L'inceneritoreNella copia di lavorazione della riedizione del 1986 viene utilizzato il titolo esteso "L'inceneritore. 1000 e non + 1000", mentre nei titoli di testa completi dell'edizione ufficiale Oblivion Film il sottotitolo non è presente. è un film diretto da Pierfrancesco Boscaro Degli Ambrosi, prodotto dalla Tecnofilm S.r.l. Dopo essere stato presentato in versione incompleta nel 1984 alla 41ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il film è rimasto privo di distribuzione commerciale per oltre quarant'anni, fino alla sua prima pubblicazione ufficiale avvenuta il 30 aprile 2026.
Trama Padova. L'inquinamento causato da un inceneritore porta sempre più persone a impazzire e commettere omicidi. Ma, al posto dei corpi delle vittime, vengono ritrovate le tre scimmie sagge (una non sente, una non vede e una non parla). I cittadini superstiti cercano di adottare un atteggiamento indifferente e di continuare con le proprie vite.
Produzione Il regista padovano girò il film nella propria città natale tra il 1982, 1983 e 1985 attraverso una lavorazione segnata da complessi problemi di produzione economici e organizzativi. Il primo produttore fu Enrico Vendramin, che venne poi sostituito da Bruno Sanguin per la Tecnofilm Cinematografica S.r.l. di Abano Terme.
Le riprese coinvolsero l'intera cittadinanza locale con l'impiego di oltre 500 comparse. Ad esclusione di Flavio Bucci, Ida Di Benedetto, Alexandra Delli Colli e Richard Benson, quasi tutti gli interpreti sono non professionisti e abitanti di Padova. Tra le ambientazioni principali figurano Corso Garibaldi, Prato della Valle e l'interno della Basilica del Santo, concessa per la prima volta per riprese cinematografiche.
Nelle prime fasi di casting della produzione, il copione venne proposto a Ugo Tognazzi, mentre per il ruolo della protagonista venne inizialmente provinata Carmen Russo, prima che la parte venisse definitivamente assegnata a Ida Di Benedetto.
La copertura finanziaria sfiorò il miliardo di lire, sostenuta in parte da un consorzio s.r.l. composto da imprenditori e industriali padovani. La gestione del budget fu tuttavia caratterizzata da frequenti interruzioni e difficoltà organizzative.
Le vicende promozionali e giudiziarie Nell'autunno del 1985 la produzione tentò di promuovere la pellicola nei principali spazi televisivi nazionali. Tuttavia, la prevista partecipazione di Ida Di Benedetto e del produttore al Maurizio Costanzo Show sfumò per problemi organizzativi, mentre una successiva apparizione dell'attrice a Pronto, Raffaella? non portò ad alcun riferimento al film. Nel novembre dello stesso anno, la produzione intentò un'azione legale contro il regista richiedendo la copertura dei costi del film, controversia poi risolta tramite i legali dell'Ordine dei registi.
Distribuzione Il film venne presentato per la prima volta, in una versione incompleta, il 28 agosto 1984 al 41º Festival del cinema di Venezia, figurando tra le 11 opere prime italiane selezionate per la sezione "Venezia-De Sica". La pellicola fu proiettata in un'edizione fortemente provvisoria, consistente in un pre-montaggio privo dei titoli di coda e degli effetti speciali in truka originariamente previsti, e con un sonoro preliminare; alla vigilia del debutto veneziano, il regista diffuse un comunicato per denunciare i problemi gestionali della produzione e le carenze tecniche di doppiaggio e montaggio. Ciò nonostante, l'opera ricevette critiche complessivamente positive.
A seguito della prima veneziana, tra il novembre 1984 e il marzo 1985 il regista sottopose la pellicola a una profonda riedizione per adeguarla alle proprie intenzioni autoriali: l'intervento comprese un nuovo montaggio, il ridoppiaggio di alcuni personaggi e la realizzazione ex novo di diverse sequenze di effetti speciali. Un'ulteriore revisione fu infine completata nel 1986. Tuttavia la distribuzione dell'opera fu annullata per mancanza di fondi.
Dopo anni di tentativi infruttuosi per ottenere l'attenzione dei distributori, il 27 settembre 1989 il regista inscenò una protesta arrampicandosi sul Colosseo insieme ad alcuni sostenitori. L'azione venne ripresa dalla troupe del programma documentario di Rai 3 Allarme in città, dedicato alle azioni dei Vigili del Fuoco, e venne inclusa in una delle puntate della seconda stagione, trasmessa in seconda serata il 30 ottobre 1991.
Solo nel 2011 si ebbe una seconda proiezione, destinata alla stampa, nella sala comunale di Cadoneghe (PD): da lì, anche nel contesto del sentito problema rifiuti nel Meridione, si tornò a parlare di questa pellicola, aumentando la curiosità dei cinefili.
Per anni il film girò esclusivamente fra i collezionisti in una versione in VHS di bassa qualità, tratta da una copia di lavorazione della versione rimontata. Il 13 marzo 2020 tale versione è stata caricata su YouTube, rendendo il film per la prima volta accessibile a un pubblico più vasto.
