Lindipendentismo padano o nazionalismo padano, o padanismo, o secessione padana, è un'idea politica di tipo etnonazionalista portata alla ribalta mediatica negli anni novanta del XX secolo dal partito politico Lega Nord, non trattandosi tuttavia di un'istanza del tutto originale del leghismo padano.Rivendicazioni e movimenti separatisti non sono tuttavia un portato del tutto originale del leghismo padano: rivendicazioni e movimenti secessionisti di varia natura e consistenza politica percorrono infatti la storia unitaria italiana e soprattutto il mezzo secolo repubblicano.
Il termine "Padania", in origine prettamente geografico,
Etimologia e collocazione geografica
Il toponimo è sinonimo di pianura padana, la valle del fiume Po, in latino Padus. Per alcuni geografi economici di inizio Novecento la Padania corrispondeva al territorio italiano sito a nord degli Appennini. Fino agli anni ottanta il termine Padania era principalmente usato con significato geografico per la pianura Padanavoce "Italia", Enciclopedia Universo, DeAgostini, 1965; vol. VII, pp. 196-197, ma anche con accezione poetica e letteraria, come dimostra l'opera dello scrittore Gianni BreraGianni Brera, Invectiva ad Patrem Padum, Guerin Sportivo, 28 ottobre 1963 e nell'ambito di studi linguistici ed etnolinguisticiNegli anni settanta la sezione di Lombardia, Ticino e Grigioni dell'Association Internationale pour la Défense des Langues et des Cultures Menacées (AIDLCM) cominciò a usare il termine padano per riferirsi all'insieme degli idiomi gallo-italici.Hull, Geoffrey (1982) The Linguistic Unity of Northern Italy and Rhaetia, PhD thesis, University of Western Sydney, MacArthur. Nell'analisi glottologica di Geoffrey Hull, linguista della University of Western Sydney, Padania indica la terra in cui si parlano gli idiomi galloitalici, nonché il veneto, l'istrioto e, come anfizona, gli idiomi retoromanzi, considerati fondamentalmente tutti delle varianti divergenti locali di un unico sistema linguistico: la lingua padanese. nonché socioeconomiciLa Padania? L'ha inventata la Fondazione Agnelli Il Giornale, 23 luglio 2010Il termine è usato anche nel documentario dei CCCP Fedeli alla linea "Tempi moderni" da Danilo Fatur nel 1989.
Gli indipendentisti padani di fine Novecento affermarono che un territorio comprensivo di gran parte dell'Italia settentrionale e di piccole porzioni dell'Italia centrale, di estensione territoriale differentemente definitaLa Lega Nord estese più a sud tale confine, includendo a volte Umbria, Marche e Toscana; la Lega Padana teorizzò una Padania formata da quattro nazioni: Subalpina, Lombarda, Serenissima e Cispadana potesse chiamarsi Padania. Essa coincide con quella parte dell'Italia abitata da popoli distinti per lingua, usi, costumi e storia, rispetto alla parte meridionale della penisola, riconducibili, nelle loro differenze, a matrici etniche celtiche e germaniche (nordici longobardi e goti, alpini gallo-liguri e galli cisalpini), e venetiche, popoli che nella mitografia padanista sono contrapposti agli italico-romani e ai greci.
Storia
Origini Il termine acquisì, a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, un significato politico, ovverosia comincia a essere utilizzato per indicare la Padania come, a seconda delle posizioni, reale o pretesa entità politica, grazie al suo utilizzo costante da parte degli esponenti e dei simpatizzanti del partito della Lega Nord. Il movimento nacque il 22 novembre 1989 dall'unione di vari partiti autonomisti dell'Italia settentrionale originatisi nel decennio precedente, coagulati attorno alla Lega Lombarda, fondata il 10 marzo 1982 da Umberto Bossi. Bossi diverrà la guida del nuovo movimento politico e, grazie ai successi elettorali e ai mezzi di comunicazione di massa, l'accezione politica di Padania entrò a far parte della lingua corrente e del dibattito politico.
Il termine veniva ripreso nell'ideologia leghista da una pubblicazione della Fondazione Agnelli del 1992.
