Considerato uno dei più importanti ricercatori del XX secolo, è stato anche uno dei più prolifici studiosi dell'antichità. Anche se alcune delle sue conclusioni sono poste in discussione, in molti ambiti le sue ricerche sono state assolutamente innovative.
Biografia Gioventù e studi Andreas Alföldi nacque in Ungheria, figlio di un medico, negli ultimi anni dell'Impero austro-ungarico. Sebbene dopo la morte del padre nel 1910 i mezzi finanziari della famiglia si facessero più limitati poté tuttavia intraprendere, dopo il conseguimento dell'Abitur (corrispondente circa all'attuale maturità), lo studio delle scienze dell'antichità.
Già in questo periodo non si limitò al normale curriculum di studi, ma affrontò anche ricerche proprie. In particolare si dedicò ai primi periodi della numismatica antica un campo, in Ungheria, ancora trascurato.
Lo scoppio della prima guerra mondiale trascinò Alföldi, come molti altri giovani della borghesia ungherese, nella guerra. Gravemente ferito nel 1917, fu congedato dall'esercito con un'alta decorazione. Anche negli anni successivi egli vide con orgoglio questo periodo, che aveva rappresentato per lui un'importante verifica personale. Conservò sempre interesse per tutto ciò che aveva a che fare con problemi militari e questioni strategiche.
L'umiliazione nazionale dell'Ungheria in seguito al Trattato del Trianon rafforzò la sua solidarietà nazionale e fu sicuramente una forte stimolo per le sue ricerche nell'area ungherese.
Dopo il suo congedo dall'esercito Alföldi riprese i suoi studi a Budapest. La sua Dissertazione (Pannoniai agyakminták es vonatkozásaik á császárokra – Coroplastica pannonica e iconografia imperiale – in Archaeologiai Értesitö 38, 1918/19, pag. 1–36) fu seguita nel 1919 da Valentin Kuzisnsky. Già in questo lavoro è evidente l'interesse di Alföldi per temi trascurati della ricerca. Inoltre si rese evidente che il suo punto focale era la ricerca sull'area del Danubio e dei Carpazi. Questo non era all'epoca inusuale. Inoltre nel periodo tra le due guerre era abituale che l'archeologia nazionale si mettesse al servizio di aspetti nazionali. A causa della Grande Guerra e delle sue conseguenze collegamenti e strutture vecchie di secoli andarono perse a causa dei nuovi confini. Nella controversia tra Ungheria e Romania, riguardante alla Transilvania, condotta anche con argomenti storici, Alföldi sostenne le ragioni ungheresi. Il suo intervento, al di là di tutto, ebbe il merito di contribuire allo sviluppo della ricerca nell'archeologia e nella conservazione dei monumenti di quel territorio.
L'attenzione dei primi studi di Alföldi fu indirizzata verso l'epigrafia e la numismatica dell'area del Danubio. In precedenza, come già detto, la numismatica ungherese si trovava ad un livello molto basso. Già nella sua prima pubblicazione, una recensione a un libro di testo di numismatica del 1914, da lui stroncato completamente, Alföldi mostrò che, con i suoi studi, era già avanti nella sua formazione scientifica. Nella replica l'autore del testo criticato dimostrò di credere che Alföldi fosse lo pseudonimo di uno scienziato già affermato.
Come studente dei primi anni sbalordì uno dei suoi docenti con l'esatta attribuzione di una moneta romana. In seguito alla sua prima ricerca al Wiener Institut für Alte Geschichte (Istituto viennese per la storia antica), gli fu chiesto con sorpresa come avesse acquisito in Ungheria una conoscenza numismatica così avanzata; semplicemente non c'era mai stato prima di lui un numismatico ungherese con un livello così elevato di conoscenza. Non può destare meraviglia se, già nel 1919, Alföldi otteneva un primo impiego al Gabinetto numismatico del Museo Nazionale Ungherese di Budapest, che gli permise di dedicarsi ancora ai suoi studi numismatici.
