Lora legale in Italia è l'anticipazione di un'ora dell'orario per sfruttare la maggiore presenza estiva del sole, guadagnando così più luce la sera; è infatti come se il sole tramontasse sessanta minuti più tardi. L'ora legale fu adottata per due periodi dal Regno d'Italia dal 1916 al 1920 e dal 1940 al 1948, in occasione delle due guerre mondiali, con date di applicazione variabili di anno in anno. Fu poi ripresa in forma stabile dal 1966.
L'introduzione nel 1916
Nel Regno d'Italia l'ora legale fu adottata per la prima volta portando l'ora dalle 24 del 3 giugno 1916 all'1:00 del 4 giugno. Tra il 1916 e il 1920 singoli provvedimenti furono emanati per l'inizio e per la fine del periodo in cui era in vigore l'ora solare.
Il maggiore promotore dell'ora legale estiva in Italia fu l'ingegnere Luigi Luiggi che pubblicò diversi articoli sia per la sua introduzione sia per il suo successivo mantenimento. Sottolineò gli aspetti positivi della nuova regolazione oraria, in particolare un possibile risparmio da 100 a 150 milioni di lire per il carbone per l'illuminazione.
AnnoInizioFineGiorniNoteGiornoOraGiornoOra19163 giugno24:0030 settembre24:00119191731 marzo24:0030 settembre24:0018319189 marzo24:006 ottobre24:0021119191º marzo24:004 ottobre24:00217192020 marzo24:0018 settembre24:00182
Lo sciopero delle lancette
Nel 1920 a Torino l'adozione dell'ora legale fu anche occasione di contrasto in ambito lavorativo che portò a scioperi.
Inizialmente, su richiesta delle organizzazioni operaie, per il lavoro venne mantenuta l'ora solare; ad esempio da domenica 21 marzo gli addetti del trasporto tranviario entrarono in servizio con un'ora di ritardo rispetto all'ora legale. Lunedì 22 gli impiegati comunali furono minacciati di severi provvedimenti per il mancato adeguamento al nuovo orario; la situazione divenne confusa per l'applicazione di due orari diversi in città. A Biella ci fu uno sciopero generale del settore tessile per protesta contro l'ora legale. Martedì 23 protestarono gli impiegati comunali. Presso lo stabilimento «Industrie metallurgiche», appartenente alla FIAT, erano impiegati circa operai; per i turni di lavoro era stato raggiunto un accordo per mantenere l'ora solare, ma ci fu una protesta per la regolazione sull'ora legale delle lancette degli orologi interni. Cinque operai, pur essendo stata negata loro l'autorizzazione dalla direzione, spostarono l'ora degli orologi e vennero licenziati. I lavoratori iniziarono uno sciopero occupando lo stabilimento. Intervennero anche le forze dell'ordine, chiamate dalla direzione, ma non ci furono incidenti. Mercoledì 24 furono esposte sul tetto due bandiere rosse e una bandiera nera di un circolo anarchico; nelle prime ore del giorno all'esterno fu aumentato il numero di agenti e di carabinieri, ma molti furono ritirati nel pomeriggio perché non ci furono né incidenti né danni allo stabilimento. La mancanza di un accordo prolungò lo stato di agitazione degli operai, che furono comunque sgombrati senza incidenti in serata. Nei giorni successivi lo sciopero si allargò all'intero settore metallurgico con la nascita di controversie che portarono a uno sciopero generale di dieci giorni di operai per l'ottenimento di un concordato.
La ripresa nel 1940
AnnoInizioFineGiorniNoteGiornoOraGiornoOra194014 giugno00:00 ... ...1941 ... ... ... ...In vigore per tutto l'anno1942 ... ...2 novembre03:00870194329 marzo02:004 ottobre03:00189Istituzione per il Regno d'Italia e termine per la Repubblica Sociale Italiana19443 aprile02:002 ottobre03:00Istituzione e termine per la Repubblica Sociale Italiana2 aprile02:0017 settembre03:00Istituzione e termine per il Regno d'Italia19452 aprile02:0015 settembre01:00165Per il Regno d'Italia. Sospesa nella Venezia Giulia occupata.194617 marzo02:006 ottobre03:00203194716 marzo00:005 ottobre01:00203194829 febbraio02:003 ottobre03:00217
Alla fine del 1948 si stabilì la soppressione dell'ora legale per l'anno successivo, considerato un sistema legato al tempo di guerra e con eccessive scomodità per i lavoratori. All'inizio del 1950 si ipotizzò di riprenderla dal 26 febbraio a causa di una crisi dell'energia elettrica, ma il miglioramento della situazione portò alla sua sospensione.
L'ora legale dal 1966 La reintroduzione dell'ora legale fu inizialmente prevista per il 1965, ma venne invece stabilita per il 1966.
AnnoInizioFineGiorniNoteGiornoOraGiornoOra196622 maggio00:0025 settembre00:00126196728 maggio00:0024 settembre01:00119196826 maggio00:0022 settembre01:0011919691º giugno00:0028 settembre01:00119197031 maggio00:0027 settembre01:00119197123 maggio00:0026 settembre01:00126197228 maggio00:001º ottobre01:0012619733 giugno00:0030 settembre01:00119197426 maggio00:0029 settembre01:0012619751º giugno00:0028 settembre01:00119197630 maggio00:0026 settembre01:00119197722 maggio00:0025 settembre01:00126197828 maggio00:001º ottobre01:00126197927 maggio00:0030 settembre01:00126
La riforma del 1980 Dal 1980 ci fu un anticipo dell'inizio dell'ora legale per un accordo europeo che coinvolse vari paesi della Comunità economica europea.
