Il Groucho Club è un club privato, fondato nel 1985, situato a Londra nel quartiere di Soho. L'accesso è consentito solamente a uomini e donne facenti parte del mondo della musica e dell’arte. I fondatori sono un gruppo di editori e imprenditori, tra cui Louis Baum, John Armit, Michael Sissons, Ed Victor, Liam Carson, Tchaik Chassay, Liz Calder, Matthew Evans, Carmen Callil e Tony Mackintosh. In tutto le persone che parteciparono al finanziamento del locale, dal costo complessivo di £450.000, furono circa 300. Il Groucho Club è ritenuto un punto di riferimento per il mondo dell'arte e la musica londinese.
Contesto L'inventrice del Groucho Club è l'editrice Liz Calder. L'idea di fondare un club sorge dal contesto storico della città di Londra nel 1980, dove erano presenti tantissimi bar, pub e club privati maschili, in cui era possibile ritrovarsi a discutere, parlare, o passare semplicemente del tempo. In nessuno di questi luoghi era possibile l'accesso alle donne come ospiti. Confrontandosi con un'amica ed editrice, Angela Carter, Liz Calder si rese conto del fatto che, oltre a essere ambienti in cui erano diffusi sessismo e maschilismo, i club esistenti non erano adatti a ospitare editori, giornalisti e artisti. Iniziò quindi a pensare a un club aperto a tutti i generi, senza discriminazioni, che potesse privacy ai membri, in quanto club privato, e dar loro un luogo dove poter mangiare, bere e dormire in qualsiasi momento.
Storia L'idea di fondare un club con queste caratteristiche maturò nel 1983, quando Liz Calder trascorse qualche giorno ad Amsterdam con l'editore e direttore di Bookseller (UK), Louis Baum. Durante il soggiorno i due scoprirono molti bar e club rivolti a persone del loro settore, dove era possibile leggere giornali, confrontarsi e parlare davanti ad un caffè o un bicchiere di vino, anche per tutta la notte. Arricchiti da questa esperienza tornarono a Londra e, nella primavera del 1983 concepirono l'idea del Groucho Club in una birreria a Kentish Town. Il progetto consisteva nella creazione di un club confortevole, con un ristorante, un bar e un luogo dove autori ed editori, oltre a potersi incontrare sia di giorno sia di notte, avrebbero potuto promuovere il proprio lavoro..
Il passo successivo fu esporre la loro idea ai loro amici ed editori, tra cui Matthew Evans e Carmen Callil, fondatrice di Virago Press; ciò avvenne durante l'estate del 1983. La ricerca di fondi per concretizzare il progetto, tuttavia, portò in una prima fase a ottenere solo £2.400. Inoltre, Liz Calder e Matthew Evans riuscirono tuttavia a contattare rispettivamente Ed Victor e Michael Sissons, due agenti letterari molto conosciuti all'epoca. Micheal Sissons entrò subito a far parte dei fondatori, in quanto già dagli anni '60 desiderava creare un club, mentre Ed Victor indirizzò Liz Calder e Matthew Evans verso altri due imprenditori di successo, Tony Mackintosh e Tchaik Chassay.
Il 9 giugno 1984 tutti i fondatori (Louis Baum, John Armit, Michael Sissons, Ed Victor, Liam Carson, Tchaik Chassay, Liz Calder, Matthew Evans, Carmen Callil e Tony Mackintosh) si incontrarono nella casa di Carmen Callil a Bradmore Park Road per redigere un elenco di persone da poter contattare e includere nel loro progetto.
Il passo successivo fu quello di trovare un edificio per il club. A occuparsi del compito furono l'avvocato David Offenbach e Dermot Verschoyle, i quali cominciarono a cercare nella zona di Bedford Square, vicino alla maggior parte delle case editrici e intorno a Great Russell Street, ma senza successo. Durante la metà del 1984, David Offenbach, camminando per il quartiere di Soho, notò un ristorante in vendita, al 45 di Dean Street. Offenbach trovò l'agente immobiliare dell'edificio fuori da esso ed entrò a vedere l'ambiente. Rimase subito colpito dalla spazialità e decise di chiamare Tony Mackintosh per fargli vedere quello che aveva trovato; anche Mackintosh rimase colpito dalle potenzialità del luogo. La proprietà era di Charles Forte, il quale avrebbe voluto trasformare l'edificio in un hotel, ma era stato bloccato dalle leggi imposte in quegli anni nel quartiere.