1923 - 1947: la carriera in Ungheria
Nel 1923 Alföldi fu chiamato per una cattedra di Storia antica alla seconda, per dimensione, Università d'Ungheria a Debrecen. Dopo diversi anni, nei quali sostenne il suo ruolo di ricercatore scientifico, nel 1930 fu chiamato come successore di Valentin Kuzsinskys alla cattedra Archaeologia terrae Hungaricae (Archeologia della terra ungherese) – in insegnamento di importanza crescente - all'Università di Budapest. Alla cattedra apparteneva anche un istituto di specializzazione che Alföldi riorganizzò. Grazie alle sue capacità organizzative, al suo fascino ed alla sua capacità di lavoro, che includeva molte competenze in diverse discipline delle scienze dell'antichità (storia antica, archeologia classica, numismatica, epigrafia, archeologia preistorica, storia dell'arte), Alföldi indirizzò gli studi ungheresi della storia antica e dell'archeologia per il 15 anni successivi. Poiché le sue competenze non si limitavano all'area ungherese, Alföldi divenne noto nel mondo specialistico come uno scienziato di punta. In Ungheria ad esempio promosse le diverse scienze come editore di Numizmatikai Közlöny e di Archaeologiai Értesitö così come della collana Dissertationes Pannonicae.
Benché nel frattempo si sia sempre più specializzato nelle scienze dell'antichità, Andreas Alföldi fu uno degli ultimi studiosi che abbia potuto con le sue competenze dare impulso a differenti ambiti di studio specialistico. Ebbe la capacità di padroneggiare diversi ambiti delle scienze dell'antichità. Alföldi invero diede impulso anche all'archeologia e ad altre scienze ausiliarie della storia, dato che il suo obiettivo era l'uso in campo storico dei risultati della ricerca. Sotto la sua guida l'area del Danubio divenne una delle aree meglio studiate dell'Impero romano, anche se prima era stata indagata solo superficialmente. Alföldi lavorò sia su più progetti di larga scala che su singoli studi, che per lo più si sviluppavano contemporaneamente in differenti discipline. Grazie ai molti amici ed ai suoi devoti collaboratori, molti dei suoi studi vennero pubblicati in diverse lingue. In particolare va citato Der Untergang der Römerherrschaft in Pannonien (2 voll. Berlin 1924/26) (La caduta del governo romano in Pannonia), che rappresenta la sintesi delle sue ricerche sulle fonti nei diversi ambiti dell'archeologia e della storia e che si basa su vari precedenti lavori, pubblicati come saggi.
Proseguendo i suoi studi sull'area danubiana e sul bacino dei Carpazi, Alföldi dilatò sempre più le sue ricerche seguendo i nuovi problemi che gli si presentavano. Così pubblicò i suoi studi sulla Crisi del III secolo, sulla storia e sulla cultura dei popoli di pastori e cavalieri euroasiatici, sul simbolismo delle immagini e delle rappresentazioni degli imperatori romani nella tarda antichità. Anche durante la seconda guerra mondiale Alföldi riuscì a non interrompere i suoi studi. Solo dopo la guerra ci fu un profondo cambiamento nella sua vita. In seguito all'adesione dell'Ungheria al sistema sovietico ed alle limitazioni poste dal nuovo governo ai suoi lavori, Alföldi lasciò per sempre l'Ungheria e si trasferì in Svizzera. La sua emigrazione si svolse su percorsi relativamente ordinati. Tuttavia gran parte del suo materiale di lavoro rimase in Ungheria.
1948 - 1981: la vita in Svizzera e negli USA Poiché Alföldi fuori dall'Ungheria era ora separato dalle fonti fin qui usate, i suoi colleghi supponevano che la sua carriera fosse arrivata al termine. Tuttavia diede nei successivi trent'anni di esilio non solo ulteriori acquisizioni nelle aree delle ricerche già condotte, ma si dedicò anche alla prima storia romana ed alla caduta della Repubblica romana. In un necrologio Géza Alföldy più tardi scrisse: "Ha illuminato la storia di Roma dall'inizio fino alla fine come nessun altro studioso ha fatto in questo secolo".
