Daicon III Opening Animation e Daicon IV Opening Animation, più comunemente noti come Daicon III e Daicon IV, sono due cortometraggi anime prodotti rispettivamente nel 1981 e nel 1983 per le omonime convention di fantascienza del Nihon SF Taikai. Furono realizzati dal collettivo Daicon Film, un gruppo di animatori all'epoca studenti universitari e alle prime armi, comprendente Toshio Okada, Yasuhiro Takeda, Hideaki Anno, Hiroyuki Yamaga e Takami Akai, che poco dopo si sarebbe associato nello studio Gainax.

I corti divennero subito celebri, sia per la loro qualità di animazione, giudicata insolitamente alta per dei prodotti amatoriali, sia per la presenza di elementi propri delle culture otaku e pop occidentale. I creatori non si curarono di assicurarsi i diritti per le citazioni e gli omaggi presenti, e, da questo controverso stato giuridico, i filmati incontrarono delle resistenze che non ne permisero la distribuzione ufficiale.

Per via dell'influenza che ebbero nella nascita dello studio di animazione Gainax e della loro qualità pioneristica Daicon III e Daicon IV Opening Animation sono considerate delle opere di culto e delle produzioni fondamentali nel panorama dell'animazione giapponese. Nel 2001 la rivista Animage le collocò, sotto il titolo unificante Daicon, al trentacinquesimo posto della classifica dei migliori cento anime di tutti i tempi.

Trama Daicon III Opening Animation Un jet VTOL della Pattuglia Scientifica di Ultraman atterra in uno spiazzo erboso di una foresta; una ragazzina, di ritorno da scuola con il suo zainetto (randoseru), lo osserva incuriosita, nascosta dietro un albero. Dal velivolo discendono due membri del corpo speciale che avvicinano la bambina porgendole un bicchiere d'acqua e pregandola di consegnarlo a Daicon. Ella accetta la missione, ma, non appena incamminatasi, si imbatte in un Punk Dragon che le blocca la strada con il suo mecha. La macchina, tuttavia, si ribella e, dopo aver ucciso con un missile il suo padrone, ingaggia un duello contro la ragazza. La bambina riesce ad avere la meglio, mostrando una forza fisica fuori dall'ordinario. Nel frattempo Gomora emerge da sottoterra e tenta di afferrarla; la bambina, sfruttando un razzo ausiliario nascosto nello zaino, fugge in volo. Il mecha la insegue e la colpisce a mezz'aria con un missile, facendole perdere i sensi. Mentre precipita nel vuoto la bambina lascia la presa del bicchiere. Poco prima di schiantarsi al suolo però si ricorda del compito affidatole dalla Pattuglia Scientifica: riacquista conoscenza, afferra il recipiente e, riattivato il propulsore dello zaino, si mette in salvo in una città deserta.

Il robot la raggiunge e le lancia contro una nuova batteria di missili; lei ne ferma uno a mani nude e lo scaglia contro di lui, facendolo esplodere. Seppur ormai ridotto in un cumulo di rottami, il mecha lancia un razzo segnalatore che, scoppiando, produce il logo della manifestazione e chiama in tal modo a raccolta Ideon, Godzilla, King Ghidorah e Gamera. Di fronte ai nemici la ragazza cerca di fuggire in aria; il suo tentativo però si rivela vano, poiché i cieli sono solcati da uno star destroyer, un TIE e dalle astronavi marziane del film La guerra dei mondi. Vedendosi circondata, estrae dalla cartella un righello di bambù, che si trasforma in una spada laser con cui taglia a metà un Baltan di Ultraman, e lancia una serie di piccoli missili dal suo randoseru, annientando un Maser Tank della serie Godzilla, la nave da guerra sottomarina Atragon, la Yamato, l'USS Enterprise, un X-wing e Daimajin. Riesce dunque a farsi strada e a giungere in un deserto, dove trova per metà sepolto un daikon raggrinzito. Lo annaffia con l'acqua del bicchiere ed esso diventa un'enorme nave spaziale, chiamata Daicon. La giovane viene condotta a bordo da un raggio di luce e, vestita di un'uniforme navale e con Toshio Okada e Yasuhiro Takeda al posto di comando, parte per i confini lontani dell'universo..

Daicon IV Opening Animation La ragazzina protagonista del primo episodio è cresciuta e, indossando un costume da coniglietta di Playboy, combatte con le sue abilità da guerriera contro i nemici del cosmo.. Affronta tutta una serie di nemici del media franchise di Ultraman: batte Astron, Jamira, Zarab Seijin, King Joe, Seabonzu, Twin Tail, Gesura, Dada e Saturn, sbaraglia un'orda di Metron Seijin e schiva Gyango, Red King, Baltan Seijin, Takkong, Pole Seijin, Z-Ton, Mephilus Seijin e Seagoras; evita un RX-78 Gundam e sfida in un duello di spade laser Dart Fener, assistito da un manipolo di stormtrooper; sulla cima di una scogliera sconfigge uno xenomorfo dalle gambe artificiali (che brandisce il Discovery One a mo' di arma) e Dynaman. La spada Stormbringer appare solcando il cielo, e la ragazza ci salta sopra e la cavalca come una tavola da surf.

