Il Museo d'arte della Svizzera italiana, noto anche come MASI Lugano, è uno dei principali musei d'arte della Svizzera, con sede a Lugano nel Canton Ticino. Nato nel 2015 dall'unione del Museo Cantonale d'Arte e del Museo d'Arte della Città di Lugano, rappresenta oggi il centro di riferimento per la conservazione, la ricerca e la diffusione dell'arte nella Svizzera italiana.
Il museo dispone di due sedi espositive, una all'interno del LAC - Lugano Arte Cultura, inaugurata nel 2015, e l'altra nello storico Palazzo Reali, riaperto nel 2019 dopo un restauro integrale. A queste si aggiunge la collaborazione con la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, che dal 2012 offre una selezione di opere del Novecento e dell'arte contemporanea internazionale.
Grazie alla qualità delle collezioni, alla dimensione interdisciplinare e alle collaborazioni con istituzioni come il Musée d'Orsay, il Museum of Modern Art e la Tate Modern, il MASI è considerato uno dei poli culturali più importanti dell'Europa meridionale e uno dei musei svizzeri di maggior rilievo internazionale.
Il museo è membro di Art Museums of Switzerland, rete che riunisce i principali musei d'arte elvetici selezionati da Svizzera Turismo per la loro eccellenza scientifica e culturale, e riceve il sostegno dell'Ufficio federale della cultura e del Cantone Ticino.
Storia L'origine del MASI si inserisce nel lungo processo di istituzionalizzazione dell'arte nella Svizzera italiana, avviato tra Ottocento e Novecento. Prima della fondazione del museo nel 2015, la storia delle sue collezioni affonda le radici nel Museo Cantonale d'Arte, istituito nel 1987, e nel Museo d'Arte della Città di Lugano, inaugurato nel 1992 a Villa Malpensata. Entrambe le istituzioni nascevano a loro volta da iniziative ottocentesche di raccolta e tutela del patrimonio artistico locale.
Le origini (1850-1914) Nel corso del XIX secolo, Lugano e il Canton Ticino si affermarono come un crocevia culturale tra area italiana e mondo elvetico. Dopo l'apertura della Ferrovia del Gottardo (1882) e la trasformazione urbana della città, il desiderio di dotarsi di un museo d'arte si fece sempre più concreto.
Già nel 1892 la Società Ticinese di Belle Arti propose la creazione di un museo nella chiesa di Santa Maria degli Angioli, sostenuta dagli architetti Antonio Battaglini e Augusto Guidini. Il progetto non fu realizzato per mancanza di fondi, ma segnò l'inizio di una riflessione istituzionale sul ruolo dell'arte nella Svizzera italiana.
Durante la seconda metà dell'Ottocento, la crescita della borghesia ticinese e la presenza di artisti locali come Luigi Rossi, Filippo Franzoni e Adolfo Feragutti Visconti alimentarono la nascita di collezioni private, alcune delle quali confluirono più tardi nel patrimonio pubblico cantonale.
Il primo dibattito organico sulla necessità di un museo d'arte cantonale risale al 1893, quando il consigliere di Stato Giuseppe Caccia suggerì di destinare a tale scopo un edificio pubblico, proponendo l'istituzione di un museo dedicato alle arti figurative e alle tradizioni regionali. Tuttavia, la proposta non venne attuata, e per diversi decenni le opere d'arte rimasero disperse tra chiese, collezioni e sale comunali.
La prima guerra mondiale e il periodo immediatamente successivo determinarono una sospensione di ogni progetto, ma la questione tornò attuale a partire dagli anni Venti, con la fondazione di società artistiche e circoli culturali, preludio alle istituzioni museali del secolo successivo.
Il Museo Cantonale d'Arte (1915-1987) Il dibattito sulla creazione di un museo d'arte ticinese riprese vigore nel XX secolo, in concomitanza con la nascita dello Stato del Canton Ticino moderno e con l'affermazione di una coscienza culturale regionale.
