LArmata d'India () era la flotta di navi organizzata dalla Corona del Regno del Portogallo e spedita su base annuale dal Portogallo all'India, principalmente a Goa Velha. Queste armate si muovevano lungo la c.d. "Carreira da Índia" (it. "Rotta per l'India"), passante per il Capo di Buona Speranza e aperta per la prima volta da Vasco da Gama nella sua spedizione negli anni 1497-1499.
Tra il 1497 e il 1650, Il Portogallo inviò 1.033 spedizioni marittime lungo la rotta tracciata da Vasco da Gama e perfezionata dai successori,. garantendosi, per un intero secolo, un monopolio sul commercio in Europa delle spezie (fond. pepe nero, cannella, chiodi di garofano, noce moscata). LArmada in genere partiva da Lisbona al principio dell'anno e ogni tappa del viaggio (andata e ritorno) durava circa sei mesi. Il fattore determinante della tempistica erano i monsoni dell'Oceano Indiano. Le dimensioni della flotta potevano variare da un dispiegamento di venti navigli a piccole spedizioni di 4-5 legni. L'organizzazione della spedizione era nelle mani della Casa da Índia.
Nel corso del Seicento, causa la vigorosa intromissione della Vereenigde Oost-Indische Compagnie (VOC) e della East India Company (EIC) nel commercio asiatico, la Corona portoghese (allora parte della c.d. "Unione iberica" con la Spagna) accordò il monopolio del commercio asiatico alla Companhia da Índia Oriental, una società per azioni privata organizzata nel 1628 sulle stesse linee della VOC e della EIC in sostituzione della Casa da Índia ma il tutto si risolse in un fiasco e ciò che rimaneva dell'ormai declinante commercio portoghese in India fu riportato sotto la Casa da Índia entro il 1633.
Antefatto
Nel generale contesto della c.d. "Età delle scoperte" (XV e XVI secolo), militari, navigatori e sovrani lusitani (su tutti, la figura dell'Infante Enrico il Navigatore) operarono sinergicamente nell'esplorazione dell'Oceano Atlantico prima e poi dell'Oceano Indiano.
Inizialmente motivata da semplici interessi commerciali e dai risvolti dei rivolgimenti politici che interessarono la penisola iberica dal termine del XIV secolo (fine della Reconquista, unione delle corone di Castiglia e Aragona, ecc.), questa spinta all'esplorazione fu poi animata da revanscismi crociati.. che non impedirono alla Corona del Portogallo di creare prima una talassocrazia e poi il primo impero coloniale europeo della storia. I Portoghesi furono infatti abile a strutturare una rete di avamposti disseminati lungo le rotte battute (spesso tracciate ex-novo) dai loro navigatori per soddisfare prima i loro bisogni commerciali e poi per garantire presenza politico-militare:. l'intromissione lusitana in terra straniera, supportata dalle bolle papali Dum Diversas (1452) e Romanus Pontifex (1455) concedenti il monopolio commerciale sui paesi appena scoperti, cominciava con la costruzione di una feitoria (agenzia commerciale - la prima fondata nel 1445 sull'isola di Arguin al largo della Mauritania), ben presto difesa da un fortino (forse una chiesa), da cui poi i locali agenti della Corona s'intromettevano negli affari indigeni sino all'eventuale occupazione territoriale..
Contestualmente a questa strutturazione politica, le esplorazioni portoghesi concorsero a dilatare enormemente la conoscenza e, soprattutto, la percezione del mondo da parte degli europei tardo-medievali.
Fondamentale fu il ruolo giocato dal Portogallo nella definizione di una rotta commerciale marittima che, dalle coste d'Africa, poteva raggiungere l'India passando per il Capo di Buona Speranza, la c.d. "Rotta del Capo" (pt. Rota do Cabo). L'impresa fu compiuto da Vasco da Gama nel biennio 1497-1498 ma il suo felice esito era stato spianato nei decenni precedenti dalla sistematica spinta verso sud dei vari capitani portoghesi che aveva strappato le coste africane dalle nebbie della leggenda: Gil Eanes, Diogo Cão, Bartolomeo Diaz, ecc.
