La famiglia di Gedimino include i membri della stirpe dell'omonimo granduca di Lituania (1275-1341 circa) vissuti nel XIV secolo. La famiglia giocò un ruolo chiave nella storia della Lituania, in un periodo in cui la nobiltà lituana non aveva ancora acquisito l'influenza di cui avrebbe goduto verso la fine del Medioevo. Gedimino, che ebbe dodici figli, fu anche il capostipite della dinastia gediminide, la quale amministrò il Granducato di Lituania dal 1310 (o 1280) al 1572.

Le origini di Gedimino non sono chiare, ma recenti ricerche suggeriscono che Skalmantas, una figura storica non meglio individuata, era il nonno o il padre di Gedimino e il probabile progenitore della dinastia.. Conosciuto per le sue capacità diplomatiche, il granduca Gedimino combinò i matrimoni dei suoi figli per soddisfare gli obiettivi della sua politica estera; i suoi discendenti consolidarono il proprio potere sul Granducato di Lituania, mentre le sue figlie stabilirono o rafforzarono alleanze con i governanti delle aree della Russia moderna, dell'Ucraina e della Polonia..

Le relazioni tra i figli di Gedimino furono generalmente pacifiche, con la notevole eccezione di Jaunutis, deposto nel 1345 dai suoi fratelli Algirdas e Kęstutis. Questi ultimi continuarono a fornire un esempio di pacifica condivisione del potere, dando vita a una sorta di duumvirato nell'amministrazione della Lituania. Tuttavia, i numerosi nipoti di Gedimino e i loro discendenti si impegnarono in lotte di potere che proseguirono fino al XV secolo.. I nipoti di Gedimino convertirono la Lituania al cristianesimo e suggellarono la futura unione con la Polonia che fuse la Lituania con Cracovia e diede vita a una stagione storica per la nazione baltica, quella della Confederazione polacco-lituana.

Origini

Poiché le fonti scritte dell'epoca sono scarse, la discendenza di Gedimino, i primi anni di vita e le modalità con cui assunse il titolo di granduca nel 1316 circa restano oscuri e continuano ad essere oggetto di dibattito storiografico. Riassumendo in sintesi le varie teorie, Gedimino doveva essere il figlio del suo predecessore Vytenis, o in alternativa il fratello, il cugino oppure il suo stalliere. Per diversi secoli circolarono solo due versioni delle sue origini, di cui una prima, riportata nelle cronache scritte molto tempo dopo la morte di Gedimino dai cavalieri teutonici, tradizionali avversari data della Lituania, afferma che il granduca fosse uno stalliere di Vytenis che detronizzò in seguito il legittimo sovrano per sedersi sul trono. Un secondo alternativo racconto della vicenda è contenuto nelle cronache lituane, realizzate anch'esse molto tempo dopo la morte di Gedimino, le quali riferiscono che Vytenis era il padre di Gedimino. Poiché quando divenne granduca quest'ultimo aveva quasi la stessa età del suo predecessore, è improbabile questo specifico rapporto parentale. I due documenti sono da ritenere dunque poco verosimili, l'uno (le cronache tedesche) perché intento a mettere in risalto gli aspetti di una figura negativa, l'altro perché è una ricostruzione fantasiosa, non avvalorata da alcuna prova concreta. Nel 1868, fu pubblicata una lettera emessa dal consiglio di Riga nel 1323 che etichetta Vytenis come «fratello e predecessore di Gedimino». Dopo la scoperta e la pubblicazione di questi scritti, la maggioranza della storiografia si è allineata a quell'affermazione considerando Vytenis e Gedimino fratelli. Tuttavia, lo storico Tomas Baranauskas ritiene che la parola "fratello" sia stata interpretata in modo troppo letterale e che i due fossero in realtà cugini.

Le origini del granduca Vytenis sono al contrario abbastanza conosciute, trattandosi del figlio di Butvydas, granduca di Lituania dal 1291 al 1295. Mancano però riscontri sull'identità del padre di Butvydas. Mentre alcune genealogie sostengono si trattasse di Traidenis (o addirittura Mindaugas), il filone storiografico maggioritario ritiene un simile legame improbabile. Il successivo matrimonio tra Eufemia, figlia di Gedimino, e il pronipote di Traidenis, Jurij II di Galizia, avrebbe infranto il diritto canonico, poiché i due sarebbero stati consanguinei e questa violazione sarebbe stata probabilmente notata (o fatta notare) dal papa..