Nel 1942 lo storico dell'arte Pietro Chiesa pubblicò un articolo intitolato Avrà l'arte della Svizzera italiana il proprio museo?, nel quale auspicava la nascita di un'istituzione che potesse rappresentare il patrimonio artistico del Sud delle Alpi, allineandolo agli standard dei grandi musei federali di Zurigo, Berna e Ginevra.
La proposta trovò sostegno nel contesto del 150º anniversario dell'indipendenza del Canton Ticino (1953), quando il Governo cantonale dichiarò la necessità di creare un museo pubblico d'arte. Il Gran Consiglio ticinese approvò nel 1956 la donazione al Cantone di Palazzo Reali, edificio seicentesco situato nel centro di Lugano, che fu destinato a sede museale.
I lavori di ristrutturazione dell'edificio, approvati con decreto legislativo nel 1979, durarono quasi un decennio e portarono all'apertura ufficiale del Museo Cantonale d'Arte nel 1987. La missione istituzionale del museo fu definita nel regolamento del 22 marzo 1989, che stabiliva i compiti di acquisire, conservare ed esporre opere d'arte, promuovere la ricerca, organizzare esposizioni temporanee e collaborare con scuole e istituzioni culturali ticinesi.
Durante i suoi primi trent'anni di attività il museo ospitò oltre cento mostre temporanee, molte delle quali dedicate agli artisti ticinesi tra Ottocento e Novecento. Tra le esposizioni più rilevanti figurano le retrospettive su Giovanni Serodine, Luigi Rossi, Filippo Franzoni e Ferdinando Fontana, che contribuirono alla riscoperta dell'identità culturale della regione.
Il Museo d'Arte della Città di Lugano (1893-2014) Parallelamente, l'attività artistica municipale si era sviluppata attorno alla figura del mecenate Antonio Caccia, che nel 1893 donò alla Città di Lugano la sua collezione di opere d'arte e Villa Malpensata, con l'intento di fondare un museo civico.
La prima esposizione permanente fu inaugurata nel 1912, e nel 1933 la Villa Ciani ospitò il Museo Civico di Belle Arti – Fondazione Caccia. Con l'espansione delle attività culturali cittadine, nel 1968 il Comune istituì il Dicastero Musei e Cultura, incaricato di organizzare eventi artistici e di pianificare l'ammodernamento delle strutture espositive.
Nel 1973 fu completato il restauro di Villa Malpensata, che divenne sede di mostre temporanee, mentre nel 1992 venne istituito ufficialmente il Museo d'Arte della Città di Lugano. L'istituto assunse un ruolo di rilievo internazionale, ospitando rassegne di arte moderna e contemporanea e instaurando collaborazioni con musei come la Fondazione Beyeler e il Museo d'Arte Moderna di Parigi.
Tra il 1992 e il 2015 il museo organizzò circa ottanta esposizioni, fra cui importanti retrospettive su Alberto Giacometti, Paul Klee, Umberto Boccioni e Mario Sironi, raggiungendo oltre un milione di visitatori complessivi.
La Collezione Giancarlo e Danna Olgiati (2012) Nel 2012 fu inaugurato uno spazio espositivo permanente dedicato alla Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, accanto al LAC in Riva Caccia. La collezione, in comodato alla Città di Lugano, comprende oltre duecento opere di arte italiana e internazionale dal XX secolo ai giorni nostri, con particolare attenzione al Futurismo, al Nouveau Réalisme, all'Arte povera e alle avanguardie concettuali.
Fra gli artisti rappresentati figurano Lucio Fontana, Alighiero Boetti, Giuseppe Penone, Mario Merz, Piero Manzoni, Jannis Kounellis e Giulio Paolini. Le opere sono esposte secondo un criterio tematico e ruotano periodicamente in dialogo con la programmazione del MASI Lugano.
La fusione e la fondazione del MASI (2005-2015) L'idea di fondere le due principali istituzioni artistiche luganesi emerse nel 2005, durante i lavori di progettazione del nuovo centro culturale LAC. Nel 2010 il Cantone Ticino e la Città di Lugano sottoscrissero un accordo di collaborazione per creare sinergie tra il Museo Cantonale d'Arte e il Museo d'Arte della Città.
