Una procedura di impeachment contro Donald Trump, 45º presidente degli Stati Uniti, è stata avviata il 18 dicembre 2019 dalla presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti Nancy Pelosi. La procedura ha preso avvio dopo che un informatore ha dichiarato che il presidente Trump e altri funzionari del governo avrebbero fatto pressioni su alcuni leader di nazioni straniere, in particolare l'Ucraina, utilizzando gli strumenti della politica estera statunitense – tra cui la sospensione degli aiuti militari all’Ucraina – come arma di ricatto per spingere il governo ucraino a danneggiare un suo avversario politico, avviando nei rispettivi paesi indagini rivolte contro l'ex vicepresidente degli Stati Uniti e candidato democratico alle elezioni presidenziali del 2020 Joe Biden e suo figlio Hunter. Tali azioni sarebbero un abuso di potere della presidenza per favorire gli interessi personali e politici di Trump.
Trump è stato accusato da John Bolton di aver trattenuto gli aiuti militari per fare pressioni sul presidente ucraino Volodymyr Zelens'kyj per avviare un'indagine sulla corruzione nei confronti di Biden e di suo figlio Hunter, questione più volte smentita dallo stesso Zelens'kyj.
Accuse di pressione sul governo ucraino Le accuse contro Trump sono state successivamente confermate dal principale inviato diplomatico statunitense in Ucraina William Taylor Jr., da Laura Cooper (principale funzionario del Pentagono incaricato di sovrintendere alla politica statunitense in Ucraina), dal funzionario della Casa Bianca Fiona Hill, almeno altri sei funzionari della Casa Bianca e da molti altri testimoni. William Taylor Jr., all'epoca chargé d'affaires degli Stati Uniti in Ucraina, ha dichiarato in una testimonianza di aver scoperto, nel giugno 2019, che il presidente ucraino era soggetto a continue richieste da parte di Giuliani di aprire indagini sulla Burisma, dietro minaccia di interrompere gli aiuti finanziari e la vendita di armi. Secondo numerosi analisti politici e giornalisti, lo scopo di questa operazione sarebbe stato quello di favorire la campagna elettorale per la rielezione di Donald Trump (Biden è infatti considerato il principale avversario di Trump per l'elezione alla presidenza), promettendo in cambio la concessione di aiuti economici e finanziari.
Le accuse rivolte a Trump e alla sua amministrazione (nell'ambito della procedura di impeachment) riguardano anche azioni che si sono svolte nei pochi giorni successivi alle rivelazioni del whistleblower.
Il primo whistleblower ha presentato la sua denuncia scritta al Congresso il 25 settembre 2019, poi resa pubblica il giorno successivo. Un secondo whistleblower si è fatto avanti il 5 ottobre 2019, dichiarando di avere conoscenza diretta di un colloquio telefonico, avvenuto il 25 luglio 2019, tra il presidente Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelens'kyj. Anche la stessa amministrazione in carica ha ammesso, in un memorandum sul colloquio avvenuto tra Trump e Zelens'kyj, che il primo ha chiesto di "indagare" su Biden. Trump e il suo avvocato Giuliani sono accusati di aver effettuato pressioni nei confronti del governo ucraino per mettere sotto inchiesta Biden e suo figlio fin dal maggio 2019. Il 18 luglio 2019, attraverso il suo capo dello staff Mick Mulvaney, Trump ha ordinato alla sua amministrazione di bloccare gli aiuti militari per l'Ucraina (aiuti che però sono obbligatori per il fatto di essere stati approvati dal Congresso). Una settimana dopo, durante la telefonata del 25 luglio 2019, lo stesso Trump ha compiuto pressioni dirette a Zelens'kyj per aprire indagini nei confronti di Biden. La denuncia del whistleblower sostiene che le azioni di Trump erano "così evidentemente vergognose" che diversi funzionari della Casa Bianca hanno immediatamente tentato di nascondere il contenuto della telefonata, tentando alcune procedure per trasferire detto contenuto in alcuni server top secret a cui hanno accesso pochissime persone. Il trasferimento delle trascrizioni di queste telefonate sembrerebbe non essere stato un tentativo isolato, dato che funzionari dell'amministrazione in carica hanno già proceduto a tali trasferimenti per quanto riguarda il contenuto di telefonate con altri leader mondiali, a seguito di alcune fughe di notizie avvenute nel 2017.
