Urbanistica è una rivista italiana di urbanistica e pianificazione territoriale, pubblicazione ufficiale dell'Istituto Nazionale di Urbanistica (INU). Fondata nel 1932 come bollettino della sezione piemontese dell'Istituto, dal 1933 ne divenne la rivista ufficiale bimestrale. Dopo una fase di transizione fra il 1945 e il 1949, nello stesso 1949 iniziò una nuova serie con una nuova numerazione.
Nel corso della propria storia la rivista ha documentato piani, progetti, politiche urbane e territoriali, ricerche, dibattiti legislativi ed esperienze italiane e internazionali. I cambiamenti delle direzioni hanno coinciso in più occasioni con trasformazioni dell'impostazione editoriale, della veste grafica e del rapporto fra ricerca, cultura disciplinare e pratica della pianificazione.
Storia
Origini e prima serie
Urbanistica nacque nel 1932 come bollettino della sezione piemontese dell'Istituto Nazionale di Urbanistica. Il primo direttore fu l'architetto Pietro Betta, che curò i primi tre numeri. Nel testo di presentazione del primo fascicolo Betta si rivolgeva alle diverse competenze coinvolte nello studio e nella trasformazione della città, comprendendo fra le altre architetti, ingegneri, giuristi, economisti, igienisti, storici e archeologi.
Betta morì nel 1932 e dal fascicolo 4-5 gli succedette Armando Melis de Villa, fino ad allora caporedattore della testata. Dal 1933 Urbanistica assunse la funzione di rivista ufficiale bimestrale dell'Istituto. Melis ne mantenne la direzione fino al fascicolo 1-4 dell'agosto 1945.
La transizione del dopoguerra
Fra il settembre 1945 e il marzo 1949 la testata attraversò una fase distinta. Pur conservando la numerazione precedente, assunse nuovamente la forma di bollettino. Furono pubblicati cinque fascicoli ancora sotto la direzione di Armando Melis de Villa, affiancato da un comitato direttivo, e successivamente otto numeri sotto la direzione di Mario Zocca. Nel 1948 uscì inoltre un fascicolo dedicato agli atti del II Congresso nazionale di urbanistica.
In occasione del congresso del 1948 l'INU decise di riavviare con modalità nuove la pubblicazione di Urbanistica. Nel 1949 iniziò quindi una nuova serie con una nuova numerazione. Nello stesso anno il nuovo statuto dell'Istituto, approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 21 novembre 1949, qualificò espressamente Urbanistica come pubblicazione ufficiale dell'INU.
La nuova serie: Adriano Olivetti e Giovanni Astengo
La nuova serie fu diretta inizialmente da Adriano Olivetti, dal n. 1 del 1949 ai nn. 10-11 del 1952. Giovanni Astengo, coinvolto direttamente nella rifondazione della testata, ne fu redattore capo fin dal primo numero. Olivetti divenne presidente dell'INU nel 1950, mantenendo la presidenza fino alla morte nel 1960.
Dal n. 12 del 1953 Astengo assunse direttamente la direzione di Urbanistica, mantenendola fino al n. 66 del 1977. Durante la sua lunga direzione la rivista documentò temi, studi, inchieste, piani e politiche urbanistiche sviluppati in Italia e in altri paesi europei.
Il Convegno di Gubbio e i centri storici
Fra gli episodi documentati durante la direzione Astengo rientra il Convegno nazionale per la salvaguardia e il risanamento dei centri storico-artistici, svoltosi a Gubbio dal 17 al 19 settembre 1960 e conclusosi con l'approvazione della Carta di Gubbio.
Gli atti del convegno furono pubblicati dall'Istituto Nazionale di Urbanistica nel n. 32 di Urbanistica del dicembre 1960. Il fascicolo comprendeva la dichiarazione finale, le conclusioni di Giuseppe Samonà e, fra gli altri, contributi di Antonio Cederna, Mario Manieri Elia, Egle Renata Trincanato, Giovanni Romano, Lodovico Barbiano di Belgiojoso e Piero Bottoni.
Il Codice dell'urbanistica
Negli stessi anni l'INU sviluppò una proposta complessiva di riforma della legislazione urbanistica. Nel 1959 i primi studi furono affidati a Giovanni Astengo e Giuseppe Samonà; il lavoro proseguì l'anno successivo attraverso un'apposita commissione dell'Istituto.
