Biografia

Giovinezza Figlia dell'avvocato perugino Gustavo Terradura, fervente antifascista. Il padre venne più volte arrestato e fu definitivamente liberato solo dopo la caduta di Mussolini. Walkiria ereditò dal padre l'odio verso la dittatura e già durante gli anni scolastici, per il suo atteggiamento sprezzante verso il regime, fu più volte interrogata in questura e redarguita. Frequentava la facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Perugia quando, il 13 gennaio 1944, durante l'occupazione tedesca, i fascisti dell'OVRA fecero irruzione nel palazzo dei Duchi di Urbino in cui la famiglia risiedeva per catturare nuovamente il padre Gustavo, e fu la giovane Walkiria a trarlo in salvo nascondendosi insieme a lui nelle soffitte del palazzo.

Guerra partigiana Sfuggiti ai nazisti, Walkiria e il padre raggiunsero i Monti del Burano, tra l'Umbria e le Marche, e si unirono alle Brigate Garibaldi, in particolare alla V Brigata Garibaldi Pesaro, operante in provincia di Pesaro Urbino. Walkiria seguì il padre come combattente aggregata al quinto battaglione, denominato gruppo "Panichi" dal nome del suo comandante, Samuele Panichi. Walkiria venne nominata dai suoi compagni a capo di una squadra che prese il nome di Settebello, formato da sei uomini, e si distinse in numerose azioni che alla fine della guerra le valsero la decorazione al valore militare e la nomina a sottotenente, grado comparato a quello di ispettore organizzativo ricoperto nelle formazioni partigiane. Durante la sua attività da partigiana si specializzò nel minare e far saltare i ponti per impedire l'avanzata e contrastare poi la ritirata dell'esercito tedesco, insieme a Valentino Guerra, già geniere del disciolto esercito italiano. Per questa sua attività i nazisti emisero contro di lei otto mandati di cattura, non riuscendo però mai a catturarla.

Dopoguerra

Durante la guerra conobbe un capitano dell'OSS (Office of Strategic Services), Alfonso Thiele, con il quale si sposò trasferendosi negli Stati Uniti, ma decise quasi subito di tornare in Italia rimanendo sempre attiva in politica e nell'ANPI.

Onorificenze

Note

Bibliografia Marina Addis Saba, Partigiane. Tutte le donne della Resistenza , Mursia, Varese, 1998;

Voci correlate Resistenza italiana Gruppi di Azione Patriottica Leda Antinori Irma Bandiera Storia delle donne nella Resistenza italiana

Altri progetti

Collegamenti esterni

Memoria Viva - n. 12, dicembre 2013 (ANPI - Pesaro e Urbino)

Categoria:Antifascisti italiani Categoria:Donne nella Resistenza italiana Categoria:Medaglie d'argento al valor militare