Alcune ricerche recenti indicano che il progenitore tanto ricercato della dinastia gediminide potrebbe essere stato Skalmantas. Nel 1974 lo storico Jerzy Ochmański ha fatto notare che Zádonština, un testo poetico russo della fine del XIV secolo, contiene un verso in cui i due figli di Algirdas parlano così dei loro antenati: «Siamo due fratelli - figli di Algirdas e nipoti di Gedimino, e pronipoti di Skalmantas». Ochmański ipotizzò che il poema omettesse la generazione rappresentata da Butvydas e si focalizzasse su quell'antenato a noi prima ignoto. Lo studioso lituano Tomas Baranauskas non è convinto di tale affermazione, tanto che secondo la sua ricostruzione Skalmantas va ritenuto il fratello di Butvydas piuttosto che suo padre; pertanto, Vytenis e Gedimino erano cugini.

Fratelli

È certo che Gedimino, nato intorno al 1275, avesse una sorella (come si dirà forse due, ovvero la moglie di Andrei di Kozelsk) e diversi fratelli: Vainius, Teodoro di Kiev, forse Vytenis e forse Margiris. Se Vytenis, granduca dal 1295 al 1316, fosse stato davvero il fratello di Gedimino, doveva necessariamente trattarsi del primogenito.. Gli storici attribuiscono la paternità di Žvelgaitis a Vytenis, forse morto prima di suo padre. Nel 1310 Žvelgaitis, già in età adulta, condusse un esercito nella vicina Livonia, nell'attuale Lettonia ed Estonia.. A seguito del decesso di Vytenis nel 1315 circa, Gedimino divenne granduca e non ci sono fonti che indicano che i fratelli di Vytenis o altri membri della famiglia avessero avanzato rivendicazioni per la sovranità sulla Lituania, ragion per cui la successione dovette avvenire in maniera pacifica..

Vainius appare per la prima volta in fonti scritte nel 1324, comparendo nuovamente nel 1326, quando in qualità di duca di Polack firmò un trattato con l'ordine di Livonia e Velikij Novgorod. Gli studiosi collocano la sua morte tra il 1338 e il 1342. L'unico figlio noto di Vainius, Liubko, morì nel 1342 durante una battaglia combattuta contro l'Ordine di Livonia.

Teodoro di Kiev, la cui relazione con Gedimino rimase nebulosa fino al XX secolo, fu il fratello più longevo, in vita almeno fino al 1362. Verso il 1325, con il sostegno di Gedimino, divenne duca di Kiev e fu battezzato secondo il rito ortodosso orientale; il suo nome pagano resta sconosciuto. In quel momento storico, Kiev era ancora sotto la sfera d'influenza dell'Orda d'Oro, come dimostra il fatto che Teodoro riconobbe fedeltà al khan. Un simile rapporto di subordinazione durò fino al 1363, quando il figlio di Gedimino, Algirdas, prevalse nettamente sull'Orda nella battaglia delle Acque Blu. L'indirizzo storiografico precedente maggioritario aveva a lungo considerato Teodoro un rjurikide, anziché un lituano, per via del suo nome di battesimo. Nel 1916, tuttavia, fu pubblicato un elenco di proprietà appartenenti a Teognoste il Greco, un metropolita di Mosca, e compilato nel 1330; tra gli oggetti elencati si menzionavano due tazze d'argento donate da «Teodoro, fratello di Gedimino», una prova questa ritenuta incontrovertibile..

Margiris, difensore di Pilėnai, viene spesso indicato come il più probabile quarto fratello. Le cronache di Ermanno di Wartberge riferiscono che nel 1329 Gedimino e due suoi consanguinei parteciparono direttamente a delle incursioni in Livonia. All'epoca, Vytenis era già defunto e Teodoro si stava probabilmente preoccupando di insediarsi in maniera stabile a Kiev. Uno di questi due fratelli doveva essere stato Vainius, mentre l'identità degli altri è ancora oggetto di discussione per gli storici. Alvydas Nikžentaitis riferisce si trattasse di Margiris, poiché le fonti attestano il suo elevato spessore sociale e la ricchezza. I testi storici fanno riferimento anche a un figlio di Margiris, catturato dai Cavalieri teutonici subito dopo il suicidio di suo padre nel 1336.

