Lista dei principali palazzi di Catanzaro, capoluogo della regione Calabria.
Centro storico
Gli edifici di seguito menzionati sono ubicati nel centro storico cittadino, dunque nella zona inclusa fra Il Complesso Monumentale dal San Giovanni (a nord) e la balconata di Bellavista (a sud).
Corso Mazzini Gli edifici di seguito menzionati sono ubicati lungo il cammino di Corso Mazzini, il principale asse viario del centro storico:
Ex Palazzo dell'Amministrazione Provinciale Situato nell'odierna Piazza Prefettura, che ospita anche la Basilica dell'Immacolata, il Palazzo di vetro e il Palazzo delle poste, è stato edificato nel 1926 sul terreno ove sorgeva Palazzo Larussa, demolito nella prima parte del Novecento. In origine ospitava l'Amministrazione Provinciale di Catanzaro. Costruito secondo le norme sismiche del tempo, è costituito da un pian terreno, da un piano nobile e da un secondo piano.
Il palazzo, eclettico, presenta stili differenti, dal liberty al barocco al rinascimentale. La sala del consiglio è adornata da stucchi e bassorilievi artistici mentre nella tribuna riservata al pubblico era collocato il dipinto del pittore calabrese Andrea Cefaly "Bruto che condanna i figli", che trova oggi posto presso Palazzo di vetro, la nuova sede della Provincia a partire dagli anni sessanta.
In virtù dello spostamento degli uffici provinciali, nello stesso periodo fu acquistato dalla Prefettura che ne stabilì la propria sede.
Palazzo Fazzari Considerato uno dei simboli di Catanzaro, la sua storia è legata indissolubilmente agli sviluppi che ebbe, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento il centro storico cittadino. Esso infatti fu stravolto dal Piano Manfredi, il piano regolatore comunale approvato nel 1870 che ebbe come principale effetto l'apertura di un asse viario principale, Corso Vittorio Emanuele (odierno Corso Mazzini), tramite l'abbattimento, la costruzione o l'arretramento della facciata di alcuni palazzi. Proprio nel 1870 iniziarono i lavori di costruzione di Palazzo Fazzari, situato nell'antico quartiere ebraico della Giudecca, terminati nel 1874. La costruzione fu permessa dall'abbattimento di alcune strutture già esistenti sul sito.
Il progetto fu redatto presumibilmente dall'architetto fiorentino Federico Andeotti. L'edificio rappresenta un unicum nel panorama architettonico della città, sicché fondi in maniera eclettica elementi caratteristici della cultura locale con elementi fiorentini, traendo anche alcune caratteristiche da palazzi calabresi cinquecenteschi. All'interno è dotato ancora di un arredamento ottocentesco tardo barocco e rococò.
Il palazzo ospita, al piano terra, la storica farmacia Leone, una delle più antiche della città, realizzata a cavallo fra il 1893 e il 1895.
Palazzo Grimaldi-Montuori Risale al XVII secolo e attualmente ospita la CCIA (Camera di commercio) di Catanzaro, che qui vi ha sede a partire dal 1862, anno in cui fu ultimata l'ultima consistente ristrutturazione. Sorge su Corso Mazzini, nei pressi del Duomo della città.
Nel 1644, Gregorio Grimaldi acquistò una parte del palazzo, che rimase di proprietà dell'omonima famiglia fino al 1851, anno in cui lo stabile fu venduto a Pasquale Montuori, il quale aveva precedentemente acquistato un'altra porzione del fabbricato nel 1840.
L'edificio subì un primo deciso restyling a partire dagli anni settanta dell'Ottocento; in quel frangente venne allargato, sfruttando lo spazio libero lasciato dalla demolizione di alcuni fabbricati attigui. Proprio come Palazzo Fazzari, fu interessato dai lavori inseriti nell'ambito dell'edificazione di Corso Vittorio Emanuele. Non a caso, l'aspetto esteriore della facciata principale, arretrata per permettere l'apertura del nuovo asse viario, richiama la tradizione ottocentesca che caratterizza le costruzioni dell'epoca, integrata agli elementi tipici dell'architettura rinascimentale fiorentina e romana che identifica l'intero fabbricato.
