Con la parola omoerotismo (composta dal termine greco ὅμοιος hòmoios "simile, analogo", che appare nella parola "omosessualità" - e da "erotismo"), ci si riferisce: all'amore e al desiderio fra persone dello stesso sesso, quasi sempre (ma non esclusivamente) per indicare le loro manifestazioni non esplicite (cioè, prive di rappresentazioni di rapporti sessuali o di richiami sessuali di tipo omosessuale) nelle arti visive e in letteratura. ai forti legami affettivi tra persone dello stesso sesso (anche eterosessuali) che abbiano un'intensità amorosa (addirittura fino a sfociare in un sentimento di gelosia) ma escludano la sessualità, come l'amicizia intima, l'amicizia amorosa, l'amicizia romantica e il cameratismo, il matrimonio bostoniano, la fratellanza di sangue, ecc. L'esclusione della sessualità può, comunque, essere solo teorica in tutti quei casi in cui si tratti, in realtà, di relazioni omosessuali camuffate per essere meglio accettate da una società che le condanni. Questi legami affettivi sono stati teorizzati anche da movimenti giovanili quale quello dei Wandervogel (gli uccelli vagabondi) oppure dall'organizzazione Gemeinschaft der Eigenen di Adolf Brand ad inizio '900. Nell'uso inglese contemporaneo (e, quindi, nelle traduzioni italiane da tale lingua) il termine "homoeroticism" è però spesso usato nel significato esattamente opposto di "arte esplicitamente erotica a carattere omosessuale". Infine, alcuni autori usano "omoerotismo" come eufemismo per evitare il termine "omosessualità", da loro giudicato "troppo forte" per la presenza della parola "sessualità". Tale uso è però minoritario.

Anche se l'omoerotismo - nella sua qualità di ideale estetico, come un insieme di tradizioni artistiche e performative, in cui tali sentimenti possono essere incorporati nella cultura e, quindi, espressi nella società più ampiaFlood, 2007, p.307. - può differire dall'attrazione esplicitamente omoerotica, alcuni autori hanno citato l'ispirazione proveniente dalle esperienze personali riportate da autori antichi quali Catullo, Tibullo e Properzio nella loro poesia apertamente omoeroticaYounger, 2005, p.38..

Definizione e classificazioni

In quanto espressione del desiderio affettivo-romantico-erotico diretto verso persone dello stesso sesso, così come appare in letteratura e nell'arte in generale, rinvia direttamente alla concezione di omosessualità nell'antica Grecia, in forma di pederastia greca la quale era parte integrante del tessuto sociale Psicologia Il termine è stato creato dallo studioso di psicoanalisi ungherese Sándor Ferenczi nel 1911 con l'intento di spiegare un particolare ambito interno alla propria teoria sul narcisismo, definendolo una fase intermedia tra l'autoerotismo e l'eterosessualità; è stato in seguito usato per parlare della struttura psicologica dell'omosessualità come sintomo di nevrosi, ma oggi questo suo senso eminentemente psicoanalitico è caduto in disuso.

Per Sigmund Freud, piuttosto che essere una questione riguardante solo una minoranza di uomini che s'identificano come omosessuali, l'omoerotismo è, invece, parte della stessa formazione di tutti gli uomini come soggetti umani e attori socialiAccording to Flood, 2007, p.308..

Sociologia Incorporato in sociologia per descrivere la tensione erotica presente tra individui dello stesso sesso, ma senza alcuna implicazione sessuale.