La "Rotta per l'India"
Per molto tempo dopo la sua scoperta da parte di Vasco da Gama, la "Rotta del Capo", fu dominio indiscusso del Regno del Portogallo che, tra il 1497 e il 1650, inviò 1.033 spedizioni marittime da Lisbona lungo da Carreira da Índia.. Tempo di percorrenza L'armata indiana in genere partiva da Lisbona e ogni tappa del viaggio (andata e ritorno) durava circa sei mesi.. raccomandava espressamente febbraio come mese per la partenza. , calcola che l'87% delle partenze era tra marzo e aprile ed il restante 13% fosse destinato a porti africani o arabi. Il fattore determinante della tempistica erano i monsoni dell'Oceano Indiano che in estate (maggio-settembre) soffiavano da sud-ovest, cioè dall'Africa orientale all'India, e in inverno (tra ottobre e aprile) da nord-est, cioè dall'India all'Africa. Era dunque necessario doppiare il Capo di Buona Speranza tra giugno e luglio e raggiungere la costa dell'Africa orientale entro agosto, in tempo per catturare i monsoni estivi e arrivare in India all'inizio di settembre. Il viaggio di ritorno dall'India incominciava in genere a gennaio, sfruttando il monsone invernale per arrivare a Lisbona in giugno-agosto. Tra andata e ritorno, il viaggio durava pertanto poco più d'un anno..
Era fondamentale che l'Armata raggiungesse l'Africa orientale nei tempi previsti. Le navi che non riuscivano a raggiungere la latitudine dell'equatore sulla costa africana orientale entro la fine di agosto sarebbero lì rimaste bloccate sino alla successiva primavera, quando avrebbero traversato per l'India dalla quale sarebbero ripartite l'inverno successivo sulla rotta del ritorno. Un ritardo iniziale di qualche settimana in Africa si traduceva così in un anno di ritardo al termine del viaggio. stima che circa l'11% delle navi perse il monsone al viaggio d'andata e dovette svernare in Africa.
La circumnavigazione del Madagascar aprì una via alternativa per l'India, garantendo maggior flessibilità: l'Armata nei tempi corretti al Capo di Buona Speranza (prima di metà luglio) allora avrebbe dovuto seguire la vecchia "Rotta interna", cioè il Canale del Mozambico lungo la costa dell'Africa orientale fino all'equatore (intorno a Malindi, nelle Seychelles) per prendere il monsone estivo verso l'India; l'Armata in ritardo a Buona Speranza avrebbe preso la "Rotta esterna", puntando diretta alle coste meridionali del Madagascar e da lì alle Isole Mascarene per attraversare l'oceano aperto fino all'India - una via priva di basi d'appoggio ma che permetteva la navigazione contro il monsone post-estivo...
La principale preoccupazione delle flotte durante il viaggio di ritorno erano le acque veloci e pericolose del canale interno del Mozambico, particolarmente precarie per le navi pesantemente caricate e meno manovrabili. Nei primi decenni, la flotta di ritorno di solito partiva da Kochi (pt. Cochin) in dicembre (poi gennaio). Il 20 gennaio era la data critica, dopo la quale tutte le flotte di ritorno erano obbligate a seguire la rotta del Madagascar, più calma e sicura per il loro prezioso carico. Ciò significava però perdere la sosta di rifornimento idrico a Mozambico e dover attendere sino a Mossel Bay o Sant'Elena. Tra il 1525 e il 1579, a tutte le flotte di ritorno fu ordinato di seguire la rotta esterna. La regola fu sospesa tra il 1570 e il 1590. Dal 1615, fu introdotta una nuova regola secondo la quale le flotte di ritorno da Goa potevano usare la rotta interna ma le flotte di ritorno da Kochi dovevano ancora utilizzare la rotta esterna. Con l'avvio della competizione commerciale con gli olandesi e gli inglesi negli anni 1590, la partenza del viaggio di ritorno fu ritardata a febbraio-marzo, con il prevedibile aumento delle navi perse e in ritardo.