Palazzo Doria Anche Palazzo Doria, proprio come Palazzo Fazzari, sorge nei pressi dell'antica Giudecca. Fu edificato nel XIX secolo ed è di notevoli dimensioni. Fu interessato dai lavori di riassetto del centro storico e di costruzione di Corso Vittorio Emanuele iniziati nel 1870. In particolare, l'abbassamento della sede stradale in alcuni punti attigui all'edificio e l'innalzamento in altri causò una depressione degli ingressi rispetto allo stesso asse viario. Ciò causò non poche vertenze a carico del Municipio che vide come parte lesa la famiglia Doria, proprietaria dell'immobile, e la famiglia Maltese, proprietaria di altri, che chiesero all'Amministrazione una rivalutazione dell'esproprio subito proprio in fase di preparazione ai lavori. La facciata principale del palazzo affaccia sull'odierno Corso Mazzini, la facciata opposta, caratterizzata da tre piani, invece, sul Teatro Politeama.
Palazzo dell'Intendenza di Finanza Opera più recente rispetto a molti dei palazzi di rilevanza storica che impreziosiscono il centro storico, fu costruito nel 1910. Sorge sul Corso Mazzini, precisamente in Piazza Santa Caterina, ove fino ai primi anni del Novecento sorgeva l'omonima chiesa e convento dei Padri Liguorini. Essi furono espulsi dalle rispettive strutture in seguito al provvedimento del 17 febbraio 1861 che prevedeva la soppressione di tutte le case religiose. Sul sito dell'allora Chiesa di Santa Caterina sorge oggi l'edificio che ospita gli uffici della Questura.
Il Palazzo dell'Intendenza di Finanza fu edificato nell'ambito dei lavori volti alla ricollocazione logistica dei vari rami amministrativi della città. L'edificio ha quattro lati ed è caratterizzato dalla presenza di un ampio cortile interno corredato dalle scale in marmo. La facciata, in particolar modo, riprende la concettualità dello stile fiorentino del Quattrocento, presentando dunque elementi comuni dei celebri palazzi Strozzi, Gondi e Guadagni del capoluogo toscano.
Palazzo Ruggero-Raffaelli L'imponente edificio sorge alla fine di Corso Mazzini, all'incrocio con Via De Seta. Affaccia dunque sulla balconata di Bellavista, uno degli scorci più suggestivi della città. Sul sito occupato oggi dal palazzo sorgeva, fino all'Ottocento, l'antico convento dei Padri Minimi di San Francesco di Paola, prima del decreto murattiano del 7 agosto 1809 che ne deliberò la soppressione. In seguito, l'edificio fu totalmente stravolto, tanto che oggi è il risultato del rifacimento di quegli anni. Presenta inoltre, delle peculiarità che lo rendono unico; le due facciate sono caratterizzate da stili totalmente differenti, tanto da far sembrare il palazzo diviso in due unità. La facciata posta su Corso Mazzini ho un'impostazione ottocentesca, più ricercata. Il prospetto che guarda verso Via De Seta è invece tardo barocco.
Nel 1881, l'edificio fu interessato, come molti altri, dai lavori previsti dal Piano Manfredi per l'apertura dell'asse viario dell'odierno Corso Mazzini; per questo, la facciata interessata fu tagliata in modo tale da permettere l'allineamento dello stabile con l'attigua Chiesa di San Francesco di Paola.
Palazzo Morano Risale al XVI secolo. A partire dal 1594, ospitò la Regia Udienza la quale precedentemente aveva sede a Reggio Calabria ma fu spostata a Catanzaro per motivi di sicurezza.
Il 6 aprile 1596 fu acquistato dall'Università di Catanzaro (da non confondere con l'attuale istituzione universitaria) dalla famiglia Morano che lo possedeva. Fu danneggiato, in seguito, in occasione del terremoto del 1783. In occasione dei lavori di ripristino fu dunque deciso di allungare lo stabile sfruttando lo spazio lasciato libero da alcuni immobili confinanti col lato nord dell'edificio.
L'aspetto odierno dell'edificio è da ricondurre agli ultimi rifacimenti datati anni trenta del Novecento. In occasione della costruzione del confinante Palazzo della Provincia, fu aggiunto un piano e la facciata fu rifatta in maniera eclettica secondo un gusto liberty con dettagli neorinascimentali e neobarocchi.
