Biografia Nato a Firenze nel 1912 e laureato al Politecnico di Milano nel 1935, è stato assistente di ruolo al corso di elementi di disegno architettonico. Nel 1936 fonda il proprio studio d'architettura. Partecipa più volte alla Triennale di Milano tra il 1936 e il 1954.

Negli anni della seconda guerra mondiale, essendo ebreo è licenziato dal Politecnico e perseguitato a causa delle leggi razziali, si rifugia in Svizzera, dove entra a fare parte del Bureau Technique de la Reconstruction di Zurigo (1944-1945). Rientrato in Italia, è membro dell'Istituto nazionale di urbanistica e della commissione del Comune di Milano per lo studio del piano regolatore cittadino (1947-1948).

Nel biennio 1952-1953 è presidente del Movimento di Studi per l'Architettura. Nel 1955, associatosi con il fratello Gustavo, apre lo studio Latis, dove collaborano anche la sorella designer Marta Latis e l'architetta svedese Margareta Tingdal, che diventa sua moglie quello stesso anno.

Muore il 3 gennaio 1996 nella sua abitazione ad Albavilla, nella provincia di Como.

Note

Bibliografia Roberto Aloi, Nuove architetture di Milano, Milano, Hoepli, 1959. Matilde Baffa et alii, Il Movimento di Studi per l'Architettura, Bari, Laterza, 1995. Maria Vittoria Capitanucci, Vito e Gustavo Latis. Frammenti di città, Milano, Skira, 2007. Graziella Leyla Ciagà (a cura di), Gli archivi di architettura in Lombardia. Censimento delle fonti, Milano, Centro di Alti Studi sulle Arti Visive, 2003. Giuliana Gramigna, Sergio Mazza, Milano, Hoepli, 2001. Fulvio Irace, Milano moderna, Milano, Motta, 1997. Elisabetta Latis, La basilica di San Vincenzo in Prato, Verona, Banca Popolare di Verona, 1989. Agnoldomenico Pica, Architettura moderna in Milano, Milano, Ariminum, 1964. Gio Ponti, Milano oggi, Milano, Edizioni Milano Moderna, 1957.

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