Posizione ufficiale della Casa Bianca La posizione ufficiale della Casa Bianca riguardo alla procedura di impeachment nei confronti di Trump è quella di un netto rifiuto a collaborare con le indagini. In una lettera inviata dal consigliere di Trump Pat Cipollone, la Casa Bianca sostiene che la procedura di impeachment ha preso le mosse da una votazione alla Camera dei Rappresentanti con una maggioranza piuttosto risicata e che le testimonianze finora raccolte sono state effettuate a porte chiuse. In difesa dell'operato di Trump, l'inviato diplomatico Bill Taylor ha dichiarato che il blocco degli aiuti statunitensi all'Ucraina e la telefonata tra Trump e Zelens'kyj sono da mettere in relazione con l'intenzione da parte dello stesso presidente ucraino di voler mettere sotto inchiesta Biden e suo figlio e con delle presunte influenze di provenienza ucraina avvenute in occasione delle elezioni presidenziali americane del 2016, ribaltando quindi l'accusa rivolta nei confronti di Trump e della sua amministrazione. Ma Alexander Vindman, a capo degli settore Affari Europei presso il National Security Council, ha dichiarato di aver lui stesso ascoltato la telefonata Trump-Zelens'kyj e di aver detto ad un consigliere legale della Casa Bianca di essere preoccupato per le dichiarazioni del presidente.
Il 31 ottobre 2019 la Camera dei Rappresentanti (con 232 voti a favore e 196 voti contrari) ha votato un provvedimento per stabilire le procedure da seguire nelle future udienze pubbliche.
Il contesto Precedenti tentativi di impeachment In precedenza vi erano già stati tentativi di promuovere un impeachment nei confronti di Trump portati avanti da diversi gruppi e persone, e già se ne parlava ben prima dell'inizio della presidenza Trump. Il primo tentativo ufficiale venne promosso dai deputati Al Green e Brad Sherman (entrambi del Partito Democratico) nel 2017, il primo anno della presidenza di Donald Trump. Il tentativo è però fallito nel dicembre 2017, quando la Camera dei Rappresentanti, allora controllata da una maggioranza del Partito Repubblicano, rigettò la risoluzione dei due deputati (58 voti a favore dellimpeachment e 364 voti contrari).
Con le elezioni generali del 2018 il Partito Democratico è però riuscito a conquistare la maggioranza nella Camera dei Rappresentanti e da quel momento ha promosso una serie di indagini sulle azioni di Trump e sui suoi finanziamenti. Il 17 gennaio 2019 Trump è stato accusato di aver ordinato a Michael Cohen (suo avvocato personale da lungo tempo) di mentire sotto giuramento riguardo alle relazioni tra Trump e il governo russo nell'ambito del progetto di costruzione di una Trump Tower a Mosca. La notizia ha scatenato numerose reazioni che richiedevano le dimissioni o l'avvio di una procedura di impeachment nei confronti di Trump.
A seguito delle indagini da lui condotte riguardo alle interferenze russe durante le elezioni presidenziali del 2016, il procuratore speciale Robert Mueller ha pubblicato un rapporto conclusivo nel quale non si esclude che Donald Trump abbia effettivamente compiuto il reato di intralcio alla giustizia. Nello stesso rapporto, Muller sosteneva che doveva essere il Congresso a dover stabilire se Trump avesse o meno commesso qualche reato. La reazione di diversi membri del Congresso è stata quindi quella di richiedere l'inizio di una procedura di impeachment. Nancy Pelosi, speaker democratica alla Camera dei Rappresentanti, inizialmente ha sostenuto una posizione cauta nei confronti di tale decisione. Tuttavia sempre più membri del Partito Democratico, oltre a Justin Amash (ex repubblicano, diventato poi parlamentare indipendente), richiedevano la promozione dellimpeachment.