L'edificio venne scelto anche per il fatto che da grandi stanze era possibile ricavarne altre più piccole e su più piani, per garantire privacy e riservatezza ai membri. L'accordo con il proprietario venne raggiunto in breve tempo, ma il problema principale fu l'aspetto finanziario. Non potendo richiedere un prestito bancario, i fondatori decisero di raccogliere finanziamenti dagli investitori attraverso l'emissione di quote.
Il 27 luglio 1984 mancavano ancora circa £30.000 per raggiungere la cifra necessaria ad acquistare il locale. Tchaik Chassay e sua moglie Melissa North ebbero l'idea di invitare a una festa a casa loro Lorne Michaels, produttore e scrittore del Saturday Night Live, il musicista Paul Simon e il regista Steve Martin per convincerli ad investire nel progetto. A fine serata ebbero da ognuno di loro un assegno da £10.000: in questo modo fu possibile acquistare l'edificio e iniziare i lavori. In totale, furono raccolti più di £450.000 da quasi 300 investitori.
Tchaik Chassay e Melissa North progettarono l'intero club. La ristrutturazione partì dalle stanze al piano terra per arrivare fino all'ultimo piano, procedendo a tappe, sia per una questione economica sia organizzativa. Le prime stanze ristrutturate furono la cucina nel seminterrato e il bar principale al piano terra, dove venne posizionato anche un pianoforte. Successivamente fu ristrutturata la sala da pranzo e infine quello che in seguito divenne il Soho Bar.
Il 5 maggio 1985 il club aprì per la prima volta al pubblico, anche se i piani superiori dovevano ancora essere ristrutturati e le camere non erano presenti.
Il club rimase sotto la dirigenza dei fondatori originali per sedici anni; nel 2001 venne venduto per £11.8 milioni alla Longshot plc (Public Limited Company), un’azienda di produzione audiovisiva e comunicazione, con a capo Matthew Freud, Joel Cadbury e Willy Bauer.
Nel 2006, il Groucho venne nuovamente venduto per £20 milioni alla Graphite, una private equity, la quale nel 2010 fece diventare Matt Hobbs, già membro del club da dieci anni, uno dei direttori generali con il compito di ristrutturare e ridisegnare il club. Hobbs aggiunse una terrazza dedicata ai fumatori al primo piano e rinnovò l’aspetto del bar. Grazie al grande successo ottenuto dal 2015, il club ha presentato progetti di espansione a Manhattan, New York.
Nome Il nome del club fu scelto in rapporto a una famosa battuta di Groucho Marx: Il nome fu oggetto di un lungo dibattito tra i fondatori e fu proposto da Michael Sissons.
Il giorno prima dell'apertura, Arthur Marx, figlio di Groucho Marx, spedì una lettera a Tony Mackintosh, con la quale dichiarava di non voler cedere i diritti sul nome del padre per il club. Mackintosh gli rispose che il nome del padre non aveva niente a che vedere con il Groucho Club, in quanto non sarebbe stato improntato alla sua memoria, ma solamente su una sua citazione, e lo invitò a visitarlo.
Membri Inizialmente l'iscrizione al club era possibile solo su invito e i membri erano circa 500. l'iscrizione divenne in seguito possibile a un numero maggiore di persone. I membri sono principalmente editori, giornalisti, comici, attori, registi e musicisti.
Uno dei membri storici del club è stato Jeffrey Bernard, membro dal 1987 al 1997, anno della sua morte. Un altro membro, l'agente sportivo John Holmes, è stato responsabile dell’ingresso nel club di personaggi famosi dello sport, come Gary Lineker e David Gower, capitani della nazionale inglese di calcio e cricket.
Alcuni dei membri più famosi del club sono stati Dave Kavanagh, Paul McGuinness, Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor, Kate Moss, Benedict Cumberbatch, Quentin Tarantino, Dustin Hoffman, Melanie Griffith, Bono, Bill Clinton.