AnnoInizioFineGiorniNoteGiornoOraGiornoOra19806 aprile02:0028 settembre03:00175198129 marzo02:0027 settembre03:00182198228 marzo02:0026 settembre03:00182198327 marzo02:0025 settembre03:00182198425 marzo02:0030 settembre03:00189198531 marzo02:0029 settembre03:00182198630 marzo02:0028 settembre03:00182198729 marzo02:0027 settembre03:00182198827 marzo02:0025 settembre03:00182198926 marzo02:0024 settembre03:00182199025 marzo02:0030 settembre03:00189199131 marzo02:0029 settembre03:00182199229 marzo02:0027 settembre03:00182199328 marzo02:0026 settembre03:00182199427 marzo02:0025 settembre03:00182199526 marzo02:0024 settembre03:00182
La nuova regolamentazione europea
Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione, ogni anno stima il risparmio consentito dall'adozione dell'ora legale. Tra il 2004 e il 2020 è indicato il risparmio di circa 10 miliardi di chilowattora e di oltre 1 miliardo e 720 milioni di euro.
AnnoInizioFineGiorniConsumo[GW·h]Risparmio stimato[GW·h]Risparmio stimato[percentuale]NoteGiornoOraGiornoOra199631 marzo02:0027 ottobre03:00210199730 marzo02:0026 ottobre03:00210199829 marzo02:0025 ottobre03:00210199928 marzo02:0031 ottobre03:00217200026 marzo02:0029 ottobre03:00217200125 marzo02:0028 ottobre03:00217200231 marzo02:0027 ottobre03:00210200330 marzo02:0026 ottobre03:00210200428 marzo02:0031 ottobre03:002176090,19%200527 marzo02:0030 ottobre03:002176400,19%200626 marzo02:0029 ottobre03:002176450,19%200725 marzo02:0028 ottobre03:00217643,70,19%200830 marzo02:0026 ottobre03:00210646,20,19%200929 marzo02:0025 ottobre03:002106430,20%201028 marzo02:0031 ottobre03:00217644,40,20%201127 marzo02:0030 ottobre03:002176470,19%201225 marzo02:0028 ottobre03:002176130,19%201331 marzo02:0027 ottobre03:002105690,18%201430 marzo02:0026 ottobre03:00210549,70,18%201529 marzo02:0025 ottobre03:00210552,30,17%201627 marzo02:0030 ottobre03:00217573,00,18%201726 marzo02:0029 ottobre03:002175670,18%201825 marzo02:0028 ottobre03:002175540,17%201931 marzo02:0027 ottobre03:002105050,16%202029 marzo02:0025 ottobre03:002104000,13%202128 marzo02:0031 ottobre03:002174500,14%202227 marzo02:0030 ottobre03:002174200,13%202326 marzo02:0029 ottobre03:002173700,12%202431 marzo02:0027 ottobre03:002103400,11%202530 marzo02:0026 ottobre03:002103100,10%202629 marzo02:0025 ottobre03:00210
Va osservato che il risparmio stimato da Terna, riportato nella colonna Risparmio, riguarda i soli consumi per l'illuminazione, esclusa quella pubblica, poiché quest'ultima è regolata indipendentemente dal cambio d'ora.
Un documento ENEA fornisce alcuni approfondimenti sui dati del 2010, citando Terna come fonte.
Secondo Terna nel 2010 la richiesta complessiva della rete elettrica ammontava a 330.455 GW·h (valore che compare nella tabella sopra, nella colonna Consumo, per quell'anno). Sottraendo le perdite di rete, pari a 20.570 GW·h, si ottiene un fabbisogno effettivo degli utenti di 309,8 TW·h, coincidente con quanto riportato nel documento ENEA.
Di questo totale, 50,8 TW·h risultano assorbiti dall'illuminazione, così ripartiti tra i settori produttivi: 0,5 TW·h nell'agricoltura, 13,4 TW·h nell'industria e 36,9 TW·h nel comparto civile. Quest'ultima quota si suddivide a sua volta in 21,4 TW·h attribuibili a servizi e commercio e 6,1 TW·h all'illuminazione pubblica (voci che insieme costituiscono il settore terziario), mentre i restanti 9,4 TW·h fanno capo all'ambito residenziale.
Escludendo l'illuminazione pubblica, restano dunque 44,7 TW·h di fabbisogno per illuminazione nel 2010, ai quali si può ricondurre il risparmio stimato di 644,4 GW·h (0,6444 TW·h) generato dall'ora legale nelle stagioni intermedie, primavera e autunno. Il comunicato Terna relativo a quell'anno indica infatti i mesi di aprile (150 GW·h) e ottobre (194 GW·h) come quelli con i risultati più significativi, seguiti da giugno (87 GW·h) e settembre (85,5 GW·h). Nel complesso, per il 2010 il beneficio calcolato equivale all'1,44% del fabbisogno potenzialmente coinvolto dal cambio orario.
Non risulta che Terna abbia diffuso un'analoga ripartizione settoriale dei consumi legati all'illuminazione per gli anni precedenti o successivi al 2010.
L'abolizione da parte dell'Unione europea
Nel settembre 2018 la Commissione europea ha proposto l'abolizione del cambio stagionale dell'ora a partire dal 2019; i singoli paesi avrebbero dovuto scegliere se adottare definitivamente l'ora solare o l'ora legale. A marzo 2019 il Parlamento europeo ha approvato la proposta, rinviando all'anno 2021 la scelta sull'orario per i singoli stati.
Note
Voci correlate Ora legale Ora legale nel mondo Ora legale del Pacifico Ora legale nell'Unione europea Fuso orario Sciopero delle lancette Tempo standard Formato dell'ora
Categoria:Fusi orari Categoria:Terminologia del diritto