Omoerotismo volontario o involontario L'omoerotismo può essere presente in un'opera d'arte in modo volontario o involontario. L'omoerotismo volontario può essere a sua volta: il risultato di una scelta deliberata da parte di un autore omosessuale, che però sceglie di non affrontare apertamente il tema omosessuale per una varietà di motivi (leggi che lo proibiscono, motivi morali o religiosi, timore di ritorsioni, censura, ecc.). In questo caso è legittimo leggere nel contesto di produzione l'opera per verificare se essa non esprima, per i parametri dell'epoca, i sentimenti e l'attrazione fra persone dello stesso sesso in modo più intenso ed, in qualche modo, "insolito" rispetto al contesto di produzione. "Amicizia spirituale" o "amicizia amorosa", "amicizia intima", "affetto", "cameratismo", "affinità" e quant'altro, possono essere, in questi casi, trasparenti metafore per descrivere l'amore omosessuale in modo socialmente accettabile (e soprattutto non condannabile per legge). Il risultato di una scelta deliberata da parte di un autore non omosessuale, nei periodi nei quali un grande artista o movimento artistico dalla forte sensibilità omoerotica abbia imposto come accettabile, nell'arte di tale periodo, l'omoerotismo. Come esempio si può citare l'estetica neoclassica, che recupera dall'antichità greca l'apprezzamento della bellezza del corpo nudo maschile, o l'accademismo ottocentesco che si rifà a tale filone, o il caravaggismo, o il Rinascimento italiano subito prima della Controriforma. In tali contesti, l'omoerotismo è, per così dire, "ambientale" e non rivela necessariamente preferenze dell'autore, anche se poi, in periodi come questi, abbondano gli artisti omosessuali che approfittano del clima più tollerante per esprimere, in modo più aperto, le loro preferenze.

Parlando di artisti del passato, un risultato estraneo alle intenzioni dell'autore, che intendeva solo esprimere deliberatamente sentimenti che per la sua epoca o per la sua cultura non erano connotati in senso omosessuale, anche se possono apparire tali alla nostra epoca e alle nostre convenzioni sociali. Quale esempio possiamo prendere le società arabe contemporanee, nelle quali tenersi per mano per strada fra due amici è un atto socialmente normale, totalmente privo di implicazioni erotiche, mentre nella cultura occidentale è un chiaro gesto che esprime intimità affettiva. Occorre, quindi, fare attenzione a non leggere un'opera d'arte proveniente da questo contesto, che rappresentasse una scena di questo tipo, attraverso la griglia interpretativa del nostro tempo. Gli stessi gesti, in contesti sociali e storici diversi, possono avere o non avere affatto valenza omoerotica / omosessuale. Ovviamente vale anche il principio inverso: oggi può facilmente sfuggire all'osservatore non specialista il significato di gesti che nell'antichità o in un contesto dato hanno avuto o hanno un chiaro significato di seduzione/supplica o d'intimità anche erotica (per esempio: carezzare il mento (upochorizein), anche solo sfiorandolo o appoggiando la punta delle dita, nell'arte greca). L'omoerotismo involontario si può avere, invece, nel caso in cui un artista abbia scelto di negare l'espressione dei propri desideri affettivi ed erotici per persone dello stesso sesso, non intenda renderli pubblici, non desideri che essi traspaiano nelle sue opere, non intenda esprimersi direttamente sui temi dell'amore e dell'attaccamento e dell'attrazione fisica fra persone dello stesso sesso. Di solito queste strategie sono relativamente (anche se di rado totalmente) efficaci nell'epoca dell'artista in questione; tuttavia, in una prospettiva successiva, avendo una visione d'insieme dell'arte di un periodo storico, è possibile notare (a volte con estrema chiarezza) slanci, commozioni, turbamenti, debolezze di un artista ogni volta che si avvicini alla bellezza e all'intimità fra o con persone del suo stesso sesso, che possono raggiungere un'intensità omoerotica, nonostante le intenzioni originali dell'autore.