Tutti coloro che hanno intenzione di iscriversi al club, devono essere accettati da una commissione, la quale era originariamente composta da Barry Delaney, Steve Kenis, Mariella Frostrup, Liam Carson, Chips Chipperfield, Peter Bennet-Jones, Frank Cvitanovich, Melissa North, Anthony Mackintosh, Diana Gordon, Nigella Lawson, Emma Freud, Mary-Lou Sturridge e Joanna Mackle.
Il club riceve circa cinquanta domande d’iscrizione al mese.
Arte Nel 1989 al Groucho erano esposte opere d'arte che avevano il solo scopo di decorare. Questa impostazione cambiò quando il primo direttore del club, Liam Carson, scoprì che una delle cameriere, Nicky Carter, stava studiando arte al Goldsmiths College, dal quale era uscito anche Damien Steven Hirst, il più importante YBA (Young British Artists) del periodo. Carson chiese a Nicky Carter se qualche suo compagno di studi volesse esporre le sue opere all'interno del club in cambio di un'iscrizione annuale gratuita: in questo modo iniziò una raccolta di opere d’arte, curata da Nicky Carter. Inizialmente l'iniziativa non ebbe molto successo: diversi artisti erano scettici all'idea di donare le loro opere a un club, pensando che il valore delle stesse si sarebbe abbassato. Tuttavia, il lavoro si sviluppò gradualmente, anche perché spesso chi donava un'opera al club, indicava a Nicky Carter altri artisti che avrebbero potuto essere interessati.
Fin dagli anni '90, il club divenne quindi un punto di riferimento per gli YBA (Young British Artists), coinvolgendo anche lo stesso Damien Steven Hirst.
La prima opera donata, nel 1992, fu una serigrafia di Angus Fairhurst dal titolo I Work Up In The Morning The Feeling Was Still There. Successivamente Damien Hirst donò un suo dipinto, cosa che invitò altri YBA, giovani artisti che non temevano l'auto promozione, a fare lo stesso. Le acquisizioni si sono poi ridotte negli anni a partire dal 2015, attestandosi su circa dieci opere l'anno.
L'artista più rappresentativo della collezione è Peter Blake, con otto stampe donate al club. Sono presenti anche opere di altri artisti importanti, tra cui Gerald Laing e David Whitaker (il primo artista ad avere una mostra personale alla Serpentine Gallery, inaugurata nel 1970). Altri artisti di rilievo sono Micheal Craig-Martin e Mark Wallinger, i quali insegnarono ai futuri YBA nei rispettivi college durante gli anni '80. YBAs che donarono opere al Groucho furono Mat Collishaw, Tracey Emin, Marc Quinn e Gavin Turk..
Si sono poi aggiunte anche opere di Joseph Kosuth, artista concettuale americano, Martin Creed e Keith Tyson, vincitori del Turner Prize, e di artisti giovani come Conrad Shawcross, Polly Morgan, Idris Khan e Annie Morris.
In quanto il Groucho nasce come club aperto a tutti i generi, senza discriminazioni, la raccolta include un buon numero di opere realizzate da donne, tra cui Susan Collis, Rachel Kneebone, Boo Ritson, Alison Watt e Catherine Yass. L'etica del club mette ogni artista su un unico livello, rendendo la collezione e il rapporto stesso tra gli artisti il più egualitario possibile.
Alcune opere sono state realizzate appositamente per il club. Tra queste, le più importanti sono Poured Lines: Take 5 di Ian Davenport, realizzata con tinta acrilica su un pannello di alluminio, acquisita nel 2007 e creata appositamente per la Mary-Lou Room, e Groucho di Stella Vine, realizzata con tinta acrilica su tela, acquisita nel 2008. Anche l’olio su tela Scotch Eggs dell’artista Archie Franks, acquisito nel 2014, fa parte di questo gruppo..
Una parte delle opere è invece priva di rapporti con il club ed è stata inserita nella collezione per renderla più varia possibile. Una di queste è l’opera Semi-Detached John and Ethel Landy di Michael Landy, acquisita nel 2004: si tratta della fotografia dei genitori dell'artista in piedi, di fronte a un modello in scala reale della loro abitazione, installata all'interno del Tate Britain.