Ufficiale delle Forze aeree sovietiche, fu comandante della 16ª Armata aerea e, dal 1990 al 1991, comandante in capo delle Forze aeree sovietiche e viceministro della Difesa. Nel 1990 entrò inoltre a far parte del Comitato centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica.

Il 26 agosto 1991 fu promosso Maresciallo dell'aviazione, risultando l'ultimo militare nella storia dell'Unione Sovietica a ricevere un grado contenente la qualifica di «maresciallo». Tre giorni dopo, il 29 agosto, fu nominato ministro della Difesa dell'Unione Sovietica, succedendo a Dmitrij Jazov dopo il fallimento del Putsch di agosto. Fu l'ultimo titolare della carica prima della dissoluzione dell'Unione Sovietica nel dicembre dello stesso anno.

Dopo la dissoluzione dell'URSS continuò a dirigere temporaneamente le strutture militari comuni delle ex repubbliche sovietiche. Il 14 febbraio 1992 il Consiglio dei capi di Stato della Comunità degli Stati Indipendenti lo nominò comandante in capo delle Forze armate congiunte della CSI, incarico che mantenne fino al settembre 1993.

Nel 1993 fu inoltre nominato segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa. Dopo la conclusione della carriera militare ricoprì diversi incarichi nell'amministrazione statale e nel settore dell'aviazione civile, tra cui quello di rappresentante del presidente della Federazione Russa presso la società per l'esportazione di armamenti Rosvooruženie e, dal novembre 1995 al marzo 1997, quello di direttore generale dell'Aeroflot. Successivamente svolse l'incarico di consigliere del presidente della Federazione Russa per le questioni relative all'aviazione e allo spazio.

Morì a Mosca l'8 dicembre 2020, all'età di 78 anni, per complicazioni da COVID-19 durante la pandemia di COVID-19 in Russia. Fu sepolto l'11 dicembre al Cimitero Troekurovskoe di Mosca.

Biografia

Formazione e carriera militare Evgenij Ivanovič Šapošnikov nacque il 3 febbraio 1942 nel chutor Bol'šoj Log, nel distretto di Aksaj dell'oblast' di Rostov. Nel 1963 si diplomò alla Scuola superiore militare di aviazione di Charkiv e iniziò il servizio nelle Forze aeree sovietiche. Tra il 1963 e il 1973 ricoprì progressivamente gli incarichi di pilota, pilota anziano, comandante di squadriglia, vicecomandante di un reggimento aereo per gli affari politici e comandante di un reggimento di aviazione da caccia. Nel frattempo frequentò l'Accademia militare dell'aeronautica Jurij Gagarin, diplomandosi nel 1969.

Dal 1975 fu vicecomandante di una divisione aerea e l'anno seguente ne assunse il comando. Tra il 1979 e il 1982 fu capo del dipartimento di addestramento al combattimento del Distretto militare dei Carpazi. Frequentò quindi l'Accademia militare dello Stato maggiore, diplomandosi nel 1984; nello stesso anno fu nominato vicecomandante delle Forze aeree del Distretto militare di Odessa e nel 1985 ne divenne comandante.

Nel giugno 1987 assunse il comando delle Forze aeree del Gruppo di forze sovietiche in Germania. Nel 1988 divenne comandante della 16ª Armata aerea e successivamente primo vicecomandante in capo delle Forze aeree sovietiche. Nel luglio 1990 fu nominato comandante in capo delle Forze aeree e contemporaneamente viceministro della Difesa dell'Unione Sovietica, incarichi che mantenne fino all'agosto 1991. Dal 1990 al 1991 fece inoltre parte del Comitato centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica.

Ministro della Difesa dell'Unione Sovietica Durante il tentativo di colpo di Stato dell'agosto 1991, Šapošnikov non appoggiò il Comitato statale per lo stato di emergenza (GKČP) e sollecitò il ministro della Difesa Dmitrij Jazov a ritirare le truppe da Mosca. Dopo il fallimento del colpo di Stato, il 23 agosto il presidente sovietico Michail Gorbačëv lo designò ministro della Difesa dell'Unione Sovietica. Il 26 agosto fu promosso al grado di Maresciallo dell'aviazione, risultando l'ultimo militare sovietico a ricevere un grado contenente la qualifica di maresciallo; il 29 agosto la sua nomina a ministro ottenne l'approvazione del Soviet Supremo dell'Unione Sovietica.

