Biografia Nicola De Filippis nacque a Triggiano nel 1694 da Leonardo e Anna Camilla Manzionna, proprietari terrieri del posto. Fu avviato giovanissimo alla carriera ecclesiastica, e venne ordinato sacerdote; al tempo stesso si formò come pittore, frequentando la bottega dello zio paterno Vitantonio.
Successivamente si recò a Napoli, dove fu accolto a bottega da Paolo De Matteis, che negli anni precedenti era stato particolarmente attivo in Terra di Bari. Del suo periodo napoletano si conosce poco: di certo fu influenzato dalla maniera di Luca Giordano e realizzò un gran numero di dipinti, gran parte dei quali è andata perduta. Nel 1731 tornò in Terra di Bari, dove, affrancandosi dalla maniera giordanesca, ottenne numerose commesse: una delle prime fu senz’altro la Madonna del Suffragio (1731), realizzata per l’ampliamento della cappella Musacco nel complesso di Santa Maria Assunta in TuriPittura sacra tra Barocco e Rococò (1600-1700), G. Lerede 1998, Quaderno Sulletracce 1,.
Nelle sue opere successive è chiaro l'influsso del De Matteis, che si manifesta nella chiarezza e delicatezza dei colori utilizzati, in contrasto con l’accentuato chiaroscuro di Francesco Solimena, altrettanto attivo nello stesso periodo. Tale linguaggio è ben ravvisabile nei dipinti del vasto controsoffitto a lacunari, raffiguranti le Storie della Vergine, nella chiesa matrice di Triggiano, firmati e datati al 1746, e nel telero raffigurante le Anime purganti, proveniente dalla chiesa del Purgatorio di Bitritto e oggi conservato presso l'università di Bari.
Attivo sino a tarda età, morì a Triggiano il 3 maggio 1769.
Opere Opere di incerta attribuzione si trovano a Napoli, nella Chiesa Santa Margheritella, nella Chiesa del Gesù vecchio e nel Palazzo Calabritto. A Mottola, nella Chiesa della Beata Vergine del Carmelo, gli viene attribuita la tela raffigurante la Madonna del Carmine con le Anime del Purgatorio.
In Terra di Bari si conservano la maggior parte delle opere di sicura attribuzione. Nel Museo Diocesano di Bari è esposta la tela S. Chiara adorante la Trinità, già sull'altare maggiore della Chiesa di Santa Chiara.
Nella chiesa madre di Triggiano, oltre alle già citate Storie della Vergine, notevole è un San Luca Evangelista facente parte dello stesso complesso decorativo. Altre tele ivi esposte sono la Predica di s. Vincenzo Ferrer e le due tele gemelle Mosè che fa scaturire l'acqua dalla sorgente e Moltiplicazione dei pani. Nello stesso paese, nella chiesa di Santa Lucia è conservata una pala d'altare a lui attribuita dopo un restauro; anche la pala d'altare nella Chiesa di Santa Maria della Croce è attribuita a De Filippis.
A Bitritto, nella Chiesa del Purgatorio, il telone raffigurante le "Anime purganti" oggi conservato presso l'Università di Bari.
A Rutigliano nel complesso ex conventuale di S. Domenico, una pala d'altare di "S. Vincenzo";
A Turi nel Complesso di Santa Maria Assunta, una tela della "Madonna del Suffragio".
Note
Bibliografia Daniele da Triggiano, Storia di Triggiano, Oria 1946, p. 177; R. D'Addosio, 340 illustri letter. e artisti della provincia di Bari, Bari 1894, p. 237; P. Battista-A. Castellano, Il pittore N. D. e la decorazione della chiesa matrice di Triggiano, Bari 1979 (con bibl.). V. Roppo, Trivianum, Bari 1924, p. 128;
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