Per la sua eccellente voce e per l'arte scenica fu poi scritturato nei principali teatri d'Europa e d'America in un vastissimo repertorio internazionale. Interprete colto e raffinato, dotato di sensibilità e musicalità rarissime, seppe utilizzare la sua voce, peraltro non ampia, con grande intelligenza, tanto da essere in breve tempo considerato uno dei più grandi baritoni della sua generazione.
Biografia Origini (1913-1935) Il giovane Tito studiò giurisprudenza all'Università degli Studi di Padova. Durante lo studio, il suo talento venne scoperto da un amico di famiglia, il barone Agostino Zanchetta che gli suggerì di studiare canto lirico, come baritono. E così, nel 1932, Gobbi si trasferì a Roma per studiare canto con Giulio Crimi, tenore siciliano che fu il primo interprete del Trittico di Puccini e di Francesca da Rimini di Zandonai. Ad accompagnarlo al pianoforte alla prima audizione fu Tilde De Rensis, figlia del musicologo Raffaello, che nel 1937 divenne sua moglie. Dal matrimonio nacque un'unica figlia, Cecilia, che si occupa dell'"Associazione Tito Gobbi", un sito per onorare la memoria del baritono scomparso.
Carriera (1935-1979)
La prima esperienza per Tito Gobbi su un palcoscenico fu nel 1935, a Gubbio, interpretando il Conte Rodolfo in La sonnambula di Vincenzo Bellini. Successivamente vinse il Concorso Internazionale di Canto a Vienna, cui seguì Condottieri, il primo dei suoi 26 film, e una borsa di studio al Teatro alla Scala di Milano.
Nel 1937 debuttò come Giorgio Germont in La traviata di Giuseppe Verdi al Teatro Adriano di Roma. Sotto la guida e direzione di Tullio Serafin, preparò molti ruoli, fra cui alcuni che sarebbero stati fondamentali per la sua carriera, come Scarpia (Tosca), Rigoletto e Simon Boccanegra.
Per il Teatro dell'Opera di Roma nel 1938 il 15 gennaio è il banditore in Gloria (opera) di Cilea diretto da Oliviero De Fabritiis con Maria Caniglia e Beniamino Gigli, seguito da Esaù ne Lo straniero di Pizzetti diretto da Serafin con Stella Roman e Giacomo Vaghi, la prima sentinella nella prima di La donna senz'ombra diretto da Gino Marinuzzi (1882-1945) con Viorica Ursuleac, Giovanni Voyer, Benvenuto Franci, Alessio De Paolis e Giuseppe Taddei, il dancairo in Carmen (opera) diretto da De Fabritiis con Licia Albanese, Gianna Pederzini, Giacomo Lauri-Volpi e Carlo Tagliabue, l'araldo in Lohengrin diretto da Vincenzo Bellezza con Pia Tassinari ed Ebe Stignani alle Terme di Caracalla, Metifio ne L'Arlesiana (opera) di Francesco Cilea diretto da De Fabritiis con la Albanese, la Pederzini, Tito Schipa, Gino Bechi e Giulio Neri e Simon d'Armario nella prima di La nave di Italo Montemezzi diretto da Serafin con Gina Cigna, Mario Basiola e Taddei.
Ancora a Roma nel 1939 è Sharpless in Madama Butterfly diretto da Victor de Sabata, vescovo/1ºsoldato nella ripresa di Fra Gherardo di Pizzetti con Taddei diretto da Serafin, Don Ottavio nella prima rappresentazione di "Il finto Arlecchino" di Gian Francesco Malipiero diretto da Serafin, Pietro nella ripresa di Hänsel e Gretel (opera) di Engelbert Humperdinck diretto da Serafin, Melot nella ripresa di "Tristano e Isotta" diretto da De Sabata, Silvio nella repliche nelle Terme di Caracalla di Pagliacci (opera), il guardiano nella ripresa di "I maestri cantori di Norimberga" diretto da Serafin e Terpulòv nella première nel Teatro Reale dell'Opera di "Monte Ivnòr" di Lodovico Rocca, diretto da Serafin con Ines Adami-Corradetti e Bechi, nel 1943 il barone Scarpia in Tosca con la Caniglia e Gigli, Ahmed nella première scenica di "Le nozze di Haura" di Adriano Lualdi e Ismet nella ripresa di "Emiral" di Bruno Barilli, nel 1944 Figaro nella replica di Il barbiere di Siviglia (Rossini), nel 1947 Tonio-Taddeo nella ripresa nel Teatro dell'Opera di "Pagliacci" e Jokanaan nella ripresa di Salomè, nel 1953 Guglielmo Tell nella prima rappresentazione nelle Terme di Caracalla con Antonietta Stella, nel 1954 Nabucodonosor nella prima rappresentazione nelle Terme di Caracalla di "Nabucco" con Gabriella Tucci, Miriam Pirazzini e Boris Christov, nel 1955 Macbeth (opera), nel 1957 Amonasro nella ripresa nelle Terme di Caracalla di "Aida" e nel 1963 John Falstaff (Verdi) con Renato Capecchi e Fedora Barbieri diretto da Carlo Maria Giulini. Al Teatro dell'Opera di Roma, egli interpretò nel corso di una trentina di stagioni 67 ruoli diversi in 400 rappresentazioni.