L'unica menzione scritta più o meno coeva della sorella di Gedimino si deve a una leggenda che descrive l'assassinio di due frati francescani giunti a Vilnius per diffondere il cristianesimo.. Tale leggenda venne riportata per la prima volta su un testo nella Chronica XXIV Generalium (cronaca dei 24 generali), un'opera redatta prima del 1369. Gli eventi probabilmente si svolsero intorno al 1340 e alcuni testimoni oculari potrebbero essere stati ancora vivi nell'epoca in cui venne ultimata la cronaca. Secondo la leggenda, i cittadini si coalizzarono contro frate Ulrico per via delle sue prediche. Lui e il suo compagno, Martino, furono arrestati e portati davanti a Gedimino, il quale ordinò la morte dei frati quando rifiutarono di chiedere perdono per le velenose prediche da loro pronunciate. Ulrico fu torturato e il suo corpo gettato in un fiume, mentre il corpo di Martino fu salvato dalla sorella di Gedimino, una suora ortodossa, che lo seppellì nel monastero in cui visse.. Questa vicenda gettò forse le basi per la leggenda relativa ai quattordici martiri francescani di Vilnius, nominati per la prima volta nella cronaca di Bychowiec.

Mogli

Tra i tanti aspetti ignoti relativi a Gedimino rientra il numero di mogli che ebbe. La cronaca di Bychowiec ne riporta tre: Vida di Curlandia, Olga di Smolensk e Jewna di Polotsk, di fede ortodossa, al contrario delle prime due pagane, e morta nel 1344 o 1345. S. C. Rowell afferma che Gedimino avesse avuto solo una moglie, una duchessa pagana di origini sconosciute. A sostegno della propria tesi, egli sostiene che se si fosse celebrato un importante matrimonio con una principessa rutena o polacca come Jewna, questo evento sarebbe stato riportato in scritti dell'epoca.

Un'altra fonte sostiene che Gedimino ebbe due mogli, una pagana e un'altra ortodossa. Questa ricostruzione viene fornita esclusivamente dalla Jüngere Hochmeisterchronik (cronaca dei Giovani Gran maestri) una cronaca della fine del XV secolo, la quale menziona Narimantas come fratellastro di Algirdas. Un filone di studiosi avvalora una simile testimonianza in quanto così si spiegherebbe la designazione da parte di Gedimino, altrimenti incomprensibile, di nominare un figlio di mezzo, ovvero Jaunutis. Forse, seguendo questa ricostruzione, Janutis andrebbe identificato come il primogenito di Gedimino e della sua seconda moglie.

Figli e nipoti

Poiché nessuno dei fratelli di Gedimino ebbe figli di grande spessore politico, i suoi figli si trovarono nella posizione più favorevole per assumere e consolidare il potere nel granducato. Gediminas ebbe almeno cinque figlie e sette figli, i cui ponderati matrimoni aiutarono a rafforzare ed espandere l'influenza del Granducato nelle aree ad est e ad ovest della Lituania. Le unioni testimoniano il talento diplomatico di Gediminas nel formare alleanze con gli Stati a lui vicini ostili all'Ordine teutonico e decisi a contenere il crescente potere della Moscovia e della Polonia.

Figlie

Nel 1320 Maria sposò Demetrio di Tver', sovrano di un principato russo. Il matrimonio ebbe luogo subito dopo la morte di Michail Jaroslavič, padre di Demetrio; i suoi figli erano alla ricerca di alleati potenti contro Jurij di Mosca, il loro principale concorrente per il trono di Vladimir e della Rus'. Dopo il 1327 la Lituania iniziò a supportare Tver' come principale antagonista di Mosca per la supremazia nella Russia. Quando infatti Tver' cercò di competere con Mosca, si ritenne precipua un'alleanza con la Lituania. Tuttavia, Demetrio fu ucciso nel 1325 e Maria non si risposò più. Il cognato di Maria, Alessandro I, intrattenne rapporti tutto sommato pacifici con il Granducato di Lituania e sua figlia Uliana sposò Algirdas, figlio di Gediminas, che continuò la stirpe dei Gediminidi. La cooperazione tra Lituania e Tver' si rivelò di lunga durata, tanto che si trascinò fino al XV secolo.