Dal 2012 i due musei operarono sotto una direzione congiunta e nel 2015 fu istituita la Fondazione Museo d'arte della Svizzera italiana, ente autonomo di diritto pubblico incaricato della gestione del nuovo museo. La fondazione è amministrata da un Consiglio di Fondazione composto da rappresentanti del Cantone, della Città di Lugano e di personalità del mondo artistico e accademico.
Il 9 novembre 2015 il MASI fu ufficialmente inaugurato nella sede del LAC Lugano Arte e Cultura, che ne divenne il cuore operativo. La seconda sede di Palazzo Reali rimase chiusa per restauro fino al 2019, quando fu riaperta al pubblico con un nuovo allestimento permanente dedicato alla storia dell'arte ticinese.
La nascita del MASI segnò la creazione di una delle più importanti istituzioni culturali della Svizzera contemporanea, concepita come piattaforma interdisciplinare tra arti visive, musica e teatro. La sua missione, definita dagli enti fondatori, è quella di valorizzare l'identità storica e culturale della Svizzera italiana, promuovendo allo stesso tempo il dialogo internazionale attraverso mostre, scambi e programmi di ricerca.
Architettura e sedi Il Museo d'arte della Svizzera italiana si articola su due sedi principali – il LAC Lugano Arte e Cultura e Palazzo Reali – oltre alla collaborazione permanente con la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati. La struttura museale è completata da depositi, laboratori di conservazione, archivi e spazi didattici, concepiti per integrare funzioni scientifiche e divulgative secondo gli standard ICOM.
Le sedi, complementari per destinazione e concezione architettonica, riflettono due anime del museo: quella contemporanea e interdisciplinare del LAC, e quella storica e patrimoniale di Palazzo Reali.
Sede principale: il LAC Lugano Arte e Cultura
La sede principale del MASI si trova all'interno del LAC – Lugano Arte e Cultura, inaugurato nel 2015 e progettato dall'architetto svizzero Ivano Gianola. L'edificio, situato sul lungolago di Lugano, rappresenta uno dei complessi culturali più grandi della Svizzera italiana, con una superficie totale di oltre 15 000 m², di cui circa 2 500 destinati alle arti visive.
Il progetto, vincitore di un concorso internazionale bandito nel 1999, si inserisce in continuità con il fronte lacustre della città e dialoga con il paesaggio circostante grazie a una facciata vetrata che apre la vista verso il Lago di Lugano e il Monte Brè. L'edificio si articola in tre livelli espositivi, un auditorium da 1 000 posti, sale multifunzionali, spazi per eventi e un'area didattica.
Gli spazi museali del MASI al LAC comprendono sale di grande formato per mostre temporanee, un'area dedicata alle collezioni permanenti e uno spazio modulare per installazioni contemporanee. Il sistema di climatizzazione e illuminazione è progettato secondo le normative museali internazionali, consentendo l'esposizione di opere di alto valore storico e artistico.
Il percorso espositivo si sviluppa su un asse verticale che unisce il piano d'ingresso con i livelli inferiori, creando una continuità visiva e funzionale. L'atrio, con un'altezza di oltre 16 metri, funge da spazio di accoglienza e di collegamento tra le varie sezioni del complesso culturale.
La sede del LAC è concepita come un museo aperto e interdisciplinare, dove il MASI dialoga con le arti performative, la musica sinfonica e il teatro, offrendo una programmazione congiunta che contribuisce all'identità culturale della regione.
Palazzo Reali
La seconda sede del MASI è ospitata nello storico Palazzo Reali, situato in via Canova nel centro di Lugano. L'edificio, originario del XVII secolo, fu acquistato dal Cantone Ticino nel 1956 e restaurato tra il 1979 e il 1987 per accogliere il Museo Cantonale d'Arte.
Dopo la nascita del MASI nel 2015, Palazzo Reali è stato oggetto di un nuovo intervento di restauro e riallestimento museografico, condotto tra il 2016 e il 2019 sotto la supervisione della Divisione della Cultura e degli Studi Universitari del Cantone Ticino. La riapertura ufficiale è avvenuta nel dicembre 2019, con un allestimento che valorizza le collezioni storiche e i nuclei artistici legati al territorio ticinese.