Fino a settembre 2019 erano state presentate ben quattro risoluzioni presso la Camera dei Rappresentanti intese ad avviare la procedura di impeachment nei confronti di Trump, nessuna delle quali ha ottenuto l'approvazione. Tuttavia a seguito del rapporto di Mueller e alla sua testimonianza al Congresso, il favore all'interno della camera bassa del Congresso per l'impeachment è aumentato sempre più.
Lo scandalo "Trump-Ucraina"
Agli inizi di ottobre 2019, da fonti ucraine emergono notizie di pressioni subite dal governo ucraino e provenienti da Trump e dal suo avvocato Rudy Giuliani allo scopo di promuovere un'indagine sugli affari di Hunter Biden, figlio del candidato alle presidenziali 2020 Joe Biden e membro del consiglio di amministrazione della Burisma Holdings, società ucraina nel settore oil and gas. A settembre 2019 non sono state prodotte prove evidenti di alcuna condotta illecita compiuta da Hunter Biden o da suo padre. D'altra parte è emerso che già a partire da maggio 2019 Amos Hochstein, ex diplomatico e membro del consiglio di sorveglianza della Naftogaz (che fa parte della Burisma Holdings), mise in allerta il National Security Council di pressioni esercitate sul presidente ucraino Zelens'kyj da parte di Rudy Giuliani e Gordon Sondland tramite due uomini d'affari legati a Giuliani, Lev Parnas e Igor Fruman.
La denuncia presentata dal whistleblower il 25 settembre 2019 fa riferimento ad una telefonata intercorsa tra il presidente Trump e il presidente ucraino Zelens'kyj avvenuta il 25 luglio precedente, nella quale Trump chiese espressamente al suo omologo ucraino di avviare due indagini. La prima si sarebbe dovuta concentrare sulle voci riguardanti un collegamento fra alcuni soggetti ucraini e la società di cibersicurezza statunitense CrowdStrike, accusata di aver influenzato le elezioni presidenziali del 2016 per favorire la principale avversaria di Donald Trump, ovvero Hillary Clinton. Nonostante sia stato assicurato, da parte di numerosi suoi consiglieri, che l'Ucraina non avesse avuto alcun ruolo nelle interferenze elettorali del 2016, Trump ha sempre sostenuto tale tesi, originata da alcuni canali di discussione della piattaforma online 4chan e poi successivamente rilanciati da blog, social media e da Fox News. La seconda indagine richiesta da Trump avrebbe dovuto coinvolgere Joe Biden, ex vicepresidente statunitense e uno dei candidati alle presidenziali del 2020 (quindi futuro probabile avversario di Trump) e gli affari in terra ucraina di suo figlio Hunter Biden. Il successivo 18 luglio 2019, Trump ha bloccato gli aiuti militari destinati all'Ucraina senza fornire spiegazioni, sbloccandoli poi l'11 settembre 2019.
Lo stesso giorno in cui il Congresso rese pubblica la denuncia del whistleblower, la Casa Bianca ha reso noto una trascrizione della stessa telefonata, una mossa che era comunque stata annunciata il giorno precedente. Dalla trascrizione non si evince alcun riferimento al blocco degli aiuti militari da parte di Trump, ma quest'ultimo ripetutamente sottolinea che gli Stati Uniti sono stati "molto, molto buoni" con l'Ucraina. Un giudizio che trova d'accordo anche il presidente ucraino, il quale si spinge a chiedere ulteriori rifornimenti militari agli Stati Uniti. Una richiesta alla quale Trump risponde con "Mi piacerebbe che però voi ci faceste questo favore" menzionando quindi le due indagini richieste alle autorità ucraine.