Oh, Serafina! è un film italiano del 1976 diretto da Alberto Lattuada e tratto dal romanzo omonimoGiuseppe Berto, Oh, Serafina! : fiaba di ecologia, di manicomio e d'amore, Milano, Rusconi, 1973 (edizione più recente: Rizzoli, 1986, 1989) di Giuseppe Berto.

È una delle ultime apparizioni di Renato Pinciroli, deceduto un mese prima dell'uscita del film, nonché la prima di Jinny Steffan.

Trama Augusto Valle è un industriale tenero, svampito ed ecologista. Sposa per amore una sua operaia, che invece ha accettato la sua proposta solo per interesse e che ben presto provvede a farlo internare in un manicomio. A questo scopo seduce molte persone, tra cui il sindaco che avalla l'operazione. Ciò fa venire il dubbio ad Augusto che il figlio nato dal matrimonio, Giuseppe, non sia suo. Poco prima di venire internato, Augusto scopre che il suo timore è infondato e questo lo convince a non arrendersi. In manicomio non si troverà affatto male, anzi proprio qui trova finalmente la sua anima gemella.

Produzione Riprese Il film è stato girato in varie località lombarde, soprattutto nella provincia di Cremona e in quella di Milano. Il manicomio è in realtà l'ex convento di Santa Maria della Croce, adiacente all'omonimo santuario e situato a Crema, frazione Santa Maria della Croce. La villa di famiglia di Serafina è Villa San Michele a Ripalta Cremasca, frazione San Michele. La fabbrica di Augusto è nel paese di Palosco, in provincia di Bergamo. Il campanile dal quale si getta il padre di Augusto è quello della Chiesa di Santa Margherita a Settimo Milanese. Infine c'è la Basilica di San Francesco a Assisi, unico luogo non lombardo del film.

Distribuzione Distribuito dalla Cineriz il 28 ottobre 1976, con doppiaggio eseguito presso la C.D.S. con la collaborazione della Cine Video Doppiatori (direttrice di doppiaggio: Fede Arnaud). Il film fu vietato ai minori di 18 anni.

Nella versione home video risultano tagliate la scena in cui Serafina si ferisce da sola la pancia e la scena di passione tra un'infermiera e Serafina.

Riconoscimenti Per le musiche del film, Fred Bongusto ottenne il Nastro d'argento alla migliore colonna sonora.

Per la sua interpretazione, Angelica Ippolito ottenne un premio speciale ai David di Donatello 1977.

Critica «Oh, Serafina! - con buona pace di Berto, che pare rimanesse scandalizzato da tutte quelle esibizioni di rotondità femminili cui si abbandonò, con qualche indubbio eccesso, lo spirito gaudente e pagano di Lattuada - a me parve un incontro abbastanza felice. Non meno convinto dello scrittore trevigiano nel difendere la causa ecologica, il regista milanese ha saputo farne materia di una favola candida e piccante insieme, fervida e maliziosa, che divulga in modo gustoso i temi della battaglia per la tutela dell'ambiente, risolvendosi in uno stravagante quanto appassionato inno alla natura. Un po' lento ad avviarsi [...] il racconto acquista via via unità e ritmo, per salire decisamente di quota dal momento in cui l'azione si sposta nell'allegro, bonario manicomio immaginato da Lattuada. Qui l'ironico autore di Venga a prendere il caffè da noi ritrova la sua vena migliore, azzeccando i toni della fiaba moderna, verosimile e paradossale al tempo stesso, reale e assurda insieme.»Zanelli, D., Berto e il cinema: un rapporto difficile, in Artico E. e Lepri L. (a cura di), Giuseppe Berto, La sua opera, il suo tempo, Marsilio Editori, 1989

Note

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