La Lega propose inizialmente, su suggerimento di Gianfranco Miglio, un'unione federativa della macro-regione Padania, dotata di autonomia, con le restanti parti della Repubblica Italiana, come forma di riconoscimento e tutela delle peculiarità etnico-linguistiche delle nazioni della Padania.Nella cosiddetta "Costituzione di Assago".
Tra i principali ideatori di un utilizzo politico del termine, il maggiormente noto è appunto Gianfranco MiglioGianfranco Miglio, La Padania e le grandi regioni, "Il Corriere della Sera", 28 dicembre 1975 che, già nel 1975, riportava in scritti e interviste la sua visione della questione settentrione collegata a un'ipotetica Padania. Per il Partito Federalista, la suddivisione politica e amministrativa dell'Italia sarebbe avvenuta per frazionamento in tre territori governati da un direttorio: i cantoni Padania, Etruria e Mediterranea, con una Padania non troppo estesa al centro. Le idee poggiavano sulle tesi di MiglioAdalberto Signore, Alessandro Trocino, Razza padana, Milano, BUR, 2008. ISBN 978-88-17-02636-9, che dal 1990 al 1994 aveva contribuito alla formazione della teoria federalista della Lega Nord, uscendone per dissensi proprio sulla questione federale all'atto della formazione della coalizione a sostegno del primo governo Berlusconi.
Secondo Paolo Bracalini «della Padania, intesa come entità storico-geografica dotata di un suo preciso DNA, non [se ne parlava] solo nei comizi del primo Bossi, negli studi di Gianfranco Miglio o negli slogan di Pontida»Paolo Bracalini, Il Giornale, 8 ottobre 2010.
Il periodo secessionista della Lega Nord
Il primo personaggio politico ad utilizzare il termine "Padania" fu Guido Fanti, primo presidente della regione Emilia Romagna, che, pur non essendo favorevole alla secessione, si impegnò per promuovere un progetto (da lui stesso denominato "progetto Padania") di decentramento amministrativo e fiscale. Tuttavia il termine Padania entra ufficialmente nel vocabolario della allora Lega Nord Italia Federale nel 1995 a seguito della crisi del governo Berlusconi I e del passaggio del movimento ad una politica dichiaratamente secessionista; dal 1997 il movimento mutò nome in Lega Nord per l'Indipendenza della Padania.
Fallito il progetto federale e raggiunto un successo elettorale considerevolePoco più di un decimo dei componenti il corpo elettorale. promosse il concetto di secessione della Padania dall'Italia, proclamata il 15 settembre 1996 a Venezia. Secondo gli indipendentisti, i padani sarebbero stati resi partecipi contro la loro volontà alle conseguenze Risorgimento e, conseguentemente, dello Stato italiano; pertanto propugnarono la secessione della Padania dalla Repubblica Italiana e la creazione di una nuova repubblica federale rispettosa delle peculiarità locali.
Di tale svolta identitaria parla anche Gilberto Oneto, ideologo leghista e promotore originario del simbolo del sole delle Alpi, pur nella versione rossa, più aderente alla tradizione alpina, nel libro L'invenzione della Padania edito nel 1997.
Il 15 settembre 1996 a Venezia, nel corso di una manifestazione della Lega Nord, Umberto Bossi proclamò effettivamente la Dichiarazione di indipendenza della Padania, come inizio di un processo di nation-building teso alla realizzazione ufficiale della Repubblica Federale Padana.
Il 25 maggio 1997 il partito organizzò il Referendum per l'Indipendenza della Padania, con il quesito: "Volete Voi che la Padania diventi una Repubblica Federale indipendente e sovrana?". Votarono 4.833.863 persone e il risultato fu del 97% di consenso. Si è votato anche per il Presidente del "Governo Provvisorio della Repubblica Federale della Padania" e per sei disegni di legge di iniziativa popolare da presentare al Parlamento italiano. La Lega Nord ha predisposto i seggi elettorali in tutti i comuni della proclamata Padania.Avevano diritto al voto tutti i cittadini di almeno 16 anni di età.
