo di dottore in scienza e di professore.
Primo ministro dal 2002 al 2004 Il presidente Leonid Kučma nominò Viktor Janukovyč primo ministro a seguito delle dimissioni di Anatolij Kinach.Le nazioni dell'ex URSS verso il XXI secolo: gli stati europei e baltici nella transizione (pagina 556) di Ian Jeffries, ISBN 0-415-25230-X, 9780415252300 (pubblicato nel 2004) Janukovyč iniziò il suo mandato il 21 novembre 2002 con una fiducia da parte della Verchovna Rada (il Parlamento nazionale) di 234 voti. Con Janukovyč, il governo iniziò a prestare più attenzione alla riforma dell'industria del carbone.
In politica estera, il governo di Janukovyč fu considerato politicamente vicino alla Russia, anche se dichiarò il sostegno per l'accesso dell'Ucraina nell'Unione europea. Nonostante la coalizione parlamentare di Janukovyč non volesse l'ingresso dell'Ucraina nella NATO, il governo acconsentì all'invio di truppe ucraine nella guerra in Iraq a sostegno della guerra al terrorismo intrapresa dagli Stati Uniti.
Campagna presidenziale del 2004
Nel 2004, da primo ministro, Janukovyč partecipò alle controverse elezioni presidenziali, come candidato del Partito delle Regioni. La sua principale fonte di sostegno proveniva dalle parti meridionali e orientali dell'Ucraina, che tradizionalmente sono a favore di stretti legami con la vicina Russia. Al primo turno di votazioni, il 31 ottobre, Janukovyč ottenne il secondo posto con il 39,3% dei voti, rispetto al candidato di Ucraina Nostra Viktor Juščenko, che ebbe il 39,8% del sostegno popolare. Dato che nessun candidato raggiunse la soglia del 50% dei voti, fu necessario il secondo turno.
Al secondo turno (21 novembre 2004), Janukovyč fu inizialmente dichiarato vincitore. Tuttavia, la legittimità delle elezioni fu posta in discussione da molti ucraini, da organizzazioni internazionali e dai governi stranieri che avanzarono ipotesi di frode elettorale. Il secondo turno fu quindi annullato dalla Corte suprema dell'Ucraina e nella sua ripetizione (26 dicembre 2004), Janukovyč perse contro Juščenko con il 44,2% contro il 52%.
Dopo le elezioni, il parlamento ucraino approvò una mozione di sfiducia al governo, obbligando quindi il presidente uscente Leonid Kučma a sciogliere il governo di Janukovyč e a nominarne un altro. Cinque giorni dopo la sconfitta elettorale, Janukovyč si dimise dalla carica di primo ministro.
In occasione delle elezioni, Janukovyč aveva consegnato alla Commissione Elettorale Ucraina una scheda biografica in cui il proprio grado accademico era riportato con un refuso (Proffessore): a seguito di ciò, iniziò ad essere chiamato con questo nomignolo dai principali media a lui opposti.
Carriera politica dopo il 2004 e Presidenza della Repubblica Dopo la sua sconfitta elettorale, Janukovyč continuò a guidare il principale partito di opposizione il Partito delle Regioni mentre il suo rivale Juščenko venne nominato presidente il 23 gennaio 2005: il giorno successivo Julija Tymošenko divenne primo ministro, ma le spaccature all'interno della maggioranza portarono a diverse sostituzioni tra i ministri: la stessa Tymošenko venne sostituita come primo ministro da Jurij Jechanurov nel novembre 2005.
Janukovyč ebbe così una buona occasione per tornare al potere con le elezioni parlamentari del 2006 (26 marzo) sia per le divisioni dei suoi avversari, sia perché con il nuovo assetto costituzionale entrato in vigore il 1º gennaio 2006, il primo ministro e il suo governo sarebbero stati nominati dal Parlamento.
Nel frattempo, nel gennaio 2006, il Ministro degli Interni diede inizio ad un'investigazione ufficiale riguardo alla presunta assoluzione per i reati commessi da Janukovyč in gioventù. Jurij Lucenko, capo del ministero, annunciò che i testi forensi provavano la mancanza di assoluzione, e sostenne inizialmente che questo fatto impediva formalmente a Janukovyč di candidarsi per le elezioni parlamentari. Tuttavia, quest'ultima affermazione fu poi corretta qualche giorno dopo da Lucenko stesso, che affermò che il risultato dell'investigazione non impediva l'eleggibilità di Janukovyč, dato che la privazione dei diritti civili a causa delle passate condanne era già comunque scaduta a causa della prescrizione.
L'esito delle elezioni parlamentari vide il Partito delle Regioni assicurarsi la maggioranza relativa, ma con un numero di parlamentari (186 su 450) insufficiente a formare il governo da solo. Janukovyč condusse le trattative per la formazione del governo dopo l'elezione, con i partiti capeggiati da Viktor Juščenko (terzo con 81 parlamentari) o dall'ex primo ministro Julija Tymošenko (seconda con 129). Nonostante l'astio tra Janukovyč e il presidente, i due furono obbligati a giungere a un compromesso. In cambio dell'assicurazione da parte di Janukovyč che non avrebbe interferito con le ambizioni filo-occidentali del presidente, Juščenko diede a Janukovyč la possibilità di costituire un governo in cooperazione con il suo partito, Ucraina Nostra, il 3 agosto 2006. I cosiddetti ministeri "umanitari", come anche l'esercito e la polizia, rimasero capeggiati dagli alleati di Juščenko, mentre i ministeri riguardanti l'economia e le finanze, oltre a tutte le cariche di vice-primo ministro, andarono sotto il controllo di Janukovyč.
L'ex alleata di Juščenko ed ex primo ministro Julija Tymošenko annunciò la propria intenzione di portare il suo partito all'opposizione subito dopo tale accordo.
Il 25 maggio 2007 fu assegnata a Viktor Janukovyč la carica di presidente del Consiglio dei Capi di Governo della Comunità degli Stati Indipendenti.
Alle elezioni parlamentari del 2007, svoltesi il 30 settembre, il Partito delle Regioni ottenne 175 su 450 seggi (il 34,37% dei voti) alla Verchovna Rada. Nonostante l'incremento nella percentuale dei voti rispetto alle elezioni del 2006 (quando aveva ottenuto il 32,14%), il partito perse 130.000 voti e 11 seggi parlamentari.Janukovyč perde 300.000 voti, mentre la Tymošenko ne riceve 1,5 milioni in più , Ukrainska Pravda Dopo che Ucraina Nostra e il Blocco Julija Tymošenko ebbero formato una coalizione di governo il 18 dicembre 2007, il Partito delle Regioni passò all'opposizione.
Nel 2009, Janukovyč annunciò la sua intenzione di concorrere alle elezioni presidenziali del 2010.. Si affidò a specialisti stranieri, che lo aiutarono a cambiare completamente la sua immagine pubblica.Ucraina. La resa dei conti EuropaRussia (5 febbraio 2010). Vinse il primo turno, svoltosi il 17 gennaio 2010, con una decina di punti di vantaggio sulla Tymošenko. Il ballottaggio, tenutosi il 7 febbraio, confermò la sua vittoria col 51,84% dei voti, tre punti e mezzo percentuali in più della sua rivale.
Euromaidan