Al Gran Teatro La Fenice di Venezia nel 1941 è Marcello ne La bohème con Mafalda Favero, nel 1942 Sharpless in Madama Butterfly, nel 1948 Renato in Un ballo in maschera con Mario Del Monaco e la Pirazzini, nel 1960 Jago in Otello (Verdi) nel Cortile di Palazzo Ducale (Venezia) con Del Monaco, nel 1961 Sir John Falstaff con Capecchi, Alfredo Kraus e la Barbieri, nel 1962 Guglielmo Tell con Angelo Nosotti e nel 1971 il barone Scarpia e la regia in Tosca.
Al Teatro comunale di Firenze nel 1941 è Idraote nella prima rappresentazione di "Armide" di Christoph Willibald Gluck con la Barbieri e Ferruccio Tagliavini, nel 1954 Nabucodonosor nella ripresa di "Nabucco" diretto da Serafin, con Anita Cerquetti, la Pirazzini e Christoff, nel 1969 Gianni Schicchi nelle riprese di "Gianni Schicchi" con Angelo Nosotti curando anche la regia.
Al Teatro Verdi (Trieste) nel 1942 è Cristo ne La risurrezione di Cristo di Lorenzo Perosi, nel 1943 Orfeo ne L'Orfeo, nel 1951 Figaro ne Il barbiere di Siviglia (Rossini) con Fernando Corena, nel 1954 Marcello ne La bohème e il barone Scarpia in Tosca con la Caniglia, nel 1959 Macbeth e nel 1960 Sir John Falstaff con Piero Cappuccilli e la Barbieri.
Il 26 dicembre 1942, alla Scala, è Falstaff con la Barbieri diretto da de Sabata e successivamente fu protagonista della prima italiana del Wozzeck di Alban Berg (nel ruolo del titolo), uno dei suoi capolavori, che in seguito canterà ancora a Napoli e a Vienna con il maestro Karl Böhm, alla Scala con Dimitri Mitropoulos nella prima rappresentazione del 1952.
La sua ultima recita di Wozzeck sarà registrata per la Rai a Roma nel 1954, con la direzione del maestro Nino Sanzogno. Oltre al Wozzeck, cantò Nebbie di Ottorino Respighi (contemporaneo di Berg), accompagnato dal pianista Gerald Moore. Nel 1948 partecipò al ridoppiaggio del film Fra Diavolo con Stanlio e Ollio, tratto dall'opera omonima di Daniel Auber: prestò infatti la voce all'attore-cantante Dennis King (nel ruolo di Fra Diavolo) per la canzone "Fra Diavolo" e altre parti musicali, sostituendo Giulio Panicali che invece doppiava King nei dialoghi.
Andando avanti con gli anni il suo repertorio cominciò a diventare molto vasto, fino a comprendere oltre 136 personaggi in più di 100 opere liriche di epoche diverse, da Claudio Monteverdi ai contemporanei (Pizzetti, Wolf-Ferrari, Berg, Weill, Respighi, ecc.), poi anche i personaggi di Verdi e dei compositori veristi (i suoi cavalli di battaglia), tra cui Ford (Falstaff), il Sergente Belcore (L'elisir d'amore), Marcello (La bohème), Giovanni De Siriex (Fedora), il primo Doge di Genova ossia Simone Boccanegra, il marchese di Posa ossia Rodrigo (Don Carlo), Rigoletto, Gianni Schicchi e tanti altri, sia in teatri italiani sia in quelli esteri.
Nel 1946 è Figaro nella ripresa nel Teatro Regio di Parma di "Il barbiere di Siviglia".
Nel 1947 tornò alla Scala per cantare La damnation de Faust di Hector Berlioz in lingua italiana. Sempre nello stesso anno, con Rigoletto a Stoccolma cominciò la carriera internazionale, che lo portò in tutto il mondo, in un arco di tempo così vasto da avere come partner molti dei maggiori interpreti del teatro lirico del XX secolo. Con Maria Callas cantò molte recite di Tosca, due in studio e molte dal vivo.