Il Parlamento della Padania Il 26 ottobre 1997 la Lega Nord organizzò le prime elezioni per i 210 seggi di un parlamento ombra. Circa 4 milioni di cittadini residenti nelle regioni settentrionali, 6 secondo il partito, si recarono ai seggi e scelsero tra diversi partiti padani.
Il Governo della Padania
Al Parlamento della Padania fu affiancato un autoproclamato Governo provvisorio della Repubblica Federale della Padania con sede a Mantova, che fu guidato da: Giancarlo Pagliarini (1996-1997) Roberto Maroni (1997-98) Manuela Dal Lago (1998-99) Mario Borghezio (dal 1999).
L'esecutivo presieduto da Pagliarini prevedeva: Fabrizio Comencini, Ministro degli Esteri, subito dimessosi e sostituito da Enrico Cavaliere Giovanni Fabris, Ministro della Giustizia Alberto Brambilla, Ministro del Bilancio Giovanni Robusti, Ministro dell'Agricoltura.
Nel governo presieduto da Maroni, il cui vice era Vito Gnutti, fu introdotto un Ministero dell'Immigrazione, presieduto da Farouk Ramadan.
L'esecutivo guidato da Manuela Dal Lago comprendeva: Giancarlo Pagliarini, Vice presidente e Ministro dell'Economia Giovanni Fabris, Ministro della Giustizia Alessandra Guerra, Ministro degli Esteri Flavio Rodeghiero, Ministro della Cultura e dell'Istruzione Giovanni Robusti, Ministro dell'Agricoltura Roberto Castelli, Ministro dei Trasporti Francesco Formenti, Ministro dell'Ambiente Sonia Viale, Ministro degli Affari Sociali e della Famiglia Alfredo Pollini, presidente della Guardia Nazionale Padana, alla Protezione Civile Francesco Tirelli, Ministro dello Sport Roberto Faustinelli, presidente di Eridiana Records, Ministro dello Spettacolo.
Il territorio della Padania secondo la Lega Nord Le rivendicazioni politiche padane ricomprendono quindi un territorio maggiore di quello riconducibile al significato geografico del termine Padania, che è geograficamente riferito alla sola Pianura Padana, sebbene in origine la Lega includesse unicamente le otto regioni settentrionali. La Lega Nord affermò dunque che il progetto della Padania comprendesse sia tutte le otto regioni dell'Italia settentrionale più le regioni dell'Italia centrale Toscana, Umbria e Marche, mentre al 2011 la sua attività si è estesa anche in Abruzzo e Sardegna.. Secondo l'art. 2 dello Statuto 2012, la Lega Nord considera il Movimento come una Confederazione delle Sezioni delle seguenti Nazioni: Friuli-Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino, Alto Adige, Veneto, Emilia, Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo.
Declino Negli anni successivi, e in particolare dopo il Congresso di Varese, il tentativo di secessione fu parzialmente abbandonato a favore di un progetto di devoluzione, ovverosia del trasferimento di una parte significativa delle competenze legislative e amministrative dallo Stato centrale alle regioni, e del federalismo fiscale. Una prima riforma della costituzione verso una maggiore autonomia delle regioni è stata approvata nel 2001. Una seconda riforma parzialmente in questo senso del 2005 è stata invece bocciata dal referendum costituzionale del 2006.
Con la segreteria di Matteo Salvini, l'indipendentismo padano è stato accantonato; comunque le velleità secessionistiche non sono scomparse, essendo state bensì indirizzate verso piccoli movimenti politici soprattutto veneti, lombardi e friulani.
La bandiera
La bandiera della Padania è stato un simbolo ideato dal partito politico italiano della Lega Nord e da essa associato, anche tramite il proprio statuto, ad un ipotetico stato indipendente, la Padania, corrispondente approssimativamente alla parte centrosettentrionale dell'Italia.
Sulla bandiera è rappresentato un sole delle Alpi stilizzato di colore verde su campo bianco. Il sole delle Alpi è un simbolo presente nell'arte italiana fin dal VII secolo a.C. (urna etrusca di Civitella Paganico).