Nonostante grandi problemi personali, i suoi amici in Svizzera gli permisero un nuovo inizio scientifico in poco tempo. Nel 1948 divenne professore di storia antica a Berna, e quattro anni dopo a Basilea. Poté proseguire molti progetti iniziati in Ungheria, in parte grazie anche alle migliori condizioni di lavoro. Analogamente alle ungheresi Dissertationes Pannonicae, fondò in Svizzera la collana Dissertationes Bernenses. In riviste come lo Schweizer Münzblättern apparirono molti dei suoi articoli, come prima nelle riviste ungheresi. Inoltre si dedicò ora anche a problemi di carattere più generale.
Nel 1956 ottenne una cattedra alla School of Historical Studies nell'Institute for Advanced Study a Princeton. Oltre a migliori condizioni economiche gli furono offerte grandi possibilità di effettuare viaggi. Anche quando divenne un professore emerito Alföldi rimase a Princeton e lavorò sino alla morte a diversi progetti, che tuttavia non poté portare tutti a conclusione.
Personalità Alföldi viene comunemente descritto come una persona senza compromessi e dura sia con sé stesso che con gli altri. Questa sua scarsa disponibilità al compromesso fu ben chiara quando anche gravi malattie non riuscivano a distoglierlo dal lavoro. Chi, ai suoi occhi, non era abbastanza efficiente, era meglio che si scansasse dalla sua strada. D'altra parte era un uomo informale, che si intendeva bene con gli uomini semplici e indulgeva volentieri a cantare le canzoni popolari ungheresi. Si sentiva in stretto collegamento con la sua patria, l'Ungheria, anche se - o forse proprio perché - visse in esilio dopo il 1947. Si trovava a suo agio con i bambini e i suoi colleghi di facoltà lo trattavano come uno di famiglia. In seconde nozze si sposò con la nota archeologa Elisabeth Alföldi-Rosenbaum, che gli fu di grande sostegno non solo nelle fasi della sua malattia.
L'uomo immaturo può trattare con la critica solo in parte e a bassa voce. Lui la considera cioè necessaria in linea di principio, ma la rifiuta veementemente quando gli si rivolge in una maniera che gli appare infondata. Alföldi era un buon disegnatore, qualità che gli fu utile prima di tutto negli studi numismatici, in cui poteva rielaborare da solo anche i più piccoli particolari. Era invece un cattivo oratore, anche se teneva volentieri conferenze che peraltro, secondo Karl Christ, riscuotevano spesso un "successo travolgente", anche se, tuttavia, non raggiungevano per lo più le esigenze didattiche e retoriche minime.
Ricerca, lavori e meriti La prima Roma
Secondo l'opinione di Alföldi l'importanza di Roma nel periodo etrusco era minore rispetto ai periodi successivi. Analizzò le prime strutture dello Stato romano confrontandoli con quelle dei popoli eurasiatici di cavalieri e pastori. Anche se le teorie di Alföldi in questa ricerca non trovarono unanime eco positiva, anzi furono ripetutamente criticate, gli stessi critici di Alföldi dovettero riconoscere l'originalità delle sue argomentazioni. Accanto alle fonti archeologiche e a quelle, posteriori, letterarie, Alföldi usò il metodo della comparazione delle religioni. Ai suoi critici dedicò in seguito un libro (Römische Frühgeschichte. Kritik und Forschung seit 1964, Heidelberg 1976).
La caduta della Repubblica romana
I lavori di Andreas Alföldi sulla caduta della Repubblica romana furono dominati dalla sua tesi che Giulio Cesare voleva costruire una monarchia secondo il modello dell'antica Roma. Credette di trovare prove per la sua teoria in primo luogo nella monetazione dell'anno 44 a.C. Già la compilazione di un catalogo di queste monete rappresentava un compito rilevante poiché Alföldi doveva consultarle in molti luoghi diversi. Uno studio più rilevante su Cesare, per cui questo lavoro preliminare era stato pensato, non fu poi più realizzato.