Il Codice dell'urbanistica fu presentato all'VIII Congresso nazionale di urbanistica, tenuto a Roma dal 16 al 18 dicembre 1960, e pubblicato in appendice al n. 33 di Urbanistica dell'aprile 1961.
Da Astengo a Marco Romano
La direzione Astengo si concluse con il n. 66 del 1977. Il successivo n. 67 fu diretto congiuntamente da Bruno Gabrielli e Marco Romano; dai nn. 68-69 del 1978 ai nn. 76-77 del 1984 la direzione fu affidata al solo Romano.
Nel 1984 Romano curò i nn. 76-77, dedicati al cinquantenario della rivista, nei quali pubblicò il saggio Dalla scienza all'arte, dedicato ai fondamenti epistemologici della disciplina urbanistica italiana.
La direzione di Bernardo Secchi
Bernardo Secchi assunse la direzione con il n. 78 del 1985 e la mantenne fino al n. 101 del 1990. In questa fase Urbanistica cambiò progetto editoriale e veste grafica e fu pubblicata per la prima volta attraverso un editore esterno, continuando tuttavia a essere espressione dell'attività culturale dell'INU.
Il periodo 1985-1990 è stato analizzato da Paola Savoldi come una fase di marcata discontinuità nella storia della testata. Cambiarono i temi affrontati, i linguaggi, il ruolo e il trattamento delle immagini, l'organizzazione editoriale e soprattutto il metodo di lavoro e di ricerca della redazione.
L'interruzione e la ripresa delle pubblicazioni
Dopo il n. 101 del 1990 Urbanistica interruppe le pubblicazioni per il triennio 1991-1993. Le pubblicazioni ripresero nel 1994 con il n. 102 e con la direzione di Patrizia Gabellini, che proseguì fino al n. 111 del 1998.
Con Gabellini la rivista tornò a essere pubblicata direttamente dall'INU, adottò un nuovo formato che richiamava quello storico e dedicò nuovamente ampio spazio alla documentazione di piani e progetti urbanistici italiani, accompagnati da un consistente apparato iconografico.
Dal n. 112 del 1999 al n. 126 del 2005 la direzione passò a Dino Borri. In questa fase la rivista sviluppò maggiormente la dimensione internazionale e introdusse stabilmente la traduzione dei testi in lingua inglese. Dal n. 127 del 2005 ai nn. 150-151 del 2013 fu diretta da Paolo Avarello.
Federico Oliva assunse la direzione dal n. 152 del 2013 al n. 159 del 2017. Dal n. 160 del 2017 la rivista è diretta da Paolo Galuzzi. La periodicità, modificata più volte nel corso della storia della testata, è nuovamente semestrale dal 2012.
Direttori
Prima fase 1932 — Pietro Betta, primi tre numeri; 1932-1946 — Armando Melis de Villa, dal n. 4-5 del 1932; direttore della rivista fino al n. 1-4 dell'agosto 1945 e della successiva fase del bollettino; 1947-1949 — Mario Zocca.
Nuova serie 1949-1952 — Adriano Olivetti, n. 1/1949 – nn. 10-11/1952; 1953-1977 — Giovanni Astengo, n. 12/1953 – n. 66/1977; 1977 — Bruno Gabrielli e Marco Romano, n. 67; 1978-1984 — Marco Romano, nn. 68-69/1978 – nn. 76-77/1984; 1985-1990 — Bernardo Secchi, n. 78/1985 – n. 101/1990; 1991-1993 — pubblicazioni interrotte; 1994-1998 — Patrizia Gabellini, n. 102/1994 – n. 111/1998; 1999-2005 — Dino Borri, n. 112/1999 – n. 126/2005; 2005-2013 — Paolo Avarello, n. 127/2005 – nn. 150-151/2013; 2013-2017 — Federico Oliva, n. 152/2013 – n. 159/2017; dal 2017 — Paolo Galuzzi, dal n. 160.
Note
Bibliografia
Voci correlate Carta di Gubbio Pianificazione territoriale Urbanistica Urbanistica in Italia
Collegamenti esterni
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