La chiesa arcipretale di San Mamante è la parrocchiale di Medicina, in città metropolitana ed arcidiocesi di Bologna; inoltre, fa parte del vicariato di Budrio-Castel San Pietro Terme.

Storia Si sa che l'originaria pieve di Medicina era situata all'esterno del locale castello e che fu riedificata nel 1406. Questa chiesa era caratterizzata dall'aula rettangolare, dal presbiterio quadrato e dal soffitto a capriate; era dotata di fonte battesimale, di un nartece, di una facciata a capanna con un oculo e di un campanile la cui cella era ingentilita da bifore. Tra i secoli XVII e XVIII vennero realizzate le cappelle laterali del Rosario e di Santa Lucia.

Sul finire del Seicento la chiesa non era più adatta a soddisfare le esigenze della popolazione e si decise di riedificarla. I lavori di realizzazione dell'attuale parrocchiale, progettata in stile barocco da Giuseppe Antonio Ambrosi da Bologna, iniziarono nel 1734 e terminarono nel 1739. Nel 1752 venne deliberata l'edificazione del campanile e il progetto fu affidato agli architetti Carlo Francesco Dotti e Angelo Venturoli e nello stesso anno iniziarono le pratiche relative; la torre campanaria, alta 53 metri e portata a compimento nel 1777, venne realizzata sfruttando parte delle fondamenta di un torrione dell'antico castello.

Nel 1836 il presbiterio fu modificato e nel 1843 la sacrestia - al giorno d'oggi adibita a cappella feriale - venne riedificata in stile neoclassico. Nello stesso periodo fu ricostruita, adiacente alla chiesa, la canonica, la quale venne in parte rifatta nella seconda metà del Novecento. Nel 1953 il pavimento venne completamente rifatto. L'edificio subì alcuni danni durante il terremoto dell'Emilia del 2012.

Descrizione

La facciata interamente in cotto consta di due piani contraddistinti ai lati da lesene giganti di ordine tuscanico, mentre la fascia centrale verticale, aperta in basso dal portale e in alto da un finestrone, si presenta priva di membrature. La facciata, moderatamente mosso, ingentilita da volute laterali, è conclusa da un timpano curvilineo.

L'interno a croce latina è uno dei più interessanti della sua epoca nel territorio bolognese e conserva alcune opere di pregio: al secondo altare a destra è una tela con la Morte di San Giuseppe, eseguita nel XVII secolo da Carlo Bononi (o per alcuni da Giacomo Cavedone) e originariamente posta nella chiesa della Madonna del Carmine.

L'altar maggiore, costruito con bronzi e marmi dorati, fu realizzato su disegno di Angelo Venturoli. Dietro di esso è una pala con I santi protettori di Medicina, dipinta da Ercole Graziani nel 1742.

Il terzo altare sinistro è ornato da una pala di Ubaldo Gandolfi raffigurante I santi Lorenzo, Alò, Antonio da Padova e Ignazio in adorazione del Salvatore, del 1766.

In chiesa sono anche una pala raffigurante la Madonna di Guadalupe tra i Santi Magno ed Emidio, realizzata in epoca napoleonica, un dipinto con Sant'Isidoro Agricola, opera ottocentesca della bolognese Anna Mignani Grilli, e una pala il cui soggetto è la Beata Vergine Assunta in adorazione della Santissima Trinità, forse di Giovanni Giacomo Semenza o di Francesco Gessi, proveniente dalla chiesa dell'Assunta.

Note

Bibliografia AA.VV., Emilia Romagna paese per paese, Firenze, Bonechi, 1987.

Voci correlate Medicina (Italia) Arcidiocesi di Bologna Parrocchie dell'arcidiocesi di Bologna

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