Nel folclore europeo medioevale e della prima età moderna, i famigli o spiriti famigliari erano entità soprannaturali, demoni minori, assistenti o protettori di streghe e maghi nelle pratiche magiche, divinatorie e spirituali. Le fonti storiche li descrivono come esseri capaci di manifestarsi in forme animali, umane o umanoidi, dotati di una presenza concreta e sensorialmente definita.

La loro interpretazione variava in base al contesto culturale e sociale: associati alla stregoneria erano spesso considerati demoniaci o malevoli, mentre in ambito di magia popolare venivano più frequentemente ritenuti benevoli o assimilati a entità fatate. A partire dal XX secolo, il concetto di famiglio è stato rielaborato in alcune correnti dell’esoterismo e del neopaganesimo contemporaneo, assumendo significati prevalentemente simbolici o spirituali.

Storia

Si riteneva che i famigli potessero assumere l'aspetto non soltanto di gatti e gufi, ma anche di altri animali come corvi, cornacchie, civette, rospi, furetti, ecc. Oppure, i famigli potevano assumere persino un aspetto umano. Come nel caso del rinomato negromante, presbitero e alchimista Italiano Francesco Prelati, della Repubblica di Firenze della prima metà del XV secolo, precisamente di Montecatini Alto, il quale oltre ad avere la fama di essere un negromante molto potente, tra i più potenti che vi erano all'epoca, egli sosteneva fosse in grado di convocare un famiglio di nome Barron (o Baron), il quale questo famiglio viene descritto apparire come un "giovane bellissimo, tutto vestito d'azzurro e con un mantello viola".

La strega, per tradizione, poteva ricevere un famiglio direttamente dal diavolo. In occasione delle cacce alle streghe occorse nel Medioevo e nel Rinascimento, molti di questi animali, tra cui in particolare i gatti, essendo ritenuti di origine diabolica vennero sterminati, soprattutto in Scozia ed Inghilterra. Ne derivò una maggiore proliferazione di topi, spesso portatori di peste.

Non sempre tuttavia ai famigli era attribuita una pessima fama, anzi in alcuni luoghi della Germania potevano essere considerati amichevoli in quanto assistenti di persone particolarmente sagge, come i maghi o le guide spirituali delle comunità.

Per la loro capacità di presentire i pericoli o gli eventi funesti, potevano essere usati a scopi scaramantici e protettivi contro malocchi e malattie, oppure come catalizzatori nei rituali di magia, oltre che in tutte le forme di divinazione. Tramite un incantesimo il loro spirito poteva anche essere racchiuso dentro bottiglie, anelli o pietre, ed evocato al momento opportuno.

Oltre che in Europa, i famigli esistevano anche in diverse parti del mondo come testimoniato da varie tradizioni popolari: in Nuova Guinea gli stregoni o sciamani utilizzano il serpente, in Malaysia il gufo.

Nella cultura di massa Nel Faust di Goethe vengono descritti i famigli di una strega, incaricata da Mefistofele di preparare una pozione in grado di ridare la gioventù al protagonista: essi hanno le sembianze di Gatti Mammoni, e vivono in una fucina di filtri magici.

Nei libri di Carlos Castaneda, i due stregoni principali presso cui lo scrittore svolge il proprio apprendistato appaiono assistiti da due spiriti animaleschi ciascuno, denominati «alleati», e contenuti nella loro «zucca del potere»: quelli di don Juan erano capaci di tramutarsi in un famelico coyote ed un grosso macigno scuro imprecisato; quelli di don Genaro in un gigantesco giaguaro ed un essere alto e secco dalle fattezze umane.Carlos Castaneda, Il secondo anello del potere, cap. III, Milano, Rizzoli, 1978.

Anche tra i personaggi di Walt Disney, un esempio di famiglio è il corvo della strega Amelia, di nome Gennarino.

Sono inoltre presenti in innumerevoli opere contemporanee, come videogiochi e anime e manga con ambientazione fantasy.

Note

Bibliografia

Voci correlate Alebrije Nahual

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Creature leggendarie Categoria:Leggende medievali Categoria:Stregoneria Categoria:Tradizioni popolari Categoria:Tropi fantasy