Nel 2026, in seguito al restauro e alla pubblicazione in home video, il film è stato presentato al pubblico di Padova all'interno della rassegna "Arena Romana Estate - Cinema Estate 2026", con una proiezione tenutasi il 25 giugno introdotta da Gianni Vitale in dialogo con il regista. Una seconda serata, inizialmente programmata per il successivo 25 settembre con il medesimo format, è stata annullata la settimana precedente all'evento.
Home video Nel 2024, l'editore Oblivion Film ha annunciato la distribuzione della prima edizione home video del film, sottoposta a un processo di restauro in Full HD partendo dalla pellicola originale 35mm, concessa dall'Istituto Luce. Il progetto, che si avvale della collaborazione diretta del regista per preservare l'intento autoriale originale, mira a integrare materiale inedito e contenuti speciali, ponendo fine a un lungo periodo in cui la reperibilità dell'opera era risultata difficoltosa.
Storia della distribuzione Oblivion Film Per ricostruire la versione completa, Oblivion ha dovuto reperire e armonizzare fonti eterogenee, tra cui la versione incompleta presentata alla 41ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel 1984 e i negativi delle successive riedizioni. L'integrazione di questi elementi ha permesso di superare le criticità visive presenti nelle precedenti edizioni, caratterizzate da sbalzi qualitativi tra negativo e positivo, utilizzando la copia lavoro in formato VHS emersa nel 2020 per mantenere una filologia cronologica garantendo una maggiore coerenza narrativa e visiva.
La pubblicazione ha subito diversi rinvii rispetto alla finestra iniziale del novembre 2025. Dopo essere stata posticipata al 28 febbraio 2026, l'uscita definitiva è avvenuta il 30 aprile 2026. I ritardi sono stati motivati dal distributore con la necessità di risolvere criticità tecniche emerse durante il montaggio e il restauro dei materiali.
L'opera è stata resa disponibile solamente in formato Blu-ray, sia in edizione standard sia in edizione limitata numerata in 100 copie, quest'ultima accompagnata da un booklet informativo con foto dal set e una copertina alternativa plastificata.
Caratteristiche del restauro e ricostruzione Il restauro ha affrontato notevoli complessità dovute alla frammentazione dei materiali originali, smembrati nel corso dei decenni per diverse riedizioni. Non essendo disponibile un negativo unitario, Oblivion ha operato una ricostruzione filologica armonizzando fonti eterogenee:
Negativo parziale della prima edizione: caratterizzato da titoli di testa alternativi e una dominante cromatica giallognola; Negativo parziale della seconda edizione: contraddistinto da tonalità verdastre; Pellicola positiva: utilizzata per integrare le lacune dei negativi, sebbene presenti diversi rumori visivi; Copia lavoro VHS: emersa nel 2020, è stata impiegata per recuperare frammenti mancanti e gli effetti ottici, come le dissolvenze non presenti nelle altre fonti.
Il risultato finale presenta una certa disomogeneità cromatica dovuta alla natura dei materiali di partenza: i passaggi tra i diversi negativi e la pellicola positiva mostrano variazioni nelle tinte, con prevalenza di toni olivastri e giallognoli, e nella pulizia del quadro. Il comparto audio è stato restaurato principalmente da fonti VHS e nastri magnetici, mentre per il tema dei titoli di coda ("Incinerator") è stata utilizzata una versione rimasterizzata già presente online.
Differenze Rispetto alla copia circolante in precedenza, l'edizione Oblivion Film presenta diversi casi di inquadrature leggermente più corte o più lunghe (anche soltanto di pochi fotogrammi) e di differenze nella sincronizzazione dell'audio, per effetto del lavoro di ricostruzione da zero del film. Le modifiche significative sono in numero limitato:
In alcune scene l'audio è tratto da una sorgente alternativa, che presenta un doppiaggio diverso, talvolta con modifiche ai testi; Alcune brevi sequenze vengono rimosse, in particolare la cosiddetta "danza delle galline" (che compare comunque nei contenuti extra); Vengono reintegrate alcune inquadrature inedite.
Contenuti extra Il comparto dei contenuti extra dell'edizione Blu-ray comprende:
Presentazione critica: a cura di Davide Pulici; Intervista a Simone Sello: incentrata sulla creazione della colonna sonora Incinerator; "Salvate dall'inceneritore - ovvero tutto il resto non perduto": una raccolta di circa 21 minuti di materiali di scarto, tra cui diverse prime versioni dei titoli di testa, varie sequenze tratte dalla versione con il doppiaggio originale mostrato a Venezia (che presentava una voce narrante) e alcune scene tagliate o con montaggio alternativo.
Accoglienza Alla sua presentazione alla 41ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, la pellicola riscontrò l'attenzione della critica per il suo stile visionario e le tonalità grottesche. La stampa dell'epoca ne sottolineò il carattere insolito e cupo, definendolo un film «grottesco-metaforico con venature thrilling» e evidenziando come, a fronte di una prima parte dall'andamento brillante, l'atmosfera proceda via via incupendosi. Su La Stampa la pellicola è stata inoltre accostata ad opere dai toni spettacolari e macabri, descritta come caratterizzata da «atmosfere truculente e terrificanti».
Una recensione negativa arrivò invece da l'Unità, che definì L'inceneritore «talmente sgangherato e ridicolo [...] che non può e non deve passare inosservato» e ritenne incomprensibile «la Grande Metafora» del film.
Note
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