Palazzina Scandale Piccolo edificio in stile liberty che affaccia, oltre che su Corso Mazzini, su Piazza Grimaldi. È dunque dirimpettaio al palazzo della Camera di commercio.
Palazzo Vercillo Caratteristico edificio di fine Ottocento..
Altro Gli edifici di seguito menzionati sono ubicati lungo in altre zone del centro storico, dunque negli antichi rioni che caratterizzano e compongono il nucleo antico della città:
Palazzo De Nobili Palazzo di rappresentanza dell'Amministrazione comunale dal 1863, anno del suo acquisto da parte del Municipio. Fu edificato nel 1784 nell'allora antico rione di Santa Chiara. Affaccia sulla villa comunale, Villa Margherita, ed era la residenza della famiglia De Nobili. Edificio settecentesco, è dotato di due piani, in virtù delle imposizioni governative conseguenti al terremoto del 1783. La sua principale caratteristica è la corte centrale su cui si affaccia l'ampio scalone che conduce al piano superiore.
Dal 24 al 26 aprile 1806, qui vi fu in visita il re di Napoli Giuseppe Bonaparte.
Nel 1912 il Municipio intraprese una grande opera di ristrutturazione che si protrase, a fasi alterne, fino al secondo dopoguerra. In tale frangente, il palazzo assunse l'attuale configurazione neorinascimentale, in linea con lo stile ottocentesco che caratterizza altri edifici della città. La sala del consiglio comunale è caratterizzata dalla presenza di un grande affresco, intitolato "L'esaltazione della storia della città di Catanzaro nei suoi vari aspetti", realizzato nel 1961 da Tarcisio Bedini.
Palazzo Alemanni
È uno dei principali palazzi che caratterizza il consistente patrimonio di edilizia privata di cui dispone il centro storico cittadino. Ha ospitato la Giunta regionale della Calabria fino al 2015, anno in cui fu inaugurato il moderno Palazzo degli Italia, nel quartiere Germaneto. Sorge nel rione Montecorvino. Fu edificato presumibilmente a cavallo fra il XVIII e il XIX secolo e presenta prevalentemente uno stile neoclassico, osservabile specialmente nella grande corte che sorge al centro dell'edificio, corredata da n giardino terrazzato.
Probabilmente, non fu fin da subito residenza della famiglia Alemanni. Presumibilmente, infatti, l'omonima famiglia acquistò l'edificio intorno al 1850, anno in cui fu sottoposto a un'importante ristrutturazione che diede allo stabile l'attuale conformazione.
Il palazzo fu danneggiato pesantemente dai bombardamenti che il 27 agosto 1943 colpirono duramente il centro storico di Catanzaro.
Palazzo Anania Il palazzo sorge nell'antico rione Cocole, precisamente sull'antica strada dei Coppolari (odierna Via De Grazia) e risale al 1622. Appartenne all'omonima nobile famiglia e reca, sul portone d'ingresso, lo stemma della casata, caratterizzato da una testa di serafino e dalla blasonatura "BALDASAR ANANIA anno MDCXXII", indicante il nome di Baldassarre Anania, il quale fu il committente del palazzo.
Fu danneggiato dal terremoto che colpì la città il 24 marzo del 1744 e conseguentemente subì dai rifacimenti che gli dettero la conformazione odierna. Se all'esterno, in virtù dei fatti storici, ha un aspetto settecentesco, all'interno il palazzo presenta elementi barocchi e seicenteschi osservabili dalla corte interna e dalla loggia della scalinata. Nel 1632 vi fu costruita anche una cisterna, ora non più esistente, che caratterizzava il sistema di approvvigionamento idrico dello stabile, comune a molte edifici nobiliari cittadini dell'epoca.
Palazzo Menichini Il palazzo fu edificato nel XVI secolo, sulla spinta dell'intensa attività urbanistica che contraddistinse il periodo a cavallo fra il XIII e il XVI secolo nella città di Catanzaro, contraddistinto da un'intensa attività serica che rese la città celebre in tutto il mondo tramite il commercio dei suoi preziosi damaschi.