Il relitto del Titanic è ciò che rimane del transatlantico britannico RMS Titanic, affondato nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 mentre eseguiva il suo viaggio inaugurale, a seguito dell'impatto contro un iceberg.

Venne scoperto il 1º settembre 1985 durante una spedizione guidata dal ricercatore Robert Ballard. Il relitto del transatlantico britannico giace a una profondità di circa 3.800 metri, a circa 600 chilometri (325 miglia nautiche) a sud-sud-est della costa di Terranova, in Canada. È diviso in due tronconi principali distanti circa 600 metri di cui la prua è ancora riconoscibile, con molti interni ben conservati, nonostante il deterioramento e i danni subiti a causa dell'impatto con il fondale marino; al contrario, la poppa è gravemente danneggiata e quasi irriconoscibile.

Scoperta Il desiderio di trovare il relitto del Titanic nacque già poco dopo l'affondamento, ma nessun tentativo venne compiuto per diversi decenni. I primi a tentare di localizzare il relitto furono D. Michael Harris e Jack Grimm, senza successo. Le loro spedizioni riuscirono però a produrre una mappatura abbastanza dettagliata dell'area in cui la nave era affondata.. Era chiaro che la posizione segnalata nelle richieste di soccorso del Titanic era imprecisa, e ciò rappresentava una delle maggiori difficoltà della spedizione perché aumentava le già ampie dimensioni dell'area di ricerca. Le informazioni raccolte dalle spedizioni precedenti vennero utilizzate da Robert Ballard per tentare l'impresa. Egli utilizzò una nuova tecnologia chiamata "Argo / Jason": si trattava di un sottomarino controllato a distanza chiamato Argo, dotato di sonar e telecamere, collegato ad un robot chiamato Jason, che poteva raccogliere eventuali campioni. Le immagini catturate dal sottomarino venivano trasmesse a una sala di controllo sulla nave dei ricercatori, chiamata Knorr..

Dopo una settimana di ricerche infruttuose, alle 12:48 di domenica 1º settembre 1985, sui monitor della Knorr iniziarono a comparire alcuni detriti. Il primo ad essere identificato fu quello di una caldaia, identica a quelle visibili nelle immagini del Titanic risalenti al 1911.. Il giorno seguente venne individuata la parte principale del relitto, rendendo quindi possibile visualizzare le prime immagini del Titanic a 73 anni di distanza dal suo affondamento..

Spedizioni successive 1986 - 1998 Ballard tornò al Titanic nel luglio del 1986 a bordo della nave da ricerca RV Atlantis II..

Tra il 25 luglio e il 10 settembre 1987, una spedizione organizzata dalla IFREMER e da un consorzio di investitori americani, che comprendeva George Tulloch, G. Michael Harris, D. Michael Harris e Ralph White, ha effettuato 32 immersioni sul relitto utilizzando il sommergibile Nautile. Sono stati recuperati e portati a terra più di 1800 oggetti..

IFREMER e RMS Titanic Inc. tornarono sul relitto con il sommergibile Nautile e il ROV Robin nel giugno 1993. Nel corso di 2 settimane, Nautile effettuò quindici immersioni della durata compresa tra otto e dodici ore ciascuna.. Altri 800 reperti sono stati recuperati durante questa spedizione, inclusi un pezzo da due tonnellate di un motore, una scialuppa di salvataggio e una valvola di sfogo del vapore situata sulla prua della nave..

Tra il 1993 e il 2000, RMS Titanic Inc. ha effettuato una serie intensiva di immersioni che hanno portato al recupero di moltissimi oggetti, oltre 4000 oggetti solo nelle prime due spedizioni.. Durante una spedizione nel 1996 venne tentato di sollevare una sezione della nave, pesante oltre 20 tonnellate.. Poco dopo aver iniziato il recupero, le corde che sostenevano il carico si ruppero a causa del maltempo e non si poté continuare con le operazioni.

