Componente del clan coreiscita dei B. ʿAdī b. Kaʿb, Zayd fu un ḥanīf che si era rivolto alla fede di Abramo (dīn Ibrāhīm) per trovare risposte alle sue domande esistenziali insoddisfatte dall'antica fede enoteistica dei Quraysh, che trovò poi nella fede islamica.Così egli infatti poetò:

A causa delle ostili reazioni suscitate dall'abbandono della sua fede avita, Zayd decise di ritirarsi a vivere, a mo' di eremita, nei luoghi montuosi circondanti La Mecca.

In un incontro con Maometto, il rifiuto di Zayd di consumare le carni di una vittima sacrificata agli idoli indusse il Profeta islamico a imitarlo, confortato presto da una rivelazione coranica che metteva al bando un simile consumo per il credente.M. J. Kister, "'A bag of meat': a study of an early ḥadīth", in BSOAS, XXXIII (1970), pp. 267-275, ristampato in Studies in Jāhiliyya and early Islam, Londra, Variorum, 1980, no. VI.

Di ritorno dal Bilād al-Shām - dove s'era recato in precedenza per interrogare i dotti israeliti ivi presenti, che tuttavia lo delusero con le loro risposte - fu aggredito da ignoti nei territori lakhmidi mesopotamici o Arabi nord-orientaliIbn Isḥāq, al-Sīra al-nabawiyya, trad. di Alfred Guillaume. e assassinato.

Suo figlio Sa'ìd b. Zayd, convertito anch'egli all'islam, fu uno dei cosiddetti Dieci Benedetti.

Note

Bibliografia U. Rubin, "Ḥanīfiyya and Kaʿba: an inquiry into the Arabian pre-Islamic background of dīn Ibrāhīm", in JSAI, XIII (1990), pp. 85–112, alle pp. 99–103.

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