Attivo dalla fine degli anni Settanta, ha realizzato reportage in numerosi conflitti e catastrofi internazionali, tra cui El Salvador, Rwanda, Bosnia, Afghanistan e Iraq. Il suo lavoro è caratterizzato da un approccio umanista e da una forte attenzione alle conseguenze umane della violenza e delle crisi globali. È stato definito “uno dei più grandi fotografi di guerra di tutti i tempi” dal programma 60 Minutes ed è considerato da molti critici uno dei più influenti fotografi di conflitto della fine del XX secolo.

Biografia James Nachtwey è nato a Syracuse, stato di New York, nel 1948 ed è cresciuto nel Massachusetts. Ha frequentato il Dartmouth College dal 1966 al 1970, dove ha studiato Storia dell'Arte e Scienze Politiche.

È profondamente segnato, nella sua scelta di diventare fotografo, dalle immagini della guerra nel Vietnam e del movimento per i diritti civili. Nel 1976 comincia a lavorare come fotogiornalista per un quotidiano locale del Nuovo Messico. Nel 1980 si trasferisce a New York dove comincia a lavorare come fotografo freelance. Nel 1981 Nachtwey ha svolto il suo primo incarico all'estero in Irlanda durante lo sciopero della fame di alcuni militanti dell'IRA. Da allora, Nachtwey ha dedicato se stesso a documentare guerre e conflitti sociali.

La sua attività di fotoreporter si è svolta in numerosi paesi quali El Salvador, Nicaragua, Guatemala, Libano, Cisgiordania (West Bank) e Gaza, Israele, Indonesia, Thailandia, India, Sri Lanka, Afghanistan, Filippine, Corea del Sud, Somalia, Sudan, Rwanda, Sudafrica, Russia, Bosnia, Cecenia, Kosovo, Romania, Brasile e Stati Uniti.

Stile e approccio fotografico Il lavoro di Nachtwey si colloca nella tradizione del fotogiornalismo umanista sviluppatasi nel secondo dopoguerra. Le sue immagini documentano conflitti armati, carestie, epidemie e crisi sociali con un’attenzione particolare alle conseguenze umane della violenza.

La sua fotografia è caratterizzata da un linguaggio visivo sobrio e diretto, spesso realizzato in bianco e nero, e da una composizione attenta che combina la testimonianza documentaria con una forte dimensione narrativa.

Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerose testate internazionali, tra cui Time dal 1984. Ha lavorato per l'agenzia Black Star dal 1980 al 1985 ed è stato membro della Magnum Photos dal 1986 al 2001.

Nel 2001 è diventato uno dei membri fondatori dell'Agenzia VII che ha poi abbandonato nel 2011.

Il suo lavoro è spesso associato alla tradizione della concerned photography sviluppata nel dopoguerra da fotografi come Robert Capa, W. Eugene Smith e Don McCullin.

Mostre fotografiche e premi Hanno ospitato le sue mostre fotografiche di cui: l'International Center of Photography a New York, la Bibliotheque nationale de France a Parigi, il Palazzo delle Esposizioni a Roma, il Museum of Photographic Arts a San Diego, Culturgest a Lisbona, El Circulo de Bellas Artes a Madrid, Fahey/Klein Gallery a Los Angeles, il Massachusetts College of Art a Boston, il Canon Gallery e il Nieuwe Kerk ad Amsterdam, il Carolinum a Praga e l'Hasselblad Center in Svezia.

Dal 2017 la sua mostra personale Memoria è stata esposta in numerose città nel mondo, tra cui Parigi, Stoccolma, Bangkok, New York, Milano e Berlino. La mostra è una retrospettiva dedicata a oltre quarant’anni di lavoro di Nachtwey. La mostra riunisce immagini realizzate in numerosi conflitti e crisi umanitarie – tra cui Rwanda, Somalia, Afghanistan e le guerre nei Balcani – e pone al centro il tema delle conseguenze umane della violenza e delle ingiustizie globali, riflettendo al contempo sul ruolo della fotografia come atto di memoria e testimonianza pubblica.

Ha ricevuto numerosi premi tra cui:

1983: Medaglia d’Oro Robert Capa dell’Overseas Press Club 1984: Medaglia d’Oro Robert Capa dell’Overseas Press Club 1986: Medaglia d’Oro Robert Capa dell’Overseas Press Club 1993: World Press Photo of the Year 1994: Medaglia d’Oro Robert Capa dell’Overseas Press Club 1995: World Press Photo of the Year 1998: Medaglia d’Oro Robert Capa dell’Overseas Press Club 1999: Fellow onorario della Royal Photographic Society 2001: Candidatura al Premio Oscar per il miglior documentario con War Photographer (2001), diretto da Christian Frei 2003: Dan David Prize della Dan David Foundation e della Tel Aviv University. Premio di 1 milione di dollari per il tema “Presente – media a stampa ed elettronici”, condiviso con Frederick Wiseman 2004: Lucie Awards Honoree per i risultati nel fotogiornalismo 2006: Heinz Award nelle Arti e nelle Scienze Umanistiche (12ª edizione) assegnato dalla Heinz Family Foundation, comprensivo di un premio di 250.000 dollari 2007: uno dei tre vincitori del TED Prize 2012: Dresden Peace Prize 2016: Premio Principessa delle Asturie per la Comunicazione e le Scienze Umanistiche 2017: Ingresso nella International Photography Hall of Fame and Museum 2019: Golden Plate Award dell’American Academy of Achievement

Pubblicazioni Tra le principali pubblicazioni fotografiche di Nachtwey figurano:

Deeds of War (con Robert Pledge, 1989) Inferno (Phaidon Press, 1999) Memoria (catalogo di mostra)

Documentari

Il lavoro di Nachtwey è stato raccontato nel documentario War Photographer (2001), diretto da Christian Frei. Il film segue il fotografo durante diversi reportage e mostra il suo metodo di lavoro sul campo e ha ricevuto numerosi premi, compresa la nomination all'Oscar al miglior documentario.

Note

Voci correlate War Photographer

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