Questo tentativo di recupero venne fortemente criticato da archeologi marini, scienziati e storici, che lo considerarono solo una trovata pubblicitaria che avrebbe esclusivamente danneggiato il relitto.

Un secondo tentativo di sollevare lo stesso frammento, questa volta riuscito, è stato effettuato nel 1998.

Anni 2000

Nel 2001 una coppia americana, David Leibowitz e Kimberly Miller, ha causato diverse polemiche celebrando il proprio matrimonio a bordo di un sommergibile che si è posato sulla prua del Titanic, allo scopo di replicare la famosa scena interpretata da Leonardo DiCaprio e Kate Winslet nei ruoli dei due innamorati Jack e Rose nel film Titanic di James Cameron del 1997. Il matrimonio era essenzialmente una trovata pubblicitaria, sponsorizzata da una compagnia britannica chiamata SubSea Explorer che aveva offerto un'immersione gratuita presso il Titanic, che Leibowitz aveva vinto..

Nel 2003 e 2004 la National Oceanic and Atmospheric Administration ha effettuato due spedizioni presso il relitto della nave. Durante la prima, effettuata tra il 22 giugno e il 2 luglio 2003, vi furono quattro immersioni in due giorni. I suoi obiettivi principali erano valutare le condizioni attuali del sito del relitto e svolgere osservazioni e ricerche scientifiche. Venne esaminata in particolare la sezione di poppa, che in precedenza aveva ricevuto relativamente poca attenzione da parte degli esploratori. Fu dedicata attenzione anche ad alcuni microbi presenti sulle lamiere del relitto. Alla seconda spedizione, effettuata dal 27 maggio al 12 giugno 2004, partecipò anche Robert Ballard, quasi 20 anni dopo aver scoperto il relitto. La spedizione trascorse 11 giorni sul sito, effettuando mappature ad alta risoluzione utilizzando video e immagini fisse stereoscopiche.

La compagnia RMS Titanic Inc. ha organizzato ulteriori spedizioni sul Titanic nel 2004 e nel 2010, quando è stata prodotta la prima mappatura completa dell'intero campo di detriti. Due veicoli subacquei autonomi scandagliarono ripetutamente il campo di detriti, acquisendo scansioni sonar e oltre 130.000 immagini ad alta risoluzione. Ciò ha consentito di creare per la prima volta un fotomosaico dettagliato della piana in cui si trova la nave, offrendo agli scienziati una visione molto più chiara delle dinamiche dell'affondamento. Nello stesso anno vennero scoperti dei nuovi batteri, chiamati Halomonas titanicae proprio in quanto individuati in questo luogo, che proliferano sulle lamiere del relitto e che creano delle strutture miste a ruggine chiamate rusticles.

Ancora oggi proseguono le visite, sia turistiche sia scientifiche, presso il relitto del Titanic. Il 14 aprile 2012, centesimo anniversario dell'affondamento della nave, il relitto è diventato idoneo per la protezione ai sensi della Convenzione UNESCO del 2001 sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo. Nello stesso mese, Robert Ballard ha annunciato un piano per preservare il relitto della nave, che consiste nel dipingere, attraverso robot telecomandati, il relitto con una vernice antivegetativa per evitare che i batteri consumino le lamiere.

Il 18 giugno 2023 una spedizione della società OceanGate ha avuto un esito tragico: il piccolo sommergibile Titan, utilizzato per scopi di ricerca e turistici, è imploso in prossimità del relitto, a circa 3 800 metri di profondità, causando la morte delle cinque persone a bordo.

