I Cunimondinghi (citati anche come Cunimundinghi o Cunemondinghi) erano una delle casate nobiliari di origine longobarda, attestate poi in età carolingia, che dominarono diversi territori delle attuali provincie di Lucca, Pistoia e Massa-Carrara, e gli uffici dell’Arcidiocesi di Lucca e della Diocesi di Luni.

Storia Origine Il capostipite della famiglia fu Cunimondo citato nelle fonti di archivio tra il 759 e il 785. Un pronipote di Cunimondo fu Teudilascio che fu arcidiacono e cappellano imperiale prima di essere nominato vescovo di Luni tra l'837 e l’867.

Espansione Il nome familiare di Cunimondinghi compare tuttavia solo nel X secolo in una carta conservata nell'Archivio Diocesano di Lucca del 3 luglio 939, nella quale Corrado, vescovo di Lucca concede a Gherardo del fu Cunimondo IV parte delle decime della pieve di Santa Maria di Marlia. La denominazione terra Cunimundingha fu usata per indicare le terre detenute dagli eredi di Cunimondo IV ed è attestata, sempre nel circondario di Marlia, in altre occasioni tra il X e l’XI secolo.

In seguito, l’appellativo non fu più applicato all’intero gruppo parentale che si frazionò in diverse casate attive nel XII secolo e ognuna contrassegnata da una specifica denominazione. Cunimondo IV ebbe infatti quattro figli e da ognuno di essi derivano diverse casate che dominarono varie località della Toscana nord-occidentale. Dal figlio Rodilando derivano i signori di Villa e di Castelvecchio in Garfagnana; da Gherardo i signori di Uzzano in Valdinievole. Dagli altri due figli nacquero i rami cadetti più longevi: Inghefredo fu padre di Gherardo II, vescovo di Lucca nel 991 che lasciò i suoi beni, arricchiti da quelli di sua moglie Cuniperga, ai figli dello zio Sigifredo; quest'ultimo ebbe due figli: Cunimondo V fu il capostipite dei Suffredinghi, signori della Rocca di Mozzano e di Anchiano, nell'attuale comune di Borgo a Mozzano, e Enrico fu capostipite dei signori di Bozzano (Massarosa) e del Castello Aghinolfi in provincia di Massa.

Le famiglie della media aristocrazia lucchese hanno mantenuto stretti rapporti tra loro e anche con le famiglie di più alto rango già a partire dalla fine del X secolo con matrimoni combinati. Alcuni membri della casa dei Cunimondinghi di Villa e Castelvecchio si legarono in matrimonio ai Nobili di Corvaia; il ramo dei signori di Bozzano e Castel Aghinolfi si legarono con i Rolandinghi e addirittura con i marchesi Obertenghi.

Declino Con il nome di Cunimondinghi finì per perpetuarsi solo il ramo dei di Villa e di Castelvecchio, presso il quale era ancora usato nel XIII secolo, seppure nella forma di Colimundo. Ne derivò l’appellativo Collemandina o Collemandrina, con cui è qualificato tutt’oggi il paese di Villa Collemandina, cuore dei possedimenti della casata. La famiglia feudale decadde con l'indebolimento del potere imperiale e finì inglobata dall'espansione nel contado del comune di Lucca dalla fine del XII secolo.

Entro la fine del XIV secolo, tutte le famiglie feudali della lucchesia avevano lasciato i propri antichi territori nella valle del Serchio e in Versilia per giurare fedeltà alla Repubblica di Lucca, e i loro antichi detentori si erano trasferiti in città cercando di curare i propri interessi economici.

Genealogia

Le date specificate da † corrispondono all'attestazione del personaggio come defunto; le date non specificate si riferiscono alla prima e/o ultima attestazione nelle fonti di archivio.

Fonti della genealogia:

Note

Bibliografia

Categoria:Storia della Toscana Categoria:Famiglie toscane