Al San Francisco Opera debutta nell'ottobre 1948 come Figaro ne Il barbiere di Siviglia, poi Marcello ne La bohème con la Albanese e Jussi Björling e Belcore ne L'elisir d'amore con Bidu Sayão e Ferruccio Tagliavini, nel 1960 Jack Rance ne La fanciulla del West, Simon Boccanegra e il barone Scarpia in Tosca, nel 1962 Jago in Otello con Victoria de los Ángeles e Rajna Kabaivanska e nel 1964 Gianni Schicchi e Nabucco.
La sua voce divenne, verso gli anni cinquanta, più scura e potente, tale da consentirgli di cimentarsi anche nelle opere di Richard Wagner: interpretò l'Araldo del Re nel Lohengrin, Melot nel Tristan und Isolde e Gunther nella tetralogia di Wagner L'anello del Nibelungo (per esattezza nell'ultima delle quattro giornate, ossia Il crepuscolo degli dei). Fu interprete poi di Christoph Willibald Gluck, come il sommo sacerdote d'Apollo nellAlceste, Idraote nellArmide e Orfeo in Orfeo ed Euridice, tutte e tre di Gluck, e perfino Shchelkalov nel Boris Godunov di Modest Petrovič Musorgskij, sotto De Fabritiis.
Il suo repertorio comprendeva anche la musica rinascimentale e la musica barocca, per esempio L'Orfeo e il testo Il combattimento di Tancredi e Clorinda, entrambe di Claudio Monteverdi, Il Pompeo di Alessandro Scarlatti, canzoni di Giacomo Carissimi, Alessandro Scarlatti, Giuseppe Giordani, Antonio Vivaldi, Francesco Cavalli e canzoni napoletane. Inoltre si ricorda come grande Figaro in Il barbiere di Siviglia e come protagonista in Guglielmo Tell, opere entrambe di Rossini, e Lord Enrico in Lucia di Lammermoor di Donizetti.
Cantò poi musica del classicismo, di Carl Maria von Weber e Wolfgang Amadeus Mozart. Si presentò al Teatro dell'Opera di Roma per cantare Il franco cacciatore di Weber nel 1940 (nessuna registrazione) e al Festival di Salisburgo nel 1950, come Don Giovanni nell'omonima opera di Mozart diretto da Wilhelm Furtwängler con i Wiener Philharmoniker, affiancato alla Donna Elvira di Elisabeth Schwarzkopf e al Leporello di Erich Kunz (solo disco); nello stesso anno fu Don Giovanni anche a Stoccolma. Da giovane, Tito Gobbi fu anche Figaro in Le nozze di Figaro di Mozart, poi verso la fine degli anni cinquanta fu anche il Conte d'Almaviva nella stessa opera.
Fra il 1952 e il 1964 fece molte incisioni in studio, soprattutto al Teatro alla Scala, tra cui Tosca (de Sabata, 1953, e Prêtre, 1964), Don Carlo (Santini, 1954), Aida (Serafin, 1955), Falstaff (Karajan, 1956), Il barbiere di Siviglia (Galliera, 1957), Otello (Serafin, 1960) e tante altre ancora. Poi, oltre che con Galliera, fu Figaro nella prima di Il barbiere di Siviglia nel 1956 con Luigi Alva e Maria Meneghini Callas sotto Carlo Maria Giulini, dal vivo alla Scala, poi Rodrigo nel Don Carlo di Verdi sempre diretto da Giulini, con la regia di Luchino Visconti, Tosca con Maria Callas e Renato Cioni al Covent Garden nel 1964 sotto Carlo Felice Cillario, con la regia di Franco Zeffirelli, e alla Lyric Opera di Chicago, subito dopo Londra, nel Simon Boccanegra, dove fece anche il suo debutto nella regia sotto la direzione di Bruno Bartoletti. Inoltre, sempre con la direzione del maestro Herbert von Karajan, esistono due versioni discografiche di Falstaff, in studio nel 1956 e dal vivo, a Salisburgo, nel 1957 con Rolando Panerai, Elisabeth Schwarzkopf, Anna Moffo, Giulietta Simionato e la Barbieri diretto da Karajan. Celebre anche il suo Falstaff del 1958 dal vivo a Chicago diretto da Serafin. Poi, verso la fine della sua carriera, fu Don Giovanni sotto Colin Davis a Londra nel 1967, sotto Ferdinand Leitner a Chicago nel 1969 e sotto De Fabritiis a Lisbona nel 1971.
All'Arena di Verona debutta nel 1954 come Amonasro in Aida con Del Monaco diretto da Fausto Cleva.