Planando su di essa, la giovane incontra una formazione di Ultra Hawk 1 dell'universo narrativo di Ultraman e deflagra la Yamato, lArcadia di Capitan Harlock e una SDF-1 in tandem con un esplosivo VF-1 Valkyrie armato con una sciabola a raggi, simile a quella di Gundam. Dopo aver preso parte a una nuova battaglia aerea in una caffetteria otaku la giovane vola tra Capitan America, Robin, Batman, l'Uomo Ragno, Superman e Wonder Woman. Numerosi velivoli spaziali e personaggi fantasticiCome i protagonisti de Il Signore degli Anelli, di Conan il barbaro, de Le cronache di Narnia e del Ciclo di Pern, un incrociatore da battaglia Klingon, la navetta del romanzo I primi uomini sulla Luna, il Millennium Falcon, i Thunderbirds, Kamen Rider, Jumborg Ace, Nausicaä, un Verme Re, Lynn Minmay, Mazinger Z, Kool Seijin di Ultra e Cutie Honey. appaiono sotto forma di visioni nel cielo. Una volta tornata a terra la ragazza salta giù dalla Stormbringer, la quale si divide in sette parti di altrettanti diversi colori.

Improvvisamente, «quella che potrebbe essere descritta solo come una bomba atomica», secondo il saggista Takashi Murakami, disintegra una metropoli non popolata, lasciando dietro di sé una raffica di petali di ciliegio. Conseguenti terremoti e inondazioni sconvolgono il pianeta, mentre un raggio lanciato dalla Daicon attraversa l'atmosfera e dà vita a una vegetazione lussureggiante su tutto il territorio, ora popolato da una folla di personaggi immaginari della cultura popolare, cinematografici, fumettistici e letterariQuali Anna Shirley di Anna dai capelli rossi, Apollo Geist di Kamen Rider X, Bandel Seijin e Kemur di Ultra, Barom-1, Burt, Bert, Big X, Boss Robot di Mazinger Z, un Brutishdog di Sōkō kihei Votoms, il capitano Dyce di Conan il ragazzo del futuro, Char Aznable, Cobra, Cornelius de Il pianeta delle scimmie, Cyborg 009, Densen Man, Doruge (un kaijū della Toei Company), Doraemon, Gavan, il mostro della laguna nera, Gort di Ultimatum alla Terra, Hakaider di Jinzō ningen Kikaider, l'uomo invisibile, Koichi Zenigata, Kamen Rider V3, Kanegon, Lamù, Lupin III, Maria di Metropolis, un mutante di Metaluna di Cittadino dello spazio, i marziani de La Guerra dei mondi, Ming lo spietato, Moon Mask Rider, Q-tarō di Obake no Q-tarō, Pris di Blade Runner, Robby il robot, Robocon di Ganbare!! Robocon, il robot-pistolero de Il mondo dei robot, Robot Santōhei, Jena Plissken, Soran di Uchū shōnen Soran, Uchū Ace, Go Mifune di Superauto Mach 5, Spock, Superman, vari super sentai, Susumu Kodai de La corazzata Yamato, Super Robot 28, Toriton e uno Xilieno dalla saga di Godzilla....

Produzione La formazione del gruppo, Daicon 3 e la realizzazione del primo cortometraggio Sul finire degli anni settanta Toshio Okada e Yasuhiro Takeda erano due giovani studenti universitari a Osaka, rispettivamente alla Osaka Electro-Communication University e alla Kinki University di scienze e tecnologia.. Entrambi grandi appassionati di fantascienza, anime e tokusatsu, si iscrissero alle associazioni a tema fantascientifico della propria università. Questi circoli fungevano da gruppi di aggregazione per discutere liberamente dei propri interessi, scambiarsi informazioni, produrre fanzine, e partecipare a convegni sull'argomento.., dove si andava formando in nuce la prima comunità di appassionati giapponesi che sarebbe stata successivamente individuata come fenomeno otaku... Okada e Takeda si incontrarono proprio nel corso di uno di tali convegni locali, la Seto-Con del 1978..

Poiché all'epoca era consuetudine affidare l'organizzazione di questi raduni di fantascienza a gruppi studenteschi, associazioni o organizzazioni di appassionati del luogo, Okada e Takeda, dopo aver accumulato un po' di esperienza nell'allestimento di alcuni convegni minori, riuscirono ad entrare in contatto con numerosi interessati e nel 1980 si proposero come comitato organizzativo per curare la 20ª edizione del Nihon SF Taikai, il più importante convegno di questo tipo in Giappone, che si sarebbe svolta l'anno successivo a Osaka con il nome di Daicon 3... Durante i preparativi per l'evento il gruppo pensò di realizzare un cortometraggio anime per il tradizionale video d'apertura anziché prendere in prestito o acquistare materiale già edito, e reclutò quindi le matricole dell'Università di belle arti di Osaka Hideaki Anno, Hiroyuki Yamaga e Takami Akai, anche loro appassionati di fantascienza e di anime e con un po' d'esperienza alle spalle nella realizzazione di filmati animati... Il primo incontro tra Okada, Takeda, Anno e Yamaga avvenne in un caffè di Kyoto, in cui, come riportò Takeda nel libro The Notenki Memoirs, Anno stupì i due nuovi conoscenti schizzando su un blocchetto una breve sequenza animata stile flip-book di una powered suit:

Benché Anno, Yamaga e Akai fossero a conoscenza dei metodi necessari per realizzare un anime, le loro creazioni fino a quel punto si erano limitate a semplici animazioni su carta e non avevano pratica con la più complessa tecnica del rodovetro (cel); inoltre il gruppo non disponeva di fondi adeguati e dovette ripiegare su materiali e attrezzi alternativi o di scarsa qualità.. I costosi cel di acetato di cellulosa necessari per l'animazione, ad esempio, vennero sostituiti con un rotolo di vinile acquistato direttamente in fabbrica per soli duemila yen.. Tuttavia, dopo aver tagliato e preparato i cel i creatori gli artisti constatarono l'inutilità del vinile; la vernice che vi veniva stesa sopra faceva incollare tra di loro i fogli impilati e tendeva inoltre a staccarsi una volta seccata. I fori necessari ad allineare i cel e i fogli di carta B5 destinati all'animazione vennero poi fatti a mano con un semplice perforatore da ufficio.