Biografia Umberto Segato nacque a Mira, in provincia di Venezia, il 31 agosto 1932. Visse a Roma e a Todi. Fu giornalista de Il Giorno e poi, in televisione, fu Inviato Speciale RAI del TG2.
Dal 1960 fu iscritto all'albo dei giornalisti professionisti.
Nel 1963 realizzò "La Germania di Adenauer", assieme ad Alberto Ronchey, per Rai 2, in onda alle ore 22."La Stampa", Torino, 9 ottobre 1963, p. 6. Nella rosa finale del 6º Premio Nazionale «Guglielmo Marconi» della Televisione (1964) con "Hemingway", programma firmato assieme ad Alfredo Todisco."Bianco e nero", 1964, p. 67.
Sul Primo canale Rai fu intervistato, assieme a Enzo Siciliano, nel 1966, da "Zoom", il rotocalco di attualità culturale di Andrea Barbato e Pietro Pintus, a proposito delle polemiche che seguirono dopo la decisione dell'editore Mondadori di ritirarsi dai premi letterari, rispondendo alle domande se fosse vero che, ormai in Italia, i premi letterari fossero troppi, fino a danneggiarsi l'un l'altro, senza alcun vantaggio per scrittori ed editori, e se esistessero davvero le "pastette", o se si trattasse di maldicenza degli sconfitti."La Stampa", Torino, 15 settembre 1966, p. 11. Lavorò per la trasmissione giornalistica AZ, un fatto come e perché, a cura di Luigi Locatelli.
A Bologna la sua inchiesta "Friuli anno zero" partecipò al Premio Italia nel 1976."La Stampa", Torino, 15 settembre 1976, p. 15.
Per "Il senno di poi" (Tg2 Dossier, Rai 2, ore 20.40, 5 luglio 1977) si occupò di autostrade italiane nell'assoluta mancanza di una programmazione seria e di una pianificazione rigorosa.Ugo Buzzolan, La TV: Il mito autostrada e il mare di Quilici, "La Stampa", Torino, 7 luglio 1977, p. 8. Dal 1978 fu il conduttore dell'edizione del Tg2 a tarda sera, "TG2 Stanotte". Sotto la direzione di Andrea Barbato (poi sostituito da Ugo Zatterin), nel 1980, face parte del comitato di redazione del Tg2 con Stefano Gentiloni e Giancarlo Santalmassi.Giuseppe Fedi, Dimissioni ai «Tg2» contro le decisioni prose da Zatterin, "La Stampa", Torino, 21 ottobre 1980, p. 5. Per la prima volta nella storia del servizio pubblico radiotelevisivo, la sera del TG2-Studio aperto del 10 ottobre 1980, Segato aprì l'edizione straordinaria, senza sigla, in qualità di portavoce del comitato di redazione, spiegando i motivi dello sciopero e del perché informazioni e servizi fossero stati ridotti all'essenziale.« Siamo in sciopero. Questo telegiornale è gestito dal Comitato di redazione. Siamo in sciopero perché l'assemblea del TG2 vuol condannare il metodo con il quale il Consiglio di Amministrazione della RAI ha proceduto alla nomina dei nuovi direttori e in particolare la genericità e la infondatezza delle motivazioni e dei criteri dichiarati per la sostituzione di Andrea Barbato. L'azione di lotta è coerente con quanto la redazione del TG2 ha sempre sostenuto, non riguarda in alcun modo la persona del nuovo direttore Ugo Zatterin con il quale questa sera i redattori del giornale avranno il loro primo incontro ai sensi del contratto di lavoro. Questo sciopero è invece una riaffermazione della decisa volontà dei redattori di difendere la loro autonomia professionale al servizio del pubblico e la continuità della linea politico-editoriale della Testata ». "L'Unità", 11 ottobre 1980, p. 2.
Nel 1984 divenne il curatore del 4º ciclo di Trentatré, insieme a Luciano Onder, la rubrica medica a carattere scientifico del TG2, in tutto 9 puntate in onda attorno alla mezzanotte. Quindi, divenuto Medicina 33, dal 4 gennaio 1985, curò con il collega Onder i 49 appuntamenti del primo ciclo, su Raidue.
Per "Dossier Scienza" (1990) si occupò della geometria frattale e delle sue applicazioni nella medicina, nell'astronomia, nella fisica, nello spettacolo."La Stampa", Torino, 20 marzo 1990, p. 23. Per il settimanale "Tg2 Dossier", allora curato da Paolo Meucci, su Raidue, il 4 dicembre 1990, firmò l'inchiesta sulla complessa realtà dell'assistenza ai malati mentali, a 18 anni dall'entrata in vigore della Legge 180 o Legge Basaglia sulla riforma psichiatrica: scarse le strutture residenziali o semiresidenziali, le case di cura private in aumento, con 30.000 persone risultanti ricoverate."La Stampa", Torino, 4 dicembre 1990, p. 23.
Pubblicò varie raccolte di poesia: Non arriva nessuno (1962), Viaggio a vista (1992, Premio Cesare PaveseA Giorgio Calcagno il Premio Pavese, "La Stampa", 14 agosto 1992, p. 18; ibidem, 29 agosto 1992, p. 36.), Specchio in uno specchio riflesso (1999, nella rosa dei Premi Alfonso Gatto, Città di Marineo, Metauro e Viareggio), Versi scabri (2011).
Inoltre, pubblicò anche i romanzi I luoghi e il tempo (1988, Premio "Città di Benevento"), Candida (2015), Eredità o la colpa di Serena (2017), Racconti dal passato (2018), Segreti in famiglia (2025).
Opere Romanzi I luoghi e il tempo, Roma, Newton Compton, 1988 Candida, Ilmiolibro.it, 2015 Eredità o la colpa di Serena, Ilmiolibro.it, 2017 Racconti dal passato, Ilmiolibro.it, 2018 Come un’oliva infilzata, 2022 L’eredità dei Crea, 2023 Il sangue non mente, LFA Publisher, 2024 Segreti in famiglia, Edizioni Progetto Cultura, 2025
Poesie Non arriva nessuno, Padova, Rebellato, 1962 Viaggio a vista, Spinea, Edizioni del Leone, 1992 Specchio in uno specchio riflesso, Spinea, Edizioni del Leone, 1999 Versi scabri, Ilmiolibro.it, 2011
Premi "Premio Città di Benevento", 3ª edizione, a Umberto Segato per I luoghi e il tempo (1988) Premio Cesare Pavese, 9ª edizione, a Umberto Segato per Viaggio a vista (1992) "Premio Luigi Vanvitelli" di Caserta, 4ª edizione, a Umberto Segato per il giornalismo televisivo (1993)
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Conduttori televisivi di Rai 2 degli anni 1980