L'arrivo in Portogallo variava solitamente tra metà giugno e fine agosto. Era consuetudine per le flotte di ritorno inviare la loro nave più veloce in anticipo per annunciare i risultati della spedizione a Lisbona, prima che il resto dei velieri arrivasse.
A causa dei tempi, l'Armata in partenza lasciava Lisbona (febbraio-aprile) prima dell'arrivo dell'Armata di ritorno (giugno-agosto). Così, per ottenere notizie fresche sull'India, l'Armata in partenza si basava su note e rapporti lasciati lungo gli scali africani dall'Armata di ritorno.
Viaggio d'andata Le Armate d'India tendevano a seguire la medesima rotta a ogni viaggio d'andata, utilizzando ripetutamente i medesimi scali.Per maggiori informazioni circa gli antichi roteri per l'India v.si , Giovanni di Lisbona (1519: pp. 69ff) e .
Partendo da Lisbona (febbraio-aprile), le navi dirette in India seguivano la Corrente delle Canarie ma non sostavano alle Isole Canarie, controllate dal Regno di Spagna, salvo emergenze.
Il primo vero ostacolo sulla rotta era la penisola di Capo Verde, in Senegal, dove termina la corrente delle Canarie e incomincia la deriva equatoriale, un capo non difficile da doppiare ma caratterizzato da tempeste improvvise e cicloni tropicali, c.d. "uragano di tipo capoverdiano", che spesso danneggiavano le navi. Le isole di Capo Verde (spec. Santiago), a ovest della penisola di Capo Verde, erano dunque la prima sosta obbligata per la flotta indica, seppur non ottimale, data la penuria d'acqua, in quanto sedi di cantieri per la riparazione dei navigli danneggiati.. LAngra de Bezeguiche (Baia di Dakar, Senegal) era la vera sosta d'irrigazione dopo Capo Verde. Le coste erano controllate dai regni Wolof e Sérèr, i cui rapporti con i Portoghesi erano ambivalenti, quindi non si poteva sempre contare su una calorosa accoglienza dei nativi. Nel mezzo della baia c'è l'isola di Gorée (po. Ilha de Bezeguiche), un porto sicuro ma povero d'acqua. Si preferivano pertanto i porti della costa della Petite Côte come Rio Fresco (ora Rufisque) e Porto de Ale (ora Saly-Portudal), o ancor più a sud, tra le numerose insenature e isole (es. le Isole Bijagos) della costa della Sierra Leone.
Sotto Capo Verde, intorno alle latitudini della Sierra Leone, incominciano le depressioni atlantiche, una regione calma a bassa pressione su entrambi i lati dell'equatore con venti deboli o assenti. In questo periodo dell'anno, la cintura della depressione generalmente variava tra 5° N e 5° S. L'esatta latitudine in cui si trova la stasi varia a causa del fenomeno del "mini-monsone atlantico", cioè durante i mesi estivi, il riscaldamento della terraferma dell'Africa occidentale tira i venti dall'equatore, spostando così la fascia di stasi più a nord. Nell'emisfero meridionale, sotto la depressione, c'era il gyre antiorario dell'Atlantico meridionale e gli alisei sud-orientali, che impediscono di veleggiare a sud-est verso il Capo di Buona Speranza. Passare la depressione era una sfida e i piloti dovevano avvalersi abilmente delle correnti e di ogni piccola brezza per rimanere sulla rotta. La tattica standard era procedere il più a lungo possibile a sud o addirittura a sud-est lungo la costa africana, fino a quando la depressione colpiva (di solito intorno alla Sierra Leone) obbligando a derivare verso sud-ovest per catturare la Corrente Equatoriale Sud (alto braccio del gyre sudatlantico) verso la costa del Brasile. La manovra era nota come "Volta do mar" (it. "svolta del mare").