. Noto anche come Giovanni La Vista, fu per due volte padre provinciale, nonché insegnante dell'Università degli Studi di Altamura (1747-1812), dove insegnò teologia.. I contemporanei lo ricordano per la sua bravura nella composizione di quaresimali ed elogi funebri, alcuni dei quali andarono in stampa.

Vita Nacque a Molfetta nel 1715 e studiò presso i frati minori osservanti. Fu in seguito inviato nel monastero Ara Coeli a Roma, dove diede prova del suo talento nelle scienze sacre e nella letteratura. Divenne prima frate e, in seguito sacerdote. Nella città di Roma, diede prova della sua abilità nella scrittura, e in particolare nella composizione di elogi funebri, tanto che Melchiorre Gioia lo paragonò addirittura al francese Jean-Baptiste Massillon.

In seguito ritornò nella sua città natale Molfetta, dove arricchì la biblioteca di libri rari, e compose un quaresimale e un elogio funebre in morte di monsignor Salerni di Molfetta, scritto in latino e stampato a Napoli. Insegnò anche teologia presso l'Università degli Studi di Altamura, sostituito poi da Mario Tirelli, Giuseppe Patella e infine da Vito Antonio Giannuzzi.

Morì di podagra nel 1767, all'età di 52 anni. Un semibusto in marmo che lo raffigura è esposto nella Chiesa dei Frati Minori Osservanti, arricchito da un'iscrizione di Giovanni Battista De Bonis.

Opere Il Colascione

Note

Bibliografia

Voci correlate Università degli Studi di Altamura Altamura Luca de Samuele Cagnazzi Paolo Ruggeri Giuseppe Carlucci Giambattista Manfredi Mario Tirelli

Categoria:Università degli Studi di Altamura