Si può avere anche il caso di artisti che alternano, in fasi diverse della loro produzione, un atteggiamento volontario ed uno involontario, che, ovviamente, di solito, è molto meno marcato; come esempio si può prendere Guido Reni, che inizia con opere connotate da forte omoerotismo esplicito (il suo San Sebastiano è addirittura usato come icona masturbatoria da Yukio Mishima nel suo Confessioni di una maschera), sul filone caravaggesco, ma che dopo la conversione religiosa si dedica a soggetti devozionali, nei quali l'attenzione omoerotica traspare solo episodicamente, raggelata, e sicuramente contro la volontà dell'autore. Viceversa, si dà il caso di artisti che dopo inizi timidi e poco espliciti, hanno maturato una ricerca deliberata di risultati di tipo omoerotico in una fase successiva della loro arte.

Differenza dalla pornografia L'arte omoerotica è solitamente impercettibile e contiene una "carica emotiva"; che è il fattore principale che la distingue dalla pornografia che, invece, involve atti sessuali espliciti. Per questo, spesso l'omoerotismo può sfuggire alla censura. Il materiale omoerotico può, nonostante tutto, essere più potente della pornografia, dato che spesso è richiesta dell'immaginazione per renderli esplicitamente eccitanti.

Attribuzione dell'omoerotismo da parte dei critici Qualche volta, i critici rilevano omoerotismo nelle opere d'arte, anche quando l'autore avrebbe probabilmente negato la presenza di tale argomento. Comunque, può ancora essere valido etichettare l'opera come parte della tradizione dell'omoerotismo, poiché l'opera può avere risvegliato tali sentimenti nella parte omosessuale del pubblico ed influenzato la produzione artistica futura.

Omoerotismo nelle arti L'omoerotismo è principalmente apprezzato per la sua qualità di stimolo ed ispirazione nell'espressione artistica delle arti visive, della letteratura e delle arti performative; caratterizzato per la rappresentazione del desiderio omosessuale nella sua forma più emotiva e naturale, frequentemente evocando scene di forte sensualità ed erotismo che coinvolgono temi quali il nudo artistico, il nudo maschile nella fotografia, l'arte erotica, la letteratura erotica ed il film eroticoHomoerotic Definición en inglés de homoerótico en Merriam-Webster Dictionary; consultado marzo 18 de 2013.

Dopo aver dato un ampio contributo allo sviluppo della arte antica, dalla scultura greca alla poesia greco-latina, l'omoerotismo scompare quasi del tutto in epoca medioevale (a causa della criminalizzazione politica dell'omosessualità e delle sue espressioni più pratiche, come la sodomia) e risorge con le maggiori opere d'arte del rinascimento italiano.

Quando venne chiesto in tribunale ad Oscar Wilde (processato per sodomia dopo esser stato accusato in tal senso dal padre del suo giovane amante) cosa fosse quest'amore di cui tanto parlava, egli rispose con una delle più alte dichiarazioni omoerotiche mai espresse:

Nelle arti visive Gli esempi di omoerotismo maschile nelle arti visive vanno di pari passo con le epoche storiche: le ceramiche dell'antica Grecia e le anfore di vino dell'antica Roma (la Coppa Warren) illustrano questo sentimento fin dall'antichità classica.

Nella scultura La scultura greca sottolinea la naturalezza della sessualità umana e delle sue varie espressioni, per cui era abituale la rappresentazione di tali atti in oggetti d'utilizzo anche quotidiano come tazze, bicchieri, vasi, urne e altri manufatti. In alcune occasioni la sessualità rappresentava la divinità o la sovrannaturalità, come nel caso dei fascinus (figure falliche esagerate), utilizzati come amuleti per invocare la protezione divinaFascinus Descripción en Roma Myth Idex; consultado marzo 27 de 2013.

Alcune opere del periodo della scultura greca classica che enfatizzano la venerazione e il culto della forma del corpo umano - maschile soprattutto, ma in misura minore anche della forma del corpo umano femminile - sono considerate a tutti gli effetti omoerotiche, come ad esempio quelle che raffigurano gli dei (Apollo, Ermes, Dioniso e Afrodite) o gli eroi della mitologia greca, tipo Perseo e Eracle, od, infine, figure atletiche riconducibili ai giochi olimpici antichi.