Condizioni del relitto

Il relitto del Titanic, fin dalla sua individuazione, si è sempre presentato in condizioni di conservazione pessime. Prima della scoperta si riteneva che il freddo (l'acqua a quella profondità ha una temperatura di ), il buio, le correnti di fondo e la scarsità di ossigeno disciolto nell'acqua avrebbero preservato lo scafo dalla ruggine, ma la realtà si presentò ben differente. Vennero smentite le speculazioni degli esperti che, ad esempio, dichiararono che il relitto del Titanic sarebbe stato in condizioni migliori di quello dellAndrea Doria, in quanto la differenza temporale di permanenza sul fondo oceanico (il Titanic affondò ben 44 anni prima dell'Andrea Doria) sarebbe stata compensata dall'assenza di micro-organismi decompositori alle elevate profondità (la tomba del Titanic è a di profondità, mentre lAndrea Doria giace a soli sotto il pelo dell'acqua)..

Futuro Diversi scienziati, tra cui Robert Ballard, ritengono che le visite umane al relitto stiano accelerando il processo di degrado. Il batterio Halomonas titanicae, così chiamato in quanto scoperto in questo relitto, sta progressivamente consumando il ferro dello scafo fin dal momento del naufragio, ma a causa del danno aggiunto dai visitatori la National Oceanic and Atmospheric Administration americana stima che « [...] lo scafo e la struttura della nave potrebbe collassare sul fondale oceanico entro i prossimi 50 anni». (entro 80-100 anni secondo altre stime). Il libro di Ballard Return to Titanic, pubblicato dalla National Geographic Society, include fotografie che evidenziano il degrado del ponte superiore causato dal posarsi dei batiscafi..

Alternativamente, vi è la concreta possibilità che la fine del relitto non sia quella di essere ridotto in ruggine, bensì di essere sepolto. Nel 2012 una spedizione organizzata dalla National Geographic Society ha rilevato un imponente sistema di dune sabbiose, più elevate del relitto stesso, che stanno muovendosi lungo il fondale in direzione nord-ovest verso sud-ovest e che nel giro di un trentennio potrebbero ricoprire totalmente il relitto, creando un ambiente anaerobico e nascosto, che preserverebbe lo scafo dalla corrosione batterica ma impedirebbe di vederlo, rendendo di fatto inutile qualsiasi altra missione scientifica..

Erosione del relitto Una nuova spedizione della RMS Titanic inc, la società detentrice dei diritti legali sul relitto, ha mostrato gli effetti dell'erosione sui resti del transatlantico, in particolar modo della prua, che ha visto cedere la celebre ringhiera, staccandosi dalla nave per poi adagiarsi sul fondo dell'Atlantico. Dalle immagini e scansioni del 2022 essa si trovava ancora nella sua posizione, anche se iniziava a mostrare una certa debolezza strutturale.

Non solo la prua si è vista privata di uno dei suoi dettagli più caratteristici, ma la struttura inizia a sentire sempre più i segni dell'erosione e del tempo, visto che da alcune immersioni del 2019, guidate dall'esploratore Victor Vescovo, hanno mostrato che il lato di dritta degli alloggi degli ufficiali sta crollando.

Ricostruzione dell'inabissamento

Con la scoperta del relitto è stato possibile, in primo luogo, appurare che il Titanic, affondando, si era spezzato in due grandi tronconi, con la sezione di poppa che aveva toccato il fondale a 600 metri di distanza dalla prua e rivolta in direzione opposta.. Le testimonianze sul fatto che la nave si fosse spezzata o meno erano state discordanti e le inchieste del 1912 avevano concluso che si era inabissata intatta. Il 2º ufficiale Charles Lightoller ed il passeggero di prima classe Archibald Gracie, ad esempio, avevano sempre sostenuto che lo scafo fosse sprofondato intatto, così come Lawrence Beesley nel suo libro The Loss of the Titanic. Secondo i disegni riportati nel libro di Ballard, è probabile che la rottura si sia verificata poco sotto il livello dell'acqua, risultando quindi non direttamente visibile. Ciò che i testimoni videro fu infatti l'improvvisa discesa del troncone di poppa sulla superficie che poi si risollevò e si inabissò verticalmente.