In seguito alla nomina lasciò il PCUS e sostenne la depoliticizzazione delle Forze armate sovietiche. Dal 1º ottobre al 25 dicembre 1991 fece inoltre parte del Consiglio di difesa presso il presidente dell'Unione Sovietica.

L'8 novembre 1991, durante una riunione del Presidium del Soviet Supremo della RSFS Russa dedicata alla proclamazione dello stato d'emergenza nella Cecenia-Inguscezia, si espresse contro l'impiego dell'aviazione militare.

Šapošnikov accettò gli esiti dell'Accordo di Belaveža, sottoscritto l'8 dicembre 1991 e determinante per la dissoluzione dell'Unione Sovietica. Il 21 dicembre, con la sottoscrizione del Protocollo di Alma-Ata da parte di undici ex repubbliche sovietiche, il comando delle Forze armate dell'URSS «fino alla loro riforma» fu affidato a Šapošnikov. Continuò pertanto a dirigere le strutture militari comuni anche dopo la cessazione formale dell'Unione Sovietica.

Comandante delle Forze armate congiunte della CSI Dopo la dissoluzione dell'URSS Šapošnikov rimase alla guida delle forze armate comuni delle ex repubbliche sovietiche. Nel gennaio 1992 partecipò al congresso dei rappresentanti delle assemblee degli ufficiali delle Forze armate, tenutosi al Palazzo di Stato del Cremlino alla presenza di migliaia di ufficiali, durante il quale fu duramente contestato in relazione alla divisione delle Forze armate sovietiche.

Il 14 febbraio 1992 il Consiglio dei capi di Stato della Comunità degli Stati Indipendenti confermò formalmente Šapošnikov come comandante in capo delle Forze armate congiunte della CSI. Il 20 marzo successivo fu istituito l'Alto comando delle Forze armate congiunte della CSI, che raccolse parte delle funzioni delle precedenti strutture militari sovietiche. Šapošnikov ne rimase alla guida nel periodo in cui le ex repubbliche sovietiche procedevano alla costituzione delle rispettive forze armate nazionali.

Nel corso di tale processo sorsero contrasti circa la ripartizione delle competenze militari tra le istituzioni comuni della CSI e i nuovi ministeri della Difesa nazionali, compreso quello della Federazione Russa. Il 24 settembre 1993 il Consiglio dei capi di Stato della CSI soppresse infine la carica di comandante in capo delle Forze armate congiunte.

Attività nella Federazione Russa L'11 giugno 1993 il presidente Boris El'cin nominò Šapošnikov segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa. Rimase nell'incarico fino al settembre dello stesso anno.

Nell'ottobre 1993, durante la crisi costituzionale russa, si schierò con il presidente El'cin. Nello stesso periodo figurò tra i candidati del Movimento russo per le riforme democratiche alle elezioni della Duma di Stato del 1993, ma il movimento non superò la soglia elettorale necessaria per ottenere una rappresentanza proporzionale.

Dal 1994 fu rappresentante del presidente della Federazione Russa presso la società statale per l'esportazione e l'importazione di armamenti e attrezzature militari Rosvooruženie. Tra il 1995 e il 1997 ricoprì quindi l'incarico di direttore generale dell'Aeroflot – Russian International Airlines.

Nel marzo 1997 fu nominato assistente del presidente della Federazione Russa per le questioni relative all'aviazione e allo spazio, incarico che mantenne fino al marzo 2004. Successivamente divenne consigliere del direttore generale dell'ufficio di progettazione Suchoj. Nel 2006 fu eletto presidente della Flight Safety Partnership, organizzazione impegnata nel settore della sicurezza del trasporto aereo.

Nel corso della sua attività successiva fece inoltre parte del consiglio di fondazione del Fondo internazionale per le riforme economiche e sociali.

Vita privata e morte Šapošnikov era sposato ed ebbe tre figli. Tra i suoi interessi personali figurava la filosofia.

Morì a Mosca l'8 dicembre 2020, all'età di 78 anni. Secondo fonti mediche citate dalla TASS, la morte fu causata dalla COVID-19. Fu sepolto nel Cimitero Troekurovskoe di Mosca.

Onorificenze Onorificenze sovietiche

Onorificenze russe

Onorificenze straniere

Note

Voci correlate Ministri della difesa dell'Unione Sovietica Guerra di Transnistria

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